ItLUG partecipa a Lucca Comics & Games 2016

Itbs013-luccacomicsgames_2016-locandinazerocalcarettbs013-luccacomicsgames_2016-locandinazerocalcareLUG®, insieme ai suoi soci toscani ed agli amici del gruppo ToscanaBricks, porterà nuovamente i mattoncini LEGO® a Lucca Comics & Games, la più grande manifestazione ludica europea, giusta quest’anno alla 50esima edizione.

La locandina ufficiale dell’evento è stata realizzata da Zerocalcare che ha ideato una nuova scanzonata supereroina intenta a mimare il numero “50”. Anche ItLUG rende onore a questo traguardo grazie alla creatività del socio Dario Minisini (@Dario3643) che ha ricreato la supereroina di Zerocalcare completamente in mattoncini LEGO®.

Dopo il grande successo della scorsa edizione, siamo lieti di annunciare il rinnovo della nostra collaborazione con Lucca Junior, l’area dedicata ai più piccoli ospitata all’interno del Family Palace, presso lo storico palazzo Real Collegio. Il rinnovo dell’area Junior è stato un successo e la presenza di ItLUG® con i suoi mattoncini LEGO® ha senza dubbio fatto la sua parte, lasciando a bocca aperta migliaia di bambini, ragazzi e adulti davanti alle splendide creazioni degli oltre 50 AFOL che hanno messo in mostra la loro passione. Al Family Palace, area J213/J217, vi aspettiamo con un’esposizione di oltre 400 metri quadri.

Ricco anche il programma delle attività: un workshop su LEGO® Digital Designer e BrickLink, un workshop sulla storia LEGO®, un laboratorio Minecraft, un Creative Contest con l’iconico mattoncino LEGO® 2×4 ed un’area Pick&Build per il gioco libero. Infine a Lucca Junior troverete “CineBrick – Festival di animazione con mattoncini LEGO®”, che sbarca per la prima volta in Italia dopo la prima programmazione tenutasi in Portogallo lo scorso giugno. CineBrick è il primo festival dedicato all’animazione realizzata con mattoncini LEGO®: 5 ore di cortometraggi vi aspettano!

Potete trovare maggiori informazioni ed il calendario completo delle attività in programma sulla pagina dedicata all’evento sul sito di ToscanaBricks. Per tutte le altre informazioni riguardanti Lucca Comics & Games invece visitate la pagina ufficiale dell’evento.

Orari di apertura: 28 Ottobre – 1 Novembre dalle 9 alle 19. Vi suggeriamo di programmare la vostra visita cercando di arrivare a Lucca con mezzi pubblici e di mettere in conto eventuali file e attese dovute all’incredibile numero di visitatori.

MOC: Winter Castle and Medieval District

[Riceviamo questo articolo da Sandro Damiano (@sdrnet) e siamo felici di pubblicarlo. Il diorama invernale di Sandro ha raggiunto un nuovo livello di bellezza!]

Quella che sto per presentarvi è la più grande ed impegnativa MOC che io abbia mai costruito fino ad ora. Costruita su 6 basesplate 32×32, farà parte del mio Villaggio Invernale dando un gran valore aggiunto all’insieme; può essere considerata come una MOC “completa a se” e può essere esposta senza tutto il resto del Villaggio Invernale. Costruire in modo “modulare” mi permette di avere la possibilità di esporre i vari moduli separatamente o in una sola grande realizzazione.

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Questa MOC ha richiesto uno studio e una progettazione senza pari. Ho impiegato circa 4 mesi per progettare e reperire i pezzi: la MOC è composta da oltre 900 tipologie diverse di elementi per un totale di 16.000 pezzi! La fase di costruzione è durata molto più del previsto perché ha coinciso con la nascita del mio secondo figlio: le sessioni di montaggio sono state diluite nell’arco di 5 mesi, centellinando il mio poco tempo libero e sfruttando anche pochi minuti liberi. Un pezzo alla volta, sono riuscito a completare il tutto alla fine di maggio!

