Un socio ItLUG espositore alla LEGO® House!

Mentre questo articolo viene pubblicato, io e Cristiano Grassi siamo nella LEGO® House a Billund a fare il set-up di una selezione delle sue opere all’interno della Keystone, l’enorme “mattoncino 2×4” situato in cima all’edificio.

Cristiano è stato selezionato da LEGO insieme ad altri 19 AFOL provenienti da tutto il mondo per far parte del primo gruppo di fan che vedranno le loro opere esposte nella LEGO House Masterpiece Gallery, indicativamente per il primo anno di apertura.

La LEGO House aprirà al pubblico il 28 settembre 2017. Potete trovare i biglietti e tutte le informazioni sul sito ufficiale.

Mentre noi siamo occupati con il setup abbiamo pensato di riproproporvi un’intervista con Cristiano realizzata qualche mese fa per conto di BrickJournal Italia (pubblicata sul numero 6). Ovviamente è passato qualche mese e Cristiano ha costruito qualcosa in più rispetto ad allora, visitate il suo account Flickr per trovare anche tutte le novità!

Intervista a cura di Francesco Spreafico
Fotografie fornite da Cristiano Grassi

Ciao Cristiano, vuoi presentarti brevemente ai lettori di BrickJournal?

Ciao a tutti! Mi chiamo Cristiano Grassi, sono un socio ItLUG classe 1982 e vivo a Foresto Sparso in provincia di Bergamo con mia moglie Laura e i miei due figli Alessandro e Maria, rispettivamente di quattro anni e un anno.

Durante il giorno faccio il fiorista nell’azienda di famiglia, il papà e il marito, e mi ricavo il tempo per dedicarmi ai mattoncini puntando la sveglia ogni giorno alle quattro del mattino e costruendo fino alle otto. In questo modo non mi sento in colpa non sottraendo tempo alla famiglia.

Fortunatamente al momento ho la possibilità di tenere tutti i miei pezzi LEGO® in un appartamento sfitto che mi permette libertà di orario, di rumore e un grande spazio a disposizione. È eternamente in fase di organizzazione, ma nonostante questo riesco sempre a trovare i pezzi che cerco.

Non ho un tema preferito. Mi piace mettermi alla prova ogni volta con temi diversi e vedere fino a dove posso spingermi. Un’altra cosa che mi piace fare è non accontentarmi del principale utilizzo di un pezzo, ma cercarne sempre di nuovi. Ad esempio, il serpente della linea Ninjago è diventato il fumo delle locomotive a vapore, gli anelli di Frodo sono diventati i contorni cromati per le luci, pattini da ghiaccio, coccinelle, racchette da neve, accessori per minifig sono diventati elementi decorativi per le locomotive, gli archi sono diventati pantografi.

Nell’ambiente mi sono scelto il nickname VedoSoloLEGO. Questo perché ho un’infinita passione verso i mattoncini e perché ovunque vada e qualunque cosa veda, penso se e come potrei costruirla con i mattoncini LEGO.

Domanda di rito: hai avuto una dark age? E se sì, quanto è durata e come ne sei uscito?

Non ho mai avuto una vera e propria dark age, non avendo mai completamente accantonato i mattoncini LEGO. Da bambino ricordo che ci giocavo spesso, sfogliando i cataloghi degli anni 89, 90 e 91 (secondo me stupendi e che conservo ancora gelosamente) e sognando di avere mattoncini infiniti per costruire paesaggi immensi. Tutti i miei averi però stavano in una scatola che sarà stata non più di 60×40 cm.

Da ragazzo a momenti alterni ci giocavo nel solaio della casa dei miei genitori, acquistando qualche piccolo set con le mance e i ricavi di qualche piccolo lavoretto.

Come la maggior parte degli AFOL ho iniziato costruendo set. Poi ho iniziato a modificarli e a dar loro un’ambientazione. Ora costruisco cose mie e da poco più di un anno carico alcuni dei miei progetti su LEGO Ideas.

German Steam Locomotive

Nell’ambiente AFOL italiano sei noto per due temi diversissimi tra loro. Partiamo dal primo, come nasce la tua passione per i treni?

