All’inizio di dicembre, ItLUG ha avuto l’occasione di partecipare ad un evento un po’ particolare, decisamente diverso da tutti gli eventi a cui ha preso parte fino ad ora: lo “IAB Forum” che si è svolto al “MiCo – Fiera Milano Congressi“, l’1 e il 2 dicembre.
Facciamo un passo indietro e parliamo di come e perché abbiamo partecipato a questo evento.
Ma prima: cos’è lo IAB Forum?
IAB Forum Milano è il più autorevole appuntamento dell’anno sulla comunicazione digitale e interattiva in Italia, atteso da tutti gli operatori del settore e promosso da IAB Italia – Interactive Advertising Bureau. L’evento si compone di un insieme di testimonianze che raccontano il presente e il futuro della comunicazione digitale. Accanto a esperti del settore, vi sono aziende che ogni anno riconfermano la loro partecipazione e l’ingresso di nuove che scelgono questo momento per presentarsi al mondo digitale. Come sperimentato con successo lo scorso anno, l’evento si propone di combinare contenuti di qualità, speaker di alto profilo anche internazionali e opportunità di networking, con l’obiettivo di coinvolgere i C-Level del panorama aziendale e imprenditoriale del nostro Paese.
In altre parole, è un evento molto conosciuto nel mondo del multimediale e di internet che porta al Mico Fiera Milano oltre 10000 addetti del settore, in rappresentanza di numerose ditte, start-up e società. Durante l’evento si svolgono workshop e micro-seminari tenuti da ospiti internazionali e nazionali. Tra gli ospiti più conosciuti di quest’anno: Martin Eberhard (co-fondatore di Tesla Motors e primo CEO), Oliver Stone (regista e sceneggiatore, 3 volte premio Oscar), Francesco Facchinetti (cantante, conduttore e imprenditore), Federico Clapis (attore, autore e pittore), Favij (youtuber) e Melissa Satta (showgirl e modella). Insomma, ospiti per tutti i gusti!
ItLUG ha partecipato allo IAB Forum in qualità di supporto tecnico per RAI Pubblicità, azienda sotto il diretto controllo di RAI, che si occupa di pubblicità e di tutti gli aspetti connessi. Proprio RAI Pubblicità, negli scorsi mesi, ha riorganizzato l’offerta dei canali RAI sulle diverse piattaforme (TV, radio, web, podcast, …) assegnando un diverso colore ai diversi canali tematici. Scegliendo di utilizzare lo slogan “Ne facciamo di tutti i colori!”, per rispecchiare la possibilità del cliente di poter costruire un’offerta basata sulle proprie esigenze, ha deciso di utilizzare come simbolo della propria campagna pubblicitaria l’iconico Cubo di Rubik. Caso ha voluto che un impiegato di RAI Pubblicità avesse visto in un video sul web un risolutore del Cubo di Rubik realizzato in mattoncini LEGO®, il famoso Mindcub3r e questo stesso impiegato conoscesse ItLUG, avendo visitato qualcuno dei nostri eventi in terra piemontese.
Nasce così l’idea, tra lo staff di RAI Pubblicità, di avere un Mindcub3r allo stand e viene inoltrata una richiesta di partecipazione a ItLUG. Prontamente ItLUG ha risposto a questa richiesta e ha incaricato il socio Zio_Titanok, possessore di un #31313 già costruito in configurazione MindCub3r, di partecipare allo stand di RAI Pubblicità. La presenza del Mindcub3r, esposto in una teca in plexiglass preparata appositamente dallo staff di RAI Pubblicità, è la ciliegina sulla torta di uno stand curato e colorato ed attira visitatori allo stand (moltissimi visitatori sono rimasti incantati davanti il MindCub3r). Anche il gadget regalato ai visitatori dello stand è a tema Cubo di Rubik: un portachiavi/torcia con le sembianze dell’iconico cubo.