 

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L’idea del Castello

Ho sempre avuto tantissime idee per il villaggio invernale, ma volevo completare il diorama in bellezza con una costruzione di una certa importanza. Da parecchio tempo maturavo il desiderio di costruire qualcosa di medievale, come una vecchia torre di guardia… alla fine la semplice torre si è trasformata in un vero e proprio castello senza esagerare troppo con la scala (mantenere sinuoso il paesaggio e rimanere coerenti con le altre costruzioni del villaggio era fondamentale). Per la realizzazione del castello mi sono ispirato ai castelli della Val D’Aosta, austere roccaforti poggiate sopra le montagne, utilizzate come sia come strutture difensive sia come semplici residenze per i reali.

La Val D’Aosta ha restaurato e valorizzato i suoi castelli, trasformandoli in attrazioni per i turisti: invece di costruire un edificio abbandonato ho quindi preferito realizzare un castello “per i turisti” mantenendo tutte le classiche caratteristiche medioevali.

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La composizione

L’intero blocco è costruito su 6 baseplate: 2 per il castello, 1 per il cimitero, 3 per la strada con le casette. Mi sono ispirato ai paesaggi ed ai villaggi dell’Alto-Adige/Germania, con le case a graticcio tipiche della Foresta Nera e i castelli arroccati sui dirupi. Volevo che il castello dominasse un dirupo ed è così che, nonostante il poco spazio, ho cercato di costruire una struttura rialzata facendo in modo che il castello sembri letteralmente poggiato all’interno della montagna. L’entrata del castello si trovava abbastanza in alto rispetto al piano stradale ed ho dovuto fare anche una scalinata. Non avevo spazio per fossati o ponti levatoi: magari mi destreggerò in futuro con nuovi castelli! A fianco della scalinata si trova un piccolo cimitero: ad esso collegherò la mia vecchia chiesa (e così tutto avrà una continuità).

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Casette del borgo medievale

La posizione rialzata del castello mi ha permesso di creare una fila di case ai piedi della montagna senza oscurare il castello retrostante. Le case sono state costruite volutamente con vari colori per contrastare il grigio quasi uniforme del castello e sono ispirate allo “stile a graticcio” tipico dei paesi dell’Alto-Adige/Germania. Ricordano molto le casette del mercato medievale del set #10193 che ben s’intonano con un castello (per l’occasione ho sfruttato parte dei pezzi di un #10193 che avevo ancora a casa e che volevo costruire un giorno per qualcosa di “più importante”… quale migliore occasione era questa!).

Ogni casetta ha un suo arredamento interno e anche se il retro delle case non sarà direttamente visibile perché coperto dal castello non ho comunque voluto diminuire il livello di dettagli interni (anzi credo di aver riempito ogni singolo stud!). Gli interni saranno comunque visibili estraendo le case dalle basi.

  • Casa 1 grigia/azzurra: sala da pranzo, salotto con divani e caminetto;
  • Casa 2 rossa/rosa: cucina attrezzata, cameretta della teenager;
  • Casa 3 grigia/tan: ingresso con credenza e stufa a legna, piccolo bagno, studio-biblioteca;
  • Casa 4 bianca/gialla: farmacia (al piano terra), studio del musicista con pianoforte.

La strada di fronte alle case è la stessa che andrà poi a ricongiungersi con quella già presente nel villaggio.

 

 

Il Castello

Potevo cambiare le mie regole e il mio stile? Ovviamente no! Tutti gli interni sono stati realizzati con cura e si possono ammirare dal retro. Il castello è composto da ben 10 sale/ambienti diversi. Nella parte inferiore: la piazzetta interna con la catapulta, l’ufficio turistico e la biglietteria, la stalla dei cavalli, l’armeria, le due prigioni, la cucina del Re. Nella parte superiore: la sala di consiglio dei cavalieri, la sala del trono del Re, la camera da letto reale, la sala dei trofei. Sono anche presenti altre due torri con le vedette.