Da bambino sono sempre stato affascinato dai plastici ferroviari, dalla grande quantità di particolari che contenevano e dalla possibilità di costruire un intero mondo in miniatura. Per questioni di spazio non ne ho mai avuto uno. Altre cose che da bambino non ho mai potuto avere ma che ho sempre sognato sfogliando i cataloghi sono i treni LEGO e la monorotaia cittadina 6399 (ma anche la spaziale 6990 e la passione per questa mi ha poi portato a costruire il diorama spaziale Futuron che ho esposto a ItLUG Lecco 2014 e 2015).

L’unione di queste cose e delle immagini di altre locomotive create da AFOL mi ha spinto a provare a farne di mie. Dapprima molto semplici, ispirate alle grandi locomotive americane, poi sempre più dettagliate. Così sono nate la Coccodrillo, la E326 delle FS, la locomotiva tedesca tributo al 7750 e il treno di Babbo Natale.

L’altro tema che costruisci di frequente sono le vignette 16×16 in tema Disney, ma non solo! Come ti è venuta l’idea di realizzarle? E Hugo Cabret?

Ho un sogno. Poter regalare ai miei figli per il loro compleanno una scatola LEGO con il mio nome scritto sopra, creata da me. E l’unico modo che conosco è attraverso LEGO Ideas. Così un giorno, quasi per gioco, mi è venuta l’idea di caricare le mie locomotive. Seguire ogni giorno l’andamento dei miei progetti sul sito, i commenti degli appassionati e i nuovi progetti che raggiungevano i 10000 voti necessari ad andare alla fase di revisione da parte di LEGO mi ha fatto appassionare sempre più a quella grandissima opportunità che è LEGO Ideas. Ma per me l’idea è bella e il sogno è grande. Poi mi spinge sempre a pensare qualcosa di nuovo, qualcosa che non è mai stato fatto con i mattoncini LEGO.

Ed è così che sono nate le vignette Disney (complice anche mio figlio che mi ha fatto diventare un esperto di Classici Disney). Non era ancora circolata la voce riguardante le minifigure collezionabili quando le ho fatte. Ora il web è pieno di scenette a tema. Piccole nel formato, ma ricchissime di dettagli, come mia abitudine.

Poi una sera guardando il film Hugo Cabret di Martin Scorsese e restandone affascinato dalla storia e dall’atmosfera ho pensato di farne un progetto. Sono prima andato a cercare in Google se qualcuno lo avesse già fatto, ma senza risultati. Avrei potuto realizzare la stazione di Parigi e infilarci centinaia di particolari e riferimenti al film, ma non avrebbe mai potuto andare in produzione a causa del troppo elevato numero di pezzi. Quindi ho ripreso il formato vignetta, ho cercato di ricreare l’atmosfera un po’ steampunk, ho inserito il maggior numero di riferimenti al film e l’ho caricato.

Generalmente sembri progettare MOC sempre tenendo presente che poi le metterai su LEGO Ideas.

Non le progetto solo per metterle poi su Ideas. È che Ideas mi spinge a cercare qualcosa che non è ancora stato fatto, di innovativo. Allora mentre le penso tengo già in considerazione in partenza fattori come in numero di pezzi, la novità piuttosto che una cosa già vista e rivista, il soggetto…

E poi c’è il mio sogno a spingermi…

Come progetti le tue MOC? LDD/MLCad e simili, oppure direttamente con pezzi reali?

Dipende dall’idea di partenza. Per le locomotive ad esempio (a parte quella tedesca che ho costruito solo con pezzi sfusi che avevo in casa) faccio prima il progetto con LDD guardando una foto e poi vado a cercare i pezzi per costruirle. Questo ha da una parte il vantaggio di avere a disposizione pezzi infiniti e di qualunque colore e di poter eseguire modifiche immediatamente, senza dover smontare tutto, dall’altra lo svantaggio di dover dopo andare a cercare i pezzi scoprendo che sono difficili o addirittura impossibili da reperire nelle quantità necessarie dovendo poi modificare il progetto.

Sia per le vignette Disney che per quella di Hugo Cabret invece ho costruito a mano libera, attingendo soltanto ai pezzi che avevo in casa non dovendo copiare qualcosa di esistente realmente.

MLCad l’ho provato qualche volta ma non mi ci sono trovato, probabilmente perché è necessario avere un minimo di base di conoscenza del CAD.

Trovo invece molto bello e immediato LDD. Permette anche l’uso di pezzi in colori nuovi che spesso è un limite durante un progetto. Nel mio caso poi Ideas consente di proporre pezzi già esistenti ma in colori nuovi.

