Visita alla LEGO® House

Questo post è un po’ in ritardo (c’è stato Borgoricco di mezzo e Lecco si sta avvicinando!)

Due settimane fa, come abbiamo già raccontato, eravamo alla LEGO® House per la “posa” delle opere di Cristiano Grassi nella Masterpiece Gallery. Prima di metterci all’opera però, Stuart Harris (Senior Experience Designer della LEGO House) e Jan Beyer ci hanno fatto fare un breve tour della casa che, ricordiamo, aprirà ufficialmente il 28 settembre (dopo alcune pre-aperture ad agosto e a settembre).

Avevo già avuto modo di visitare gli interni della LEGO House due volte, in passato: lo scorso settembre dopo il Fan Weekend di Skærbæk (era ancora tutto in costruzione ed eravamo potuti entrare solo nella piazza interna al piano terra) e a marzo di quest’anno, in occasione della conferenza stampa LEGO annuale, tenuta proprio all’interno della LEGO House (la costruzione era finita, ma tutte le stanze erano vuote e l’Albero della Creatività era “a pezzi” sul pavimento della piazza).

Oggi invece l’edificio è praticamente finito, tutte le zone si stanno popolando con i contenuti finali e alcune sono già quasi pronte.

Innanzitutto va detto che l’edificio è veramente enorme. Può sembrare più piccolo se lo si guarda da fuori da troppo vicino, ma è solo perché non si ha una visione d’insieme. Se ci si allontana un po’ e lo si osserva nel contesto del paese, le dimensioni sono davvero notevoli. Si tratta anche dell’edificio più alto di Billund (paese non propriamente noto per i suoi grattacieli). Al momento, all’esterno, i lavori sono concentrati sulla deviazione del torrente che scorrerà di fronte alla casa. I piani iniziali erano di farlo scorrere all’interno, ma sono stati in seguito modificati per ovvi motivi.

Ole, Kjeld e Godtfred.

Entrando nella casa da uno qualsiasi dei suoi ingressi si giunge nella Ole Kirks Plads, la piazza coperta dedicata al fondatore Ole Kirk Kristiansen che farà parte delle zone aperte gratuitamente al pubblico. Ora è naturalmente fa da base e deposito per tutto il materiale che deve essere ancora posizionato nella casa, ma si possono già notare ai suoi angoli il LEGO Store (scaffali ancora vuoti, ma grosse statue e bassorilievi LEGO già posizionati al di sopra di questi) e gli spazi dei tre ristoranti (uno dei quali presentato qualche giorno fa in questo video live di Facebook).

La scala centrale gira attorno al fantastico Albero della creatività, sul cui tronco si possono trovare riferimenti alla storia LEGO (i nome di Ole, Godtfred, Kjeld e Thomas o la sagoma della papera di legno) e sulle cui foglie sono posati set da temi storici come Classic Space, Town o Castle.

Albero della creatività

La stanza più alta di tutte, la cosiddetta Keystone a forma di mattoncino 2×4, contiene la Masterpiece Gallery. Lungo le pareti delle bellissime vetrine conterranno le opere di 17 AFOL provenienti da tutto il mondo (per ora c’è solo Cristiano!) mentre nei tre “tubi” centrali (è pur sempre un mattoncino 2×4) invece ci sono al momento i tre dinosauri: DUPLO, System e Technic. Due di questi sono stati issati lì dalla piazza sottostante proprio mentre eravamo presenti (senza la testa però!). Sono davvero fantastici, non sono le “solite” statue LEGO costruite con normali mattoncini, qui si sono davvero dati da fare e hanno sfruttato al massimo le potenzialità di ogni genere di pezzo!

Scendendo al piano inferiore ci si trova nella stanza del World Explorer… una stanza con alcuni diorami in scala minifig (hanno avuto una consulenza AFOL). Parte di questi diorami è incollata, ma buona parte non lo è perché nel tempo dovrà essere modificato ed evolvere. Una particolarità (che non riguarda solo il World Explorer, ma tutto l’edificio): quando qualcosa finisce con l’essere posizionato al di sotto della Keystone (quindi nella parte centrale dell’edificio), questo diventa DUPLO… anche se sta in un diorama! Stuart ci ha indicato decine di scenette che hanno luogo nel diorama, ma in realtà ce ne sono molte di più e credo che noi AFOL potremmo tranquillamente passare qualche ora anche solo in questa sala.

Le altre zone erano ancora in allestimento, ma non posso fare a meno di citare la zona in cui i visitatori potranno creare il loro video; la zona in cui si dovrebbero poter costruire tutte le minifig (tranne quelle con licenza); la zona in cui si costruiscono dei piccoli edifici microscale per popolare una città; la zona di costruzione libera (con le grosse cascate LEGO e DUPLO); la zona in cui si potrà creare il proprio pesce LEGO che verrà poi inserito in un acquario virtuale… e chissà quante altre cose non abbiamo visto o mi sto dimenticando.