Ingresso del MiCo
Planimetria (1)
Planimetria (2)
Lo stand di RAI Pubblicità (1)
Lo stand di RAI Pubblicità (2)
Il Mindcub3r
IAB Forum (1)
IAB Forum (2)
IAB Forum (3)
Con questa partecipazione ItLUG ha potuto mostrarsi in un ambiente nuovo, facendosi conoscere da persone che non sarebbero, molto probabilmente e loro malgrado, mai entrate in contatto con la nostra associazione o i nostri eventi. Inoltre, questa partecipazione è una aggiunta particolare al nostro bagaglio di eventi.
Vogliamo ringraziare tutto lo staff di RAI Pubblicità coinvolto con la nostra presenza allo IAB Forum augurandoci di poter nuovamente partecipare ad una delle loro attività. Un ringraziamento particolare a Gianluca Stardero (di RAI Pubblicità) che, oltre a tantissime altre responsabilità, era incaricato della organizzazione e progettazione dello stand, era nostro contatto presso RAI Pubblicità ed è stato nostro visitatore ad alcuni degli eventi piemontesi. Per ultimi, ma non per ultimi, un ringraziamento a tutti i soci ItLUG coinvolti con gli eventi piemontesi che ci hanno permesso di farci conoscere e, indirettamente, di poter partecipare a questo evento.
Parliamo di “LEGO-photography”: un modo di unire la passione per i mattoncini LEGO® alla passione per la fotografia e… un’ottima scusa scusa per girare il mondo! Alcuni soci ItLUG sono esperti in questo campo, ne sono esempio Domenico Franco (@f_random), Fabio Broggi (@ilcarota) e Daniele Bocini (@danielebocini): trovate i link alle loro gallerie in calce all’articolo! Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare di “LEGO-photography” con Fabio: nel prossimo futuro avremo modo di conoscere meglio anche Domenico e Daniele. Ma eccovi l’intervista a Fabio… ma prima un paio dei suoi scatti per incuriosirvi!
Scatto BigFoot
Scatto Hot-Dog
Quando e come nasce la tua passione per i mattoncini LEGO?
Fin da piccolo ho avuto la passione per i mattoncini LEGO: come molti AFOL ho iniziato con le scatole ricevute in regalo dai genitori (nei primi anni 80)… ogni occasione era buona per farsi regalare una scatolina Classic Space o City. Verso i 14 anni sono entrato nella “dark age” e ne sono uscito nel 2011, quando quasi per caso recuperai dalla soffitta lo scatolone con i mattoncini LEGO della mia infanzia. Da questa “riscoperta” la mia passione per i mattoncini è andata (ri)crescendo. Scoperta ItLUG, alla quale mi sono subito iscritto, ho iniziato a visitare i vari eventi anche se per ora non ho mai esposto: le mie MOC non sono ancora pronte!
Come nasce invece la tua passione per la fotografia?
Da ragazzino scattavo molte foto, quasi esclusivamente foto ricordo… a volte mi dimenticavo persino di sviluppare i rullini. Il digitale ha cambiato tutto. Ho iniziato con una “compattina” quasi dieci anni fa, senza grosse velleità artistiche. La vera passione inizia nel 2007, quando mia moglie mi ha regalato la mia prima reflex digitale (Canon EOS400). Il tema che più mi piace è la paesaggistica: non pianifico mai i miei viaggi senza pensare alle fotografie che potrò scattare. Una parte molto importante dei miei lavori riguarda il territorio in cui vivo (la Brianza).
Unire le due passioni era quasi d’obbligo!
I primi tentativi di coniugare queste due passioni risalgono all’arrivo della mia prima reflex. Nel corso di questi anni ho iniziato a fotografare minifig nell’ambiente reale, ma sempre molto sporadicamente. La “LEGO-photography” non faceva parte dei miei progetti, almeno fino alla scorsa estate, quando ho portato una scatoletta di minifig in vacanza (…e per questo sono stato scherzosamente deriso da alcuni amici!): da allora mi sono appassionato a questo particolarissimo genere di fotografia e navigando su internet ho scoperto di non essere l’unico (su Instagram è pieno di “LEGO-photographer”). Non ho inventato nulla di nuovo, ma come per la fotografia, lo faccio principalmente perché mi piace e perché mi rilasso.
Come decidi i soggetti e le scenografie delle foto che scatti?
