Addio bustine trasparenti di plastica, benvenute bustine di carta!

The LEGO Group ha appena annunciato che dal prossimo anno inizieranno a sostituire le bustine trasparenti in cui vengono confezionati i pezzi nelle scatole LEGO con delle bustine di carta, con l’obiettivo di avere un confezionamento interamente sostenibile entro il 2025.

La cosa era già stata accennata in precedenza, ma l’annuncio ufficiale è giunto oggi, con tutti i dettagli.

Nel complesso LEGO investirà 400 milioni di dollari per questo e per continuare sulla strada verso la completa sostenibilità, la cui scadenza finale rimane il 2030.

Le altre attività previste sono:

  • Il raggiungimento di nella neutralità carbonica per quanto riguarda la produzione, sempre entro il 2025, sfruttando sempre di più le energie rinnovabili e cercando di consumare meno.
  • La circolarità: estendere il più possibile il concetto per cui “i pezzi LEGO non si buttano” (non è una cosa che serva dire a noi!), creando modi per poter donare ai bambini i pezzi vecchi piuttosto che buttarli via (un’esperimento pilota, LEGO Replay, era già stato fatto in USA lo scorso anno; in futuro verrà esteso ad altri paesi).
  • Niente sprechi entro il 2025. Niente più rifiuti dalla produzione, già ora il 93% dei rifiuti delle fabbriche viene riciclato.
  • Continuare a cercare di raggiungere l’obiettivo finale di trovare nuovi materiali sostenibili con cui realizzare i mattoncini LEGO. Per le piante è stato facile perché il tipo di plastica più morbido con cui sono sempre state realizzate si può raggiungere anche partendo dalla canna da zucchero, per altre plastiche la cosa è meno immediata.

È importante ribadire ancora una volta che non stanno cercando di realizzare mattoncini biodegradabili (anzi!), i nuovi mattoncini dovranno avere le stesse qualità di durabilità di quelli attuali.

Fonte: The LEGO Group Press Room.

LEGO® Braille Bricks

Annunciati più di un anno fa, vengono ufficialmente presentati oggi i Braille Bricks, i mattoncini pensati per le persone non vedenti. In Italia arriveranno nella primavera 2021, ma non saranno disponibili al pubblico.

Il comunicato stampa:

Billund, 20 agosto 2020: Oggi, LEGO Foundation e LEGO Group hanno annunciato il lancio ufficiale dei LEGO® Braille Bricks in sette Paesi, tra cui Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. In Italia arriveranno entro la primavera del 2021. Il progetto pilota è stato presentato per la prima volta nell’aprile 2019 durante la conferenza “Sustainable Brands” tenutasi a Parigi, in Francia, patria dell’inventore Braille, Louis Braille. Da allora sono stati eseguiti test in varie lingue e contesti culturali. Oggi LEGO Group e LEGO Foundation sono pronte per il lancio in sei lingue, tra cui danese, norvegese, inglese, portoghese, tedesco e francese. Nei sei mesi successivi il prodotto sarà poi lanciato in altre quattro lingue, con l’intento di implementare il progetto fino a raggiungere un totale di undici lingue in venti paesi entro i primi mesi del 2021.

“Con i mattoncini Braille, LEGO Foundation ha creato per i bambini non vedenti un modo totalmente nuovo e coinvolgente per imparare a leggere e scrivere,” afferma David Clarke, Director of Services at the Royal National Institute of Blind People, che ha lavorato con LEGO Foundation per sviluppare e testare i mattoncini nel Regno Unito. “Il Braille è uno strumento importante, in particolare per i giovani con problemi alla vista. Questa ingegnosa novità apre un mondo tutto nuovo di apprendimento ludico che insegna ai bambini il Braille, coinvolgendo anche i loro compagni di classe in modo divertente e interattivo.”

“In qualità di educatore, sono certo che i LEGO Braille Bricks saranno utili per unire diversi studenti”, afferma Paige Maynard, Paige Maynard, Teacher of the Visually Impaired and Developmental Interventionist at Visually Impaired Preschool Services a Louisville, KY. “Gli studenti con disabilità visive potranno giocare e imparare insieme ai loro coetanei vedenti. I mattoncini portano la gioia del gioco nel mondo del Braille e l’insegnamento di abilità tattili. Inoltre sappiamo che l’apprendimento più incisivo e duraturo si ha proprio quando i bambini sono impegnati in attività che amano.”

