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Disciplina fiscale sulle vendite on line tra privati

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Riprendo in questa nuova discussione la questione fiscale emersa nel precedente thread relativo all'investimento in mattoncini. Apro la discussione perchè credo valga la pena confrontarsi per capire esattamente in quale quadro normativo ci troviamo e se ha senso porsi degli interrogativi inquietanti, nonostante la dimensione risibile di quanto stiamo discutendo.

 

Ho fatto una ricerca e ho trovato questo interessante documento riepilogativo che vi consiglio di leggere:

 

http://www.misterfisco.it/saggi/Disciplina-fiscale-commercio-elettronico-ecommerce.pdf

 

Da questo documento estraggo testuale una parte che può essere il punto di partenza per altre considerazioni:

 

"L'art. 41, comma 1, lettera b), del D.L. n. 331 del 1993, intitolato "Cessioni intracomunitarie non

imponibili", statuisce che sono da considerarsi non imponibili «le cessioni in base a cataloghi, per

corrispondenza e simili, di beni diversi da quelli soggetti ad accisa, spediti o trasportati dal cedente

o per suo conto nel territorio di altro Stato membro nei confronti di cessionari ivi non tenuti ad

applicare l'imposta sugli acquisti intracomunitari e che non hanno optato per l'applicazione della

stessa». Tale disposizione non trova, peraltro, applicazione nel caso in cui l'ammontare delle

cessioni effettuate in altro Stato membro non ha superato nell'anno solare precedente né supera in

quello in corso lire 154 milioni (rectius € 79.534,36), ovvero l'eventuale minore ammontare al riguardo stabilito da questo Stato"

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In effetti ci vorrebbe un commercialista...

 

Io ricordo questa cosa: quando ho comprato la mia attuale auto che era usata non ho pagato l'IVA.

Mi spiego meglio, l'equivalente dell'IVA l'ho probabilmente pagata ma non era scorporabile (o "esposta" che dir si voglia) dal costo complessivo dell'auto poiché il venditore era un privato e quindi privo di partita IVA.

 

La cosa ha senso perché chi fa ccomercio professionale (cioè ha la partita IVA) scarica l'IVA che alla fine viene pagata una volta sola dal cliente finale.

Invece nella compravendita fra privati (immobili esclusi direi) l'IVA è già stata versata da chi ha comprato la prima volta e che, quando rivende, non può scorporarla dal prezzo.

Altrimenti l'IVA risulterebbe pagata 2 o più volte (in pratica 1 ad ogni passaggio)

 

Però in effetti l'IVA andrebbe pagata sulla differenza di prezzo fra il primo ed il secondo acquisto...

 

Detto questo....ci vuole veramente un commercialista perché la materia è tutt'altro che banale

 

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Citando il Dlgs 114/98 relativo al commercio online:

 

b) per commercio al dettaglio,[si intende] l'attivita' svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale;

 

E' chiaro che il punto nebuloso è su quel "professionalmente", spetta all'autorità stabilire se l'acquisto e successiva rivendita di set Lego da un canale all'altro sia un agire "professionale" oppure no. Ed è li che si annidano le considerazioni sul "fatturato" totale.

 

E' altresì chiaro che, una volta stabilito che si parla di commercio, diventa un terno al lotto scoprire a quale disciplina si sia assoggettati.

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Ci manca solo di pagar l'iva sulla roba usata e siamo a posto... ???

 

Non riguarda solo l'iva, ti ricordo che esistono i mercatini dell'usato e costoro le tasse le pagano eccome, ed hanno tanto di partita IVA. Inoltre vorrei far notare che la discussione è partita parlando dell'acquisto di oggetti nuovi a scopo rivendita come oggetti nuovi.

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Secondo me professionali vuol dire "con partita IVA".