Di solito scelgo i soggetti in base alle fotografie che intendo realizzare. Principalmente realizzo foto ambientate in esterni, oppure più raramente in interni con un mini studio fotografico. Nel primo caso, scelgo la minifig in base al contesto e all’idea che mi viene in mente osservando il luogo dove intendo scattare (molto spesso faccio prima un sopralluogo e poi torno armato di minifig). Nel secondo caso invece il processo di realizzazione dello scatto avviene tutto assieme: mi immagino la scenetta come deve essere in base al personaggio che ho scelto e poi scatto.
Quali sono i passaggi chiave per passare da una minifig/piccola costruzione a una foto?
I passaggi non si discostano molto da quelli necessari per scattare una fotografia tradizionale, con la differenza che le dimensioni dei soggetti in questo caso sono di molto inferiori rispetto a quelli reali. Una volta scelta la location, scelgo i personaggi e li piazzo (con più o meno fatica…!) in modo che la foto risulti ben proporzionata in termini di composizione e che trasmetta quello che voglio comunicare. Per lo scatto a volte utilizzo la reflex (dotata di obiettivo macro e con l’ausilio di cavalletti), altre volte utilizzo lo smartphone (iPhone 6).
Lavori su i tuoi scatti con un programma di editing?
L’editing è una parte integrante del mio processo di lavoro. Dopo aver importato le foto sul pc, le sottopongo allo stesso editing che utilizzo per le mie foto tradizionali. Quando scatto in RAW (il cosiddetto “negativo digitale”), le foto devono essere comunque elaborate prima di poter essere pubblicate. Attualmente utilizzo Adobe Lightroom e Photoshop nel caso in cui voglia fare lavorazioni più particolari. Alla fine del processo, pubblico le mie foto su Instagram, Flickr e Facebook.
C’è uno scatto (o più di uno) che preferisci? Perché?
È una domanda difficile: non ci ho mai pensato! Potrei rispondere “quella che devo ancora scattare”!
Parlaci allora di qualche scatto per farci capire il “dietro le quinte”!
– “Scatto Strega“: questa è stata realizzata usando la reflex, un obiettivo macro, il cavalletto e il telecomando, per evitare uno scatto mosso dovuto ai tempi lunghi (dovevo tenere diaframma piuttosto chiuso perché a quelle dimensioni la profondità di campo è ridotta a pochi centimetri). Era tempo di castagne, per cui un sacco di persone si avvicinavano incuriosite a vedere quello che stavo facendo…
Scatto Strega
Dietro le quinte
– “Scatto Surfista“: ho visto il surf e ho subito pensato alla surfista che avevo con me. A volte gli scatti non sono pianificati, ma ma colgono l’attimo.
Scatto Surfista
Dietro le quinte
– “Scatto Yeti“: uno scatto di preparazione! L’ho visto fatto da tante persone e ho voluto provare: anche io ho congelato lo yeti! Il ghiaccio è opaco a causa delle impurità presenti nell’acqua e il congelamento veloce da freezer: avrei dovuto usare dell’acqua distillata, farla bollire e poi far congelare l’acqua più lentamente… Questo è un esempio di scatto “preparato”.
Scatto Yeti
Dietro le quinte
Qualche consiglio a coloro che vogliono provare a fare qualche scatto?
Un consiglio che mi sento di dare è quello di “provare”! Non è necessaria un’attrezzatura costosa per iniziare: un buon smartphone o una buona “compattina” con modalità macro sono più che sufficienti. Ogni appassionato di mattoncini LEGO ha almeno un paio di minifig a casa con cui poter iniziare! Una parte fondamentale del processo di apprendimento di questo particolar genere di fotografia (così come per tanti altri) è quella dello studio di quello che è già stato fatto, ed in questo internet ci viene in grande aiuto: si impara molto guardando tutti gli scatti fatti dalle persone che si sono già cimentate con la fotografia dei giocattoli. Aiuta avere un minimo di cultura fotografica, come conoscere alcune regole basilari sulla composizione, sulla luce e sulla profondità di campo (…”perché la mia foto non è tutta a fuoco?”). Le stesse regole applicate ad una fotografia normale si applicano anche quando si fotografa il “micro-mondo” LEGO. Un altro aspetto fondamentale è quello di riguardare con attenzione i propri scatti, magari sul computer, perché molto spesso emergono dettagli che in fase di scatto erano passati inosservati. Alcune volte si tratta di fare un processo per tentativi al fine di ottenere lo scatto desiderato. A proposito di fonti, è appena uscito il libro “LEGO Star Wars: Small Scenes from a Big Galaxy“ di Vesa Lehtimaki (editore DK): le sue foto sono davvero evocative ed il libro si chiude con un dietro alle quinte davvero interessate e ricco di spunti creativi… quasi d’obbligo averlo in casa!