 

I sotterranei del Castello:

Questo grande spazio da riempire mi ha permesso di realizzare alcune scene aggiuntive dedicate al “Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”. In basso a sinistra, si può notare una scalinata che scende dal castello e giunge in una grotta con una statua e il cancello di una prigione: due nani e Bilbo Baggings prendono parte in questa scenetta. In alto, usando un ingranaggio nascosto, è possibile far comparire uno scheletro: non è un luogo molto raccomandabile! Un altro meccanismo con un perno rosso apre una botola segreta posta all’ingresso del castello: invitati non graditi possono trovarsi direttamente in cella! In una piccola nicchia girevole si posso ammirare Galdalf il Grigio o Gollum con in mano l’Anello. Infine, è presente anche il drago Smaug in basso a destra, realizzato sfruttando il set #31032. Il drago poggia su un meccanismo che gli permette di spostarsi in avanti quel tanto che basta per far fuoriuscire la sua testa e le zampe dal buco laterale del castello.

Curiosità

  1. Il trono del Re ricorda è ispirato a “Games of Thrones”,  che è sicuramente la mia la serie TV preferita.
  2. Nella sala dei trofei compare anche una spada laser, mentre nell’armeria ci sono un tridente dorato e una katana giapponese. Tutte queste armi non sono in tema… ma era divertente inserirle!
  3. I due quadri presenti nella sala da pranzo della Casa 1 e quelli dell’ufficio turistico all’interno del castello sono delle mie personali fotografie rimpicciolite ed incollate su Tile 2×4.
  4. Sul televisore del salotto della Casa 1 compare una scena del film Star Wars VII.
  5. La camera della teenager è un omaggio allo stile “Friends” che ama mia figlia.
  6. L’albero di fronte alle case ha un metodo di costruzione che non avevo mai utilizzato fino ad ora con elementi snodabili che permettono di basculare i rami e modificare il suo aspetto in varie posizioni.
  7. Sono presenti ben 850 mattoncini 1×2 LBG; il restante 95% dei pezzi è rappresentato da oltre 900 tipologie diverse di elementi!
  8. Sul castello sono presenti 7 bandiere perché 7 è il mio numero preferito.
  9. La MOC ha un’altezza massima di 74 brick (come il mio anno di nascita, 1974) che corrispondono a circa 67 cm.
  10. Se non avessi perfezionato i pavimenti avrei risparmiato circa 2.400 pezzi (che sono appunto il numero di Tile presenti!).
  11. Le due prigioni sono visionabili con uno sportello apribile sul fronte del castello e all’interno è presente uno scheletro e il presidente Lord Business dal The LEGO Movie.
  12. Nella parte alta della Torre principale sta volando la Befana (mi è stato chiesto più volte di inserire nel villaggio anche la vecchietta sulla scopa!).
  13. Il cimitero con lo spettro e lo zombie sono un omaggio al primo disco Live degli Iron Maiden “Live After Death”. Quando ero piccolo, negli anni ’80, mio fratello sfoggiava in camera nostra un grande poster di questo album che mi è rimasto impresso nella mente.
  14. La MOC è scomponibile in ben 17 blocchi per un facile trasporto.
  15. Sono presenti ben 45 minifig!

Ho lavorato moltissimo per questo progetto e quindi spero di essere riuscito a raccontare al meglio questa creazione. Se avete delle domande su questa MOC potete farle sul nostro Forum. Questa MOC verrà presentata per la prima volta a Lecco durante ItLUG Lecco 2016.

Su Flickr ho inserito oltre 100 fotografie per poter osservare al meglio ogni singolo dettaglio di questa MOC: link all’album Flickr!

 

Buon Compleanno ”Furia Blu”!

[Riceviamo dal nostro socio Norton74 questo bellissimo articolo e lo pubblichiamo con piacere.  Non conoscete Norton74? Allora vale la pena dare un’occhiata qui]

Esattamente vent’anni fa The LEGO Group (TLG) lanciava sul mercato l’Hot Rod della serie Model Team, chiamato anche “Blue Fury”: un nome, un programma. Nel 1995 ero troppo grande per giocare e comprare scatole LEGO® e non ero ancora abbastanza maturo per essere un AFOL e così il set #5541, seppur avesse attirato la mia attenzione, non entrò mai nella mia collezione… almeno fino a poco tempo fa.