 

Infatti, quando per un paio d'anni di seguito fai come privato/persona fisica un fatturato di diverse miglia di euro solamente mediante prestazioni occasionali, l'Agenzia delle entrate ti invita caldamente a farti una partita IVA perché l'attività non è più occasionale, ma è divenuta professionale....

 

Il problema è che le compravvendite da mercatino non sono normalmente rendicontate come le prestazioni occasionali e quindi l'agenzia delle entrate difficilmente si accorgerà che hai un negozio su Bricklink, a meno che, per altri motivi, i tuoi conti correnti non siano sotto sorveglianza.

 

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Io l'afol commercialista veramente lo conosco, è bricklinker e viene pure a Skaerbaek... Potrete chiedere di persona visto che è evidentemente informato sui fatti, certo se poi tutti gli chiederanno ogni volta la stessa cosa suppongo che dopo 3 giorni vi odierà tutti! ;)

Anzi ne conosco 2, l'altro è un commercialista milanese trapiantato a Roma e anch'egli è bricklinker.

 

Il problema non è solo quello della tassazione che è ovviamente sacrosanta (ci mancherebbe).

 

Inoltre ci sono dei risvolti pratici da considerare e bisogna decidere se vale la pena proseguire o smettere, perché a spanne poi dovresti anche fare il doppio per avere lo stesso profitto di prima. E per fare il doppio probabilmente ti serve il doppio della roba e il doppio di spazio da dedicarci. Insomma non sono ragionamenti troppo banali da fare in poche righe.

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Dopo un pò di ricerche in rete, penso che tutti i venditori senza P.Iva rientrino nel campo della "Vendita Occasionale".

 

- ad ogni oggetto venduto andrebbe allegata la ricevuta, contenente:

* Dati e Cod Fisc di compratore e venditore

* Nelle prime righe dello spazio "Descrizione", la dicitura che richiama l'articolo che regolamenta questo dipo di vendita (ad es. "ai sensi dell'art.....")

* Ovviamente importo sulla destra

* Importo totale IVA COMPRESA. Non c'è nemmeno bisogno di indicare l'imponibile, basta il totale iva inclusa.

* Marca da bollo da € 1,81

 

- una copia al venditore ed una al compratore

 

- inserire questi importi in dichiarazione dei redditi nel rigo apposito (non lo conosco, ma comunque quello dei redditi diversi esenti Iva)

 

- il totale vendite non deve superare i 5.000€ annui

 

- ma la cosa più ostica è decifrare "l'occasionalità". Pare si parli di sole 6-7 volte all'anno!!!

 

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Esatto, quindi da occasionale si trasforma in una vera e proprio attività. Comunque da Gennaio 2013 la Finanza metterà sotto torchio i siti come eBay, SecondaMano, ecc ecc, c'era una news sul Corriere Della Sera. Avendo un amico AFOL che fa il finanziere, mi ha detto anche che sarà solo questione di mesi che arrivino a controllare poi i siti come BL&co.

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Bah insomma, se io compro un set da un negozio, su cui ho già pagato l'IVA, e rimetto in vendita su BL alcune sue parti (per es. le minifig), dovrei includere nel totale l'IVA (di nuovo?) e la marca da bollo da €1,81, da apporre nella ricevuta che devo includere nel pacco.

 

Ma in realtà sto rivendendo qualcosa che ho già pagato... quindi il guadagno (che dovrei inserire nella dichiarazione dei redditi e sul quale dovrebbe essere applicata l'IVA) sarebbe solo la differenza, ma come si calcola la differenza fra una cosa che compro intera e che rivendo "a pezzi" (e che magari non rivendo neanche tutta, perché i pezzi che uso me li tengo)?

 

Se applicano la legge alla lettera ammazzano qualunque compravendita privata... ???

 

 

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Mah, siamo sempre li... penso che a nessuno interessi chi si rivende le minifig di un set, per dire, pero' se compri 50 set al solo scopo di rivenderli a prezzo maggiorato...