Grazie a Fabio per il tempo che ci hai dedicato!
Come promesso, vi lascio con un po’ di link interessanti:
I primi giorni dello scorso ottobre, ItLUG viene a conoscenza che il famoso artista newyorchese Nathan Sawaya allestirà, per la prima volta in Italia, a Roma, la sua mostra “The Art of the Brick“. Più nello specifico, le sue opere verranno esposte al pubblico nei locali dello Spazio SET di via Tirso, quartiere Salario.
È un’occasione troppo ghiotta per noi di ItLUG: quanti AFOL sognano di trasformare la loro passione per i mattoncini LEGO® una vera e propria attività full-time? Quanti vorrebbero scambiare qualche parola e fare alcune domande “tecniche” direttamente a Nathan in persona?
La mostra è “una delle 10 al mondo da vedere assolutamente” secondo la CNN… non potevamo che essere presenti, sin dalle prime battute, a questo evento! Ecco quindi che ItLUG si attiva sin da subito, instaurando un rapporto di collaborazione con gli organizzatori italiani dell’esposizione.
Alla nostra associazione, invitata alla conferenza stampa di presentazione della mostra, viene data l’opportunità di intervistare, per alcuni minuti in esclusiva, lo stesso Nathan Sawaya. A tutto questo si aggiunge la possibilità di partecipare alla serata di apertura e di gala insieme a molti personaggi noti dello spettacolo e della cultura, oltre al tour della mostra con una guida d’eccezione: Nathan Sawaya in persona. Per questa eccezionale occasione, ItLUG aveva bisogno di un paio di rappresentanti con determinati requisiti: essere un mastro costruttore, avere una buona conoscenza della lingua inglese e saper cogliere l’essenza della mostra con delle ottime foto. Non potevano che essere coinvolti i soci Jonathan Petrongari (@Tristan) e Domenico Franco (@f_random). Alla conferenza stampa, ovviamente, oltre a ItLUG erano presenti giornalisti delle più importanti testate giornalistiche, sia cartacee che televisive (come per esempio Radio RAI, Corriere.it, Sky TG24).
Domenico ci racconta:
“L’appuntamento era per mercoledì 28 ottobre, alle ore 11:00. Con un po’ di anticipo, io e Jonathan ci siamo presentati in via Tirso, indossando le polo istituzionali ItLUG, e dopo pochi minuti abbiamo visto scendere da una Lancia Thema proprio Nathan Sawaya che, sin da subito, ha dato l’impressione di essere una persona cordiale con cui non sarebbe stato difficile relazionarsi. Una volta entrati all’interno del SET, una location specificatamente realizzata per ospitare mostre ed esposizioni, abbiamo avuto l’occasione di visitare la mostra in anteprima assoluta, nell’attesa che Nathan concludesse un primo giro di interviste con alcune radio e TV nazionali. Lo sviluppo della mostra è molto articolato, il percorso si snoda quasi completamente in ambienti volutamente lasciati in penombra in modo che le colorate opere, colpite da luci disposte ad arte, esaltino la loro complessità. Verso le 11:30 abbiamo preso posto nell’area dedicata alla conferenza stampa che era stata ricavata nella sala dove sono esposte il maggior numero di opere: alle spalle di Nathan, Fabio Di Gioia (il curatore della mostra) e Alberto Matano (giornalista del TG1) troneggiavano tre riproduzioni di statue dell’arte greca, romana e rinascimentale.”
Giornalista di SkyTG24
Nathan Sawaya durante la conferenza stamoa (1)
Nathan Sawaya durante la conferenza stamoa (2)
Vediamo a quali domande ha risposto Nathan, durante la conferenza stampa:
D: Come è iniziato questo percorso, Nathan?
