ItLUG http://itlug.org Italian LEGO® Users Group Wed, 28 Jan 2015 18:33:08 +0000 it-IT hourly 1 AFOL (Adult Fan of LEGO) http://itlug.org/2015/01/afol-adult-fan-of-lego/ http://itlug.org/2015/01/afol-adult-fan-of-lego/#comments Wed, 28 Jan 2015 09:14:42 +0000 http://itlug.org/?p=96432 Il tempo dell’infanzia è finito, si cresce, si matura (chi più, chi meno) e si diventa adulti. È un processo irreversibile che prima o poi capita a tutti, ci facciamo investire dal quotidiano e dalle necessità che uno spensierato fanciullo non può (e non deve) avere.

Un fanciullo è giusto che giochi, si diverta, questo è quello che ci sentiamo spesso dire. Come se per qualche motivo tutto questo per un adulto fosse precluso. L’attività ludica è invece necessaria tanto per l’adulto quanto per il ragazzo. In fondo, è nel nostro immaginario collettivo “la partita di calcetto” o la “briscola tra amici”. Sono dei semplici passatempi, però sono un modo di vivere in modo ricreativo il nostro tempo libero, il tempo di valore che ci permette di sprigionare il nostro vero io. E’ infatti indubbio che durante le ore lavorative la nostra creatività può venire soppressa o limitata, mentre durante il nostro tempo libero siamo (più o meno) noi a decidere come impiegarlo, cosa farne.

L’AFOL gioca con i mattoncini LEGO. Sia chiaro, non ci gioca, non tutti, come farebbe un bambino o un ragazzo, muovendo le minifigures e facendo buffe onomatopee. Ci gioca con la mente di un adulto, ricostruendo con i mattoncini i mondi della sua fantasia. C’è chi, visto un monumento, la piazza della propria città, decide di replicarlo in scala LEGO. C’è chi vista una serie TV o un film decide di creare uno scenario che gli renda giustizia. C’è chi invece dà completo e libero sfogo alla propria fantasia e crea mondi fantastici, immaginari, senza alcun riferimento storico o geografico.

kragta

Questo è ciò che fa l’AFOL (adult fan of LEGO), oltre a tante altre cose. Perché alla fine essere cresciuti non può essere limitato esclusivamente ad un certo tipo di attività. Molti AFOL per esempio sono molto attenti alla comunità internazionale. Perché chi si riavvicina al mondo Lego magari questo non lo sa, ma esiste una fortissima e attivissima comunità internazionale dietro ogni mattoncino! Forum pieni di informazioni, gente che discute i prossimi rumours (voci di corridoio), gente che fa recensioni dei set per aiutare altri a capire se vale la pena comprarli o meno, un intero esercito di AFOL pronti ad aiutarsi e, perché no, anche a battibeccare sulla visione comune. Ci sono infiniti argomenti di discussione, anche temi che sembrerebbero impensabili in partenza, perché questo è quello che fa l’uomo: si confronta, dialoga, cresce. E così un’idea su un metodo costruttivo può generare una nuova idea in un altro AFOL, portarlo a costruire una nuova MOC (my own creation, creazione personale), pubblicarla sui social, sulla rete, essere soggetto di complimenti e critiche, rialimentare il discorso.

Così, se i set che LEGO proporrà nel 2015 piacciono o non piacciono, sarà compito degli AFOL discuterne e presentare le proprie personali idee, allo stesso modo gli stessi ci racconteranno le loro personali esperienze con il customer care del sito Lego, con le fiere alle quali hanno partecipato… e se ci sembreranno interessanti magari un giorno potremmo pure prendere in esame la possibilità di partire per un paese straniero, o della nostra penisola, per partecipare anche noi.

La bellezza di comunicare un’esperienza a tanti altri appassionati, di riunirsi e sorridere per gli stessi motivi, di capire sforzi e frustrazioni nel ritagliare tempo libero per un’attività creativa ma impegnativa, sono motrici di quello che fonde tante persone in un solo intento. La stessa presenza di un’associazione (LUG, LEGO Users Group) è la testimonianza viva ed intoccabile del grande trasposto che questa passione ormai divenuta una vera e propria sottocultura può generare.

Nella vita, l’unica risorsa che non puoi acquistare è il tempo. Ed è proprio il tempo che determina chi siamo, come lo trascorriamo identifica le nostre peculiarità. E’ sicuramente bello avere tante passioni tra le quali variare ed essere appassionati di Lego permette di colorare il proprio mondo e di stimolare la propria creatività… e condividere questa passione è per tanti uno stimolo a crescere personalmente.

Questo è quel che faccio anche io, perché anche io sono un AFOL ed anche io gioco con i mattoncini.
E tu? Sei un AFOL? Giochi con i mattoncini LEGO?
Se la risposta è sì, aspetto solo di incontrarti ad una delle tante fiere, dei tanti eventi, dei tanti raduni che con cadenza sempre più frequente organizziamo… perché più siamo e più ci divertiamo.

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The Art of the Brick – Amsterdam EXPO http://itlug.org/2015/01/the-art-of-the-brick-amsterdam-expo/ http://itlug.org/2015/01/the-art-of-the-brick-amsterdam-expo/#comments Mon, 26 Jan 2015 12:37:26 +0000 http://itlug.org/?p=96410 Nathan Sawaya è un artista statuniteste, certificato dal The LEGO Group come “LEGO® Certified Professional” e “LEGO® Master Builder”, conosciuto per le sue sculture tridimensionali e mosaici raffiguranti oggetti della vita quotidiana, opere architettoniche e opere d’arte realizzate in mattoncini LEGO®. Le sue opere sono commissionate da aziende, privati, musei e gallerie di tutto il mondo.