Il prossimo progetto?

Idee in testa ne ho tante. Al momento ho quasi pronti tre nuovi progetti digitali che caricherò a breve, quindi se volete scoprirli dovete seguire il mio profilo su LEGO Ideas.

Un diorama fantasy/medievale che aspetta di essere terminato.

Tanta voglia di riprendere in mano il tema Space e applicarci il mio stile dettagliato.

Medieval Fantasy Scene Panorama [Terminato dopo l’intervista]

Link

Progetti LEGO Ideas attivi

Grazie a BrickJournal Italia per l’intervista.

LEGO Batman – Il film (Blu Ray)

Se vuoi rendere il mondo un posto migliore, guarda te stesso e cambia le cose, Hooo
Batman

Grazie al supporto di Warner Bros, l’associazione ItLUG ha avuto la possibilità di ricevere in anteprima il Blue Ray di “LEGO Batman – Il Film”, la seconda pellicola cinematografica realizzata in questi anni da Warner Bros in collaborazione con The LEGO Group.
Dopo il grande successo di “The LEGO Movie”, Warner ha prodotto un film di animazione diverso dal primo e dai ritmi frenetici

Diretto dal Chris McKay già supervisore delle animazioni del precedente Lego Movie, questo Lego Batman è una discreta sorpresa e un film che non dovreste sottovalutare: Seth Grahame-Smith, autore del soggetto e coautore della sceneggiatura, ha infatti frullato in un’ora e mezza tutta la mitologia del personaggio, che regge con una solida base di simpatia e serietà tematica una superficie di pura follia comica. Non si tratta di una semplice parodia, anche se quest’intenzione ovviamente qui e lì affiora: più che nel regno della dissacrazione, siamo nello sfottò tra amici, che possono prendersi in giro quanto vogliono, perché mantengono un rispetto reciproco dovuto a un legame di decenni. Lo stesso legame che il pubblico ha con l’Uomo Pipistrello.
(tratto Comingsoon.it )

Uscito nelle sale ad inizio febbraio del 2017, si è giocato gli incassi contemporaneamente all’uscita di “Cinquanta sfumature di nero”: Batman (che è “total black”) è uscito a testa alta da questo confronto… considerato che, globalmente, ha incassato oltre 310 milioni di dollari!

Ecco quindi che, terminata la fase di distribuzione nelle sale e nei circuiti delle Pay-TV/on-demand, il film arriva nella versione “home edition”, sia in Blu Ray (normale e 3D) e in DVD.
Il pacchetto promozionale che Warner Bros ci ha inviato comprende:
– Il Blu Ray di “LEGO Batman – Il Film”, nella versione Blu-Ray con due dischi (uno per la versione 2D ed uno per la versione 3D, per il quale è necessario un TV 3D).
– Polybag #30522 – Batman in the Phantom Zone;
– Polybag #30523 – The Joker Battle Training;
– Polybag #30524 – The Mini Batwing;
– Lo Story Pack #71264 Lego Dimension (estensione del videogioco “LEGO Dimension” dedicato al film, e di cui potete leggere una dettagliata recensione su Brick Fanatics)

Per coloro che non hanno ancora visto il film, preferiamo non svelare nulla della trama: sappiate comunque che non vuole essere uno spin-off della pellicola del 2014 (The LEGO Movie) ma è un film del tutto indipendente, pieno di battute, personaggi simpaticissimi (alcuni molto kitsch) e molti volti noti dell’universo DC Comics come l’immancabile Superman, Lanterna Verde, Wonder Woman, Martian Manhunter, Bane, Due Facce, Poison Ivy, Clayface e ovviamente il mitico Joker, fedele miglior nemico di Batman, e la sua amata Harley Quinn.
Possiamo solo anticiparvi che assisterete a 104 minuti di scene davvero ben realizzate, divertenti, travolgenti e frenetiche (alcune, forse, un po’ troppo).
Gustatevi il trailer italiano:

Tra i doppiatori della versione italiana, compare la nota cabarettista Geppi Cucciari che dona la sua voce (con un inconfondibile accento sardo) a Barbara Gordon/Batgirl.
Per quanto riguarda il film
La qualità del Disco Blu-Ray è davvero molto elevata così come l’audio con una colonna sonora che ti trasporta nel film scena dopo scena.
Anche per i non fanatici di Batman è un film assolutamente da vedere: non possiamo che consigliarlo a tutti!

