Intervista al team LEGO® Ideas

In occasione dell’uscita del set Ideas della casa sull’albero, pubblichiamo questa intervista al team LEGO Ideas che abbiamo realizzato nell’ambito dei Fan Media Days a Billund a maggio.

ItLUG: Ciao a tutti! Hasan [Jensen, Associate Engagement Manager – LEGO® Ideas] e César [Soares, LEGO Designer] li conosciamo bene, voi due invece siete?

Samuel Johnson: Io sono Samuel Johnson, sono il Design Manager di LEGO Ideas. Vi potreste ricordare di me anche perché ho progettato set come Voltron e Doctor Who.

Monica Pedersen: Io mi chiamo Monica Pedersen, sono la Marketing Lead di LEGO Ideas.

ItLUG: César… tu sei nel team di Star Wars, ma se sei qui hai progettato anche un set Ideas?

César Soares: Sì, esatto.

ItLUG: Ma sei ancora nel team Star Wars?

César: Sì, sì, sono ancora in Star Wars.

ItLUG: Quindi il tuo set Ideas…

César: È la casa sull’albero!

ItLUG: Giusto… la casa sull’albero che è qui davanti a noi sul tavolo e nella concitazione non avevamo nemmeno notato!

[Risate]

ItLUG: È davvero molto bella! Poi ci torniamo, ma partiamo da alcune domande che ci eravamo preparati.

Cominciamo con Steamboat Willie. Il prodotto finale è risultato essere molto diverso rispetto alla proposta iniziale e nonostante il set finale sia “migliore” (nel senso che è un set più grande e più complesso) abbiamo notato che alcune persone avrebbero preferito un set più semplice e più economico. Una trasformazione così completa è qualcosa che è sempre potenzialmente considerata per qualsiasi set Ideas o invece è una cosa che avete pensato solo per questo caso particolare?

Samuel: Quando è deciso che dobbiamo realizzare un set Ideas, cerchiamo di restare fedeli alla proposta originale. La nostra sfida è proprio quella di restare fedeli a quello che è stato caricato, promosso e votato. Quando abbiamo un progetto basato solo sull’immaginazione, come la casa sull’albero, è molto più facile restare vicini alla proposta originale. Quando invece abbiamo una proposta basata su una licenza esterna, anche i proprietari della licenza hanno voce in capitolo su come realizzare il modello. In questo caso Steamboat Willie naturalmente è Disney e uno dei primi feedback che abbiamo ricevuto da loro è stato “Non sarebbe meglio se Topolino fosse effettivamente sulla barca, come nel cartone animato?” Il loro punto di riferimento principale è il cartone animato che hanno realizzato ed è di loro proprietà, per cui dobbiamo prima di tutti rispettare questa cosa, se vogliamo produrre il set. Altrimenti non potremmo farlo. Per cui preferiamo rispettare i desideri di tutti e mantenere lo spirito della proposta originale piuttosto che dover rinunciare a farlo del tutto. Abbiamo quindi cercato di realizzarlo in maniera migliore di quello che la gente si aspettava, abbiamo aggiunto Minni e un paio di Easter Egg dal cartone.

ItLUG: Sappiamo che nei set LEGO Ideas non vengono mai utilizzati nuovi pezzi, in genere, ma in Steamboat Willie c’era il cappello di Topolino… che poi s’è scoperto provenire dalle minifig collezionabili (per cui tutti avevano capito subito che ci sarebbero state per questo motivo), ma a volte voi stessi non rispettate “regole” come queste perché non sono davvero “regole”, da un punto di vista esterno. Come la “regola” che si diceva una volta ci fosse per cui i set LEGO Ideas dovevano essere piccoli. Ma poi sono usciti i set LEGO Ideas grandi! C’era una “regola” del genere oppure semplicemente all’inizio non sono capitati set grandi?