ATTENZIONE: nel seguito sono riportate solo alcune foto (in risoluzione ridotta), se volete vedere tutte le foto scattate da me, potete andare sul mio Flickr.

A metà agosto ho trascorso qualche giorno in Olanda e per caso in una stazione ferroviaria ho notato il poster della mostra principe di Nathan Sawaya: “The Art of the Brick”. Avendo una mattina libera ho deciso di andare a vedere questa mostra per conoscere meglio i lavori di Sawaya visto che eccetto “Yellow!” non conoscevo altri suoi lavori. Curiosità: al momento una versione in scala di “Yellow” è in fase di raccolta voti su LEGO Ideas. Devo essere onesto con voi: non ero convito di uscire dalla mostra soddisfatto perché non sono un amante delle sculture in mattoncini LEGO® e non apprezzo l’uso della colla… NIENTE KRGL nelle vostre MOC!!

La mostra era allestita presso l’Amsterdam EXPO, una struttura che ospita mostre di vario genere (nei mesi precedenti ospitava una mostra sul Titanic). “The Art of the Brick” è contemporaneamente in più città in giro per il mondo &ndash con relativi doppioni delle opere più importanti; immagino che anche le altre mostre abbiano una struttura simile a quella che sto per raccontarvi. Il biglietto d’ingresso era abbastanza elevato per gli adulti (19€) ma c’erano una serie di agevolazioni per studenti, per famiglie… La mostra ha avuto un discreto successo ed è stata prolungata (ad Amsterdam è rimasta da maggio a ottobre/novembre). Inclusa nel prezzo mi è stata data anche un’audio guida che mi ha permesso di ascoltare i commenti di Sawaya ad alcune delle opere esposte. Adulti e bambini hanno tracce diverse; davanti a opere più complesse &ndash da un punto di vista di significato &ndash la traccia per i bambini risulta ovviamente più “leggera” (ho ascoltato un paio di tracce per bambini per fare il confronto).

La mostra inizia con un breve video di presentazione e benvenuto (ne vedete uno “screenshot” nella prima gallery), in cui Sawaya stesso spiega la propria passione e dà qualche anticipazione sulle opere presenti. Viene anche spiegato che la colla è usata non tanto per motivi strutturali ma per motivi di trasporto e montaggio (a voi l’ardua sentenza!). Dopo il video si entra nella prima parte della mostra che raccoglie le riproduzioni di dipinti e sculture. Le riproduzioni sono (quando possibile) realizzate in scala 1:1. Mentre le sculture sono ovviamente in 3D, i dipinti possono essere realizzati in:

  • 2D, con uso di brick e plate che vanno a formare un “piano” (es: Mona Lisa);
  • 3D “soft”, con uso di brick e plate che vanno a formare una serie di strati (es: The Great Wave);
  • 3D “hard”, con uso di brick e plate che formano sfondo e scultura (es: Arrangement in Grey and Black No.1).

Vi assicuro che in foto rendono molto meno che dal vivo: a un metro di distanza si riesce ancora a distinguere i singoli pezzi ma già a un metro e mezzo l’effetto è veramente bello e si potrebbe dire che è davvero un dipinto. Magari qualcuno di voi è stato ad un evento di ItLUG e ha potuto provare la stessa cosa guardando da lontano uno dei nostri grandi mosaici: se non ne conoscete nemmeno uno, fate un salto a vedere questo o questo. A dividere le riproduzioni dei dipinti dalle riproduzioni delle sculture c’è un bellissimo Rosone realizzato con baseplate e plate trasparenti illuminato con un faretto. Come per i “dipinti” anche per le sculture basta allontanarsi un metro e mezzo per confondere reale e copia in mattoncini LEGO®, nonostante le numerose sfaccettature dovute all’uso dei brick.

Screenshot del video introduttivo Mona Lisa (Leonardo Da Vinci) The Great Wave off Kanagawa (Katsushika Hokusai) Arrangement in Grey and Black No.1 (James McNeill Whistler) Rosone e la sua proiezione sul pavimento

La mostra prosegue con opere originali di Sawaya divise in tre zone tematiche. Ci si trova subito davanti a “Yellow” che probabilmente è la scultura più conosciuta. Da qui in poi, a mio parere, il livello dell’esposizione è un crescendo non tanto dal punto di vista tecnico/costruttivo ma da un punto di vista di “significato”. In questa parte si incontrano anche una serie di ritratti; ce ne sono anche due delle moglie di Sawaya che mi hanno veramente colpito per il dettaglio e la resa nonostante l’esiguo numero di bricks usati (per esempio Courtney (Red), foto 6). L’ultima parte è veramente la più bella e meritevole. In una ampia sala sono raccolte sculture più mature sulle quali mi sono soffermato più a lungo. Tra le varie sculture ho preferito:

– “My Boy” + “Dark Despair”. Sono posizionate l’una davanti all’altra e trasmettono la sensazione di perdita, di lutto, di angoscia.
– “Hands”. Nella traccia audio Sawaya spiega che la sua più grande paura è quella di perdere lo strumento del suo lavoro, ovvero le mani.
– ”Mask”. Pirandello vi dice niente?