 

Penso peraltro risulti difficile far passare come "occasionale" l'assortimento di certi negozi BL con decine di migliaia di pezzi in vendita.

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Mah, siamo sempre li... penso che a nessuno interessi chi si rivende le minifig di un set, per dire, pero' se compri 50 set al solo scopo di rivenderli a prezzo maggiorato...

 

Penso peraltro risulti difficile far passare come "occasionale" l'assortimento di certi negozi BL con decine di migliaia di pezzi in vendita.

 

Appunto, che senso ha una norma la cui applicazione è "discrezionale"?

A meno che non ci sia un limite minimo per le transazioni a cui si applica ciò che ha scritto Cesco (sarebbe assurdo pagare 1,81 di bollo anche su vendite di 10€ !).

 

I negozi BL a cui ti riferisci probabilmente fanno più di 5000€ di fatturato, quindi dovrebbero avere la partita IVA (e infatti ci sono parecchi negozi che ce l'hanno). In questo modo possono scaricare l'IVA di ciò che comprano per il negozio ed è come se la pagassero solo sulla differenza. Il problema è quando acquistano da un privato, in questo caso come la scaricano?

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Lo compri da un privato? tipo al Toys? beh se hai la partita IVA ti fai fare la fattura. Aver la partita IVA, come in tutte le cose, c'è il pro e il contro.

 

Io dico solo che chi vende su eBay, Amazon ma anche BL nel 2013 dovrà star molto attento.

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Lo compri da un privato? tipo al Toys? beh se hai la partita IVA ti fai fare la fattura. Aver la partita IVA, come in tutte le cose, c'è il pro e il contro.

 

No, intendevo questo: se io vendo tutta la mia LEGO in lotto a un venditore BL dotato di partita IVA, che ne farà il part-out per metterla sul suo negozio (dove fa pagare l'IVA), come farà poi lui a scaricare l'IVA? Come posso fargli la fattura io che non sono dotato di partita IVA? E come si calcola la "quota IVA" dell'acquisto (considerando che io l'ho pagata all'origine quando ho acquistato i miei set)?

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Non ne ho idea... ma è qualcosa che fanno i robivecchi (non quelli che fanno conto vendita ma quelli che comprano roba usata per rivenderla). Ne conosco uno, posso provare a chiedere se interessa.

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Credo proprio che se compri da privato non puoi scorporare l'IVA (che il privato del resto non ti potrà caricare), ma semplicemente scarichi tutto come spesa...

 

è per questo che chi è dotato di P.Iva preferisce comprare dai grossisti o dai negozianti a loro volta provvisti di P.IVA e che possono quindi fatturare

 

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Premetto che non sono un commercialista, ma se non ho capito male, il tema delle 5000€ è legato all'occasionalità della vendita.

 

Il fatto stesso che sia possibile chiamarlo "negozio" secondo me toglie il concetto di occasionalità... Uno non apre un negozio per vendere "occasionalmente"... :D Tant'è che parli di fatturato da x euro/mese...

 

A quel punto è chiaro che è una attività e non una vendita occasionale, e pertanto diventa tassabile perché produce un reddito ricorrente.

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Premetto che non sono un commercialista, ma se non ho capito male, il tema delle 5000€ è legato all'occasionalità della vendita.

 

Il fatto stesso che sia possibile chiamarlo "negozio" secondo me toglie il concetto di occasionalità... Uno non apre un negozio per vendere "occasionalmente"... :D Tant'è che parli di fatturato da x euro/mese...

 

A quel punto è chiaro che è una attività e non una vendita occasionale, e pertanto diventa tassabile perché produce un reddito ricorrente.

 

Stento comunque a capire quale sia la logica di una legge che rende legittime 5 transazioni da 1000 euro e illegittime 500 transazioni da 10 euro.

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Stento comunque a capire quale sia la logica di una legge che rende legittime 5 transazioni da 1000 euro e illegittime 500 transazioni da 10 euro.