La Blue Fury faceva parte della serie Model Team che era la serie di veicoli in grande scala che TLG ha prodotto dal 1986 fino al 1999 per un totale di 15 set (più una riedizione del 2004).

I set di questa serie si contraddistinguevano per grande realismo e per un forte impatto estetico. Seppur il mondo LEGO®, e soprattutto le tecniche di montaggio, siano cambiate radicalmente negli ultimi 15 anni, la serie Model Team è ancora oggi capace di emozionare e lasciare a bocca aperta, soprattutto alcuni set hanno ancora molto da dire.

Personalmente ho acquistato il primo set Model Team a metà degli anni 2000, quando vidi esposto in un negozio di giocattoli di Milano (uno degli ultimi rimasti – oggi comunque chiuso) un camion gigante, in puro stile “yankee”, nero e rosso ricoperto da uno strato di polvere. Non sapevo bene di cosa si trattasse ma capii subito che ero davanti a qualcosa di speciale. Così senza pensarci troppo entrai nel negozio e chiesi al proprietario se era in vendita. Lui guardò il camion, mi fissò negli occhi e disse che se ero interessato potevamo metterci d’accordo. Detto fatto: per 40 euro mi porto a casa il set #5571 “Giant truck” anche chiamato “Black Cat”, per via del gattino nero che ha sul tappo dell’imponente radiatore. Oggi il “Gatto Nero” è il più quotato e costoso della serie, e a guardarlo si capisce subito il perché.

Per fortuna, soprattutto per il mio portafoglio, non sono un collezionista e quindi la mia filosofia è quella di comprare solo i set che mi piacciono veramente e solo se c’è l’affare. E così durante la mia consueta visita domenicale a un mercatino delle pulci trovo per pochi euro il set #5581, detto anche “Magic Flash”, in ottimo stato di conservazione. Come spesso accadeva era stato montato, esposto su qualche mensola (immancabile lo strato di polvere) e mai più smontato. Unico neo la mancanza degli adesivi; di contro c’erano le istruzioni, praticamente nuove. A dire il vero questo “van” con al traino uno piccolo motoscafo non mi faceva impazzire ma visto il prezzo non ho esitato un attimo e comunque fa la sua bella figura.

Il pezzo che ho sempre desiderato di questa serie era il camion “musone” americano, il set #5580 denominato “Highway Rig”. L’armonia delle forme, le proporzioni perfette e una livrea azzeccatissima facevano del “musone” il set per me più agognato. E così mi metto alla ricerca su eBay di un buon affare che puntualmente arriva. C’è da dire che i modelli di questa serie, a parte qualche eccezione, hanno prezzi abbordabili e quindi senza spendere un capitale ci si può portare a casa qualche bell’esemplare.

L’”Highway Rig” lo trovo con scatola e istruzioni, qualche pezzo yellowed che subito subisce il trattamento sbiancante a base di vanish e acqua ossigenata (segnalo il tutorial utilissimo di f_random ) e il parabrezza molto graffiato. Anche quest’ultimo viene ripristinato grazie a un prodotto rigenerante per i fari delle auto. Da notare che l’Highway Rig è il primo modello LEGO® che presenta un bel motore completo e dettagliato sotto un cofano completamente ribaltabile. Il mio “Rig”, ripristinato e lucidato, adesso fa bella mostra di se vicino al fratello maggiore “Black Cat”.

Altro aspetto che mi ha sempre attirato molto sono le grafiche delle scatole, la cosiddetta “Artbox”, e quelle della serie Model Team, seppur molto semplici, si presentano bene. Anche il logo della serie nella sua essenzialità è piacevole (negli anni di produzione il logo è cambiato ben tre volte).

Il quarto set mi arriva in regalo da una lontana zia che, come a volte mi è capitato con altri parenti, deve disfarsi del LEGO® dei figli ormai cresciuti. E quindi nei due sacconi che mi vado a prendere trovo anche il motoscafo della serie, il set #5521, “Sea Jet”. Seppur perfetto e con istruzioni decido avventatamente di smontarlo e cannibalizzare i pezzi per delle MOC che stavo costruendo…peccato, tornassi indietro lo lascerei montato.