Devo essere onesto con voi: quest’ultima sala non ha niente da invidiare a mostre di scultori “ordinari”. Oltre a un’ottima tecnica è incredibile come con dei mattoncini Sawaya riesca a trasmettere concetti ed emozioni in maniera molto forte… e in quest’ultima sala non c’è bisogno di guardare con l’occhio non AFOL per rimanere colpiti.
La mostra si chiude con un mastodontico dinosauro, una sala giochi e un paio di tavoli di mattoncini sfusi. Lo stesso Sawaya invita il pubblico a fermarsi a questi tavoli a provare a mettere le mani nel cassone pieno di brick e portare quella sensazione di benessere, che si prova costruendo, a casa.

Courtney (Red) My Boy Dark Despair Hands Mask

Pur rimanendo abbastanza cara, ho trovato la mostra molto bella. AFOL o non AFOL è difficile rimanere indifferenti e non essere colpiti dalle creazioni mostrate. Le opere sono esposte in un ambiente buio ed emergono grazie a luci sapientemente posizionate. In definitiva vi consiglio, se avete la fortuna di trovarvi vicini ad una sua mostra, di farci un salto: non credo che ve ne pentirete.

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Il mondo dei giochi LEGO® http://itlug.org/2015/01/il-mondo-dei-giochi-lego/ http://itlug.org/2015/01/il-mondo-dei-giochi-lego/#comments Sun, 25 Jan 2015 09:11:28 +0000 http://itlug.org/?p=96388 Il mondo dei giochi LEGO®Il mondo dei giochi LEGO® è un libro edito da Mursia nel 1980 ed è un raro esempio (l’unico?) di editoria nostrana dedicata al “nostro” mondo uscito in quel periodo.

Il volume è principalmente una traduzione del francese Le monde des jeux LEGO® uscito lo stesso anno per i tipi di Hachette in Francia e scritto da Martine Daru e Philippe Julien (che compaiono infatti anche come autori del volume italiano), ma rispetto al volume francese questa edizione include anche una parte finale a cura del traduttore Giulio Ricchezza più incentrata sulla costruzione vera e propria da parte anche dei bambini, principali destinatari del volume. Questa sezione aggiuntiva è in parte basata sul celebre Idea Book 6000 da cui il volume prende anche la copertina.

La sezione principale del volume invece, quella francese, è divisa in due capitoli:

Il capitolo “La costruzione dei capolavori” mostra immagini di alcune costruzioni dei designer LEGO® di quel periodo e tra queste spiccano sicuramente una torre Eiffel blu costruita con mattoncini Technic da Kirsten Kristensen e il municipio di Bruxelles costruito da Dagny Holm per festeggiare i mille anni di vita della città nel 1979. Inoltre Copenhagen, un villaggio d’epoca, diversi animali, Asterix, Elliott il drago invisibile e molto altro. Nei brevi testi viene anche sottolineato come i designer avessero a disposizione per le loro costruzioni pezzi in colori non (ancora) disponibili al grande pubblico.

Il capitolo “Partiamo per il parco di LEGOLAND®” è invece dedicata, come dice il nome, all’esplorazione di LEGOLAND® Billund così com’era allora e anche per questo rimane oggi un documento storico interessantissimo. Dopo aver mostrato alcuni modelli durante costruzione (con tanto di fase di copia con incollaggio basata su modello iniziale non incollato) si passa a Miniland: il Monte Rushmore, i canali olandesi, il palazzo di Amalienborg di Copenhagen, un porto delle isole Lofoten, un villaggio inglese, il castello di Valloe, la chiesa di Borgund, il villaggio di Salsland, la cittadina tedesca di Goslar, il castello danese di Eremitagen e molto altro. Chiudono il capitolo una breve carrellata sui viaggi in “barca”, “elicottero” e “auto” all’interno del parco e uno sguardo finale a “Caccia grossa al bisonte” l’allora nuova opera dello scultore Bjørn Richter (2.500.000 mattoncini tan).

Si passa quindi al capitolo finale “Un mondo da scoprire”, come già detto originale nell’edizione italiana, ma basato soprattutto sull’Idea Book 6000 (Town, Space, Trains), ma con anche un breve sguardo sul mondo Technic, sulle “case per le bambole” di inizio anni settanta e sulla costruzione di oggettistica varia con pezzi LEGO®.

Il volume, di 94 pagine, è cartonato e costa(va) 12.000 lire.

Curiosità: sono venuto a conoscenza dell’esistenza del volume grazie al socio ItLUG Domenico Franco, a ItLUG Porto San Giorgio 2014. Ho quindi guardato online (con poche speranze) per vedere se fosse ancora disponibile da qualche parte e incredibilmente Unilibro lo dava come disponibile. L’ho quindi ordinato, ma ancora con poche speranze (Unilibro spesso dà come disponibili libri che non lo sono) e invece, dopo un mese e mezzo mi è arrivato ed è come nuovo. Anzi, è proprio nuovo, nonostante abbia 35 anni.

Se vi interessa, sembrerebbe essere ancora disponibile a 8,30 EUR (più spedizione).

Altamente consigliato soprattutto a chi è interessato al mondo LEGO® di fine anni settanta.

