Vai al contenuto

alf

Socio ItLUG
  • Numero messaggi

    411
  • Registrato

  • Ultima visita

  • Vittorie

    8

L'ultima volta ha vinto il alf

alf ha il contenuto con più Mi Piace!

Su alf

  • Rango
    Costruttore

Informazioni Personali

  • Nome
    Alfonso
  • Regione
    Campania
  • Provincia
    Napoli
  • Città
    Santa Maria La Carità

Profilo AFOL

  • Temi Preferiti
    Technic, City, treni
  • Temi Collezionati
    Technic
  • Nickname BrickLink
    alfmar

Visitatori Recenti del Profilo

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene visualizzato dagli altri utenti.

  1. alf

    I set LEGO costano troppo?

    Causa "frontiere aperte" (chiamiamole così per brevità), i prezzi di un set nei vari paesi si devono somigliare, altrimenti la differenza diventa maggiore del costo di spedizione dall'estero (questo problema praticamente non si poneva negli anni '80...). Per cui LEGO deve calibrare bene il prezzo di un set (e dunque anche il contenuto) in modo che la somma di tutte le vendite ("in perdita" in certi paesi) renda conveniente crearlo e distribuirlo. Potere d'acquisto: ad un tedesco che a parità di mestiere guadagna il doppio di me, i prezzi sembreranno pesare sul portafoglio metà che a me. Ma allora mi aspetterei che in Germania i set costino generalmente più che in Italia, e invece non è proprio così...
  2. alf

    MOC dal Web - Settembre 2018

    Spettacolosi! L'ho apprezzato molto di più perché da tempo seguo un canale youtube (cercatelo, "LinkRailJapan") che pubblica video di treni delle JR Japan Railways ripresi lato cabina di guida (in molti treni giapponesi le vetrate consentono al passeggero nella vettura di testa di avere la visuale del conduttore), e perciò nel vedere questo ho riconosciuto parecchi treni - i milleporte dell'area della capitale (7-wide), lo Shinkansen bianco-verde (incidentalmente 8-wide), le vetture del nord e dell'Hokkaido (quelle bianco/crema col muso schiacciato), i Limited Express grigi dalla forma bombata (geniale utilizzo della part 54200 "fetta di formaggio"), l'espresso notturno Cassiopeia (non più circolante da qualche anno)... Notevole la quantità di dettagli che sono riusciti a comprimere in vetture larghe 6 stud o poco più. Ci avete fatto caso che la grandissima parte di quei treni viaggia su binari PF?
  3. alf

    Locomotore da manovra

    Interessante! Io avevo invece preferito usare il muso per... il pacco batterie.
  4. alf

    Cattedrale Barocca

    Blender è un software di modellazione: disegni oggetti e quindi gli fai fare il rendering. POVray è letteralmente un linguaggio di programmazione per descrivere oggetti, illuminazione e tutto il resto, per cui devi scrivere la scena (linguaggio di programmazione anziché solo di descrizione, poiché ha a disposizione anche loops, defines, variabili, ecc.). Perciò quest'ultimo si presta bene quando vuoi fare il rendering di qualcosa di cui hai già la descrizione geometrica (oppure quando stai scrivendo un software CAD per mattoncini e vuoi aggiungere la feature "modellazione realistica"). Questo è il motivo per cui il rendering della cattedrale di Giacinto è così accattivante.
  5. alf

