The Art Of The Bricks: DC Super Heroes

Nathan Sawaya è un artista statuniteste, certificato da The LEGO Group come “LEGO® Certified Professional” e “LEGO® Master Builder”, conosciuto per le sue sculture tridimensionali e mosaici raffiguranti oggetti della vita quotidiana, opere architettoniche e opere d’arte realizzate in mattoncini LEGO®. Le sue opere sono commissionate da aziende, privati, musei e gallerie di tutto il mondo.

ATTENZIONE: nel seguito sono riportate solo alcune foto in risoluzione ridotta. Dell’altra mostra di Nathan, vista per la prima volta ad Amsterdam nel 2014, ho parlato in questo articolo.

Negli scorsi anni, ItLUG® ha visitato “The Art Of The Brick” a Roma (Spazio Eventi SET, 2015-2016) ed a Milano (Fabbrica del Vapore 2016-2017). In entrambe le occasioni la nostra associazione ha partecipato all’inaugurazione della mostra ed ha organizzato attività dedicate ai visitatori, agli AFOL e ai TFOL. A Roma ha avuto anche modo di poter intervistare Nathan Sawaya, come vi abbiamo già in un precedente articolo. Qualche giorno fa, ItLUG è stata invitata a partecipare all’inaugurazione della nuova mostra di Nathan, “The Art Of The Brick: DC Super Heroes”, a Roma. “The Art Of The Brick: DC Super Heroes” è una mostra composta da oltre 120 opere ispirate al mondo dei Super Heroes e Super Villains del mondo DC. La mostra è allestita presso il Palazzo degli Esami (quartiere di Trastevere): l’interno del palazzo ha una storia travagliata di ristrutturazioni e lo stato attuale dello stesso contribuisce all’atmosfera “Gotham City” della mostra.

Durante la conferenza stampa Nathan ha parlato dei 18 mesi e dei 2 milioni di mattoncini impiegati per costruire le opere esposte ed ha risposto alle varie curiosità dei giornalisti. Parlando dei super eroi ha spiegato che i suoi preferiti sono Green Lantern, capace di poter creare tutto ciò che immagina, e Bunker, capace di creare con la mente costrutti composti da mattoni (notate la similitudine?!). Ad un giornalista che gli chiede se “si immagina come un super eroe” risponde “non mi sento un super eroe, semplicemente mi sento fortunato di aver trovato qualcosa che mi piace fare e sono felice che le mie opere ispirino altri a costruire”.

Subito dopo la conferenza stampa, Nathan ha guidato i partecipanti attraverso la mostra, commentando alcune opere in ogni sala. Una piccola curiosità da AFOL: prima del classico video introduttivo, sono esposte alcune MOC (che gli organizzatori ci hanno detto essere opere di Nathan): queste creazioni sono le ambientazioni di video con protagonisti i supereroi più famosi della DC che vengono proiettati subito dopo la biglietteria.

La mostra inizia con un “Yellow” modificato e con un particolare modo per rappresentare i super eroi della DC: semplici cilindri in plexiglass riempiti a strati con i mattoncini LEGO nelle “giuste colorazioni”. Nella foto qui sotto, partendo dalla sinistra: Superman, Green Lantern, Wonder Woman, Aquaman, Batman, Flash, Cyborg, e “noi stessi” (i tanti colori indicano la nostra complessità e la nostra ricerca per capire chi siamo). Nathan si è soffermato molto su questa prima istallazione per sottolineare come la nostra mente riconosca subito il super eroe rappresentato solo attraverso dei colori.

La prima grande sala ospita anche le sculture dedicate a tutti i super eroi che hanno fatto parte della Justice League. Come in The Art Of The Brick, Nathan ha riprodotto un opera 2D, in questo caso le copertine dei fumetti DC, in opere 3D: opere del genere sono sempre accompagnate dal fumetto originale.

Nella seconda sala sono esposte alcune creazioni particolari. Facendo uso di colori e forme semplici Nathan riproduce i super eroi più conosciuti della Justice League.