Alcune immagini del volume:

Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® Il mondo dei giochi LEGO® ]]>
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SBrick http://itlug.org/2015/01/sbrick/ http://itlug.org/2015/01/sbrick/#comments Mon, 19 Jan 2015 07:25:14 +0000 http://itlug.org/?p=96370 A metà dello scorso anno su Kickstarter, noto sito web di crowdfunding (ovvero un sito web che permette ai creatori e agli sviluppatori di un progetto di raccogliere fondi da tutti coloro che vogliono dare il loro supporto), ha fatto capolino l’ambizioso progetto The SmartBrick, abbreviato SBrick. Il progetto ha riscosso un notevole successo fin dai primi giorni e viene pubblicizzato da siti cardine della comunità AFOL come Eurobricks.com e Brickset.com. Tra i primi tester dei prototipi vanta nomi conosciuti nel mondo delle MOC Technic come Sariel, Nico71, Sheepo’s Garage. La campagna di raccolta fondi si chiude il con più fondi di quanti richiesti.

Ma facciamo un passo indietro: che cos’è SBrick? SBrick è l’anello di collegamento tra uno smartphone e i motori/luci prodotti dalla LEGO®, come i recenti accessori Power Function (PF) e i più vecchi 9 V (previo l’uso di un opportuno cavo adattatore). Infatti, attraverso il segnale Bluetooth, tramite una applicazione installabile su uno smartphone è possibile controllare le quattro porte dello SBrick a cui possono essere collegati i prodotti LEGO® che si preferisce (motori e/o luci). Inoltre ogni smartphone può controllare fino a 16 SBrick per un totale di 64 porte controllate: qualcuno vuole automatizzare casa per caso?

Con SBrick quindi è possibile evitare la coppia ricevitore (che ha due porte) – telecomando Power Function che usa il segnale infrarosso (segnale molto più sensibile alla luce e con raggio di azione molto più corto) o un mattoncino intelligente, come il NXT o l’EV3 (più costosi e ingombranti) per controllare a distanza le nostre creazioni. Utilizzando un SBrick, per esempio, potremmo pilotare un LEGO® 4×4 Crawler (#41999) utilizzando il nostro smartphone e potremmo scegliere tra una serie “telecomandi virtuali” o usare il nostro smartphone come un joystick (avete presente la Nintendo Wii?).

Passiamo adesso alla mia esperienza con lo SBrick. Ho avuto modo di ordinare il mio SBrick poco dopo lo scorso Natale e nonostante i periodi di festa ho ricevuto il pacco pochi giorni fa (quindi circa 15 giorni di attesa) dalla Romania. Nella busta, oltre al scatola dello SBrick che potete vedere sotto, ho trovato una serie di adesivi di varie forme e dimensioni; inoltre ho ricevuto per email l’invito a unirmi al forum creato appositamente dal team di sviluppo dove vengono pubblicati gli sviluppi del progetto, dell’applicazione per smartphone e vengono raccolti i feedback degli utilizzatori e una serie di link ai video tutorial.

Lo SBrick è relativamente piccolo (all’incirca le dimensioni di un ricevitore PF, ovvero l’equivalente di un mattoncino 4x4x3 come potete vedere nelle foto). Per l’alimentazione necessita di un cavetto per il collegamento al battery box: tale cavo va connesso allo spinotto inferiore dello SBrick. Le quattro porte presenti nella parte superiore servono per il collegamento dei motori (o delle luci). Per il fissaggio dello SBrick possono essere usati alcuni fori per i pin technic su due facce laterali (alcuni di essi sono visibili nella prima immagine) e le cavità per gli stud di un normale brick/plate nella parte inferiore. Pur non avendo la qualità delle connessioni originali LEGO®, entrambe le connessioni funzionano egregiamente, ma non aspettatevi di sentire il “click” inserendo il pin technic! Le connessioni PF sono di fattura migliore: l’unico appunto che può essere fatto è che una volta collegate quattro periferiche è impossibile rimuovere le periferiche della “riga inferiore” senza staccare quella della “riga superiore”, come potete vedere nella seconda immagine. Lo SBrick presenta un LED, acceso nella terza foto sulla faccia frontale che può essere controllato dalla applicazione su smartphone per controllare il corretto funzionamento della connessione Bluetooth.

Lo SBrick e la sua confezione. SBrick: vista laterale. SBrick: vista frontale.

Scaricata l’applicazione da Google Play (ho uno smartphone Android) sono stato subito pronto a iniziare. Il collegamento smartphone-SBrick è rapido e intuitivo e tramite la pagina di test sono riuscito immediatamente ad accendere e controllare i quattro motori che avevo collegato allo SBrick (due PF-XL e due PF-M) e il LED. Grazie all’aiuto del video tutorial sono stato in grado anche di provare la funzione profili: l’applicazione mette a disposizione una serie di “telecomandi virtuali” realizzati per scopi specifici (per esempio sterzare, accelerare) che richiedono tuttavia (questo è il passaggio più complicato) di indicare all’applicazione quali sono i motori che si intende utilizzare. Ho anche provato la funzione joystick che permette di comandare i motori muovendo il cellulare come se fosse un joystick: pur con qualche difficoltà sono riuscito a provarlo per qualche minuto (sfortunatamente l’applicazione è andata incontro a vari crash). L’applicazione, come ben segnalato dagli sviluppatori, è ancora in fase di sviluppo e presenta ancora qualche bug (è ancora in fase alpha); inoltre per alcuni passaggi risulta poco intuitiva e il video tutorial che mi era arrivato per mail è stato particolarmente utile. In questo video pubblicato dallo staff potrete vedere esattamente tutto questo: il collegamento allo SBrick, il settaggio della applicazione e il movimento di una MOC tramite controllo da cellulare.

Per concludere ho visitato il forum ufficiale, dove è anche possibile fare il proprio ordine previa registrazione e ho notato uno staff molto presente, disponibile ad aiutare e molto attento a tutti i commenti. Al momento l’intero staff è concentrato sullo sviluppo della applicazione per smartphone.