Non dimentico però di certo la mia zona preferita! Scendendo dalle scale laterali (le cui pareti passano dai mattoni bianchi dei piani alti, a quelli colorati dei piani “medi”, a quelli neri del fondo) si giunge nel piano interrato… nella History Collection! All’ingresso si potrà trovare una vetrina nel pavimento (in allestimento quando abbiamo visitato) in cui verranno posizionati degli stampi storici, dopodiché si entra e si può fare un giro completo di storia LEGO attorno alla stanza centrale, posizionata esattamente al di sotto della Keystone e anche in questo caso un mattoncino 2×4. In questa stanza centrale nelle vetrine laterali si possono già vedere, sia in scatola, sia montati, moltissimi dei set più importanti della storia LEGO. Nei tre tubi centrali invece ci sono speciali esposizioni (ora c’erano i treni, per esempio e dei set Technic). Ci saranno anche dei monitor dove richiamare l’intero database storico dei set LEGO. Sono certo che in futuro passerò ore qui dentro, anche se temo che purtroppo, essendo un piano interrato, non si possa stare per più di 20 minuti alla volta per motivi di sicurezza!
All’esterno della stanza le pareti sono piene di cimeli, foto e informazioni relative alla storia LEGO (se siete mai stati nella LEGO Idea House sapete di cosa sto parlando e se non ci siete mai stati… be’, è praticamente un museo!) E c’è pure ItLUG!

Un’altra cosa molto interessante è il braccialetto elettronico che verrà dato a tutti i visitatori e dove verranno memorizzate tutte le creazioni e tutte le informazioni che il visitatore deciderà di aggiungerci e che potrà poi trovare direttamente nel suo account, senza quindi dover stare a preoccuparsi di dover recuperare una chiavetta o farsi stampare foto o questo tipico genere di cose “antiche”.

Insomma, la LEGO House promette di essere veramente un’esperienza fondamentale per ogni AFOL e personalmente non vedo l’ora di tornarci!

Potete trovare la galleria completa delle immagini sul nostro account Flickr.

LEGO Batman – Il film (Blu Ray)

Se vuoi rendere il mondo un posto migliore, guarda te stesso e cambia le cose, Hooo
Batman

Grazie al supporto di Warner Bros, l’associazione ItLUG ha avuto la possibilità di ricevere in anteprima il Blue Ray di “LEGO Batman – Il Film”, la seconda pellicola cinematografica realizzata in questi anni da Warner Bros in collaborazione con The LEGO Group.
Dopo il grande successo di “The LEGO Movie”, Warner ha prodotto un film di animazione diverso dal primo e dai ritmi frenetici

Diretto dal Chris McKay già supervisore delle animazioni del precedente Lego Movie, questo Lego Batman è una discreta sorpresa e un film che non dovreste sottovalutare: Seth Grahame-Smith, autore del soggetto e coautore della sceneggiatura, ha infatti frullato in un’ora e mezza tutta la mitologia del personaggio, che regge con una solida base di simpatia e serietà tematica una superficie di pura follia comica. Non si tratta di una semplice parodia, anche se quest’intenzione ovviamente qui e lì affiora: più che nel regno della dissacrazione, siamo nello sfottò tra amici, che possono prendersi in giro quanto vogliono, perché mantengono un rispetto reciproco dovuto a un legame di decenni. Lo stesso legame che il pubblico ha con l’Uomo Pipistrello.
(tratto Comingsoon.it )

Uscito nelle sale ad inizio febbraio del 2017, si è giocato gli incassi contemporaneamente all’uscita di “Cinquanta sfumature di nero”: Batman (che è “total black”) è uscito a testa alta da questo confronto… considerato che, globalmente, ha incassato oltre 310 milioni di dollari!

Ecco quindi che, terminata la fase di distribuzione nelle sale e nei circuiti delle Pay-TV/on-demand, il film arriva nella versione “home edition”, sia in Blu Ray (normale e 3D) e in DVD.
Il pacchetto promozionale che Warner Bros ci ha inviato comprende:
– Il Blu Ray di “LEGO Batman – Il Film”, nella versione Blu-Ray con due dischi (uno per la versione 2D ed uno per la versione 3D, per il quale è necessario un TV 3D).
– Polybag #30522 – Batman in the Phantom Zone;
– Polybag #30523 – The Joker Battle Training;
– Polybag #30524 – The Mini Batwing;
– Lo Story Pack #71264 Lego Dimension (estensione del videogioco “LEGO Dimension” dedicato al film, e di cui potete leggere una dettagliata recensione su Brick Fanatics)

Per coloro che non hanno ancora visto il film, preferiamo non svelare nulla della trama: sappiate comunque che non vuole essere uno spin-off della pellicola del 2014 (The LEGO Movie) ma è un film del tutto indipendente, pieno di battute, personaggi simpaticissimi (alcuni molto kitsch) e molti volti noti dell’universo DC Comics come l’immancabile Superman, Lanterna Verde, Wonder Woman, Martian Manhunter, Bane, Due Facce, Poison Ivy, Clayface e ovviamente il mitico Joker, fedele miglior nemico di Batman, e la sua amata Harley Quinn.
Possiamo solo anticiparvi che assisterete a 104 minuti di scene davvero ben realizzate, divertenti, travolgenti e frenetiche (alcune, forse, un po’ troppo).
Gustatevi il trailer italiano:

Tra i doppiatori della versione italiana, compare la nota cabarettista Geppi Cucciari che dona la sua voce (con un inconfondibile accento sardo) a Barbara Gordon/Batgirl.
Per quanto riguarda il film
La qualità del Disco Blu-Ray è davvero molto elevata così come l’audio con una colonna sonora che ti trasporta nel film scena dopo scena.
Anche per i non fanatici di Batman è un film assolutamente da vedere: non possiamo che consigliarlo a tutti!

