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alf

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L'ultima vittoria di alf è stata il giorno 11 Ottobre 2017

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Su alf

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    Costruttore

Informazioni Personali

  • Nome
    Alfonso
  • Regione
    Campania
  • Provincia
    Napoli
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    Santa Maria La Carità

Profilo AFOL

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    8421
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    Technic, City, treni
  • Temi Collezionati
    Technic
  • Nickname BrickLink
    alfmar

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  1. Figurati a cercare capi di abbigliamento che somiglino alle minifig già in possesso
  2. Ha ragione a dire che la parte davvero geniale è l'estrarre i pezzi uno alla volta (la soluzione con le placche vibranti sarà un brevetto industriale) perché una volta isolato può comodamente essere posto su uno sfondo neutro e fare riconoscimento e decidere in quale cassetto deviarla. È piuttosto intelligente anche il costruire i dati di input a partire dalla descrizione geometrica dei mattoncini (basterebbero le librerie LDraw, no?), ma anche lì - come spiegato nel secondo video - occorre un po' di "scienza" in più per ammorbidire le differenze tra immagine reale e immagine simulata.
  3. Quantità di tempo: variabile. A volte per settimane non costruisco niente, e tutto il tempo lo passo in altre attività relative (questo forum, Bricklink, LDD, ecc.). Altre volte invece "mi prende la scimmia" e me ne accorgo quando di sera tardi sono costretto a smettere di fare crack crack ssskrunf ssskrunf* perché a casa vogliono dormire * onomatopea delle cassettiere portaminuterie quando cerchi un pezzo ma non ricordi più in quale altro cassetto l'avevi spostato la volta scorsa
  4. La premessa fondamentale è che un video dichiarato "per bambini" non può essere monetizzato. Dunque il problema è principalmente di chi vuole guadagnare e prevede tante, tantissime visualizzazioni. Dato che mille visualizzazioni fanno statisticamente guadagnare qualche centesimo, se la tua pace vale almeno qualche centinaio di euro significa grosso modo che al di sotto del milione di visualizzazioni non avrai tanti rimpianti a marcare tutti i tuoi video LEGO come "per bambini". Fra parentesi, per monetizzare il proprio canale Youtube occorre avere almeno mille iscritti e un certo quantitativo di ore video visualizzate in un anno. Dunque il primo effetto del COPPA sui content creator è quello di indurli a marcare come "per bambini" qualsiasi cosa sia vagamente sospettabile come tale e a fare i conti con l'ambiguità delle norme. Fra i fattori che Youtube indica ci sono alcuni che toccano direttamente i nostri video con contenuti LEGO (recensioni, eventi, MOC...): "il video include personaggi, celebrità o giocattoli che attirano i bambini" "il video include attività che attirano i bambini" "il linguaggio del video è pensato per essere compreso dai bambini" (vedi sotto) "Negli Stati uniti viene definito bambino chiunque abbia meno di 13 anni" A me non sembra una stangata sui contenuti LEGO... tranne a quelli che già monetizzavano bene tali contenuti. Riguardo al linguaggio, direi che è un campo minato. Spiego con un esempio. Ho mia nipote (sei anni) che segue senza problemi video in inglese sulle sue bambole preferite, incurante dell'incomprensibile barbarico idioma, estatica davanti a quelle recensioni/unboxing/storielle (che già viaggiano sui milioni di visualizzazioni), rivedendole più e più volte proprio come fanno già tutte le sue compagne di classe... Youtube spiega che non sei obbligato a marcare "per bambini" un video se conosci "la composizione del tuo pubblico". Ma questo è uno scaricare su di te l'onere di sapere a priori chi effettivamente guarderà il video, cioè di confezionarlo in modo tale da essere repellente per i bambini (cioè convincere avvocati americani che è tale), e sperare di poter usare questo argomento quando ti arriverà la stangata. Ma anche no, grazie. Il COPPA divenne legge nel 1998 ed è stato usato di recente per multare Google e Youtube per aver raccolto dati personali di bambini. 