Proprio al termine di questa sala, i presenti hanno partecipato a un fuori programma. A Roma, nel 2015, il curatore della mostra Di Gioia aveva chiesto a Nathan di realizzare qualcosa con i mattoncini vintage della propria collezione. Nathan lo ha accontentato, realizzando per lui una piccola riproduzione di Eroe Interiore che gli ha donato davanti a noi.

La mostra prosegue con alcune sculture di medie dimensioni. In questa sala trova posto la riproduzione della Lincoln Futura, la famosa Batmobile degli anni 1966-68.

Si entra in una stanza con sculture a grandezza uomo dedicate a Batman, Wonder Woman, Flash, Superman e Cyborg arricchite da un curatissimo allestimento tematico: forse la sala più bella.

Dopo i super eroi, non possono mancare i super villains: del resto non c’è bene senza male! Veramente impressionante il gigantesco volto del Joker, che emerge dal buio grazie ad un curato gioco di luci.

Wonder Woman (ed il suo Jet Invisibile) e Superman hanno una sala a loro interamente dedicata. Molto fantasiosa la rappresentazione del Jet Invisibile di Wonder Woman. Tra queste opere, “Spinta” (Superman che lotta contro il suo stesso mantello) rientra nelle preferite da Nathan che la commenta dicendo “spesso dobbiamo combattere contro i limiti che noi stessi ci creiamo”.

Si arriva ad una sala dedicata Justice League., dove troviamo nuovamente rappresentazioni, stavolta in forma di mosaico, delle copertine dei fumetti.

La penultima sala riesce a rievocare, grazie anche all’altissimo soffitto che lascia intravedere lo stato degli interni dell’edificio, l’ambientazione di Gotham ed è interamente dedicata a Batman. Potete trovare un altro rimando alle opere di The Art Of The Brick: il busto di batman con il braccio non ancora ultimato ricorderà a chi ha visto l’altra mostra un’opera in particolare.

La mostra si conclude con la gigantesca Batmobile, pensata da Nathan in collaborazione con i disegnatori della DC, l’area di gioco libero ed il gift shop.

La mostra The Art Of The Brick: DC Super Heroes è molta diversa rispetto dalla The Art Of The Brick “classica” e non può mancare nel bagaglio di un AFOL. L’allestimento gioca un ruolo fondamentale nel catturale l’attenzione dei visitatori. I giochi di luce, tipici delle mostre di Nathan, sono studiati per far risaltare le opere in mostra: le fotografie non rendono certo giustizia a queste opere. AFOL e/o appassionati del mondo dei supereroi apprezzeranno sicuramente questa nuova mostra.

Trovate informazioni su Nathan Sawaya e sulla mostra all’inidirizzo ufficiale.

Un socio ItLUG espositore alla LEGO® House!

Mentre questo articolo viene pubblicato, io e Cristiano Grassi siamo nella LEGO® House a Billund a fare il set-up di una selezione delle sue opere all’interno della Keystone, l’enorme “mattoncino 2×4” situato in cima all’edificio.

Cristiano è stato selezionato da LEGO insieme ad altri 19 AFOL provenienti da tutto il mondo per far parte del primo gruppo di fan che vedranno le loro opere esposte nella LEGO House Masterpiece Gallery, indicativamente per il primo anno di apertura.

La LEGO House aprirà al pubblico il 28 settembre 2017. Potete trovare i biglietti e tutte le informazioni sul sito ufficiale.

Mentre noi siamo occupati con il setup abbiamo pensato di riproproporvi un’intervista con Cristiano realizzata qualche mese fa per conto di BrickJournal Italia (pubblicata sul numero 6). Ovviamente è passato qualche mese e Cristiano ha costruito qualcosa in più rispetto ad allora, visitate il suo account Flickr per trovare anche tutte le novità!

Intervista a cura di Francesco Spreafico
Fotografie fornite da Cristiano Grassi

Ciao Cristiano, vuoi presentarti brevemente ai lettori di BrickJournal?