R: All’inizio è stata una valvola di sfogo, stavo tutto il giorno seduto su una scrivania con pile di documenti davanti a me, sentivo il bisogno di poter creare qualcosa. Ho provato a dipingere ma alla fine, complice la mia passione per i mattoncini LEGO, ho deciso di usare loro come materiale per le mie creazioni.
D: Quanto tempo impieghi per costruire? Come scegli il motivo del soggetto?
Il tempo, ovviamente, varia a seconda del soggetto scelto. È difficile spiegare la scelta del soggetto, non c’è una scelta logica, vado a sensazione. Di solito per un’opera da 15000 brick ci impiego 2 settimane.
D: Affermi sempre che l’arte non ha regole…
Assolutamente! Il mio mantra è Art is not optional! Il mio obiettivo è quello di ispirare le persone a cercare di creare qualsiasi cosa, l’arte può essere espressa in ogni forma. Io ho scelto i mattoncini LEGO.
D: Gran parte dei tuoi soggetti si riferiscono alla condizione umana, cosa vuoi trasmettere?
R: Grazie per la domanda, le mie opere cercano sempre di trasmettere le mie emozioni, come ad esempio la statua senza mani. Fanno parte del mio viaggio interiore, spero che il visitatore le possa comprendere.
D: Cosa ti dà più soddisfazione? Da dove nasce l’amore per i mattoncini LEGO?
R: Alla prima domanda ti rispondo semplice, la mia passione. Per quanto riguarda l’amore per i mattoncini LEGO… credo che sia fantastico per un bambino poter costruire qualcosa di tangibile che a poco a poco prende forma davanti a lui. L’arte ci rende migliori, aiuta l’essere umano a superare i momenti di difficoltà.
D: Qual è la tua opera preferita?
R: La prossima! Dovrete aspettare, non posso anticiparvi nulla.
D: La tua opera più importante?
R: Sicuramente Yellow, più che altro per la curiosità che ha destato tra le varie persone. Gli hanno attribuito vari significati, come quello di aprirsi al mondo, i bambini pensano che voglia mostrare le sue viscere fatte in mattoncini LEGO, it’s funny [ndr: “è buffo]!
D: Hai figli?
R: Sì, anche loro amanti della LEGO
D: Perché la LEGO?
A questa domanda mi piace rispondere con due aneddoti che hanno segnato la mia vita. Quando avevo 10 anni chiesi ai miei genitori di avere un cane, purtroppo non diedero seguito alla mia richiesta così presi una scatola piena di mattoncini LEGO e ne costruii uno io! All’inizio della mia carriera aprii un sito web dove raccoglievo le foto di tutte le mie opere, quando il mio sito web andò in crash svariate volte per il numero di accessi, capii che stavo facendo qualcosa di importante e che poteva essere il mio futuro.
Grazie ai pronti e veloci “tweet” con l’hashtag #sawayaroma di Domenico, i follower di @ItLUG, così come i fan della pagina Facebook ItLUG, hanno potuto seguire “live” i punti salienti della conferenza stampa, fornendo in anteprima assoluta alcuni scorci delle opere esposte. Domenico prosegue il suo racconto…
“La conferenza stampa è terminata intorno alle 12 e sapevamo che il grande momento della nostra intervista esclusiva con Nathan si stava avvicinando: nell’attesa che finisse di rispondere ad altri giornalisti, insieme a Jonathan abbiamo ricontrollato le domande da porre sfruttando l’occasione per proseguire la visita della mostra. Finalmente arriva il nostro turno!
Dopo aver gentilmente declinato il supporto della traduttrice, abbiamo incontrato Nathan: l’artista era visibilmente stanco, considerato il gran numero di giornalisti con i quali aveva già parlato, ma ciò non lo ha reso meno disponibile e affabile e anzi tra di noi abbiamo pensato che la nostra sia stata la prima intervista che abbia fatto con vero piacere dato che si rivolgeva a persone che condividevano la sua stessa passione, che sanno cosa vuol veramente dire “costruire” con i mattoncini e che rappresentavano un’intera comunità di AFOL. Jonathan, dopo un primo momento di emozione, è pronto per fare le nostre domande… e io sono pronto per riprendere il video dell’intervista.”
