Quando le stazioni di servizio erano opere d’arte

[Andrea Lattanzio, membro di ItLUG e mastro costruttore milanese conosciuto anche come Norton74, ci parla del suo ultimo lavoro, la riproduzione in mattoncini di una stazione di servizio dal sapore vintage.]

Andrea – o Norton74 se preferite – non ha bisogno di presentazioni, ma se ancora non lo conoscete vi consigliamo di dare un occhio alla sua gallery su Flickr, ne vale la pena!

I suoi lavori finiscono puntualmente sui blog dedicati al mondo LEGO® e spesso riempiono le pagine di riviste specializzate. Non è la prima volta che parliamo dei lavori di Andrea e oggi torniamo da lui per fargli qualche domanda sulla sua ultima MOC. Buona lettura.

ItLUG: Ciao Andrea, qualche giorno fa hai presentato la tua ultima creazione, cosa ci dici della tua nuova MOC?

A.L.: Il mio ultimo lavoro sposa il mio interesse per le architetture art déco, per il design futurista e per lo stile “googie”. Si tratta di una stazione di servizio Shell in stile Art Déco, appunto, che sembra appena uscita dagli anni cinquanta. Si ispira a una stazione vera che si trova a Tucson, in Arizona, ancora oggi esistente, ma non più in uso. Stazioni come questa erano molto diffuse negli Stati Uniti fino agli anni settanta e rappresentavano degli splendidi esempi di architetture “streamline”, contraddistinte da elementi decorativi presi in prestito dal mondo dell’automobile e dell’aeronautica. Questi edifici esemplificavano lo spirito di ciò che chiedeva una generazione entusiasta davanti alla prospettiva di un futuro brillante e altamente tecnologico.

ItLUG: In effetti lo stile ricorda molto quello della stazione di servizio Esso 1310/310 prodotta come set LEGO negli anni 50! Quali sono i tratti caratteristici di questa nuova MOC?

A.L.: L’elemento che ricorre in tutta la MOC è la curva, infatti tutti gli angoli sono arrotondati, i muri non presentano spigoli. Anche la vetrata del diner sulla sinistra colpisce per l’accentuata curvatura. Idem per la tettoia sopra le pompe di benzina e per la torre centrale che sovrasta l’edificio. Ho fatto ampio uso dei brick with curved top.

Altro elemento che caratterizza la MOC sono le due saracinesche dell’officina, soluzione che ho già utilizzato in passato e che mi piace molto.

ItLUG: Uno sguardo sul retro della stazione rivela delle sorprese, puoi descriverci gli spazi esterni e interni?

A.L.: La MOC è “4 in 1”, nel senso che in essa convivono quattro ambienti diversi e ben contraddistinti. Il primo ambiente, che ritengo il più originale, è l’area di servizio con due pompe di benzina anni cinquanta sotto una pensilina arrotondata. In quest’area sono in bella mostra molte insegne e cartelli a tema auto. Da notare la freccia indicante il diner con le luci al neon.

Un’occhiata all’interno della stazione rivela gli altri tre ambienti: sulla sinistra un classico diner americano con bancone, sgabelli, juke-box, cucina e moltissimi altri dettagli; al centro lo store gestito da una barbuta minifigure che ricorda lo zio Jesse di Hazzard; e infine sulla destra l’officina di riparazione auto.

Una particolarità di questa MOC è la giocabilità: il tetto si scompone in quattro parti ed è removibile, e anche la torre può essere tolta. Infine utilizzando delle semplici finestre ho realizzato i lucernai che valorizzano la copertura grigia.

ItLUG: Hai costruito anche le automobili o arrivano da precedenti lavori?

A.L.: No, le ho costruite appositamente per questo diorama. Si tratta di un pick-up rosso tipo “stepside”, ovvero con i parafanghi posteriori non integrati nella carrozzeria, tipicamente anni cinquanta. Un Hot Rod color tan che è un omaggio ad un mio precedente lavoro a cui tengo molto, la Takehito Yamato Coupé. Infine una Ford Roadster reddish brown con il numero 13 sulle portiere.

ItLUG: Dopo averla presentata su Flickr nel giro di due giorni era già su tutti i più importanti blog legati al mondo LEGO (The Brothers Brick, BrickNerd, The LEGO Car Blog, ArchBrick) e anche tra le 10 top MOCs of the week del canale YouTube Brick Vault. Te lo aspettavi?

A.L.: Quando costruisco una nuova MOC arrivo ad un certo punto che non riesco più a capire se è davvero bella e originale e quindi potrà piacere alla community LEGO, oppure se la vedo così poiché l’ho progettata e costruita io. E quindi non so mai cosa aspettarmi. Certo è che, seppur i miei lavori siano finiti decine di volte su vari blog, ogni volta che leggo un nuovo articolo su un mio lavoro è sempre una soddisfazione immensa. E quest’ultima MOC ha avuto un riscontro davvero importante.

ItLUG: Chiudiamo con la classica domanda di rito: stai lavorando su nuove MOC?

A.L.: La risposta è… naturalmente si! Una MOC è già pronta e sto solo aspettando di trovare il tempo per fotografarla a dovere per poi condividerla sui vari social network.

ItLUG: Grazie Andrea per il tempo che ci hai dedicato e continua così!

A.L.: Grazie a voi per la chiacchierata e spero di non avervi annoiato…

Per seguire Andrea Lattanzio: Facebook, Flickr, Instagram.

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