Ciao a tutti! Mi chiamo Cristiano Grassi, sono un socio ItLUG classe 1982 e vivo a Foresto Sparso in provincia di Bergamo con mia moglie Laura e i miei due figli Alessandro e Maria, rispettivamente di quattro anni e un anno.

Durante il giorno faccio il fiorista nell’azienda di famiglia, il papà e il marito, e mi ricavo il tempo per dedicarmi ai mattoncini puntando la sveglia ogni giorno alle quattro del mattino e costruendo fino alle otto. In questo modo non mi sento in colpa non sottraendo tempo alla famiglia.

Fortunatamente al momento ho la possibilità di tenere tutti i miei pezzi LEGO® in un appartamento sfitto che mi permette libertà di orario, di rumore e un grande spazio a disposizione. È eternamente in fase di organizzazione, ma nonostante questo riesco sempre a trovare i pezzi che cerco.

Non ho un tema preferito. Mi piace mettermi alla prova ogni volta con temi diversi e vedere fino a dove posso spingermi. Un’altra cosa che mi piace fare è non accontentarmi del principale utilizzo di un pezzo, ma cercarne sempre di nuovi. Ad esempio, il serpente della linea Ninjago è diventato il fumo delle locomotive a vapore, gli anelli di Frodo sono diventati i contorni cromati per le luci, pattini da ghiaccio, coccinelle, racchette da neve, accessori per minifig sono diventati elementi decorativi per le locomotive, gli archi sono diventati pantografi.

Nell’ambiente mi sono scelto il nickname VedoSoloLEGO. Questo perché ho un’infinita passione verso i mattoncini e perché ovunque vada e qualunque cosa veda, penso se e come potrei costruirla con i mattoncini LEGO.

Domanda di rito: hai avuto una dark age? E se sì, quanto è durata e come ne sei uscito?

Non ho mai avuto una vera e propria dark age, non avendo mai completamente accantonato i mattoncini LEGO. Da bambino ricordo che ci giocavo spesso, sfogliando i cataloghi degli anni 89, 90 e 91 (secondo me stupendi e che conservo ancora gelosamente) e sognando di avere mattoncini infiniti per costruire paesaggi immensi. Tutti i miei averi però stavano in una scatola che sarà stata non più di 60×40 cm.

Da ragazzo a momenti alterni ci giocavo nel solaio della casa dei miei genitori, acquistando qualche piccolo set con le mance e i ricavi di qualche piccolo lavoretto.

Come la maggior parte degli AFOL ho iniziato costruendo set. Poi ho iniziato a modificarli e a dar loro un’ambientazione. Ora costruisco cose mie e da poco più di un anno carico alcuni dei miei progetti su LEGO Ideas.

German Steam Locomotive

Nell’ambiente AFOL italiano sei noto per due temi diversissimi tra loro. Partiamo dal primo, come nasce la tua passione per i treni?

Da bambino sono sempre stato affascinato dai plastici ferroviari, dalla grande quantità di particolari che contenevano e dalla possibilità di costruire un intero mondo in miniatura. Per questioni di spazio non ne ho mai avuto uno. Altre cose che da bambino non ho mai potuto avere ma che ho sempre sognato sfogliando i cataloghi sono i treni LEGO e la monorotaia cittadina 6399 (ma anche la spaziale 6990 e la passione per questa mi ha poi portato a costruire il diorama spaziale Futuron che ho esposto a ItLUG Lecco 2014 e 2015).

L’unione di queste cose e delle immagini di altre locomotive create da AFOL mi ha spinto a provare a farne di mie. Dapprima molto semplici, ispirate alle grandi locomotive americane, poi sempre più dettagliate. Così sono nate la Coccodrillo, la E326 delle FS, la locomotiva tedesca tributo al 7750 e il treno di Babbo Natale.

L’altro tema che costruisci di frequente sono le vignette 16×16 in tema Disney, ma non solo! Come ti è venuta l’idea di realizzarle? E Hugo Cabret?