Il Blu Ray e il DVD sono già disponibili per l’acquisto sulla piattaforma Amazon.it, a partire da circa 14 euro (per la versione DVD)
La versione Blu Ray è acquistabile sia in versione 1 disco (Full HD 2D) e 2 dischi (Full HD 2D + 3D)

Ulteriori informazioni approfondimenti e curiosità sul film le potete trovare su Wikipedia

Seguono le foto del materiale ricevuto da Warner Bros.
(Recensione a cura di Sandro Damiano e Gianluca Cannalire)

Architetto con i LEGO®

Architetto con i LEGO®
di Tom Alphin
Edizioni LSWR
Traduzione di Alessandra Favazzo
186 pagine, € 24,90, volume cartonato

È appena uscita l’edizione italiana di questo volume pubblicato in USA dalla No Starch Press nel 2015. A suo tempo non l’avevo comprato in versione originale perché era un periodo che ne stavano uscendo troppi e non riuscivo più a seguire tutto.

Inizio subito dicendo che tra i libri dedicati alla costruzione di opere realizzate con i mattoncini LEGO questo è sicuramente il migliore che mi sia mai capitato di leggere.

Il libro offre una parte testuale non secondaria né ignorabile, dedicata in buona parte alla descrizione degli stili architettonici degli ultimi 500 anni. Per ogni stile trattato viene raccontata la sua storia, vengono spiegate le sue caratteristiche e mostrati diversi esempi sia di edifici reali che delle loro controparti realizzate con i mattoncini LEGO.

Per ogni stile viene inoltre presentata una piccola costruzione in microscale ispirata a un edificio reale realizzato con quello stile. Per costruire questi modelli, come spiegato nella prefazione, può tornare comodo il bellissimo set Architecture Studio, visto che la costruzione viene presentata usando esclusivamente mattoncini bianchi e trasparenti. Ma ovviamente non è necessario possedere questo set, si possono usare pezzi di qualsiasi colore. L’uso del bianco e del trasparente richiama molti dei set Architecture (e, aggiungo, anche molti degli edifici LEGO di fine anni 50 che venivano realizzati principalmente proprio con questi due “colori”).

Gli stili esaminati sono: Neoclassicismo, Prairie School, Art Déco, Modernismo, Brutalismo, Postmodernismo e Architettura High-Tech.

Per il Neoclassicisimo alcuni esempi illustrati sono la Casa Bianca e la Porta di Brandeburgo (di cui naturalmente esistono i set), l’Arco di Trionfo e le nostrane opere del Palladio. Come modello da costruire viene proposta la residenza di Monticello di Thomas Jefferson.

Lo stile Prairie School viene generalmente associato a Frank Lloyd Wright, di cui vediamo per esempio la Robie House e l’Imperial Hotel, anche questi edifici che noi AFOL conosciamo benissimo essendo stati entrambi set Architecture. Il modello proposto è la Willits House, sempre di FLW.

Per quanto riguarda l’Art Déco l’esempio più classico presentato è forse l’Empire State Building, ma anche il tipico cinema americano (che fa da base per il modello proposto, le cui istruzioni si possono trovare online sul sito dell’editore).

Passando al Modernismo due esempi che saltano subito all’occhio sono la Farnsworth House e la Willis Tower (ancora una volta due set Architecture). Come modello abbiamo la Lever House, grattacielo di New York. Vengono inoltre proposte le istruzioni per alcune strutture particolari di grattacieli modernisti: struttura portante, edificio con facciata continua e edificio alla Sullivan).

Per il Brutalismo (che non prende il suo nome da quello che potrebbe sembrare) l’esempio più interessante è l’Habitat 67. Interessante perché l’architetto Moshe Safdie ha dichiarato di aver comprato, a suo tempo, tutti i mattoncini LEGO su cui era riuscito a mettere mano perché li trovava molto adatti alla progettazione. Soprattutto i mattoncini 1×2. Due i modelli proposti per questo stile: una torre di controllo traffico aereo e la Geisel Library di San Diego.

Ci si avvicina alla fine con il Postmodernismo di cui vediamo per esempio la Sony Tower di New York. Due modelli anche qui: un edificio amministrativo ispirato all’edificio di Lugano Ransila I e l’Engineering Research Center di Cincinnati.

Infine l’Architettura High-Tech con la Sydney Opera House (di cui esistono addirittura due set ufficiali), il Walt Disney Concert Hall e… la “nostra” Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, di Santiago Calatrava, che fa anche da vaga ispirazione per il modello suggerito. Con una tecnica decisamente interessante per i particolari incroci delle travi.

A chiusura del volume troviamo una breve guida al costruttore che illustra Idee (cosa costruire), scala (minifig, microscale), forme, dettagli, colori e mattoncini (come comprarli, come organizzarli…)

Presente anche una serie di brevi schede su alcuni di costruttori le cui opere sono state mostrate nel volume: Jared Chan, Rocco Buttliere, Adam Reed Tucker, J. Spencer Rezkalla e Jameson Gagnepain.

Fisicamente il volume si presenta con una solida rilegatura e un’ottima carta patinata. Anche le dimensioni sono ottime: un quadrato con lato 22,8 cm.