Ecco quindi le mie conclusioni:
1) L’applicazione (per Android) è al momento un po’ acerba ma presenta già grandi potenzialità. Pare che anche per iPhone e Windows Phone la situazione sia simile. Molto carini i “telecomandi virtuali” precaricati. La poca intuitività si “affronta bene” con il video tutorial disponibile.
2) In confronto al ricevitore IR della linea Power Funciont, lo SBrick presenta, a parità di spazio occupato, il doppio delle porte usabili e il segnale Bluetooth permette di posizionare lo SBrick in punti più profondi e nascosti dei set/MOC senza rischiare di interferire con il segnale, contrariamente a quanto avveniva con il segnale infrarosso del ricevitore IR-PF.
3) Sono riuscito a controllare stabilmente il mio SBrick fino a 20 metri di distanza: superata questa distanza gli ostacoli hanno iniziato a farsi sentire. Non sono quindi arrivato ai 100 metri teorici raggiungibili con il segnale bluetooth. Credo che 100 metri vada intedo come “situazione ideale” e “limite massimo” e che in una situazione “reale” una distanza di 20-30 metri sia più credibile. Sull’argomento farò altri test, magari in più opportune location.
4) Lo SBrick è meno ingombrante e meno costoso di un NXT/EV3 e lo staff promette, in futuro, di introdurre la possibilità di programmare lo SBrick in modo simile a come può essere fatto con l’NXT/EV3 (ovvero verrà introdotta la possibilità di programmare lo SBrick per fargli eseguire semplici serie di istruzioni).
5) Parlando della qualità delle connessioni con pezzi LEGO®, mi ritengo abbastanza soddisfatto.
6) Attenzione ad avere un cavetto per il collegamento battery box-SBrick (#8871)!
7) Controllate che il vostro smartphone sia compatibile con l’applicazione, sia per quanto riguarda il sistema operativo (nel caso Android almeno 4.4.4) e supporti Bluetooth 4.0. Nel dubbio, chiedete allo staff!

Quindi, consiglio o non consiglio l’acquisto? Assolutamente sì! Se vi piace movimentare le vostre MOC con dei motori/luci (non mi riferisco solo agli amanti del Technic, ma anche ai trenisti, a tutti coloro che movimentano i propri diorami…) e volete controllare il tutto tramite smartphone lo SBrick potrebbe essere il prodotto giusto per voi. Occhio ai requisiti del vostro smartphone e abbiate pazienza per l’applicazione ancora un po’ acerba. Se poi non vi fidate di me, vi consiglio la recensione fatta da Sariel su un prototipo di qualche mese fa.

Per maggiori informazioni e dettagli tecnici invece vi consiglio di dare un’occhiata alla pagina Wiki ufficiale creata dallo staff.

Avete dubbi, consigli, domande o volete condividere la vostra esperienza? Venite sul nostro forum a parlarne nell’apposita discussione!

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LEGO Minitalia http://itlug.org/2015/01/lego-minitalia/ http://itlug.org/2015/01/lego-minitalia/#comments Fri, 16 Jan 2015 07:57:11 +0000 http://itlug.org/?p=96230 [Riceviamo dall’amico Nicola Raimondi e volentieri pubblichiamo per far chiarezza sulla confusione che da sempre regna su questo “tema” LEGO®.]

Scatole Minitalia.

Scatole Minitalia.

Il 1970 segnò l’inizio di un periodo particolarmente innovativo per la produzione del LEGO Group. In quell’anno furono poste in vendita – con un proprio logo – le prime confezioni della serie Legoland e della tematica Minitalia.

Entrambe le novità, seppure per motivi diversi, furono “eccezionali”: le prime per il costo esiguo rispetto alle altre confezioni (non supplementari) e le seconde perché ebbero un mercato estremamente ridotto, tanto da essere sconosciute al di fuori dell’Italia (unica nazione in cui furono poste in vendita) fino a pochi anni fa.

Scatole Legoland.

Scatole Legoland.

Tali scelte furono ovviamente dettate da volontà commerciali, ma se per la serie “Legoland” se ne intuisce la motivazione (spingere all’acquisto anche il bambino con i propri – pochi – soldi ottenuti con “le mancette”) è meno evidente quella che portò alla nascita del tema “Minitalia”. In questi anni si sono rincorse voci secondo cui questa produzione sarebbe servita per aggirare un fantomatico boicottaggio da parte del governo italiano sulla vendita di giocattoli prodotti all’estero, ma non c’è alcuna evidenza di questa iniziativa, né sembra credibile riuscire a impiantare una produzione dal nulla nei tempi e modi richiesti… dall’emergenza! Oltre a non esserci traccia di qualsivoglia intervento legislativo/normativo sulle importazioni di giocattoli in quegli anni, non esiste pure alcuna evidente discontinuità nell’impegno della LEGO® in Italia: per esempio, la successione dei cataloghi non presenta alcun “buco” che possa essere interpretato come un temporaneo abbandono del mercato italiano.

Catalogo LEGO 1970. Catalogo LEGO 1971. Catalogo LEGO 1972. Catalogo LEGO 1973.

Comunque, questa ipotesi penso che possa definitivamente essere messa da parte dopo che anche Gary Istok ha riconosciuto sulla pagina Facebook relativa alla sua guida LEGO® non ufficiale che non esistono dati oggettivi per avvalorarla.