Man mano che i kit di mattoncini LEGO Braille Bricks saranno lanciati in ogni paese, verranno distribuiti gratuitamente insieme alle Istituzioni, a scuole selezionate e servizi per l’educazione dei bambini con problemi visivi. LEGO Foundation collaborerà con Partner Ufficiali in ogni Paese per gestire l’assegnazione dei kit e la formazione dei docenti presentato su www.LEGObraillebricks.com.

Ogni kit conterrà oltre 300 LEGO Braille Bricks che comprendono l’intero alfabeto della lingua scelta, i numeri da 0-9, i simboli matematici e i segni di punteggiatura. I kit saranno disponibili nei cinque colori LEGO e comprenderanno anche tre basi e un separatore di mattoncini.

“Siamo contenti di lanciare ufficialmente la prima parte del programma di LEGO Braille Bricks e non vediamo l’ora di far avere i kit nelle mani dei bambini” afferma Stine Storm, Senior Play & Health Specialist at LEGO Foundation. “Nel corso del test e del programma pilota, abbiamo ricevuto un grande sostegno e feedback positivi da parte di bambini, genitori, insegnanti e organizzazioni partner che hanno sperimentato i mattoncini LEGO Braille. Abbiamo capito il reale potenziale di questi kit volti a incoraggiare l’apprendimento in un modo nuovo ed emozionante. Le possibilità di imparare attraverso il gioco sono infinite e non vediamo l’ora di vedere come s’ispireranno i bambini nel loro viaggio per l’apprendimento del Braille.

Il concetto alla base dei LEGO Braille Bricks è stato proposto per la prima volta alla Fondazione LEGO nel 2011 dall’Associazione danese dei non vedenti e nel 2017 da Dorina Noweill Foundation per non vedenti con sede in Brasile. Da allora è stato messo a punto in stretta collaborazione tra le associazioni per non vedenti di Danimarca, Brasile, Regno Unito, Norvegia, Germania, Francia e Stati Uniti, dove i test sono stati condotti in due fasi nel corso di quasi due anni. La prima parte dei mattoncini LEGO Braille è ora in fase di lancio in questi stessi Paesi e sarà lanciata in altri 13 Paesi all’inizio del 2021, tra cui Australia, Austria, Belgio, Canada, Finlandia, Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.

Per quanto riguarda l’Italia, il partner scelto è la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro-Ciechi. Importante ribadire che questo non è un prodotto destinato al pubblico, ma sarà disponibile esclusivamente attraverso questi partner!

I 100 anni di Godtfred Kirk Christiansen (con sorpresa)

[Articolo di Mads Klougart Jakobsen apparso oggi sulla intranet dei dipendenti LEGO, tradotto e condiviso con permesso. Fonte: LAN.]

100 anni fa, oggi, nacque il precedente proprietario e direttore generale LEGO Godtfred Kirk Christiansen. La sua influenza sull’azienda e sul successo del sistema LEGO è innegabile, ma una nuova ricerca dei nostri storici alla LEGO Idea House mostra che la sua influenza sul mattoncino LEGO e sull’azienda è ancora più grande di quanto si pensasse inizialmente.

“Per decenni non abbiamo potuto dare una risposta precisa alla domanda su come fosse stato sviluppato il mattoncino LEGO e chi fosse la mente responsabile del suo design. Eravamo convinti che si fosse trattato di un processo lungo portato avanti da una squadra di dipendenti LEGO tra la metà e la fine degli anni 50. Grazie a del materiale appena ritrovato, abbiamo invece scoperto che Godtfred ha giocato un ruolo centrale nello sviluppo del mattoncino LEGO che tutto il mondo oggi ama”, spiega Signe Wiese, storica della LEGO Idea House.

Ecco la storia, mai raccontata prima, dello sviluppo dell’iconico mattoncino LEGO:

È il 23 gennaio 1958. Tre uomini sono seduti in un ufficio LEGO a Billund. I tre uomini sono Godtfred Kirk, suo fratello Karl Georg (probabilmente) e Axel Thomsen, capo dell’ufficio commerciale LEGO in Germania.

Quest’ultimo spiega che sta ricevendo delle lamentele dai suoi clienti in Germania sul fatto che i modellini costruiti con i mattoncini di plastica dell’azienda non hanno stabilità né “clutch power”.