Ho un sogno. Poter regalare ai miei figli per il loro compleanno una scatola LEGO con il mio nome scritto sopra, creata da me. E l’unico modo che conosco è attraverso LEGO Ideas. Così un giorno, quasi per gioco, mi è venuta l’idea di caricare le mie locomotive. Seguire ogni giorno l’andamento dei miei progetti sul sito, i commenti degli appassionati e i nuovi progetti che raggiungevano i 10000 voti necessari ad andare alla fase di revisione da parte di LEGO mi ha fatto appassionare sempre più a quella grandissima opportunità che è LEGO Ideas. Ma per me l’idea è bella e il sogno è grande. Poi mi spinge sempre a pensare qualcosa di nuovo, qualcosa che non è mai stato fatto con i mattoncini LEGO.

Ed è così che sono nate le vignette Disney (complice anche mio figlio che mi ha fatto diventare un esperto di Classici Disney). Non era ancora circolata la voce riguardante le minifigure collezionabili quando le ho fatte. Ora il web è pieno di scenette a tema. Piccole nel formato, ma ricchissime di dettagli, come mia abitudine.

Poi una sera guardando il film Hugo Cabret di Martin Scorsese e restandone affascinato dalla storia e dall’atmosfera ho pensato di farne un progetto. Sono prima andato a cercare in Google se qualcuno lo avesse già fatto, ma senza risultati. Avrei potuto realizzare la stazione di Parigi e infilarci centinaia di particolari e riferimenti al film, ma non avrebbe mai potuto andare in produzione a causa del troppo elevato numero di pezzi. Quindi ho ripreso il formato vignetta, ho cercato di ricreare l’atmosfera un po’ steampunk, ho inserito il maggior numero di riferimenti al film e l’ho caricato.

Generalmente sembri progettare MOC sempre tenendo presente che poi le metterai su LEGO Ideas.

Non le progetto solo per metterle poi su Ideas. È che Ideas mi spinge a cercare qualcosa che non è ancora stato fatto, di innovativo. Allora mentre le penso tengo già in considerazione in partenza fattori come in numero di pezzi, la novità piuttosto che una cosa già vista e rivista, il soggetto…

E poi c’è il mio sogno a spingermi…

Come progetti le tue MOC? LDD/MLCad e simili, oppure direttamente con pezzi reali?

Dipende dall’idea di partenza. Per le locomotive ad esempio (a parte quella tedesca che ho costruito solo con pezzi sfusi che avevo in casa) faccio prima il progetto con LDD guardando una foto e poi vado a cercare i pezzi per costruirle. Questo ha da una parte il vantaggio di avere a disposizione pezzi infiniti e di qualunque colore e di poter eseguire modifiche immediatamente, senza dover smontare tutto, dall’altra lo svantaggio di dover dopo andare a cercare i pezzi scoprendo che sono difficili o addirittura impossibili da reperire nelle quantità necessarie dovendo poi modificare il progetto.

Sia per le vignette Disney che per quella di Hugo Cabret invece ho costruito a mano libera, attingendo soltanto ai pezzi che avevo in casa non dovendo copiare qualcosa di esistente realmente.

MLCad l’ho provato qualche volta ma non mi ci sono trovato, probabilmente perché è necessario avere un minimo di base di conoscenza del CAD.

Trovo invece molto bello e immediato LDD. Permette anche l’uso di pezzi in colori nuovi che spesso è un limite durante un progetto. Nel mio caso poi Ideas consente di proporre pezzi già esistenti ma in colori nuovi.

Il prossimo progetto?

Idee in testa ne ho tante. Al momento ho quasi pronti tre nuovi progetti digitali che caricherò a breve, quindi se volete scoprirli dovete seguire il mio profilo su LEGO Ideas.

Un diorama fantasy/medievale che aspetta di essere terminato.

Tanta voglia di riprendere in mano il tema Space e applicarci il mio stile dettagliato.

Medieval Fantasy Scene Panorama [Terminato dopo l’intervista]

Link

Progetti LEGO Ideas attivi

Grazie a BrickJournal Italia per l’intervista.