Pur non avendo avuto una supervisione “AFOL”, il volume è stato tradotto molto bene e buona parte dei termini tecnici viene utilizzata correttamente. A stonare rimane solo qualche colore tradotto con fantasia (“tan” diventa “marrone chiaro”) e ovviamente la parola “LEGO” usata come sostantivo nel titolo, non presente nel titolo originale “The LEGO Architect”. Ma niente di problematico.

Sebbene il volume non si concentri a livello teorico sulla microscale (e le varie MOC presentate siano realizzate in scale varie), a livello pratico, i modelli proposti con le istruzioni sono tutti in microscale. Le tecniche utilizzate per alcuni di questi modelli sono anche abbastanza avanzate (SNOT, offset) e quindi realizzare questi modelli potrebbe essere d’aiuto per familiarizzare con queste tecniche e/o con questa scala.

Concludo aggiungendo qualche nota nostrana al volume. Prima di tutto l’intervista a Tom Alphin in occasione dell’uscita del volume in USA realizzata da Domenico Franco un paio di anni fa e pubblicata sul sito di RomaBrick. E poi due immagini di un paio di MOC di due nostri abili costruttori, ispirate a due degli edifici trattati nel volume… La Robie House realizzata da Federico Cardu (a cui abbiamo dedicato anche un articolo sul sito) e la Sony Tower realizzata da Marco Cancellieri (entrambe le foto sono state scattate in occasione di ItLUG Latina 2015).

Infine, qualche extra dal sito dell’autore, la lista dei pezzi necessari sempre dal sito dell’autore, la bibliografia completa e un estratto dell’edizione italiana sul sito dell’editore.

Non vi rimane che acquistarlo sul sito dell’editore, su Amazon… o magari vincerlo (o almeno vincere uno sconto) partecipando a questo concorso aperto fino al 12 giugno!

Ricreare il set 10182 – Cafè Corner attraverso Bricklink

[Riceviamo questo articolo dal socio Sandro Damiano (@sdrnet). Questa guida, scritta prendendo come esempio il set 10182, può essere seguita anche per tutti gli altri set che state cercando di ricostruire utilizzando il sito Bricklink.com.]

Ho finalmente trovato il tempo per scrivere una guida per ricostruire il famoso 10182 Cafè Corner da zero, utilizzando unicamente pezzi sfusi ordinati attraverso il sito Bricklink.com, punto di riferimento per gli AFOL di tutto il mondo. Il Cafè Corner fu prodotto nel 2007 e fu il primo vero modulare ideato dal LEGO Designer Jamie Berard. Fin da subito ha avuto un grande successo ed ha dato il via ad una vera e propria moda: oggi la linea dei “modulari” è uno dei temi City/Creator più richiesti. Non avendo arredamento interno (l’unico modulare, insieme al Market Street, a non averne) si presta benissimo ad essere personalizzato: in rete si trovano decine di interpretazioni realizzate da AFOL. 

Sono uscito dalla mia “dark-age” alla fine del 2010 ed il Cafè Corner mi era scappato. Essendo diventato raro e molto ricercato dai collezionisti, dopo due anni di esperienza maturata nel mondo LEGO decisi di ricostruirlo utilizzando Bricklink. Ecco come ho fatto!

Primo passo: create un account su Bricklink.com (se ancora non l’avete fatto). Per vedere l’inventario dei pezzi cercate il codice del set, aprite la pagina dedicata e selezionate la scheda “Set Inventory” (oppure potete aprire direttamente questo link): 2044 pezzi (in 256 lotti) e 3 minifig. La cosa migliore da fare è quella di crearsi la propria “Wanted List”, ovvero la lista della spesa dei pezzi che serviranno per la realizzazione del set: questo è possibile utilizzando la scheda “Wanted, Part Set”, come vedete nell’immagine qui sotto.

  • Inserite il codice 10182;
  • Inserite il nome della vostra lista della spesa (ad esempio “Cafè Corner”);
  • Togliete il segno di spunta su “Include Instructions”. Le istruzioni originali costano care e sono difficili da trovare: potete facilmente scaricarle dal web. Se volete anche le istruzioni cartacee invece lasciate il segno di spunta;
  • Impostate “Wanted In” in “New” (per indicare di volere solamente pezzi nuovi.. non vorrete mica costruire con pezzi vecchi giusto??);
  • Ricordatevi di mettere un segno di spunta sulla voce “Set My Minimum Desired Qty for each Item to Qty of Items in Inventory”, in modo da impostare le giuste quantità di pezzi necessari.
  • Cliccate poi sul pulsante in fondo pagina “Submit for Edit”.

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La successiva lista riepiloga tutti i pezzi e se volete da qui potete eliminare i pezzi che siete sicuri di avere facendo un check sulle caselle “Delete”. A fondo pagina troverete anche le “Alternates Parts” (come vedete nell’immagine qui sotto), ovvero le parti che possono essere sostituite con pezzi simili (quasi identici) prodotti più recentemente (attenzione: i codici sono diversi!): leggete i miei consigli sui pezzi più difficili da recuperare più avanti se volete approfondire. Cliccate infine su “Verify Items” ed infine su “Upload Items”. Avete creato la nuova Wanted List: adesso avete la lista completa caricata sul vostro profilo Bricklink con tutte le tipologie di pezzi con i colori e le quantità giuste per ricreare il set (la potete trovare nella scheda “Wanted, My Wanted List”). Suggerimento: se selezionate dal menù a tendina la vostra Wanted List nella pagina “Wanted, My Wanted List” ed usate i pulsanti “Show All” potrete avere un elenco completo dei pezzi.. che vi consiglio di stampare!