Un’altra particolarità di queste serie fu l’introduzione di molti nuovi elementi: in “Legoland” il mattoncino con le doppie ruote piccole (601-2, 620-2, 621-2), il gancio per il carro attrezzi (601-2), la scaletta estensibile (620-2), la giunzione per rimorchi (622-2, 623-2), le basi per gli autoarticolati (621-2), il radiatore (600-1, 601-2, 602-2, 620-2, 621-2, 623-2) e in “Minitalia” la porta apribile, due modelli di finestre, gli archi, le persiane, le tegole a 33° ed i tetti in cartone.

Personalmente, ho sempre creduto che la LEGO® avesse scelto l’Italia come banco di prova per valutare sia l’accoglienza di queste novità (escludendo gli archi, gli altri elementi architettonici erano molto simili a quelli già presenti nelle costruzioni “nazionali” Plastic City) sia la bontà di altre soluzioni “progettuali” volte anche alla riduzione dei costi.

Finestre. Porte. Tegole a confronto. Tegole a confronto. Tetti a confronto.

Non si deve, infatti, dimenticare che utilizzarono un diverso tipo di plastica (rivelatosi troppo scadente e abbandonato) e vari elementi di unione, prima la “X” per poi tornare alla “O”, ma con un taglio centrale (orientato pure in maniera diversa da quello poi adottando temporaneamente nei mattoncini “tradizionali”). In questo contesto di “economizzazione” credo che si possa far rientrare anche l’adozione del “bottone” cavo al posto di quello pieno.

Archi. Tegole a confronto. Lato inferiore delle tegole a confronto.

La limitata diffusione e l’assenza di date nei pieghevoli delle varie scatole della prima serie “Minitalia” ha provocato, come conseguenza, la perdita di informazioni certe relativamente ai vari periodi di commercializzazione. Anche in questo caso si sono succedute ipotesi basate solo su speculazioni che, senza cercare ulteriori riscontri, nascevano dal presupposto che i mattoncini “Minitalia” fossero una sorta di clone e, quindi, necessariamente successivi a quelli già esistenti.

Questo presupposto credo che abbia influenzato anche il curatore della pagina dedicata a “Minitalia” e che ha avuto il merito – per primo? – di far conoscere, anche all’estero, l’elenco di tutte le scatole commercializzate. Solo così si può spiegare come, per tanto tempo, si è considerato il 1972 come anno di inizio della loro commercializzaione: infatti, fu il 1971 il primo anno di utilizzo delle ‘tegole a 33°’, per esempio, nelle confezioni regolari, ma ancora oggi siti come Brickset o la guida LEGO© Collector riportano il 1971 come anno introduttivo del tema “Minitalia”.

Ricordo esattamente quando e perché acquistai la mia prima confezione Minitalia nel 1970, ma una “memoria di bambino” non poteva certo essere accettata come prova definitiva, così, sollecitato anche da Russell Callender (recentemente nominato “Inventory Admin” del sito BrickLink), con cui ho successivamente collaborato per approfondire lo studio, ho ricercato tra le pubblicità dell’epoca trovando, come più remota, quella nel Topolino n. 754 del .

Pubblicità Minitalia su Topolino n. 754.

Pubblicità Minitalia su Topolino n. 754.

Questa prima scoperta ci ha ulteriormente stimolati nel proseguire, così, dopo aver fissato con certezza l’anno di nascita delle casette abbiamo utilizzato lo stesso criterio anche per risalire a quelli dei veicoli e delle navi e, complessivamente, individuarne i periodi della loro commercializzazione.

Quindi, integrando le pubblicità nelle varie riviste del periodo con le informazioni presenti nei pieghevoli “Minitalia” della prima serie, che presentavano diversi elementi distintivi (sebbene nei prezzi fosse assente il riferimento all’anno), siamo riusciti a ricostruire una linea temporale sufficientemente definita dell’intera produzione:

  • 1970 – 1° semestre 1973: scatole 1/4 (edifici);
  • 1971 – 1° semestre 1973; scatole 21/24 (automezzi);
  • 1972 – 1° semestre 1973: scatola 5 (edifici);
  • 1° semestre 1973 – 1976: scatole 30/32 (navi);
  • 2° semestre 1973 – 1976: scatole 11/17
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Questo week-end a Treviso http://itlug.org/2015/01/questo-week-end-a-treviso/ http://itlug.org/2015/01/questo-week-end-a-treviso/#comments Thu, 01 Jan 2015 13:00:54 +0000 http://itlug.org/?p=96302 Mostra modellismo[Riceviamo il comunicato stampa da Michele Favaro e pubblichiamo.]

La Città di Treviso apre il 2015 con un atteso e suggestivo appuntamento:
dal 3 al 6 gennaio si terrà la Decima Mostra del Modellismo in Camera di Commercio e nel Salone dei Trecento per allietare gli appassionati di tutte le età.

L’anno culturale della città di Treviso si apre il 3 gennaio con un evento ludico, divenuto un appuntamento atteso da migliaia di famiglie e appassionati: la Mostra del Modellismo, quest’anno giunta alla decima edizione, arricchita da una delle più fantasiose e creative esposizioni di opere realizzate con mattoncini LEGO® e da un settore dedicato al centennale della Grande Guerra, con reperti originali messi a disposizione dal Museo del Solstizio di Nervesa della Battaglia.

Inoltre gli appassionati di storia e di volo potranno ammirare i pannelli ALISTO (Ali della Storia) che riproducono le foto scattate dagli aerei della prima Guerra Mondiale sui territori del conflitto.