170 milioni di multa perché secondo la FTC indirizzi IP e cookie (soprattutto di circuiti pubblicitari) e commenti tipo "My name is Mary Jones from Springfield. I love this video!" sono dati personali, e il canale Youtube è considerato alla pari di un sito/servizio web, cioè il proprietario del canale è legalmente responsabile del contenuto, cioè avendolo "monetizzato" deve anche darsi da fare per evitare che il sistema di monetizzazione (su cui non ha controllo) raccolga informazioni, cioè deve dichiarare "per bambini" ciò che eventualmente riscuoterebbe l'interesse di bambini, di modo che Google e Youtube dicano: "oh, evitiamo di raccogliere dati su questa visualizzazione (e pertanto non emettiamo pubblicità)". A questo punto direi: se il tuo canale Youtube ha poche visite (diciamo sotto le decine di migliaia), è improbabile che ti facciano storie perché non hanno interesse a creare un caso sulla stampa internazionale; nel mirino ci sono pesci medio-grossi (quantomeno quelli dello "youtube cartoon problem"; e purtroppo anche AFOL del calibro di Sariel); se sei ansioso, con o senza monetizzazione, ti conviene marcare "per bambini" qualsiasi cosa vagamente sospettabile; peggio per te che ti eri illuso di guadagnare fama e qualche soldino grazie alla magica Youtube; (e non credo che proverai nostalgia per i commenti ai tuoi video); se sei medio-grosso, allora si direbbe proprio che hai un problema (come al solito vale la legge del "se la piattaforma è gratis, allora non sei il fruitore ma il prodotto"). Nota 1: la FTC stima che Google e Youtube incassarono 50 milioni in raccolta pubblicitaria sui più famosi canali di filastrocche, di recensione giocattoli e di cartoni animati (pagine 10-14 del Complaint (PDF)), lamentando che non avevano neppure tentato di ottenere il consenso dei genitori. Nota 2: il giovane avvocato di quel video ha dovuto annullare il suo progetto di un nuovo canale Youtube destinato ai bambini perché... uh... beh... non può più monetizzarlo. Dice che da cinque anni stava guadagnando soldi solo perché lavora a tempo pieno come content creator. In altre parole, ha ammesso lui di aver incautamente dato troppa fiducia alla piattaforma.
  5. Benvenuto! A domanda facile, risposta facile: se ti ha già preso la scimmia allora sei già AFOL, e man mano che cominci a modificare, aggiungere, costruire qualcosa di tuo e ci provi gusto, allora è proprio un processo irreversibile
  6. Qualche altra considerazione: - "big data": la mole di dati di BL è interessante per TLG molto più della singola semplice query "quanti 1x1 LBG sono stati venduti negli ultimi 6 mesi"; per esempio: "dai negozi BL di gente del LUG XYZ, che percentuale di pezzi del LUGBULK di quell'anno sono riconoscibili nei negozi a 180 giorni dalla consegna?" oppure: "prima di spendere soldi su nuovi stampi, quali paesi hanno pressoché la stessa richiesta di pezzi e colori X,Y,Z?" - avere perennemente accesso diretto al database BL significa poter stabilire norme del tipo: "consideriamo reseller speculatore chi ha un negozio BL che vende più di tot pezzi, o più di tot set, o che fattura più di tot l'anno" (cioè non daremo fastidio a chi tratta pezzi non più a catalogo oppure a uno che non ci campa perché incamera meno di mille euro al mese; del resto se vuoi riempirti il negozio facendo part-out, devi per forza massimizzare l'acquisto di certi set nel momento che sono piuttosto scontati); se uno davvero "compra due set scontati e ne rivende uno", non verrà certo tormentato da TLG per improvvida speculazione (ditelo alla signora Anna di TheBrickBlogger, che evidentemente è abituata ad agguantare ben più di "due set scontati"...); - "hanno comprato tutte le MOC pubblicate su Stud.io": d'accordo, ma TLG non è un clonatore cinese a caccia di progetti pronti. Se mi dai una tua MOC e io ho bisogno di renderla un prodotto vendibile, faccio prima a rifarla daccapo che ad alterarne i connotati... - se un clonatore più o meno cinese (magari sotto falso nome) avesse acquisito BL sarebbe stato peggio ma non ci sarebbe stata altrettanta cagnara sulla "libertà in pericolo". Magari si potrebbe anche chiedere al cinese (pardon, coreano) Jay Kim quanti e quali dati ha già venduto ai clonatori in passato. Dati che una volta completata l'acquisizione non riceveranno più; - TLG dovrà "deduplicare" gli sforzi. Avrà senso conservare B&P/PaB quando possono essere un paio di "negozioni" su BL? (Fra parentesi, non pagherebbero a BL - cioè TLG, cioè a sé stessi - le commissioni sul venduto; forse è questa la vera paura dei negozianti BL? un super-mega-negozione ufficiale che può fare prezzi del 4-5% migliori?) Figuratevi i milioni di nuovi utenti "perché PaB è ormai su BL"... - "profilazione": ma io sono arcicontento che TLG mi profili e capisca che doveva mettere più binari dritti nei set ferroviari e che ho speso un fracco di soldi solo di finestre per i treni; - Amazon ha aperto il marketplace a rivenditori esterni che talvolta hanno prezzi migliori di Amazon. Ma l'importante, per Amazon, era più il far concorrenza ad eBay che il farsi concorrenza in casa. Il prodotto di punta di Amazon è la logistica, non la merce a catalogo. Il mondo ideale, per Amazon, è quello dove la concorrenza (eBay, negozi fisici, ecc.) è talmente piccola che può essere ignorata. È un piano a lungo termine che (purtroppo) sta lentamente riuscendo. Da questo punto di vista, TLG ha commesso un solo errore: quello di lasciare BL nelle mani di Jay Kim per sei anni...