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Inizia ora il lavoro “certosino”: controllare quale di questi pezzi avete già in casa e piano piano comprare quello che vi manca. Tenete sempre aggiornata la Wanted List (sempre da “Wanted, My Wanted List”) e la lista stampata andando a modificare le quantità di pezzi che ancora vi mancano. Trovare tutti i pezzi non è assolutamente facile e vi scontrerete con la dura realtà: ci sono diverse tipologie di pezzi molto rare, molto costose e difficili da trovare. Ricordatevi che potete, partendo dalla “Wanted, My Wanted List”, vedere in quali negozi trovare il pezzo che cercate, oppure, se state comprando da un negozio, potete far uso del tasto “Show All Items this store has on my Wanted List” per vedere quali pezzi della Wanted List sono a disposizione nel negozio.  Di seguito la lista dei pezzi più difficili da trovare con qualche suggerimento adatto a chi non punta a ricostruire il set fedelmente al 100%.

  1. Black Door 1 x 4 x 5 Right with 6 Panes (73312): se non volete spendere almeno 25€ per una piccola porta di plastica potete cercare su Bricklink porte della stessa misura ma con apertura a destra oppure potete creare una porta voi con altri pezzi;
  2. Black Door Frame 1 x 4 x 6 Type 1 (30179): potete sostituirlo con il Type 2 (60596);
  3. Dark Blue Brick, Arch 1 x 5 x 4 – Continuous Bow (2339): potete sostituirlo con quello in colore marrone (viene usato solamente per le scale interne e non è visibile dall’esterno);
  4. Dark Blue Brick, Arch 1 x 8 x 2 (3308): nel 2012 questo pezzo costava 37€, adesso fortunatamente, si trova intorno ai 7 euro.
  5. Dark Blue Support 1 x 1 x 6 Solid Pillar (43888): potete sostituirlo con quello in colore marrone o grigio scuro;
  6. Dark Red Slope 75 2 x 1 x 3 – Hollow Stud (4460b): poiché ne servono 36, cercate di acquistarli dal negozio che ha il prezzo più basso (circa 1/1,20 € a pezzo)… consolatevi che in passato costava molto di più;
  7. Green Baseplate 16 x 32 (3857): sostituiteli senza indugio con una nuova baseplate 32 x 32;
  8. Light Bluish Gray Container, Trash Can with 2 Cover Holders (2439): potete sostituirlo con quello in colore Green o Dark Bluish Gray;
  9. Light Bluish Gray Door 1 x 4 x 5 Right with Trans-Clear Glass (73435c01): può arrivare a costare oltre 100 euro. Potete sostituirlo con un’altra vecchia porta delle stesse dimensioni (ad esempio la 73435c04);
  10. Light Bluish Gray Turnable 2 x 2 Plate, Base (3680): non vale la pena spendere i soldi per questi pezzi, prendeteli di colore nero o bianco;
  11. Tan Brick Arch 1 x 6 (3455): potete sostituirlo con il nuovo modello (92950);
  12. Tan Slope, Inverted 33 x 2 without Connections between Studs (3747a): potete sostituirlo con il nuovo modello (3747b).
  13. White Lamp Post, 2 x 2 x 7 with 6 Base Flutes (2039): potete eventualmente sostituirlo con la versione nera più facile da trovare (al momento);
  14. White Minifig, Utensil Ski with Hinge (6120): quasi introvabile e molto caro, può essere sostituito con il pezzo 99774 che non è però perfettamente identico;
  15. White Panel 1 x 2 x 3 – Hollow Studs (2362b): praticamente introvabile, potete sostituirlo con il nuovo modello (87544);
  16. Tan Slope, Inverted 33 x 2 without Connections between Studs (3747a): potete sostituirlo con il nuovo modello (3747b);
  17. White Window 2 x 4 x 3 Frame (4132): praticamente introvabile, potete sostituirlo con il 60598;
  18. Window 2 x 4 x 3 Pane (4133): queste antine si trovano ancora ma bisogna necessariamente accoppiarle alla finestra 4132. Se prendete le nuove finestre 60598 bisogna anche prendere per ognuna di loro due antine bianche 60608.

Avete lanciato gli ordini in vari negozi? Avete ordinato tutti i pezzi? Ora come fate a costruire questo set? Semplice, andate a scaricarvi le istruzioni: Volume 1Volume 2. Ricordatevi, se avete scelto pezzi “alternativi”, di sostituire i pezzi originali con quelli che avete! Rispetto al periodo in cui decisi di rifarlo (era l’anno 2012) ora le possibilità per ricostruirlo sono più ampie e, in un certo senso, è “più facile”. Paradossalmente, anche se è passato più tempo, molti dei pezzi rari sono diventati più comuni: mi riferisco per esempio ai pezzi in Dark Blue. Purtroppo per altre parti non è così e sarà dura avere tutti i pezzi originali (se non impossibile). Ci sono molti tile di vari colori e altrettanti brick che faranno lievitare il prezzo: non abbattetevi e fate una buona ricerca fino ad ottenere il miglior compromesso. Per costruire “la mia versione” ho speso circa 300€. Consiglio: per chi non vuole ricostruire tutto fedelmente: non diventate matti cercando di avere il pezzo esatto ed usate delle alternative che vi faranno risparmiare e vi permetteranno di ottenere un risultato che si avvicina al 95% del set originale! Spenderete sicuramente meno che comprare il set MISB, pur non avendo certo lo stesso set, ma almeno potrete avere un edificio molto bello e simile all’originale (servirà un occhio molto attento per notare le differenze rispetto all’originale).