Le tradizionali e affascinanti ricostruzioni di treni, navi, galeoni, aerei, antichi mestieri, ville venete, miniature della vita nelle case e nelle campagne trevigiane, le gare con scafi telecomandati e sommergibili nel grande bacino d’acqua, si potranno godere nel Salone della Camera di Commercio mentre la Mostra dei mattoncini LEGO® si potrà ammirare nel Salone dei Trecento (g.c.) dove verranno esposti diorami cittadini con percorsi ferroviari motorizzati, il Castello di Miramare, la Statua della Libertà, la Torre Eiffel e altri monumenti famosi, una collezione di galeoni, un cantiere movimento terra in attività, Sumo robotici, la Tecnologia applicata MINDSTORM, Collezione di aeroplani, Esposizione Super Heroes, Area Technic e molto altro, il tutto in oltre 1200 mq di esposizione per il divertimento di tutti (da 0 a 99 anni recita il depliant di invito).

In Piazza Borsa i bambini potranno giocare con il Ludobus e con lo Scivolo Gigante e gli adulti degustare il Vin Brulè.
Una mostra itinerante quindi, nei due tra i più prestigiosi siti della nostra Città, organizzata dalle Associazioni I Care onlus e Amici del Modellismo.

L’inaugurazione ufficiale avverrà sabato 3 gennaio alle ore 15 in Camera di Commercio e alle ore 16 nel Salone dei Trecento, alla presenza degli espositori, di centinaia di appassionati e delle Rappresentanze Istituzionali.
Verrà richiesto un contributo volontario minimo di 4 euro per la visita delle due mostre e il ricavato netto sarà destinato al completamento della Casa delle Donne nel Villaggio di Dassoui in Burkina Faso, in memoria del volontario trevigiano Rino Rasera, deceduto in Mali nel dicembre del 2009 durante una missione umanitaria.

Le due mostre saranno aperte dal 3 al 6 gennaio con i seguenti orari di apertura:
mattino ore 10 – 13; pomeriggio ore 14 – 19.

È un appuntamento da non perdere.

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Questo week-end a Zagarolo http://itlug.org/2015/01/questo-week-end-a-zagarolo/ http://itlug.org/2015/01/questo-week-end-a-zagarolo/#comments Thu, 01 Jan 2015 12:30:24 +0000 http://itlug.org/?p=96306 Mattoncini al museo[Riceviamo da RomaBrick!]

Romabrick e ItLUG vi aspettano per giocare tutti insieme al Museo del Giocattolo di Zagarolo, il 3 e 4 gennaio 2015 (orari: sabato dalle 10.30 alle 19, domenica dalle 10.30 alle 18, ingresso gratuito).

Al piano terra di Palazzo Rospigliosi, nel centro storico di Zagarolo, sede del Museo del Giocattolo, vi aspettiamo con le nostre creazioni e i nostri giochi a base di mattoncini LEGO®:

  • Pick&Build – cento chili di mattoncini LEGO di tutti i colori e forme per costruire a piacere
  • Mosaico – 47872 mattoncini da piazzare per ottenere… sorpresa!

Non mancheranno le nostre creazioni, le nostre collezioni LEGO, il mercatino con tutte le novità, i set rari e da collezione. Senza dimenticare la possibilità di incontrare e conoscere altri appassionati come voi.

Gli orari dell’esposizione sono:

  • sabato 3 gennaio: 10.30 – 19.00 (orario continuato, ingresso gratuito)
  • domenica 4 gennaio: 10.30 – 18.00 (orario continuato, ingresso gratuito)

NB: l’ingresso alla nostra esposizione è gratuito, mentre la visita al museo del giocattolo è a pagamento, informazioni su orari, prezzi ed agevolazioni sul sito del Museo, oppure al numero 06 95769405 o all’indirizzo di posta elettronica museodelgiocattolo@comunedizagarolo.it.

Altre informazioni sul sito di RomaBrick.

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Buon 2015, Italian LEGO® Users Group! http://itlug.org/2014/12/buon-2015-italian-lego-users-group/ http://itlug.org/2014/12/buon-2015-italian-lego-users-group/#comments Tue, 30 Dec 2014 10:18:37 +0000 http://itlug.org/?p=96309 Un anno intenso per ItLUG – Italian LEGO® Users Group, quello che si va a concludere tra poche ore…

Oltre agli oramai consolidati eventi espositivi, si sono affiancate nuove e variegate attività, grazie all’interesse, al coinvolgimento e all’impegno di tanti nostri associati e collaboratori.

Citiamo, ad esempio, le varie partecipazioni al Museo del Cinema di Milano, l’allestimento di una scenografia per un film (Scusate se esisto, con la Cortellesi e Bova), il coinvolgimento nell’inaugurazione di una nave da crociera, lariproduzione di un monastero, esposto all’interno dello stesso monastero…

Come non evidenziare, inoltre, la nuova e prestigiosa location del Politecnico di Milano (sede di Lecco) dove si è svolta la manifestazione storica di ItLUG o la partecipazione, per la prima volta in assoluto per il mondo degli AFOL, alla più importante manifestazione europea dedicata al settore del ludico: Lucca Comics & Games!

Ai “grandi eventi” si sono affiancati tanti altri eventi, non meno importanti, che, seppur non fanno particolare  notizia per via dei ridotti spazi espositivi o per la “numerosa” presenza di visitatori, contribuiscono a diffondere la nostra passione tramite l’esposizione delle nostre opere, coinvolgendo nuovi e vecchi soci, con risultati sempre positivi, sotto tutti gli aspetti.