Buon 2016, Italian LEGO® Users Group!

Si chiude un altro anno pieno di attività e soddisfazioni per ItLUG – Italian LEGO® Users Group

…e ne inizia un’altro che si preannuncia particolarmente importante, visto il già fitto calendario di eventi in programma per il 2016.

Sono state molte le collaborazioni con le quali ItLUG, per mezzo dei propri membri, ha seguito il principio base dello statuto associativo: quello di diffondere la passione per i mattoncini LEGO®.
Tra queste citiamo la collaborazione con la rivista Brick Journal, ma non solo…

Gli eventi consolidati (Lecco, Latina, Empoli, Istrana, Borgoricco, Lucca ecc.) sono stati affiancati e supportati da molti altri eventi e partecipazioni che hanno dato lustro alle opere realizzate dai tanti appassionati del mondo LEGO, soci e non soci.

Quest’anno vogliamo fare un bilancio di fine anno basato su un solo numero, il 455!
Tanti sono i soci iscritti all’associazione ItLUG al 31 dicembre 2015, ovvero un incremento del 38% rispetto al 2014.

Ringraziamo in particolare tutti coloro che si sono impegnati nelle attività associative (dalla redazione di una recesione  alla partecipazione alle discussioni sul forum, dalla partecipazione ad un evento come espositore all’organizzazione di un vero e proprio evento, e così via…) perché è grazie al loro impegno che si concretizza lo scopo sociale di ItLUG

Auguriamo Buon Anno a tutti i soci ItLUG con un’immagine che rappresenta la loro presenza sul territorio italiano!
Allo stesso tempo, auguriamo Buon Anno a tutti gli appassionati LEGO, con l’auspicio di vederli sempre più partecipi alle nostre attività, nello spirito della condivisione di una passione che può sicuramente essere vissuta singolarmente ma che, se vissuta in gruppo, può dare ancor soddisfazioni ancor maggiori!

Buon 2016 a tutti i soci ItLUG e agli AFOL d’Italia!

ItLUG-distribuzione-soci

The Art Of The Brick sbarca in Italia

Brick-stack-yellow-sigArriva per la prima volta in Italia la mostra del famoso artista statunitense Nathan Sawayauno dei pochi artisti al mondo riconosciuti dal The LEGO Group come “LEGO Certified Professional”. La sua mostra, inserita dalla CNN nell’elenco delle “top 10 mostre da vedere assolutamente” arriva a Roma, dal 29 Ottobre 2015 al 1 Febbraio 2016 (in realtà fino al 14 Febbraio, essendo già stata prorogata) presso lo “Spazio Eventi SET” (Via Tirso,14 Roma). Se non sapete chi è Nathan Sawaya, andate immediatamente a leggere la recensione della sua mostra che ho personalmente visitato ad Amsterdam l’anno scorso o sfogliate il mio album fotografico su Flickr.

I curatori della mostra hanno invitato la nostra associazione alla conferenza stampa d’apertura che si terrà a Roma il 28 Ottobre, dove avremo modo di intervistare Nathan Sawaya, e all’inaugurazione della mostra. A tutti i soci ItLUG® regolarmente iscritti nel 2015 è riservato uno sconto sul biglietto di ingresso ed è in fase di organizzazione una visita di gruppo per il mese di Gennaio.

In collaborazione con i curatori della mostra, ItLUG® ha già in programma altre iniziative: continuate a seguirci nei prossimi mesi per sapere di cosa si tratta! Potreste, per esempio, trovare una piacevole sorpresa se avete in programma una visita a Lucca Comics & Games che si terrà a Lucca dal 29 Ottobre al 1 Novembre.

Potete trovare più informazioni su Nathan Sawaya e sulla mostra (orari, costo dei biglietti) all’indirizzo web ufficiale della mostra o sulla pagina Facebook ufficiale.

ItLUG @ Billund 2015

Ingresso della fabbrica.