Provateci, non resterete delusi e alla fine vedrete che ne sarà valsa la pena. Quindi non mi resta che augurarvi buona fortuna per questa avventura ed invitarvi sul forum in caso di domande e/o perplessità.

PS: altrimenti se siete pazienti potete sempre provare ad aspettare una possibile riedizione..Buona fortuna!

Recensione 75827 – Caserma di Ghostbusters (Firehouse Headquarters)

Non potevo esimermi dal dire qualcosa su questo set, dopo averlo finalmente montato! Vi risparmio la pappardella sul perché per me questo edificio significhi molto e su come io ci abbia già dedicato tre MOC nella corso degli anni… ho già dato!

Dati principali

La scatola.

La scatola.

  • Nome: Firehouse Headquarters
  • Numero set: 75827
  • Numero pezzi: 4634
  • Minifig: 9
  • Età: 16+
  • Prezzo: 359 EUR
  • Disponibilità: gennaio 2016

4634 pezzi, il terzo set più grande mai prodotto da LEGO® e sicuramente il set più grande che io abbia mai costruito.

Avevo resistito alla tentazione di guardarlo in dettaglio prima, per non “rovinarmi” il processo costruttivo, ma chiaramente alcune cose mi avevano colpito a prima vista.

Prima di tutto le proporzioni: “sbagliate” rispetto all’edificio reale (prendendo l’altezza come metro di paragone, dovrebbe essere più profondo e più largo), ma comprensibili dal punto di vista commerciale.

Poi il colore. L’edificio, nel primo film è marrone (prima che venga acquistato dagli Acchiappafantasmi) e in seguito alle sistemazioni diventa grigio scuro. Nel secondo film invece è color mattone, com’è tutt’ora (la produzione non aveva avuto il tempo di modificarlo come invece avevano fatto nel primo film). Il colore LEGO che più si avvicina al mattone è il dark orange, qui invece è stato scelto il dark red. Anche questa è una scelta che comprendo per un set; evidentemente non esistono in dark orange tutti i pezzi che sarebbero serviti. Lo stesso discorso probabilmente è valido per i muri interni del piano terra: le parti in dark green dovrebbero essere in sand green. Per la sezione inferiore dell’esterno invece il grigio chiaro è una buona scelta (il colore originale è una specie di bianco sporco… anche perché è realmente sporco, dettaglio che viene reso utilizzando in alcuni punti il brick mattonato).

Altra cosa che salta subito all’occhio è la scala del set, è scala minifig… letteralmente scala minifig, a differenza di quella leggermente più piccola usata normalmente. Questo significa che il risultato estetico di questo set all’interno di un diorama, magari di fianco a un modulare, non è il massimo perché è troppo grosso in proporzione. La caserma invece dovrebbe essere un edificio relativamente piccolo. (Starebbe invece bene vicino ai grattacieli del nostro socio Marco Cancellieri, magari!) Questa è una scelta decisamente interessante per un set, ma la motivazione immagino semplicemente sia che facendolo nella solita scala non ci sarebbe stato modo di farci stare degli interni decenti (gli interni dei film sono stati girati in un’altra caserma, a Los Angeles, molto più profonda di questa e con quindi molto più spazio) e non ci sarebbe potuta entrare la Ecto-1.

Poi si nota subito il metodo scelto per fare i mattoni e i bordi grigi scalati delle finestre. I metodi a disposizione, a grandi linee, potevano essere sostanzialmente quattro: questo utilizzato (mattoncini normali e tile snottati per fare il grigio), una variante di questo con i mattoncini mattonati invece di quelli normali (bella, ma gli angoli sarebbero inguardabili), tutto con tile snottati (un po’ eccessivo e poi i mattoni veri sono più piccoli delle parti grigie) oppure plate per i mattoni e mattoncini normali per le parti grigie (come ho fatto io nella mia ultima MOC)… secondo me quest’ultima è l’opzione con il risultato più realistico, ma avrebbe probabilmente portato il set ad avere un costo folle. Quindi ottima scelta, comunque molto efficace.

Ultima cosa… i lati “nascosti”. Si è optato per una replica dei lato “esposto”, per il lato lungo, e per un retro decisamente inguardabile. Nella realtà entrambe le pareti sono semplicemente costruite con mattoni marroni (non sono pensate per essere “viste” essendo vicine ad altri edifici). Scelta prevedibile quella del lato lungo (non si poteva fare “brutto”), meno prevedibile invece quella del retro che è proprio brutto!

Detto questo, passiamo alla costruzione vera e propria del set.

Il contenuto della scatola.

Il contenuto della scatola.