L’ultimo modello che entra a far parte della mia collezione è la “Furia Blu”, l’Hot Rod, set #5541. Lo cerco su eBay e BrickLink e alla fine trovo un bell’esemplare per pochi euro compreso di istruzioni. La “Blue Fury” mi è sempre piaciuta molto, complice anche la presenza dei pezzi cromati. Pensata più per il mercato americano che quello europeo, ha comunque riscosso un buon successo anche da noi. Nel 2004, nel periodo forse più nero per TLG, viene rimessa in produzione con il numero #10151 nella serie “Legends”. Oggi la riedizione è molto più cara rispetto alla versione originale (chissà perché…).

Chiudo questa mia “love story” con la serie Model Team con un tributo fotografico: l’Hot Rod del 1995 fianco a fianco con la mia versione del 2015. Buon compleanno Furia Blu!

Volks…heaven: tutti i Bulli di Norton74

Molti di voi sicuramente conoscono le MOC (My Own Creation) di Norton74, indiscusso master builder nostrano. Ma chi c’è dietro questo nickname? C’è Andrea Lattanzio, grande appassionato di motori vintage (è uno dei due fondatori di Officina Super Sprint), di design e, ovviamente, di mattoncini LEGO®. Quando non costruisce con i mattoncini, smonta e rimonta moto, vespe e biciclette d’epoca. Leggi tutto

La Magia del mattoncino che non finisce mai

Quando prendo i miei 13926462888_0e78b38120_hmattoncini per costruire, in genere mi immergo in un altro mondo. E’ un viaggio nel tempo, all’indietro, alla ricerca di ricordi che non ho mai perduto, ma sono rimasti vividi nella mia mente, come se costruissero un ponte di vivaci colori in grado di trasportarmi a quando la mia esistenza non era contaminata dal quotidiano ma viveva di singoli istanti. Se soltanto immaginate a cosa mi stia riferendo, allora siete almeno in parte come me, in grado di riempirvi mente e cuore di nostalgia, ma senza soffrirne.

Noi siamo il prodotto di ciò che siamo stati e se queste costruzioni ci permettono di identificarci in un momento più ilare e fanciullesco, allora dobbiamo trarne subitaneo profitto. È un modo allegro per estraniarsi dalla realtà circostante, ma senza mai perdere d’occhio il fatto che dietro ogni mattoncino non c’è solo un mondo per noi. È lo sguardo di incantata meraviglia dei bambini  che osservano il frutto del nostro ingegno, il parto delle nostre idee, l’opera della nostra fantasia. È il sorriso del nostro amico AFOL che studia con sicura perizia la nostra opera. Ed è la nostra soddisfazione.

Noi siamo questo. Ed è riconducibile tutto a singoli piccoli pezzi, colorati, misti, gettati in scatole, che poi come fosse una magia, prendono una forma. Diventano un castello. Una nave. Un grattacielo. Un treno. Qualsiasi cosa vogliamo. Non c’è limite se non quello che poniamo noi. Ed è questo che giorno dopo giorno affascina, strega, rapisce, ci porta in un limbo in cui quel sorriso ha un senso e trova soddisfazione.
La condivisione di tutto questo è per ognuno di noi la sorgente e la foce, non saremmo qui se non avessimo la possibilità di mostrare l’un l’altro cosa è per noi il ritorno alla fanciullezza, il gioco, l’attimo in cui i problemi di sempre sono accantonati, accatastati, altrove, come una pila di mattoncini.

Come una musica, un caleidoscopio, come un sogno romantico, uno sprazzo di colore su una tela bianca. È la nostra libertà. Ma più di tutto è l’immateriale che prende lentamente forma e in un’alternarsi cangiante di dimensioni, colori, direzioni, si traspone nel risultato, la nostra MOC.

C’è tanta magia dietro, in un mondo che di magia non sempre ne ha, per noi, non finisce mai.