Il Blu Ray e il DVD sono già disponibili per l’acquisto sulla piattaforma Amazon.it, a partire da circa 14 euro (per la versione DVD)
La versione Blu Ray è acquistabile sia in versione 1 disco (Full HD 2D) e 2 dischi (Full HD 2D + 3D)

Ulteriori informazioni approfondimenti e curiosità sul film le potete trovare su Wikipedia

Seguono le foto del materiale ricevuto da Warner Bros.
(Recensione a cura di Sandro Damiano e Gianluca Cannalire)

Questo week-end ad Ascoli Piceno

Non dimenticatevi, domani e domenica ItLUG e RomaBrick vi aspettano ad Ascoli Piceno dalle 10 alle 18 al Palazzo dei Capitani!

Secondo appuntamento dopo l’evento gradevolmente riuscito dell’anno precedente. In collaborazione con MARCHEBRICK e graditi espositori dell’Abruzzo. Presenti diorami, mercatino, area pick’n’build e concorso Creactive

Qualche informazione in più nella pagina dedicata all’evento.

Inoltre partecipiamo anche all’evento locale di CLV a Castelfranco Veneto!

Architetto con i LEGO®

Architetto con i LEGO®
di Tom Alphin
Edizioni LSWR
Traduzione di Alessandra Favazzo
186 pagine, € 24,90, volume cartonato

È appena uscita l’edizione italiana di questo volume pubblicato in USA dalla No Starch Press nel 2015. A suo tempo non l’avevo comprato in versione originale perché era un periodo che ne stavano uscendo troppi e non riuscivo più a seguire tutto.

Inizio subito dicendo che tra i libri dedicati alla costruzione di opere realizzate con i mattoncini LEGO questo è sicuramente il migliore che mi sia mai capitato di leggere.

Il libro offre una parte testuale non secondaria né ignorabile, dedicata in buona parte alla descrizione degli stili architettonici degli ultimi 500 anni. Per ogni stile trattato viene raccontata la sua storia, vengono spiegate le sue caratteristiche e mostrati diversi esempi sia di edifici reali che delle loro controparti realizzate con i mattoncini LEGO.

Per ogni stile viene inoltre presentata una piccola costruzione in microscale ispirata a un edificio reale realizzato con quello stile. Per costruire questi modelli, come spiegato nella prefazione, può tornare comodo il bellissimo set Architecture Studio, visto che la costruzione viene presentata usando esclusivamente mattoncini bianchi e trasparenti. Ma ovviamente non è necessario possedere questo set, si possono usare pezzi di qualsiasi colore. L’uso del bianco e del trasparente richiama molti dei set Architecture (e, aggiungo, anche molti degli edifici LEGO di fine anni 50 che venivano realizzati principalmente proprio con questi due “colori”).

Gli stili esaminati sono: Neoclassicismo, Prairie School, Art Déco, Modernismo, Brutalismo, Postmodernismo e Architettura High-Tech.

Per il Neoclassicisimo alcuni esempi illustrati sono la Casa Bianca e la Porta di Brandeburgo (di cui naturalmente esistono i set), l’Arco di Trionfo e le nostrane opere del Palladio. Come modello da costruire viene proposta la residenza di Monticello di Thomas Jefferson.

Lo stile Prairie School viene generalmente associato a Frank Lloyd Wright, di cui vediamo per esempio la Robie House e l’Imperial Hotel, anche questi edifici che noi AFOL conosciamo benissimo essendo stati entrambi set Architecture. Il modello proposto è la Willits House, sempre di FLW.

Per quanto riguarda l’Art Déco l’esempio più classico presentato è forse l’Empire State Building, ma anche il tipico cinema americano (che fa da base per il modello proposto, le cui istruzioni si possono trovare online sul sito dell’editore).

Passando al Modernismo due esempi che saltano subito all’occhio sono la Farnsworth House e la Willis Tower (ancora una volta due set Architecture). Come modello abbiamo la Lever House, grattacielo di New York. Vengono inoltre proposte le istruzioni per alcune strutture particolari di grattacieli modernisti: struttura portante, edificio con facciata continua e edificio alla Sullivan).