Costruzione

La scatola (enorme!), decorata con le caratteristiche strisce nere e gialle delle trappole dei film, include 18 sacchetti numerati e due ulteriori scatole bianche che includono a loro volta 11 + 11 sacchetti numerati da 1 a 14 più due sacchetti senza numeri, una baseplate 32×32 DBG, una baseplate 32×16 DBG, due plate reddish brown 6×16, un “palo” e due fogli di adesivi: uno classico e uno con gli adesivi a specchio. Oltre naturalmente al librone delle istruzioni.

Si parte con la costruzione del piano terra. Per i marciapiadi troviamo la classica pavimentazione a tile e da lodare ci sono gli ottimi paracarri gialli e il portone di ingresso con tanto di porticina pedonale. Il portone però si apre verso l’interno, mentre dovrebbe aprirsi verso l’esterno (lintralcio probabilmente è l’arco interno).

Nel secondo step si costruisce una piccola unità di contenimento sotto le scale. Chiaramente il suo posizionamento qui è una licenza poetica, visto che dovrebbe essere nel sotterraneo. Ma a meno di fare un set con il piano stradale rialzato, non avrei visto altri metodi per inserirla…

L'unità di contenimento.

L’unità di contenimento.

La scrivania di Janine include una tecnica di costruzione che credevo fosse considerata illegale (devo essere rimasto indietro)! Un panel viene infatti infilato tra gli stud di un plate (come nei cavalli del castello giallo, per capirci). Ottimo l’effetto legno sulla parte dietro l’ufficio di Venkman e molto belli i tile stampati con i giornali. C’è una curiosa commistione di pezzi stampati e adesivi in questo set, probabilmente stampare tutto avrebbe alzato ulteriormente il prezzo.

Si inizia anche a costruire la parete laterale che si apre, in due parti, per poter permettere l’accesso agli interni e la loro giocabilità. E non si può fare a meno di notare che quando il set è chiuso al piano terra gli interni non hanno molto senso perché la colonna delle scale finisce contro la scrivania di Janine e parte dell’ufficio di Venkman finisce sotto le scale contro il dispositivo di stoccaggio.

Tra il piano terra e il primo piano (e poi anche tra i piani successivi) c’è una struttura in pezzi Technic che ha il duplice scopo di fornire sostegno al set e ai lampadari.

Quando inizio il primo piano, allo step 5, ho la simpatica sorpresa di trovarmi un plate 2×16 piegato. Ma questo poco c’entra con la recensione, per fortuna, per quanto sia davvero curioso trovare un pezzo rovinato in questo modo in una scatola perfetta.

Inizia in questo step l’unica parte noiosa della costruzione: il posizionamento dei tile 1×1 e 1×2 snottati attorno alle finestre. Soprattutto gli 1×1 che per ovvi motivi richiedono più attenzione per essere applicati dritti. Di buono c’è che l’azione ripetitiva è diluita su sostanzialmente tutto il resto della costruzione e quindi non risulta nemmeno particolarmente pesante.

Al primo piano inizia anche la costruzione di mobili ed elettrodomestici (c’era qualcosa anche al piano terra, ma era minimale). La cucina è veramente fantastica… con tanto di caraffa del caffè, scatola di cereali (stampata), lattine (con la parte superiore stampata) e persino… dei Tupperware! C’è poi un cabinato da sala giochi, la camera da letto… e il bagno, davvero molto realistico! Non sono un grande fan delle sedie appoggiate, invece; appena si sposta minimamente la caserma cadono finendo da tutte le parti.

Il bagno.

Il bagno.

Al secondo piano troviamo invece un locale unico con il biliardo (davvero bello!) e il laboratorio con tutti i computer e le apparecchiature scientifiche. Abbiamo anche la camera oscura vista nel secondo film (da notare le finestre “oscurate” con i vetri bianchi che hanno debuttato poco tempo fa – stampati – nel TARDIS) con altri pezzi appoggiati e che quindi perderò subito. Una cosa che manca è il muro che separi questa camera dalla stanza più grande… va “immaginato” (lo stesso al primo piano, non c’è separazione tra camera da letto e bagno). Questo di nuovo evidenzia il fatto che gli interni non siano da essere considerati a set chiuso, ma soltanto a set aperto.

C’è un solo palo da pompiere per calarsi al piano terra velocemente (dovrebbero essere, se non sbaglio, almeno sei), ma il problema era sicuramente il solito: la mancanza di spazio. Questo palo funziona davvero bene e l’idea di usare il palo a spirale è davvero ottima.

Infine il tetto. Anche questo appoggiato sul suo sostegno Technic ed è abbastanza semplice. Il muretto laterale tende ad alzarsi e non restare sempre ben aderente alla base (problema di cui soffre anche la mia MOC, probabilmente dovuto allo strato multiplo di plate).

Le minifig. Egon, Ray e Winston sono quasi gli stessi della Ecto-1 (minime differenze nei torsi e con il logo anche sul braccio, per fortuna. E Winston ha i capelli di Finn). Peter invece è appena stato… ehm… “slimed”, quindi è sporco. Bellissime le minifig di Dana in versione Guardia di Porta e di Louis in versione Mastro di Chiavi. E anche Janine dal primo film è perfetta (posso mandare in pensione la mia custom, mi resterà solo Walter Peck). Belle ma non necessarie le altre due e i fantasmi (tranne Slimer, ovviamente!).