Hasan Jensen: Non direi che ci sia mai stata una vera e propria regola interna sulle dimensioni, era più il fatto che come team stavamo ancora cercando di trovare la nostra strada e c’è voluto un po’ di tempo; inoltre, in termini di complessità, naturalmente era più semplice partire concentrandoci su modelli leggermente più piccoli. Con la crescita di Ideas è cresciuta anche l’ambizione di provare scale diverse…

Samuel: Credo che si possa considerare LEGO Ideas come una zona sperimentale, quindi siamo partiti dal piccolo perché dovevamo andare di corsa, progettiamo questi prodotti molto velocemente, ma ora che il team è cresciuto le nostre possibilità di sperimentare sono cambiate molto, quindi proviamo a fare cose molto diverse.
E nel futuro chissà… per esempio, non abbiamo mai realizzato un prodotto con le minidoll Friends. O nulla di Technic. Non sappiamo cosa potrebbe capitare, in futuro.

Monica: Riteniamo che sia importante seguire fedelmente la community e la piattaforma stessa. Quindi seguiamo la direzione in cui vanno la community e la piattaforma… a volte questo porta ad avere set molto piccoli e a volte set molto grandi. E cerchiamo di seguire questa logica… e al momento questo ci porta a realizzare cose grosse! Naturalmente poi ci sono delle limitazioni, ma è davvero una questione di fedeltà.

Hasan: Inoltre il nostro team, confrontato con buona parte degli altri team, cerca di raggiungere una certa varietà, sia come dimensioni che come prezzi, in modo che il set più economico, per entrare in questo tema per un fan che non lo conosce, sia a buon mercato, ma che ci siano anche set più grandi per i costruttori più entusiasti.

Samuel: Parlavate anche dei nuovi elementi nei set e sotto questo aspetto a volte siamo stati fortunati. Per esempio con Doctor Who siamo stati fortunati che LEGO Dimensions avesse in programma Doctor Who per cui abbiamo potuto usare il cacciavite sonico. E in questo caso siamo stati fortunati che qualcun altro abbia potuto realizzare il cappello di Topolino così abbiamo potuto usarlo anche noi. Naturalmente la regola per i fan rimane che non possono usare nuovi elementi e nemmeno noi, dal nostro lato, possiamo farlo ma almeno abbiamo anche un certo numero di elementi ancora sconosciuti ai fan che noi invece possiamo usare.

Hasan: Una delle ragioni per cui non creiamo nuovi elementi per Ideas è a causa della lunga durata del processo di creazione di un nuovo elemento, con lo sviluppo di nuovi stampi ed il controllo qualità e così via. E per noi è molto importante fare uscire il prodotto il più alla svelta possibile perché i fan hanno già aspettato tanto tempo. Per cui se dovessimo aggiungere un altro anno, per dire, per realizzare un nuovo stampo, non sarebbe chiaramente l’esperienza ottimale per i fan in attesa.

ItLUG: Per esempio la casa nell’albero è stata annunciata già da un po’ ormai, a settembre… César, hai iniziato a lavorarci a settembre o prima?

César: È stato attorno a settembre, sì.

ItLUG: Riguardo questa cosa… c’è stato recentemente un grosso malinteso con alcune persone quando avete annunciato Steamboat Willie e poche settimane dopo era già in vendita. Probabilmente alcune persone vedono le review come una competizione tra i set in review contemporaneamente anche se è chiaramente scritto nel regolamento che non è così, potete sceglierne due, tre, nessuno… Per cui non c’è nessun problema se iniziate a lavorare su un set prima dell’annuncio perché l’annuncio è solo il momento in cui decidete di rendere la decisione pubblica, non il momento in cui la decisione viene presa. Insomma, di certo Steamboat Willie non è stato progettato in un mese.