Ingresso della fabbrica.


Circa tre mesi fa LEGO® ha annunciato la nascita di un nuovo programma di visite a Billund: ogni anno sei fortunati LUG riconosciuti avrebbero avuto l’opportunità di inviare fino a 40 persone in visita a Billund, la città danese dove è nata e ha tuttora sede la LEGO®. Dopo una breve consultazione interna ho contattato Kim E. Thomsen (il referente LEGO® dei LUG europei) per chiedere se fossimo ancora in tempo a partecipare come ItLUG. Non ci speravo molto, visto che i LUG riconosciuti al mondo sono più di duecento, ma provare non costava nulla. La sorpresa è quindi stata grande quando Kim mi ha comunicato che eravamo stati accettati! Velocemente è stata selezionata la data del primo giugno (comoda per noi italiani per il ponte del due) e abbiamo iniziato a organizzare.

Un altro colpo di “fortuna” è stata la presenza di voli Ryanair Orio al Serio – Billund comodi ed economici con partenza sabato 30 maggio e con rientro martedì 2 giugno; più di metà dei partecipanti ne ha approfittato, magari anche acquistando, al rientro, l’esclusivo set dell’aeroporto di Billund in vendita solo all’interno dell’aeroporto stesso, dopo i gate.

Arriva il 30 maggio e chi in aereo, chi in auto, si parte. In auto le ore di viaggio sono circa 12/15 (a seconda del luogo di partenza) ed è quindi un viaggio fattibile in giornata. Buona parte di noi alloggia allo Zleep Hotel dell’aeroporto, economico e comodo per raggiungere le varie tappe della visita.

Il 31 maggio abbiamo la giornata libera a Billund… e quindi facciamo l’unica cosa che si può fare a Billund, andiamo a LEGOLAND®. Approfittando del biglietto di gruppo (minimo 20 persone, costo circa 35 EUR) per il quale ringrazio “Totti” per la pratica gestione monetaria, alle 10 entriamo. Non ero mai stato a LEGOLAND® Billund e devo dire che mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi. L’attrazione principale è senza dubbio Miniland, davvero enorme; ci vogliono ore per visitarla per bene (purtroppo il cavo difettoso del caricabatterie ha fatto in modo che ne abbia potuto fotografare solo metà…). Alcune costruzioni sono ancora quelle create da Dagny Holm negli anni 60! Altri highlights della giornata: la Haunted House, la statua di Toro Seduto di Bjorn Richter del 1974 (!) e la riproduzione in scala 1:1 dell’X-Wing che era stata presentata a New York due anni fa. Ultimo, ma non meno importante, il negozio LEGO® più grande che io abbia mai visto, peccato che i prezzi danesi siano più alti dei nostri e quindi non convenga fare acquisti. C’è comunque anche una piccola sezione di vendita di sfuso (a 10 EUR all’etto).

Il giorno più importante della visita però è ovviamente il primo giugno! Appuntamento al negozio dei dipendenti alle 08:30. Ci attende Kim che ci accompagnerà durante la giornata. Quello che accade nel negozio dipendenti rimane nel negozio dipendenti, ma diciamo che tutti sono stati ben più che soddisfatti dei loro acquisti. Così alle 9:30 ci siamo avviati verso la LEGO Idea House, il museo privato (non aperto al pubblico) situato all’interno di parti della casa di Ole Kirk, della vecchia fabbrica del 1942 e della “System House” del 1958. All’interno del museo Kim ci chiede se siamo interessati a fare una tappa, divisi in gruppi di 6/7 persone, nel mitico “Vault”, l'”archivio” di tutti (o quasi) i set prodotti dagli anni 60 a oggi. Ovviamente rispondiamo in coro di sì e a turno scendiamo nella stanza, dove Kim ci mostra i set MISB della nostra infanzia. È una visita un po’ di corsa (in un’ora e mezza dobbiamo riuscire a passarci tutti, non è certo possibile soffermarsi a guardare ogni singolo set!), ma anche una sorpresa estremamente gradita! Gli anni più interessanti sono i primi, fino ad arrivare agli anni 80 (questione generazionale, naturalmente!) Castello Giallo, la 928, Classic Space, i treni, i vari temi LEGOLAND di allora… una meraviglia!