    Foto di gruppo

    Ahimé, quest'anno non ci sono stato, e quindi... l'invidia intensifies!
  6. alf

    SBrick

    Nota: la versione Sbrick Plus accetta i sensori WeDo 1.0 (che hanno il connettore tipo PowerFunctions, detti anche "classic"), non i WeDo 2.0 (che hanno il connettore tipo nuovo). I sensori sono solo due: quello di rotazione (tilt sensor) e quello di distanza (chiamato stranamente motion sensor, ma è solo un misuratore a infrarossi per la distanza di ostacoli fino a 15cm). Maggiori spiegazioni sul blog LEGO Engineering.
  7. Chiunque abbia sviluppato con Android o iOS sa che è molto facile buttar giù un prototipo ma è molto complicato renderlo veloce ed elegante... ...quindi, non disperate: se le prime impressioni non sono positive, significa che dovete pazientare qualche mese settimana in più. Inoltre il programma su cellulare/tablet si limita a chiedere al sistema operativo sottostante di comunicare col bluetooth, e non può sopperire alle carenze dello stack bluetooth di sistema. (È uno dei motivi per cui ho una reazione allergica quando mi chiedono di sviluppare un'apps per cellulare...). Sul bluetooth "sordo" confermo anch'io che è ragionevole aspettarsi almeno una decina di metri - in esposizione però non sono mai stato più lontano di 4-5 metri. Ma così come gli infrarossi sono disturbati dalla troppa luce (che include anche infrarossi), così il bluetooth è disturbabile dalle attività in radiofrequenza sui 2.4 gigahertz (frequenza particolarmente affollata: ci gira anche il wifi), ivi incluse le "armoniche" e le "spurie" da altre frequenze. Quindi il test di Sariel non va preso come misura definitiva.
  8. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e svantaggi. Credo che i confronti sulle varie soluzioni dovrebbero piuttosto vertere sui principali punti, e cioè: 1) cos'è che LEGO non fa e che si vorrebbe ottenere (la soluzione riguarda la giocabilità o l'automazione per le esposizioni?) 2) quanto è invasiva (cioè i mattoncini non devono essere una decorazione ferroviaria a un sistema elettronico) 3) quanto è costosa (include anche il "quanti anni durerà prima di essere costretti a convertire ad altro sistema per mancanza di ricambi": vale anche sul versante opposto, cioè riguardo ai motori LEGO...). La praticità/facilità dipende dalle personali opinioni e capacità del singolo. Anche la questione dei costi è tutto sommato un discorso personale (c'è chi è disposto a investire più di te, c'è chi ha già a casa pezzi riciclabili, ecc.: se apri una startup dovrai essere molto convincente, perché tanti di noi un sistema per automatizzare il circuitino ferroviario l'hanno già trovato... per esempio, io stesso ritengo interessante la soluzione col Micro:Bit, ma non abbastanza da farmi mandare in pensione il sistema con gli Sbrick e i tag RFID che ho allestito già).
  9. Mi correggo: il WeDo 2.0 usa due pile stilo (AA), non sei pile ministilo. Da quei 2.1-2.4V (se batterie ricaricabili) o 2.2-3.1V nominali (se batterie alcaline) tira fuori i 3.3V e i 5V per la circuiteria di bordo. Insomma, se non ci sono grosse sorprese col PU, sarà una vera impresa fargli trainare un trenino consistente...
  10. Assumendo che il Powered Up sia sostanzialmente il WeDo 2.0 (che la LEGO ha creato nel 2014) e che il battery pack Powered Up non sia altro che quello del WeDo senza arrotondare un bordo, possiamo dare un'occhiatina alla breve analisi fatta da Philo del WeDo 2.0. La prima cosa che salta all'occhio è che che sulla motherboard c'è lo stesso chip "driver" per due motori usato già sugli NXT, EV3, PF (squadra vincente non si cambia). I connettori per i motori sono solo due perché presumibilmente non si può chiedere troppa corrente alle batterie (nella seconda foto, al punto 11, si evince che il limite sarebbe 1,5 ampere; dato che il battery pack è largo solo 4x8 stud, cioè solo pile piccole AAA, mi pare un limite già molto ottimistico). I due connettori del nuovo tipo, a passo 1.27mm (cioè mezzo "decimo di pollice"). A bordo c'è anche uno speaker (un ronzatore piezoelettrico) e un LED RGB (cioè capace di mostrare più colori). Il chip che governa il tutto è il CC2640, che supporta lo standard BLE delle specifiche Bluetooth 4.2 e contiene un processorino classe Cortex M3 con 20k RAM e 128k flash. Dalle foto non sembra che sia prevista la possibilità di un aggiornamento firmware (come avveniva già con l'NXT), nonostante la presenza di dozzine di test points.