Samuel: Sì, quando annunciamo i risultati della review potrebbe sembrare che si tratti di un gruppo di persone vestite eleganti che si mettono a un tavolo in un certo momento per prendere una decisione. Ma in realtà non è così, noi sperimentiamo continuamente anche costruendo i vari set, e questo ci aiuta a prendere le decisioni. Quindi finisce che per ogni review magari ce n’è uno che è il nostro preferito ma poi lo costruiamo e non sta in piedi e ci vorrebbero altri due anni per realizzarlo stabile o qualcosa del genere per cui anche i designer ci aiutano a prendere le decisioni. E tutti i nostri designer sono molto entusiasti dei prodotti su cui lavorano.

Per cui… per esempio, John [Ho] che ha lavorato su Steamboat Willie amava tantissmo Steamboat Willie e ne aveva uno sulla sua scrivania ben prima che fosse su LEGO Ideas perché ama tantissimo il cartone animato. È fantastico avere gente così appassionata tra noi.

ItLUG: Abbiamo notato che c’è un certo equilibrio tra set Ideas con licenza e senza. È una coincidenza o cercate di mantenere questo equilibrio?

Monica: Credo che l’intenzione quando abbiamo creato LEGO Ideas dieci anni fa fosse di celebrare le idee originali. Tutte le grandi idee che stanno nelle menti creative della gente. Ma abbiamo anche dovuto riconoscere il fatto che siamo tutti influenzati e tutti riceviamo input dal mondo che ci circonda, per cui a volte le nostre passioni stanno in qualcosa con licenza, per cui naturalmente molte delle proposte sulla piattaforma sono relative a licenze. Ma ci sono anche così tante fantastiche proposte originali che amiamo. Se guardassimo il numero di proposte con licenza e senza licenza… il tema diventerebbe una grossa licenza e non è questa l’intenzione, che è appunto di celebrare le idee originali. Per cui dobbiamo considerare un po’ tutto. Alla fine quello che conta è avere un’idea forte, una storia forte, sono queste il miglior prodotto da portare sul mercato. Ed è per questo che il rapporto è più o meno pari, ma non abbiamo mai cercato di averlo perfettamente 50/50, per cui in realtà è davvero una coincidenza se è così.

Samuel: Inoltre LEGO Ideas è una gran modo per sperimentare con licenze che non avremmo mai avuto altrimenti. Voltron per esempio. È un’opportunità per realizzare qualcosa con profilo più basso di, per dire, Star Wars e farlo vedere al mondo.

Monica: Ed è anche un modo per testare la cose, per esempio Minecraft è nato da LEGO CUUSOO a suo tempo. “Funziona? Sì, funziona!”

ItLUG: Sempre riguardo alle licenze… ci sono state delle proposte di Stranger Things su LEGO Ideas che erano state rifiutate perché non pienamente nello spirito LEGO. Sara Skahill ha scritto sulla LAN che il motivo è perché LEGO Ideas è un po’ più conservatore su questo argomento rispetto ad altri reparti.

Hasan: Sì… in pratica… sono stato io.

[Risate]

Hasan: Il nostro team di moderatori è incredibilmente piccolo (una volta, sostanzialmente, ero solo io). Per cui dobbiamo controllare ogni nuova licenza che arriva e abbiamo molto poco tempo per farlo. E ci dobbiamo basare su informazioni che abbiamo per esperienza personale o che possiamo trovare online e dobbiamo prendere delle decisioni sul momento su cose che ci sembrano aver senso come parte del brand o no. E a volte possiamo anche sbagliare. Ma allo stesso tempo, come ha detto Sara, reagiamo in maniera conservativa per essere certi di proteggere il brand il più possibile.

ItLUG: Ha citato anche i Simpson e James Bond per casi simili.

Hasan: Sì, esattamente. È quello che succede quando the LEGO Group cresce ed espande il campo di interesse dei prodotti che come azienda decidiamo di poter realizzare.

Samuel: Cosa che può cambiare da un giorno all’altro.

Hasan: Per esempio non sono sicuro che Stranger Things sarebbe stato approvato quattro anni fa. E lo stesso vale per James Bond, se fosse stato proposto cinque anni fa. Probabilmente non sarebbe stato fatto. Ma penso che nuova gente porti nuove opinioni.