Louis e Dana.

Louis e Dana.

Le istruzioni sono un librone orizzontale di 420 pagine (!) con 600 step. E con lo sfondo delle pagine nero, il che rende a volte difficoltosa la lettura. I nuovi pezzi vengono comunque evidenziati in ogni passo con un bordo giallo, per semplificare la costruzione. All’inizio del librone viene raccontata la storia del primo film e si spiega il ruolo della caserma, sempre nel primo film. Il tutto accompagnato da qualche vecchia foto promozionale.

Possiamo infine rispondere alla fatidica domanda: Ci sta la Ecto-1? La risposta è… sì e no. Sì se si leva la scrivania di Janine, no se non si leva nulla. Questo deriva dai due fattori già citati: l’edificio in proporzione dovrebbe essere più lungo e gli interni reali comunque erano di un altro edificio ancora più lungo. La scala dell’auto è comunque corretta ed entra senza problemi dal portone.

Per quanto riguarda i pezzi… ovviamente questo set è una manna dal cielo. Tantissimo dark red, tanto dark green, tanto tan e tanto grigio. Ma non so se possa convenire economicamente comprare questo set appositamente per smistarlo.
Per quanto riguarda i pezzi nuovi m’è subito saltato all’occhio il Panel 1 x 2 x 1 with Rounded Corners and 2 Sides grigio, il Panel 1 x 6 x 5 Corrugated sul portone e le bellissime porte degli armadi delle tute: Door 1 x 4 x 6 with Three Panes and Stud Handle with Reddish Brown Glass.

In totale ho impiegato (in due sessioni) ben sette ore a costruire il set. Per me decisamente un record.

Ho ovviamente notato diverse somiglianze con la mia MOC, nonostante la differenza di scala, ma mi pare naturale essendo un edificio reale. I vari stipiti, il modo in cui sono sfasate le finestre, il semaforo, i capitelli… Sono dettagli, ma danno una certa soddisfazione!

Set vs. MOC.

Set vs. MOC.

Giudizio finale

Pezzi (PARTS): Ottimi pezzi in bei colori e grandi quantità. Ci sono anche degli adesivi, è vero, ma il lato positivo è che li si può usare su qualsiasi pezzo per le proprie MOC. Sicuramente comprerò un altro foglietto. 10/10
Personaggi (MINIFIG): Bellissime Dana, Louis e Janine, oltre alle versioni migliorate dei quattro Acchiappafantasmi. 10/10
Design (DESIGN): Le numerose scelte che portano il set ad avere numerose differenze rispetto all’edificio reale sono comprensibili e condividibili. 10/10
Giocabilità (PLAYABILITY): Ci gioco io con questa, figuriamoci un bambino. 10/10
Processo costruttivo (BUILD): molto divertente, con l’unica parte noiosa “spalmata” su diverse ore di costruzione e mescolata con il resto. 10/10
Prezzo (PRICE): Molto alto per un set, ma se guardiamo la media per pezzo (0,079) non è poi nemmeno così terribile. 9/10
Valutazione generale (OVERALL): Da non perdere se siete fan di Ghostbusters (ovviamente), ma anche se non lo siete perché è un edificio davvero bellissimo. 10/10

Dettagli e curiosità

  • Da parte al portone c’è una targhetta sola. È corretto. Oggi ce ne sono due, ma la seconda è in memoria di un pompiere della caserma morto l’11 settembre (Vincent G. Halloran). Chiaramente negli anni 80 era solo una (dedicata a un altro pompiere morto durante il servizio, William D. Prange).
  • Il portone riprodotto è quello del primo film. In realtà non è mai stato il vero portone della caserma, ma un’aggiunta fatta apposta per il primo film.
  • Su un adesivo si può leggere “R.I.P. H.R.”, in omaggio a Harold Ramis (e poco più in là, sullo stesso adesivo, la firma del designer Marcos Bessa… che sta partecipando in questi giorni nella versione danese di Got Talent, come cantante. Giuro! Egrave; pure bravo!)
  • C’è una mappa appesa a un muro (un adesivo) con un dettaglio di Manhattan (Tribeca) in cui è indicata la posizione reale della caserma.
  • Sulla facciata sono presenti 4 tile round 1×1 con delle stelle. In realtà questi nel primo film erano stati coperti e non erano visibili (a differenza di quelli laterali), si può vedere nella seconda foto della caserma reale più in alto. Nel secondo film, per i motivi detti prima, si vedono anche questi.
  • Sempre sulla facciata ci sono due luci. Anche queste non c’erano all’epoca del primo film (ma appaiono nel secondo).

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    Brevissima storia della caserma.

    La caserma Hook and Ladder 8 (14 North Moore Street, New York) è stata costruita nel 1904 e originariamente era larga il doppio di quanto sia ora, con due portoni per permettere il passaggio di due camion (carri, allora). Nel 1915 la via che affianca il lato lungo (Varick Street) fu allargata per connetterla alla Settima Avenue e quindi metà caserma fu abbattuta e la metà rimanente spostata a est per lasciar spazio alla strada allargata. Da allora è rimasta sostanzialmente invariata. La caserma è ancora attiva e al momento è chiusa per ristrutturazione. Una delle mie MOC future? La versione originale doppia, naturalmente!

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