  11. A seconda dei gusti, un sistema (Arduino, Micro:Bit, ecc.) ci sembrerà più simpatico degli altri perché personalmente considerato più facile da metter su, programmare, modificare. Nel mio caso, per controllare i treni, feci scelte alquanto costose (Huzzah Feather, ecc.)... solo perché avevo già delle board da riciclare. Se spendere venti euro in più evita settimane di frustrazioni in un campo non amichevole per tutti (elettronica, programmazione...), allora sono soldi spesi bene. Il problema tecnico più fastidioso è la questione dell'alimentazione. Dal pacco batterie, a seconda del tipo, dello stato di carica, della corrente che viene estratta in quel momento, arrivano tensioni non proprio comodissime (da 6.3V a oltre 10V, quando i microcontroller tipicamente vogliono 3.3V o 5V). A questo punto le discussioni finiranno su quanti compromessi si fanno, cioè se il gioco passa da "mattoncini" a "modellismo con elettronica, coperto di mattoncini".
  12. Il buon vecchio NXT più di dieci anni fa integrava tecnologia Bluetooth (quella normale, il Bluetooth Low Energy (BLE) ancora non esisteva) tale da farsi pilotare da PC e perfino tale da scambiare dati con altri NXT. Dopo tanti anni sono arrivate sul mercato circuiterie Bluetooth economiche e quindi BLE economiche e piccole. Lo sBrick sarà probabilmente complicato per un ragazzino (e se costa così tanto è perché non gode delle economie di scala possibili a LEGO), ma ormai sono anni che è in giro. Il PU mi sembra il classico caso in cui il marketing uccide l'innovazione per paura che l'accento sia più sul telecomandare che sul costruire coi mattoncini: ma allora perché pensionare il PF a infrarossi? Solo perché un sondaggio ha risposto "apps cellulare" senza neppure riflettere su quale sarebbe stata la vera differenza in fatto di giocabilità? Da parte mia penso che non comprerò set PU... ma ho sempre paura di far la fine della tipica scaletta AFOL: gran soddisfazione col vecchio sistema paura dell'introduzione di un nuovo sistema terrore che il nuovo sarà incompatibile col vecchio il peggior terrore si realizza grida disperate e incetta di pezzi del vecchio sistema furiose dichiarazioni "non comprerò mai il nuovo" prima o poi esce un bel set col nuovo sistema dopo un po' di dubbi, "per stavolta faccio eccezione" quindi l'eccezione si ripete per altri set anche meno belli qualche soddisfazione col nuovo sistema e si ricomincia dal punto 1
  13. È doloroso veder inventare un nuovo standard che non aggiunge nulla di eclatante, quando sarebbe bastato reingegnerizzare l'interno dei ricevitori PowerFunctions per introdurvi la funzionalità BLE (bluetooth low energy) e reingegnerizzare i telecomandi PF per fare altrettanto.(¹) Usare l'app dal cellulare ha senso solo se ciò aggiunge funzionalità impensabili con l'infrarossi (come il ricevere dati da sensori e magari reagire con sequenze programmate). Ma non mi suona molto esaltante l'app che si vede sul tablet del video di FBTB indicato nell'articolo. Replica i sei tasti del telecomando Powered Up (+/stop/- destra e +/stop/- sinistra) e contiene tre tasti centrali per impostare quanta potenza dare alla pressione dei "+" (normale, impennata, lenta) e due indicatori a lancetta (il feedback dei motori?). Insomma, la Batmobile 76112 si può tranquillamente ricostruire con i PF e un telecomando infrarossi da treno (decisamente più giocabile perché con rotelle piuttosto che tasti), e per l'impennata usare il telecomando PF piccolo (che dà "tutta potenza e subito"). In sintesi, fermo restando che il bluetooth è una rivoluzione (perché permette di scriversi da soli la proprio apps su pc/tablet/cellulare), nel PU rispetto al PF vedo poche migliorie che non mi pare possano giustificare il pensionamento anticipato del PF: funzionare anche al sole e in scarsa visibilità il battery-pack contiene il ricevitore bluetooth e ben due plug l'app potrebbe (?) capire se un motore è un po' sotto sforzo il comunicato stampa parlava di 10 velocità (anziché di 7, wow! ) (¹) Sarebbe stato epico avere ricevitori e telecomandi con entrambi gli standard infrarossi e bluetooth, e perciò compatibili con i PF. Avremmo anche potuto avere nuovi motori di treno con sensore colori sotto, e un'app avrebbe potuto "fermare il treno in stazione e poi ripartire", al costo di una sola plate colorata sui binari. Invece ora abbiamo una selva di standard diversi e incompatibili (9V, PF, PU, NXT, EV3... )
  14. Mi dispiace un po' che il muso delle motrici e i binari dritti siano ancora i due punti dove più sono costretti a fare economia...
×