ItLUG: Certo, Star Wars stesso non sarebbe stato approvato negli anni 80, probabilmente.

Hasan: Credo faccia parte dell’evoluzione della crescita di un’azienda.

ItLUG: Una domanda per César. Hai collaborato con il designer AFOL che ha realizzato il progetto originale e… conosci bene gli AFOL, visto che sei tu stesso un AFOL, a volte siamo orgogliosi di quello che abbiamo realizzato. E se il designer finale cambia molto rispetto al progetto iniziale… forse l’AFOL non è molto contento. Come ti sei posto davanti a questa cosa?

César: Cerchiamo sempre di restare il più vicino possibile al progetto originale. Ma ci sono anche altre cose da tenere in considerazione. Come il pubblico generale più ampio o la stabilità. In questo caso, Kevin [Feeser], il fan designer, è stato molto presente nel processo di design. È venuto fisicamente qui a Billund una volta. Ha avuto modo di guardare una delle mie primissime bozze. Per cui abbiamo avuto una bella discussione e abbiamo parlato di cosa gli piaceva e cosa non troppo e abbiamo cercato di arrivare a un compromesso. Alcune cose che avrebbe voluto vedere erano impossibili per motivi vari, ma il risultato finale gli è piaciuto.

Samuel: Cerchiamo di dare ai fan designer quante più occasioni possibili per essere coinvolti.

ItLUG: Quindi li invitate qui?

Samuel: Sì. In questo caso il fan designer ha anche creato una grafica che apparirà nel set. Non c’è ancora in questo modello perché non è definitivo, ma sarà un tile stampato.
In generale diamo loro quante più occasioni possibili per essere coinvolti.

César: Abbiamo fatto molte riunioni su Skype.

ItLUG: E questo succede con tutti i fan designer? Magari non necessariamente venire qui se vivono dall’altra parte del mondo, ma Skype e cose così?

Samuel: Se vogliono, sì, diamo loro ogni opportunità possibile.

Hasan: In questo caso, con Kevin, è stato anche perché era qui in vacanza. Ma comunque sì, cerchiamo di coinvolgere i fan designer il più possibile per assicurarci che la loro visione del modello sia presente nella versione finale. E a volte, come ha detto Samuel, dobbiamo scendere a compromessi perché abbiamo licenze e uffici legali e dobbiamo trovare un equilibrio su come soddisfare tutti i partner coinvolti.

ItLUG: Tu invece hai progettato il set di Doctor Who, quindi?

Samuel: Sì, è davvero un bel ricordo. Ho anche fatto Tron Legacy e Voltron. Gli ultimi due non fino alla fase finale.

ItLUG: Io sono un fan di Doctor Who… tu lo eri o no?

Samuel: Be’… non proprio, in realtà ho avuto questo incarico perché mio zio è un attore, ha recitato nella parte del Dottore.

ItLUG: Quale Dottore?

Samuel: L’Ottavo Dottore…

ItLUG: Oh, è vero, tuo zio è Paul McGann! Ora che l’hai detto ricordo di averlo letto a suo tempo!

Samuel: Sì, l’hanno scritto nel libretto.

ItLUG: Allora, la casa sull’albero… quando esce?

Hasan: Non è ancora stato annunciato ufficialmente.

Samuel: È la prima volta che la mostriamo a qualcuno.

ItLUG: Questa è la versione finale, quindi?

César: Sì. Tranne il pezzo stampato.

Monica: Sarà in vendita dal 24 luglio e verrà lanciato il giorno prima.

ItLUG: Allora, César, com’è stata l’esperienza di realizzare questo set? Dicevamo prima che è il tuo primo set Ideas…

César: Sì. È stata davvero un’esperienza nuova. È anche il mio modello più grande. Poco più di 3000 pezzi.

ItLUG: Più grande del Tantive IV?