Il problema viene discusso ampiamente e vengono avanzate diverse idee e soluzioni. A un certo punto Godtfred trova un pezzo di carta con dei cerchi e inizia a schizzare diverse idee per un nuovo design del mattoncino. Lo stesso giorno, Godtfred passa lo schizzo a Ove Nielsen, allora a capo dell’officina degli stampi LEGO. Gli vengono date istruzioni di creare un campione per un nuovo mattoncino con due tubi interni.

Uno dei primi schizzi del design con due tubi interni.

Il giorno dopo, Godtfred porta i suoi schizzi e i campioni all’ufficio brevetti Hofman-Bang & Boutard di Copenhagen per iniziare la procedura di richiesta brevetto. Mentre torna a Billund, però, pensa all’idea di creare invece un nuovo design del mattoncino con tre tubi interni invece che due. Quando arriva a Billund, ha ormai raggiunto la conclusione che tre tubi funzioneranno meglio di due, perché forniranno un’azione di incastro migliore.

Godtfred fa creare a Ove Nielsen un nuovo mattoncino di prova, tagliando e incollando degli elementi già esistenti. Questo design con tre tubi viene quindi inviato all’ufficio brevetti con un corriere. Pochi giorni dopo, il 28 gennaio, esattamente alle ore 13:58, il Gruppo LEGO registra la domanda per il brevetto di un nuovo tipo di sistema di costruzione. Un sistema in cui due o più elementi costruttivi di plastica a incastro possono essere uniti in un gran numero di posizioni diverse… o come lo viene chiamato generalmente: il brevetto del mattoncino LEGO.

“Possiamo ora concludere che non ci sono voluti più di cinque giorni per sviluppare e brevettare il design del mattoncino LEGO, e possiamo anche concludere che la mente dietro questo design eterno non fosse altro che lo stesso Godtfred. Non riesco a pensare a un modo migliore per celebrare il suo 100° compleanno”, dice Signe sorridendo.

LEGO® Brick Sketches: Intervista con Chris McVeigh

Anche quest’anno ho partecipato a Fan Media Days (nonostante si siano tenuti, per ovvi motivi, online e non di persona a Billund). Quest’anno l’ho fatto come rappresentante del sito New Elementary, (insieme a Tim Johnson ed Elspeth De Montes) ma potrò comunque pubblicare qui la traduzione in italiana di alcuni degli articoli che pubblicheremo. Partiamo oggi con questa intervista, di cui potete trovare la versione in inglese, naturalmente, su New Elementary

Chris McVeigh, recentemente diventato LEGO® Designer dopo tanti anni di esperienza come fan e freelance, durante i Fan Media Days ha chiacchierato con noi del nuovo tema appena annunciato: LEGO Brick Sketches.

Chris, puoi cominciare raccontandoci come ha fatto questa serie di modelli, che avevi in origine progettato quando eri un fan, a diventare un prodotto ufficiale? L’hai portato tu in LEGO o te l’hanno suggerito loro? Perché alcune persone hanno subito detto “Oh, era scontato. Ecco perché LEGO l’ha assunto…”

Chris: Decisamente non è andata così! In azienda ho seguito tutti i normali processi… chiaramente non è successa una cosa tipo “Massì, facciamo questi, visto che era quello che facevi prima”. Quindi sono stato io a portarli in azienda. Quando arrivi in LEGO, all’inizio, ogni giorno e ogni settimana è una nuova avventura. Dopo che ero qui da un paio di mesi ho visto che la gente iniziava ad essere molto emozionata per un certo evento. È quello che chiamiamo “Creative Boost”, l’occasione per noi designer di proporre nuove idee. Ho subito pensato che non avrei avuto tempo di partecipare, ero molto impegnato con quello che stavo già facendo e che quindi avrei dovuto attendere il prossimo… ma verso la fine della settimana mi sono detto: No! Rifai qualcuno dei tuoi Brick Sketches!

Rifarli? Non avevi già quelli che avevi fatto in precedenza?

Chris: Be’, non mi sono portato nulla delle mie cosa [dal Canada] per cui ho dovuto rifare tutto. Non potevo fare un salto a casa a prenderle! Ne ho rifatto qualcuno e li ho presentato come parte di questo processo interno. Sono stato molto fortunato perché hanno visto del merito nell’idea e così dopo poco abbiamo iniziato a lavorarci.

Li hai replicati alla lettera o li hai rifatti usando anche pezzi nuovi?