Per il Brutalismo (che non prende il suo nome da quello che potrebbe sembrare) l’esempio più interessante è l’Habitat 67. Interessante perché l’architetto Moshe Safdie ha dichiarato di aver comprato, a suo tempo, tutti i mattoncini LEGO su cui era riuscito a mettere mano perché li trovava molto adatti alla progettazione. Soprattutto i mattoncini 1×2. Due i modelli proposti per questo stile: una torre di controllo traffico aereo e la Geisel Library di San Diego.

Ci si avvicina alla fine con il Postmodernismo di cui vediamo per esempio la Sony Tower di New York. Due modelli anche qui: un edificio amministrativo ispirato all’edificio di Lugano Ransila I e l’Engineering Research Center di Cincinnati.

Infine l’Architettura High-Tech con la Sydney Opera House (di cui esistono addirittura due set ufficiali), il Walt Disney Concert Hall e… la “nostra” Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, di Santiago Calatrava, che fa anche da vaga ispirazione per il modello suggerito. Con una tecnica decisamente interessante per i particolari incroci delle travi.

A chiusura del volume troviamo una breve guida al costruttore che illustra Idee (cosa costruire), scala (minifig, microscale), forme, dettagli, colori e mattoncini (come comprarli, come organizzarli…)

Presente anche una serie di brevi schede su alcuni di costruttori le cui opere sono state mostrate nel volume: Jared Chan, Rocco Buttliere, Adam Reed Tucker, J. Spencer Rezkalla e Jameson Gagnepain.

Fisicamente il volume si presenta con una solida rilegatura e un’ottima carta patinata. Anche le dimensioni sono ottime: un quadrato con lato 22,8 cm.

Pur non avendo avuto una supervisione “AFOL”, il volume è stato tradotto molto bene e buona parte dei termini tecnici viene utilizzata correttamente. A stonare rimane solo qualche colore tradotto con fantasia (“tan” diventa “marrone chiaro”) e ovviamente la parola “LEGO” usata come sostantivo nel titolo, non presente nel titolo originale “The LEGO Architect”. Ma niente di problematico.

Sebbene il volume non si concentri a livello teorico sulla microscale (e le varie MOC presentate siano realizzate in scale varie), a livello pratico, i modelli proposti con le istruzioni sono tutti in microscale. Le tecniche utilizzate per alcuni di questi modelli sono anche abbastanza avanzate (SNOT, offset) e quindi realizzare questi modelli potrebbe essere d’aiuto per familiarizzare con queste tecniche e/o con questa scala.

Concludo aggiungendo qualche nota nostrana al volume. Prima di tutto l’intervista a Tom Alphin in occasione dell’uscita del volume in USA realizzata da Domenico Franco un paio di anni fa e pubblicata sul sito di RomaBrick. E poi due immagini di un paio di MOC di due nostri abili costruttori, ispirate a due degli edifici trattati nel volume… La Robie House realizzata da Federico Cardu (a cui abbiamo dedicato anche un articolo sul sito) e la Sony Tower realizzata da Marco Cancellieri (entrambe le foto sono state scattate in occasione di ItLUG Latina 2015).

Infine, qualche extra dal sito dell’autore, la lista dei pezzi necessari sempre dal sito dell’autore, la bibliografia completa e un estratto dell’edizione italiana sul sito dell’editore.

Non vi rimane che acquistarlo sul sito dell’editore, su Amazon… o magari vincerlo (o almeno vincere uno sconto) partecipando a questo concorso aperto fino al 12 giugno!

Questo week-end a Traversetolo, Molteno, Albano Laziale e Peseggia!

Questo week-end facciamo veramente il piano, partecipando a ben quattro eventi sparsi per lo stivale!

Partiamo da Molteno (LC), con “Mattoncini in Villa Rosa” 2017, evento nato lo scorso anno e giunto quindi alla sua seconda edizione. Sabato dalle 14 alle 19 e domenica dalle 10 alle 18.

Proseguiamo poi con la prima edizione di “Mattoncini a Primavera“, a Traversetolo (PR). Sabato dalle 15 alle 19 e domenica dalle 9 alle 19.

Passiamo poi a Brickeggia, prima edizione dell’evento di Peseggia (VE). Sabato dalle 14 alle 22 e domenica dalle 9 alle 18.

Infine, con RomaBrick, siamo ad Albano Laziale (Roma) per “Mattoncini ad Albano insieme“, dalle 10 alle 20 sia sabato che domenica.