  7. Sono letteralmente saltato dalla sedia Comunque esistono già da anni diverse alternative a Bricklink (come Brickscout e Brickowl): nel peggiore dei casi i seller furbacchioni hanno già la soluzione pronta (e magari anche l'account attivo da ben prima di oggi), e il passaparola sui social network farà tutta la pubblicità gratuita necessaria a far trovare pezzi che su BL darebbero nell'occhio. Se poi si tratta solo di set, basterebbero anche robe come eBay... Mi fa piacere che il valore strategico di Bricklink (cataloghi, inventari, ecc.) finisca nelle mani di LEGO piuttosto che di qualche speculatore a caso (ricordate quando gli ex proprietari di BL tentarono di infilare la clausola che il lavorone di catalogazione della community era di proprietà dell'azienda?). Una possibile rogna per i seller potrebbe essere l'imposizione di limitazioni (prezzi minimi e massimi, quantità, vendibilità) per i set e pezzi in catalogo o riservati (ricordate il prezzi assurdi dei primissimi giorni del Vestas appena uscito?).
  8. Credo che le multe siano piuttosto destinate a certi soggetti che da diversi anni impestano Youtube con contenuti solo apparentemente "bimbeschi", come certi cartoni animati fai-da-te zeppi di allusioni sessuali, macabre, violente, ecc. (cercare su google "Youtube cartoon problem" per articoli come questo; i produttori di tali video "virali" fanno in fretta ad aprire un nuovo canale quando il vecchio viene subissato da segnalazioni). Nel frattempo la piattaforma ne approfitta per pararsi il sedere sul piano legale, deviando la tegola direttamente sui publisher, inducendoli a decidere se un contenuto deve essere "per bambini" oppure "anche per bambini".
  9. Penso che un po' sia una tempesta in un bicchier d'acqua, e un po' sia il lamento di chi si illudeva di poter campare di rendita. Spiego qui perché non ho cambiato niente. Il mio canale Youtube (per buona parte zeppo di gattini e di LEGO) non è monetizzabile perché non ho "almeno 1000 seguaci" (limite arbitrariamente introdotto dalla piattaforma un paio d'anni fa, che ha annichilito tutti i piccoli publisher che si illudevano di poter incassare almeno qualche decina di euro in un anno). La mia interpretazione - non sono un legale, purtroppo; potrei sbagliarmi, ma credo di aver letto bene due volte - è che il senso di quella normativa COPPA sia di evitare lo sfruttamento pubblicitario dei bambini, imponendo che i contenuti "destinati ai bambini" non godano di quel trattamento di favore chiamato "pubblicità mirata" (che fa incassare di più ai publisher). Fatta la legge, trovato l'inganno: la piattaforma Youtube, come al solito, la trasforma subito in uno strumento punitivo contro i publisher, riservandosi addirittura di interrompere la monetizzazione (e perfino la possibilità di commentare) di quei video che considera "destinati ai bambini", «a prescindere che la designazione provenga da te o dal nostro strumento di classificazione» (ovviamente punendo chi tenta di aggirare la cosa). Da ciò deduco che i contenuti che Youtube insindacabilmente decide che sono "per bambini", faranno guadagnare meno o non faranno guadagnare affatto, e che il marcare i propri video come "per bambini" è l'ultima disperata risorsa di chi spera ancora di guadagnare qualcosina (nel frattempo, la marcatura volontaria aiuterà gli algoritmi di Google/Youtube a identificare meglio quali sono i contenuti per bambini). Parecchi publisher (a cominciare dagli AFOL) hanno un serio problema: c'è un'immensa zona grigia di contenuti "adatti" ai bambini ma non "destinati" ai bambini (e nemmeno "principalmente ai bambini"): la piattaforma Youtube deciderà arbitrariamente di de-monetizzare questo o quel video secondo una politica aziendale (sui grandi numeri, cioè, dal punto di vista del singolo publisher, senza alcuna logica) e secondo il proprio profitto (ricordiamoci sempre che Youtube è un'azienda che deve fare soldi, non un servizio di beneficenza elargito all'umanità). Insomma, la stangata è per certi publisher che credevano di poter campare di rendita, non per gli AFOL con meno di un migliaio di iscritti. Penso che non valga la pena di affannarsi a marcare "per bambini" un video che anche se lo fosse, non garantiva nemmeno qualche euro di incasso di raccolta pubblicitaria.
  10. alf