César: Sì, è quasi il doppio, in realtà.

ItLUG: Wow, molti pezzi più piccoli allora!

César: Sì, ed è completamente diverso da quello che costruisco di solito. Di solito costruisco… be’, astronavi.

ItLUG: Ma da AFOL costruivi anche case di legno…

César: Esattamente. Ed è uno dei motivi per cui volevo progettare questo set perché in qualche modo somiglia alle cose che facevo prima di diventare designer LEGO. È stato divertentissimo costruirlo perché è pieno di piccoli dettagli e di quelle che spero verranno considerate belle tecniche di costruzione e Easter Egg. E la figata è che ci sono due gruppi di foglie nella stessa scatola, per cui potete scegliere quale versione esporre.

La parte sopra si può levare. Le foglie sono realizzate con il nuovo procedimento sostenibile. Non necessariamente in questo modello che ormai ha qualche mese, ma quelle nei set saranno prodotte così. E ce ne sono 185 nel set. In cinque diversi colori.

Samuel: Credo sia il set con più foglie in assoluto.

César: Sì, di gran lunga. Al secondo posto c’è il Villaggio Ewok con 56 o qualcosa del genere.

ItLUG: In cinque colori quindi? Ne vediamo quattro…

César: Sì, verde chiaro, verde scuro, giallo, arancione e questa più piccola in verde oliva.

ItLUG: Aaah, giusto, quella piccola.

Samuel: Qual è il colore nuovo?

César: Giusto, c’è un colore nuovo per le foglie, il “Bright Light Orange”. È la prima volta che appaiono in questo colore.

ItLUG: Avevo visto qualcuno realizzarle custom di questo colore in passato, ora per fortuna esistono davvero, chi le ha usate potrà sostituirle con quelle vere!

César: Esatto!

Monica: Si può esporre d’estate in un modo e una volta che l’estate è finita si possono cambiare le foglie.

César: Oppure si comprano due scatole!

[Risate]

ItLUG: E d’inverno si possono mettere quelle bianche, avreste dovuto mettere anche quelle!

César: In realtà per l’inverno basta rimuoverle del tutto!

ItLUG: Giusto! Notiamo che ci sono anche diversi colori per le foglie delle carote!

César: Sì, gialle e verdi. E marroni sul ponticello.

ItLUG: C’è anche la nuova zucca.

César: Sì, esatto. E lì ci sono delle bacchette di Harry Potter!

ItLUG: È vero! Ma è legale questa tecnica? [Le bacchette nelle clip 1×1]

César: Certo che è legale! Il pezzo è progettato per fare esattamente questo incastro, la parte che rimane in mano alla minifig è progettata per potersi muovere, per cui entra nella clip perfettamente.

ItLUG: Okay, okay, è legale allora!

Grazie a tutti per la disponibilità!

Intervista a cura di Irene Goia e Francesco Spreafico. Si ringrazia TLG per la disponibilità.

Creator Expert 10269 Harley-Davidson® Fat Boy®: Intervista a Jamie Berard

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato l’intervista a Jamie Berard, sul tema Creator Expert, realizzata durante i Fan Media Days a Billund. Abbiamo però omesso una sezione che possiamo pubblicare soltanto oggi per ovvi motivi! Parliamo infatti del set Creator Expert 10269 Harley-Davidson® Fat Boy®, annunciato ufficialmente oggi!

Jamie: Questa è la prima volta che realizziamo una motocicletta per il tema Creator Expert. Ormai siete abituati a vedere motociclette nel tema Technic, per cui abbiamo pensato che se dovevamo fare una motocicletta avremmo dovuto cercare di usare il minor numero possibile di elementi Technic. Questo set è il risultato e potete vedere che in effetti non ha molti pezzi Technic, solo qualcosina qua e là.