Un anno intenso per ItLUG, quello che si va a concludere tra poche ore…

L’Associazione ItLUG, oltre che sul territorio nazionale, ha avuto visibilità anche sul panorama internazionale, grazie alla bravura dei propri membri. Ai tanti articoli “pre e post evento”, pubblicati sulle varie testate locali (stampa e online), ItLUG è apparsa anche su RaiUno, RaiTre e sul sito di RaiNew24.

Le opere di alcuni nostri soci hanno fatto il “giro del mondo”: chi su un libro (Riccardo Zangelmi), chi su una rivista internazionale (Sandro Damiano), chi sul Web (Daniele Daprile).
Non sono state le uniche, ovviamente, le bellissime MOC realizzate quest’anno dai nostri soci. Nell’apposita sezione del forum potete ripercorrere l’attività costruttiva del 2014!

Anche noti e seguiti siti web internazionali dedicati agli AFOL (vedi Brothers Brick, ad esempio) hanno dato rilievo alle “nostre” MOC ed iniziative.

Alle tante attività di promozione delle attività ItLUG effettuate tramite il sito web, il Forum e la pagina Facebook dell’Associazione, si è aggiunta anche la pubblicizzazione degli eventi nazionali sulla pagina Facebook di LEGO® Italia, contribuendo ad aumentare la notorietà di ItLUG e della passione dei propri iscritti.

A tutto questo, si aggiunge la diffusione di notizie inerenti il mondo LEGO® tramite articoli e recensioni pubblicati sul sito web e sulla pagina Facebook, nonché tramite discussioni di vario genere sul forum online.

Parallelamente a tutto questo, che in sostanza è il front-end dell’Associazione ItLUG, il Consiglio Direttivo e molti soci-collaboratori si sono impegnati per il corretto funzionamento della macchina organizzativa e gestionale.

Un lavoro “dietro le quinte” sconosciuto ai più che, aldilà della gestione ordinaria degli oltre 330 associati (+130 soci nel solo anno 2014!) e di tutte le attività connesse all’organizzazione dei vari eventi, ha visto concretizzare molte novità nel 2014: la registrazione del marchio “ItLUG”, l’iscrizione all’albo delle associazioni lo snellimento e la semplificazione delle procedure di iscrizione all’associazione, nuove modalità di distribuzione e smistamento del LUGBulk, la stesura di nuovi regolamenti (“Eventi” e “Forum”), l’introduzione di nuove convenzioni di acquisto agevolato con alcuni store BrickLink, l’adesione al nuovo programma LUG Ambassador,
l’avviamento di consulenze legali e tecniche per la miglior gestione dell’intera associazione.

Attività meno impegnative, ma pur sempre utili nel loro complesso, quali il restyling del sito web istituzionale, l’implementazione di nuove funzionalità per il forum, realizzazione di grafiche per varie occasioni e le risposte alle centinaia di email che giungono all’email di ItLUG ed altro ancora completano il quadro di quanto avviene in “background”.

Non sempre è andato tutto per il verso giusto, e di questo ne siamo ovviamente dispiaciuti…
L’impegno del Consiglio Direttivo è sicuramente quello di completare le attività tuttora in essere e di migliorare quelle che richiedono qualche “aggiustamento”.

Il bilancio di questo anno solare è comunque nettamente positivo e l’augurio che vogliamo fare a tutti noi, a partire dai soci fondatori fino all’ultimo (in ordine cronologico) degli utenti iscritto al forum, è quello di un 2015 ancor più positivo!
Confidiamo, a questo fine, nel coinvolgimento di nuovi collaboratori.
Fatevi sotto: la recensione di un set, la scrittura di un articolo che descriva una vostra MOC, o quanto altro riteniate utile per contribuire alla vita associativa è più che ben accetto e ricercato.

Buon 2015 a tutti i soci ItLUG e agli AFOL d’Italia!
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Guida non ufficiale delle tecniche avanzate di costruzione LEGO http://itlug.org/2014/12/guida-non-ufficiale-delle-tecniche-avanzate-di-costruzione-lego/ http://itlug.org/2014/12/guida-non-ufficiale-delle-tecniche-avanzate-di-costruzione-lego/#comments Sat, 27 Dec 2014 16:37:00 +0000 http://itlug.org/?p=96288 Come regalo di Natale quest’anno ItLUG ha pensato di proporvi la traduzione di un file importantissimo che da anni “gira” in versione inglese (e francese) e che può risultare quindi ostico a chi non mastica queste lingue, ma che è assolutamente fondamentale per ogni AFOL che abbia mai avuto intenzione di costruire una MOC.

Parlo naturalmente del classico “The Unofficial LEGO Advanced Building Techniques Guide” di Didier Enjary!

Da oggi lo potete trovare tradotto in italiano (e aggiornato all’ultima versione francese) nella sua pagina dedicata: Guida non ufficiale delle tecniche avanzate di costruzione LEGO.

Ringrazio Francesco Frangioja, Gianluca Morelli e Nico Mascagni che hanno tradotto con me il documento.

Se avete segnalazioni di errori o omissioni da farci fateci sapere!

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Buone feste 2014! http://itlug.org/2014/12/buone-feste-2014/ http://itlug.org/2014/12/buone-feste-2014/#comments Wed, 24 Dec 2014 08:00:14 +0000 http://itlug.org/?p=96224 Auguri da ItLUG!

Il consiglio direttivo di ItLUG augura ai propri associati, agli AFOL, ai fan Facebook e a tutti i nostri collaboratori e partner, serene festività.

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