Chris: Avevo delle copie della maggior parte dei miei file LDD, ne ho presi alcuni e li ho montati il più velocemente possibile. È stata davvero una proposta dell’ultimo minuto.

Immagino sia stato difficile per l’azienda capire come creare una linea per seguire questa idea?

Chris: Non sono discussioni a cui ho partecipato, per cui non saprei cosa rispondere. Ma alla fine il progetto a finito al LEL [Licensing & Extended Line], così mi sono seduto con Mel Caddick e Kayleigh Kirby e abbiamo avuto un paio di conversazioni per definire cosa sarebbero stati i Brick Sketches, come prodotto ufficiale.

Potete avere ricolorazioni nel LEL?

Chris: Dipende dal progetto. Non funziona nello stesso modo nel mio dipartimento principale, non saprei essere più specifico.

Ci sono ricolorazioni nei set finali?

Chris: No, per quanto mi ricordi ogni pezzo che ho usato esisteva già in quel colore. Credo. Non è così difficile per me perché, ovviamente, provenendo da fuori quando entri tendi ancora a pensare “Oh, questo colore non esiste, non posso usarlo”. Non pensi subito “Be’, potrei… potrei cambiare il colore!” Ora è normale, ma i primi mesi è stata davvero una cosa molto interessante abituarmi al fatto che ci fosse una certa flessibilità.

Che altre cose simili – passare da fan a “oh, un momento, sono LEGO, ora” – sono saltate fuori da quando sei lì?

Chris: Be’, come sai prima scrivevo per New Elementary, per cui ero molto interessato ai nuovi pezzi e alle nuove ricolorazioni! Mi ricordo ancora quando analizzavo le immagini distribuite dall’azienda alla ricerca di nuovi pezzi. Ora che sono all’interno è un po’ diverso perché ovviamente so quali nuovi pezzi sono in preparazione. È un’ottima cosa per me come designer, ma mi manca sicuramente l’emozione dell’essere sorpreso dalle novità.

Immagino sia stato emozionante quando sei arrivato, vedere tutti i nuovi elementi che ancora non erano stati presentati al pubblico?

Chris: È stato fantastico, tanta roba da assorbire tutta insieme. Ha iniziato subito a girarmi la testa, così tante possibilità. Ora l’effetto è passato, naturalmente, ma a volte rimango ancora sorpreso da qualche nuovo pezzo fantastico.

Ci sono dei pezzi disponibili oggi che hai messo negli Sketches che non c’erano negli originali?

Chris: Ah, sì. È stata una delle cose più divertenti, rifacendo i vecchi Brick Sketches! Ci sono un paio dei nuovi wedge sia in Batman che nello Stormtrooper del Primo Ordine e mi ricordo di aver pensato “Oh mio Dio, questi li posso usare qui!” È divertente pensarci, ma quando ho iniziato a creare i primi Brick Sketches non c’erano tanti wedge piccoli, né tile angolari. Ora ci sono così tanti pezzi che mi permettono di aggiungere sfumature a questi personaggi. Se guardi il Brick Sketch di Batman, puoi vedere la finezza del mantello che sale sulle spalle, e poi hai il quarto di tile che lo piega in giù. È un dettaglio molto semplice, ma un paio di anni fa non sarebbe stato possibile. Per cui rivisitare i Brick Sketches e cercare di capire come aggiungere dettagli con i nuovi pezzi è molto divertente!

Ho sempre pensato a te come a un AFOL che voleva seguire il metodo LEGO di fare le cose. Ci sono stati altri aggiustamenti che ti sono serviti per raggiungere gli standard LEGO?

Chris: Esatto. Non c’è stato nulla di particolarmente specifico che ho dovuto fare per raggiungere gli standard aziendali. È stata più questione di sedersi con Mel Caddick e Kayleigh Kirby per decidere come sarebbero dovuti “essere” i Brick Sketches. Fuori dall’azienda avevo già stabilito qualche dettaglio fondamentale che rappresenta il DNA dei Brick Sketches. Il primo è la misura: 12 stud di larghezza e 16 d’altezza. La sfida è quanti dettagli, quante sfumature si riescnoa a infilare su una tela così piccola. Il secondo è un rimando alla mia ispirazione agli schizzi reali in pennarello: gli angoli tagliati che dovrebbero rappresentare uno sfondo che non è stato interamente colorato. E la terza cosa è che la faccia del personaggio guarda sempre in avanti.

Come si è sviluppato il concetto da lì?