Il modello è basato sulla Harley Davidson Fat Boy, il loro modello più caratteristico, e per riuscire a riprodurla fedelmente abbiamo creato due nuovi elementi: un nuovo cerchione e una nuova gomma larga, usata sulla ruota posteriore. Si tratta della gomma più larga che abbiamo mai realizzato.

ItLUG: La gomma anteriore invece esiste già, giusto?

Jamie: La gomma esiste, ma il cerchione è nuovo. Un’altra cosa interessante è che questo cerchione l’abbiamo creato in modo che se ne unite due li potete usare per la ruota posteriore. Un particolare molto utile.

Nel set ci sono molti dettagli dell’Harley Davidson, come il serbatoio del carburante a forma di lacrima, il serbatoio dell’olio nella parte posteriore e poi c’è la particolare configurazione dei cilindri, una cosa per cui le Harley sono famose cioè il cosiddetto “potato-potato”; quando girate la manopola i cilindri vanno su e giù e fanno “potato, potato, potato”. Abbiamo mantenuto il sincronismo corretto nella configurazione, per cui i cilindri salgono nei momenti corretti.

Poi abbiamo diversi meccanismi e la targa nella parte posteriore, il tipo di targa usata in Wisconsin (dove è nata l’Harley Davidson) per le motociclette di test. Poi abbiamo due tile stampati con scritto “Harley Davidson”, uno per lato. Infine, abbiamo qualche adesivo.

ItLUG: Per cui i due tile sono diversi, dovendo avere angolazioni diverse?

Jamie: Esatto, sono due tile diversi. Poi abbiamo questo piccolo supporto, per posizionare la moto verticalmente, ma abbiamo anche il cavalletto con cui appoggiarla lateralmente come quella vera.

ItLUG: Questo set fa parte della serie di veicoli Creator?

Jamie: Sì, è un’estensione della serie. Sarà in vendita il primo di agosto. A 89 EUR/99 USD.

ItLUG: Un’ultima domanda, da parte di un nostro membro (che in qualche modo aveva avuto voce di questo set in anticipo). Come dicevi prima siamo abituati ad avere moto Technic, e in quel tema fino a poco tempo fa i set uscivano a “coppie” motociclette e automobili… è qualcosa che potremmo aspettarci in futuro anche in questo sottotema Creator?

Jamie: Questo è un po’ troppo nel futuro per poterne parlare ora :-). Ma siamo felici che la gente aspetti con ansia il prossimo edificio modulare, il prossimo veicolo, il prossimo set invernale, la prossima giostra… per cui quando vi aspettate un’auto, un’auto, un’auto… è bello poter offrire invece una motocicletta, qualcosa di un po’ diverso.

ItLUG: Diverso, ma sempre facente parte della serie.

Jamie: Esatto. E in questo caso pensiamo che questo set porterà nuovi acquirenti perché… di nuovo, in genere facciamo solo motociclette Technic, per cui se qualcuno voleva una moto System ben fatta… pensiamo che molta gente sarà molto contenta di questo set.

ItLUG: Anche i fan Harley Davidson.

Jamie: Esattamente. Hanno i loro negozi specializzati, le loro convention, i loro musei. Per cui immagino che molta gente sarà interessata in questo set.

Intervista a cura di Irene Goia e Francesco Spreafico. Si ringrazia TLG per la disponibilità.

Intervista al Powered Up Team

Durante gli RLFM Days a Billund, abbiamo avuto modo di parlare e sentir parlare di Powered Up in due occasioni. Il primo giorno c’è stata una presentazione generale con tutti i partecipanti di cui avrete sicuramente già visto report e immagini (per esempio su Brickset). Il secondo giorno abbiamo potuto intervistare direttamente due componenti del team Powered Up, Oliver Wallington (Robotic Concept Lead) e Gaute Munch (in LEGO dal 1997, è uno degli inventori del MINDSTORMS); mentre parlavamo avevamo sul tavolo davanti a noi tutti i componenti della piattaforma attualmente prodotti (incluso il Control+) e quindi alcune domande avevano anche un risvolto “pratico” che abbiamo cercato di spiegare con delle note. Premettiamo anche che il sistema SPIKE permette già di copiare i programmi sull’hub, che è anche ricaricabile. Nell’intervista abbiamo anche cercato di tornare ad alcuni punti visti il giorno precedente per approfondirli e poterli esporre più chiaramente.