    LEGO Fun Stuff

    Invece di arraffare una birra, si mettono a fotografare?! (ma forse è perché quando diminuisci il carico, il treno accelera).
  11. "Sbrick 3" non è ancora un prodotto ma solo un progetto con alte ambizioni. Prevedono ottimisticamente di incamerare 300-500mila euro da Kickstarter (al netto delle commissioni; immaginando 100 euro a sostenitore "impegnato", dovrebbero coinvolgere 4000-6000 sostenitori gasatissimi), più almeno 600mila euro da parte di "investitori" per raggiungere la milionata in cassa, dopodiché prevedono di crescere in cinque anni fino a sfondare i 25 milioni di fatturato e diventare un "brand che i consumatori amano". La milionata iniziale serve per... uhm... "avviare la produzione" (quella per i contributori sul Kickstarter) e a mettere in piedi tutto l'apparato burocratico (vendite, marketing, licenze -sic-, staff -sic!-). Sinceramente mi sembra un po' troppo ottimistico, ma forse è perché ho visto affondare miseramente troppi bei super progettoni su Kickstarter (specie in tema di retrocomputing), anche di quelli che esibivano un prototipo già funzionante e aspettavano solo di andare in produzione. Ci manca solo che ci parlino di qualche disruptive blockchain con intelligenza smart-artificiale cryptolego. Anzi, no, disrupt c'è, ma senza "LEGO", perché intendono abilitare "tutti i tipi di giocattoli per costruire", chissà, magari sono già in combutta coi clonatori cinesi, magari hanno già stretto un accordo con Playmobil, magari ridaranno vita al Meccano Il prodotto finale consisterà in "motori, luci, sensori e periferiche", più un controller compatibile LEGO e "waterproof opensource" e che addirittura farà "guadagnare soldi a chi ci gioca!" (vuoi vedere che pensano di infilare le pubblicità Google sul display del telecomando? la lancetta dell'indicatore di fuffa è comunque entrata nell'area rossa). Oh, gli acquisti in-app naturalmente andranno a vantaggio loro, non di chi ci gioca. Certo, a fronte di 25000 fan dello SBrick (davvero così tanti?) il traguardo dei cinquemila sostenitori sfegatati non sembra troppo lontano (avendo menzionato i makerspace supporrei che prevedono anche qualche roba "pilotabile da Arduino" o da PC). Ma i dettagli del nuovo prodotto sono a disposizione dei soli "investitori", suppongo proporzionalmente ai milioni che verseranno (uso il futuro sperando di sbagliarmi, ma di questi tempi non è che un investitore si butta a pesce su una startàppe che ha venduto qualche decina di migliaia di gadget ad una nicchia Technic della nicchia degli AFOL; "investitore", poi, significa che se ti dà cento aspetta un ritorno di almeno trecento). Il prototipo (suppongo del telecomando) dovrebbe essere pronto nove mesi dopo la campagna Kickstarter (dunque non esiste ancora neppure il progetto definitivo?), più tre mesi di certificazioni prima di andare in produzione e in consegna.
  12. Sono uno dei tanti che erano interessati al progetto ma ho smesso di seguirlo quando mi è parso di capire che il Piqabrick, prima che un prodotto "da 97€", è un servizio in abbonamento - formula commerciale a cui personalmente sono piuttosto allergico. Le domande poste da @Shintaku sono fondamentali, perché se il citato servizio utilizza le API di Bricklink e Bricklink trovasse motivo di interromperne la disponibilità, sarebbe un brutto pasticcio (soprattutto per gli abbonati a Piqabrick).
  13. alf

    LEGO Tower

    Oh, no!! Ora devo solo decidere cosa farmene di tutti questi fanatici del Museo di Storia
  14. alf

    LEGO Tower

    Uh... ero stato io ad aver richiesto?
  15. alf

    LEGO Tower

    Ad un certo punto, Fantozzi fu colto da un leggerissimo sospetto:
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