 

Mah... Credo che chi ha pensato "occasionale" intendesse che 5 transazioni da 1000€ sono che nei fine settimana ti sei liberato del motorino vecchio, del divano, della lampada di Aladino, dell'armadio e della bici da corsa... E parliamo comunque di coprire il massimo previsto dalla legge.

 

500 transazioni da 10 euro sono 2 ordini sul negozio BL al giorno.

 

Rendono uguale, ma una delle due è una vera e propria attività, non qualcosa di occasionale.

 

Sul perché si intenda "punire" l'attività rendendo illegittimo il comportamento, credo che sia perché:

 

1 - si agisce al limite dell'interpretazione di legge, già il fatto che ci stiamo chiedendo se è legittimo la dice lunga...

 

2 - si crea competizione a chi fa queste cose per attività, competizione "sleale" perché non tassata.

 

3 - sono tasse che vengono disperse in mille rivoli e diventano costose da censire/perseguire e pertanto impossibili da collezionare.

 

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Mah... Credo che chi ha pensato "occasionale" intendesse che 5 transazioni da 1000€ sono che nei fine settimana ti sei liberato del motorino vecchio, del divano, della lampada di Aladino, dell'armadio e della bici da corsa... E parliamo comunque di coprire il massimo previsto dalla legge.

 

500 transazioni da 10 euro sono 2 ordini sul negozio BL al giorno.

 

Rendono uguale, ma una delle due è una vera e propria attività, non qualcosa di occasionale.

 

Sul perché si intenda "punire" l'attività rendendo illegittimo il comportamento, credo che sia perché:

 

1 - si agisce al limite dell'interpretazione di legge, già il fatto che ci stiamo chiedendo se è legittimo la dice lunga...

 

2 - si crea competizione a chi fa queste cose per attività, competizione "sleale" perché non tassata.

 

3 - sono tasse che vengono disperse in mille rivoli e diventano costose da censire/perseguire e pertanto impossibili da collezionare.

 

Posto che la legge è legge, 500 transazioni da 10 euro sono meno di 5 transazioni da 1000 euro, per il semplice fatto che si tratterebbe di tutte transazioni svolte obbligatoriamente con paypal, che prende una tariffa fissa su ogni transazione. Se non altro si tratta in questo caso di una circostanza iniqua.

 

Credo comunque che il motivo sia essenzialmente il punto 3.

 

A questo punto vorrei aprire un sondaggio per capire se si parte da posizioni di partenza conciliabili o meno.

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Posto che la legge è legge

 

Eh... Magari fosse così... Tra le righe, stiamo parlando proprio di questo... Ossia del fatto che in Italia le leggi vengono interpretate di volta in volta... E' per quello che si parla di intento del legislatore e che ogni sentenza si rifà ad altre prese in precedenza che "chiariscono"... ;)

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E' per quello che si parla di intento del legislatore e che ogni sentenza si rifà ad altre prese in precedenza che "chiariscono"... ;)

 

E tra l'altro non è impossibile che anche i precedenti vengano smentiti... !

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Stento comunque a capire quale sia la logica di una legge che rende legittime 5 transazioni da 1000 euro e illegittime 500 transazioni da 10 euro.

 

Mah... Credo che chi ha pensato "occasionale" intendesse che 5 transazioni da 1000€ sono che nei fine settimana ti sei liberato del motorino vecchio, del divano, della lampada di Aladino, dell'armadio e della bici da corsa... E parliamo comunque di coprire il massimo previsto dalla legge.

 

500 transazioni da 10 euro sono 2 ordini sul negozio BL al giorno.

 

Rendono uguale, ma una delle due è una vera e propria attività, non qualcosa di occasionale.

 

Sul perché si intenda "punire" l'attività rendendo illegittimo il comportamento, credo che sia perché:

 

1 - si agisce al limite dell'interpretazione di legge, già il fatto che ci stiamo chiedendo se è legittimo la dice lunga...