Chris: Una cosa che abbiamo deciso subito è che tutti i personaggi avrebbero avuto le spalle. Credo sia una buona evoluzione per i Brick Sketches ed è sempre necessario con personaggi come Batman che non esistono senza il cappuccio. Ogni sketch di Batman che ho fatto ha le spalle. Abbiamo scelto di farlo per tutti i personaggi, così Joker ha le spalle, lo Stormtrooper del Primo Ordine ha le spalle e BB-8 ha comunque buona parte del suo corpo a palla. È divertente aggiungere dettagli. L’altra cosa – e non so se qualcuno l’abbia già notata – è che abbiamo cambiato gli sfondi colorati da plate a tile, per variare un po’ l’aspetto. Quasi tutti i miei Brick Sketches originali avevano dei normali plate come sfondo, ma una volta sostituiti con dei tile ho subito pensato “Sì, è una buona evoluzione”.

E che ci dici delle facce, hai evoluto anche quelle?

Chris: Abbiamo deciso di standardizzare le facce umane o umanoidi a 10 stud di larghezza. Il Batman originale era largo 8 stud e questo anche perché volevo mostrare più spalle. Con altri personaggi la variavo a seconda delle necessità. Così abbiamo deciso di standardizzarla a 10 per gli umanoidi e penso che abbia senso. Mi ha permesso di reinventare completamente Batman. E mi ha dato la flessibilità per aggiungere tutti quei dettagli a Joker. Naturalmente deve variare per i non-umanoidi. Voglio dire, BB-8 non funzionerebbe molto con la testa larga 10 e molti altri personaggi hanno dei rapporti testa/corpo molto differenti. Ma credo che per gli umanoidi sia un ottimo punto di partenza. Alla fine molti dei miei Brick Sketches originali avevano già questa larghezza per la testa; era solo qualche caso isolato, come il mio Batman originale, a non adattarsi.

Così sembra che i Brick Sketches siano una specie di sotto-brand, come i BrickHeadz. Pensi che possano avere lo stesso genere di longevità?

Chris: Be’, non posso commentare i prodotti futuri, ma sicuramente sento che li stiamo mettendo sul mercato con le migliori intenzioni.

Cosa ne pensi dei Brick Sketches creati dagli AFOL che stanno apparendo ora? C’era qualcuno che li faceva già quando avevi creato gli originali?

Chris: Una manciata di persone aveva sperimentato un po’ con il formato, sì. Credo che sia una di quelle cose che gli dà vita… voglio dire, basti pensare alla quantità di modelli BrickHeadz creati dai fan, è travolgente. Il fatto che delle persone vengano ispirate dal formato è davvero la cosa più importante. E spero che sia quello che succederà anche con i Brick Sketches. Ne ho già visti saltar fuori un paio, lo trovo molto incoraggiante.

‘Come si presenterà questo modello sulla scatola?’ in genere è una conversazione che i designer hanno molto presto. Quanto sei coinvolto, o sei stato coinvolto, con la confezione dei tuoi modelli?

Chris: Immagino che sia una cosa che è sempre in sottofondo mentre stai progettando un modello. Mi sono abituato già prima di essere assunto, quando facevo i miei modelli custom. Pensavo sempre “Come verrà questo in foto? Come lo posso presentare?” L’esempio perfetto sono le decorazioni natalizie che progettavo prima di venire a lavorare qui, erano una vera sfida da fotografare. Una decorazione su un albero si perde tra le ombre dei rami e non tutte le forme geometriche vengono bene in fotografia. Così ho iniziato a progettare delle decorazioni che sarebbero venute bene in fotografia. Credo che questo approccio, questa linea di pensiero, sia continuata anche dopo che sono venuto a lavorare qui.

Ornament © 2015 Chris McVeigh

Il tuo background da designer ha influenzato l’aspetto delle scatole de Brick Sketches LEGO?

Chris: Su quelle non sono stato coinvolto.

Ovviamente non c’è nulla di cui tu possa parlare riguardo al tema Creator Expert… o in qualunque modo chiamiate il vostro team ora. Sono tutti prodotti futuri!

Chris: L’unica cosa che posso dire è che è stato molto gratificante per me lavorare in questo team. E non vedo l’ora di continuare a farlo. Ma questo naturalmente non ti dice nulla dei nuovi prodotti!

Grazie a Chris e al AFOL Engagement Team LEGO per questa intervista. Presto avremo altre interviste dai Fan Media Days per voi!