Intanto nel museo parte la visita guidata da parte della preparatissima guida delle LEGO Idea House; ci illustra il processo che ha portato dai primi giocattoli in legno alla plastica dei primi “Automatic Binding Bricks” del 1949 e infine ai brick veri e propri con i tubi nella parte inferiore che ancora usiamo oggi. E da lì l’arrivo delle minifig negli anni 70 che hanno portato sostanzialmente allo stato attuale. Siamo inoltre liberi di girare come vogliamo per i locali del museo le cui pareti sono adornate da immagini d’epoca e anche da set storici esposti. Ringrazio BRICK-REX per aver fatto da interprete per chi non capiva l’inglese!

Arriva l’ora di pranzo e ci rechiamo tutti con Kim al Restaurant Billund, dove ci vengono consegnate in regalo delle minifig della LEGO Idea House e chi vuole può comprarsi il set della LEGO® House (che vendono tutti i negozi del centro).

Per il pomeriggio rimane “solo” la visita alla fabbrica che, per motivi di sicurezza, viene divisa in due gruppi. Io sono nel secondo gruppo, ma ovviamente il contenuto della visita è lo stesso. Nell’ora di attesa facciamo un ennesimo giro in centro, controllando lo stato dei lavori della LEGO® House (inaugurazione prevista per il 2017) e dando ancora un’occhiata da fuori alla Ole Kirk House, alle vetrine della LEGO Idea House, alla vecchia fabbrica del 1942 e alla via Ole Kirk, creata alla fine degli anni 40 in una zona dietro la fabbrica che Ole Kirk aveva comprato per dare ai suoi dipendenti la possibilità di costruirsi casa.

Arrivato il nostro turno in fabbrica indossiamo la mantellina fluorescente, ci dotiamo di auricolare e seguiamo le norme di sicurezza che Kim ci illustra a inizio visita; ovviamente stiamo andando in una fabbrica dove la gente sta lavorando per cui né dobbiamo disturbare, né dobbiamo metterci in situazioni di pericolo. Nella fabbrica lavorano 800 persone e buona parte del lavoro è automatizzato, vediamo infatti diversi “robot” passare a raccogliere i pezzi che escono dagli stampi per portarli poi nell’enorme magazzino gestito in maniera interamente automatica. Kim è un’ottima guida e ci illustra i vari aspetti della produzione. Questa fabbrica (Kornmarken, costruita nel 1987) attualmente è dedicata esclusivamente alla creazione dei pezzi e non c’è più l’assemblaggio dei set (che avviene, se ho capito bene, nella fabbrica di Kladno nella Repubblica Ceca) quindi il nostro viaggio termina proprio nell’enorme magazzino automatizzato.

Finita anche questa visita tutto si conclude, facciamo una foto di gruppo (chi è rimasto) con Kim e purtroppo ci avviamo verso casa.

Foto di gruppo davanti alla fabbrica

Foto di gruppo davanti alla fabbrica (grazie a gatto1974 per la foto).

Foto di gruppo davanti alla fabbrica

Foto del primo gruppo (grazie a Binoretor per la foto!)

Desidero ringraziare tutti quanti, da LEGO® e Kim a tutti i partecipanti. Tutto è andato liscio come l’olio e questo grazie soprattutto a tutti voi! È stata un’esperienza davvero incredibile e non smetteremo mai di ringraziare LEGO® per l’opportunità avuta. Chissà, magari tra qualche anno si potrà ripetere!

Su Facebook e su Flickr tutte le altre foto della visita.

Chiudo con due video realizzati dall’ambassador americano Michael Bradford qualche mese fa, uno nella LEGO Idea House e uno nella fabbrica (quel giorno, caso eccezionale, era concesso fare foto e video anche nella fabbrica).