Mettendo insieme le due giornate possiamo rispondere innanzitutto alla domanda che molti si fanno: i treni, Boost, Control+, SPIKE, DUPLO… sono tutte cose diverse? La risposta è no, fanno tutti parte dello stesso sistema, ma hanno nomi diversi perché ogni nome descrive una diversa esperienza e una diversa modalità di utilizzo. Ma sono tutti interoperabili tra di loro.

Una seconda questione importante da stabilire era se, ora che sono stati annunciati i diversi componenti, il sistema sia da considerarsi completo e concluso. E anche a questa domanda la risposta è no, siamo solo all’inizio e ci sono ancora tante cose che potrebbero cambiare, alcune cose sono già sulla roadmap, altre sono in valutazione e chissà quali altre ancora ci saranno.

L’impressione è di un sistema ancora in evoluzione con delle ottime potenzialità e che potrebbe permettere degli sviluppi interessanti anche agli AFOL più esigenti.

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Intervista a Mark Stafford e Marcos Bessa sul set T.rex Rampage

In occasione degli RLFM Days abbiamo avuto modo di parlare con i designer Marcos Bessa e Mark Stafford dei temi Jurassic World ed Harry Potter. Pubblicheremo in seguito l’intervista completa, ma intanto ecco un estratto relativo al nuovo set di Jurassic Park World T.rex Rampage, progettato da Mark Stafford.

ItLUG: Parliamo di dinosauri. LEGO® sta producendo tanti dinosauri: quelli della LEGO House, gli scheletri appena annunciati su LEGO Ideas e ora questo.

Marcos Bessa: Tutti amano i dinosauri!

ItLUG: E questo è enorme!

MB: Non so bene perché tutti amino i dinosauri, anche se… no, in realtà lo so perché li amo anch’io! Sono una cosa fantastica.

Mark Stafford: E anche i bambini li amano.

ItLUG: E sono un prodotto evergreen, non è una moda del momento.

MS: Sono come i draghi, ma nel mondo reale. Anche se c’è qualcuno che ancora dubita fossero reali, sono comunque una versione più realistica di quella fantasy.

MB: Tutti li amano.

ItLUG: Ci sono anche tutti i personaggi e il cancello… del primo film, se non vedo male.

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Intervista a Jamie Berard sul 10266 NASA Apollo 11 Lunar Lander e molto altro

La scorsa settimana, partecipando agli RLFM Days a Billund, abbiamo avuto modo di intervistare alcuni team e alcuni designer LEGO®. Nel corso dei prossimi mesi pubblicheremo queste interviste… cominciando oggi con Jamie Berard che ci parla del set che è appena annunciato, il 10266 NASA Apollo 11 Lunar Lander (e di molto altro).

Jamie con la scatola e il modello costruito.

Jamie: Questo set celebra il cinquantesimo anniversario dell’allunaggio, per cui una delle cose che abbiamo voluto fare è stata quella di riprodurre le prime impronte umane sulla Luna. Inoltre abbiamo riprodotto sulla base la superficie lunare e la navicella spaziale può atterrare su degli appositi spazi; una volta terminata la missione la parte superiore si può staccare e ripartire. Ci sono diverse geometrie interessanti all’interno del set e abbiamo anche utilizzato il color oro “metallizzato” per alcuni elementi interni, come le bombole d’ossigeno e i serbatoi.

Il modulo staccabile si può a sua volta aprire e all’interno abbiamo le porte da cui passano i veri astronauti e anche un po’ di spazio per poterli alloggiare. Il modulo si può aprire da entrambi i lati, dividendosi in tre parti.

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