 

2 - si crea competizione a chi fa queste cose per attività, competizione "sleale" perché non tassata.

 

3 - sono tasse che vengono disperse in mille rivoli e diventano costose da censire/perseguire e pertanto impossibili da collezionare.

 

Effettivamente il punto 2 ha molto senso.

Se fossi un venditore professionista, con regolare P.Iva...mi girerebbero assai, vedendo magari un set venduto ad 80 da uno che non paga tasse ed io invece che le pago, doverne chiedere 100. E magari non venderlo proprio per via del prezzo più alto!

Non hanno tutti i torti, come per il discorso tasse. C'è gente che sta ben sopra i 5000€/annui, senza pagare un solo centesimo di tasse (tralasciamo le tassazioni di eBay e Paypal, perchè sono pagate per il servizio fornito e se titolari di P.Iva, si possono ovviamente scaricare anche quelle).

 

Oppure se si rientra nei requisiti del regime dei superminimi, si può aprire P.Iva ed avere i primi 5 anni di attività ad un tasso veramente agevolato. Non ricordo, ma si pagano pochissime tasse!

Quel discorso è molto interessante!

 

MAH!

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io da cliente, andrei acquistare da qualsiasi persona la quale io possa risparmiarci... quindi andare anche tranquillamente all'estero ad acquistare... tramite amazon ebay ecc ecc ecc...

quindi il problema non è che un negoziante deve vendere ad un prezzo più alto... ma il problema resta solo nelle nostre tasse! tasse che stanno portando i nostri soldi e i nostri acquisti altrove!!!!!!!!!!!

Quello che penso io, riguardante:

 

 

 

Effettivamente il punto 2 ha molto senso.

Se fossi un venditore professionista, con regolare P.Iva...mi girerebbero assai, vedendo magari un set venduto ad 80 da uno che non paga tasse ed io invece che le pago, doverne chiedere 100. E magari non venderlo proprio per via del prezzo più alto!

Non hanno tutti i torti, come per il discorso tasse. C'è gente che sta ben sopra i 5000€/annui, senza pagare un solo centesimo di tasse (tralasciamo le tassazioni di eBay e Paypal, perchè sono pagate per il servizio fornito e se titolari di P.Iva, si possono ovviamente scaricare anche quelle).

 

Oppure se si rientra nei requisiti del regime dei superminimi, si può aprire P.Iva ed avere i primi 5 anni di attività ad un tasso veramente agevolato. Non ricordo, ma si pagano pochissime tasse!

Quel discorso è molto interessante!

 

MAH!

 

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Non sono del tutto d'accordo sul discorso della concorrenza sleale.

Un privato che vende su BL, teoricamente, non ha partita IVA, quindi ha pagato l'IVA all'origine. La "evasione fiscale" è solo sulla differenza... quindi certo se rivende un Cafe Corner dopo 3 anni al triplo del prezzo è un conto, se fa il part out dei set per rivenderne i pezzi che non usa è un altro conto, anche perché come scrivevo prima come fai a calcolare il guadagno effettivo su cui applicare le tasse?

 

In ogni caso comunque mi sembra assurdo una soglia sul numero di transazioni, se faccio 10 vendite di 10€ è diverso che farne 5 da 1000€ !

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In ogni caso comunque mi sembra assurdo una soglia sul numero di transazioni, se faccio 10 vendite di 10€ è diverso che farne 5 da 1000€ !

 

Ok, ma non facciamo confusione, il tema non è vendere 10x10€ = 100€ (ossia meno di una volta al mese) ma 5*1000€=5000€ (ossia 2 volte al giorno).

 

E questo che ricopre il tema della concorrenza, non parliamo più di uno scambio occasionale tra amici/persone (10) con lo stesso interesse, ma di un lavoro che ti porta ad avere 2 ordini al giorno (500) e quindi una entrata "fissa".

 

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