Ed ecco il video, sottotitolato, dell’intervista di ItLUG a Nathan Sawaya!
Al termine dell’intervista, Jonathan ha omaggiato Nathan, come segno di benvenuto in Italia da parte di tutti i membri dell’associazione, regalandogli la polo ufficiale dell’associazione, la minifigure, il “tile 2×2” e il “brick doppio 1×8” personalizzati ItLUG.
Nathan, come ringraziamento, ha inviato un saluto a tutti i soci ItLUG.
Da sinistra: Yellow, Jonathan, Nathan e Domenico
Nathan con la polo di ItLUG
Ovviamente non c’è inaugurazione dove non si mangia!
Domenico continua il suo racconto:
“Terminata l’intervista abbiamo con piacere partecipato all’ottimo buffet allestito in un area chiusa al pubblico in cui abbiamo avuto occasione di parlare informalmente con Nathan e scoprire che è AFOL fino al midollo! Lo ha dimostrato l’entusiasmo e l’interesse con cui ha osservato, sul telefonino di Jonathan, le immagini delle MOC di Game of Thrones (di @Tristan & Co.) riconoscendo Winterfell e la Barriera o quando ha riconosciuto i miei fotomontaggi “LEGO outside LEGOLAND“!
Jonathan mostra a Nathan le sue MOC sul suo cellulare
Buffet a tema
Insomma, è stato un incontro che qualsiasi AFOL, avrebbe avuto il piacere di fare!
Jonathan, tornato allo Spazio SET per la serata di gala, ci racconta:
“La sera c’era ovviamente più gente rispetto la mattina e tra questi molti personaggi dello spettacolo e della cultura, invitati a visitare l’esposizione delle opere di Nathan. Nonostante il grande pubblico, ho avuto modo di presentare la mia compagna Laura a Nathan, raccontandogli di quando mi aveva regalato un set #928 e di come mi aiuta nello smistamento dei pezzi LEGO: lui si è messo a ridere e mi ha detto che sono fortunato visto che anche sua moglie lo appoggia nella sua passione. Ha poi chiesto a Laura quale fosse il suo tema preferito e quando lei ha risposto “le LEGO Friends” siamo finiti a scherzare sulla somiglianza di Laura con Emma. Prima di salutarlo, mi ha spiegato che sarebbe rimasto alcuni giorni a Roma (la sua prima nella Capitale) e non vedeva l’ora di visitarla da turista, con la sicurezza di trovare nuovi spunti per le sue future opere. Alla fine gli ho scherzosamente detto “ora che siamo amici, quando tornerai a Roma faccelo sapere che saremo lieti di accoglierti a braccia aperte!”
.. e su questa esperienza aggiunge:
“La mostra merita sicuramente di essere visitata, chi ha avuto la fortuna di visitare le altre esposizioni in giro per il mondo non rimarrà deluso. Ogni mostra ha alcune opere esclusive quindi vedrete sempre qualcosa di nuovo. Per noi AFOL è sicuramente un’esperienza fantastica perché siamo abituati a interagire con i nostri mattoncini preferiti in una maniera del tutto differente rispetto all’artista. Nathan si è dimostrato disponibile e mi ha colpito moltissimo che sia AFOL come noi, compra LEGO, costruisce set, realizza “piccole” MOC, passa moltissimo tempo a vedere le creazioni di tante persone sui vari siti specializzati. Io e Domenico abbiamo avuto la fortuna di poter fargli vedere parte delle nostre creazioni ricevendo parecchi complimenti: il lavoro fotografico di Domenico aveva già avuto modo di apprezzarlo sul web, fantastico!
La collaborazione tra ItLUG e gli organizzatori della mostra ha già “fruttato” alcuni risultati degni di nota. In contemporanea con l’apertura della mostra, un’opera di Nathan Sawaya veniva esposta a Lucca Comics & Games 2015 nell’esposizione curata da ItLUG e ToscanaBricks. Il 28 e 29 novembre ItLUG e RomaBrick parteciperanno attivamente a “The Art of The Brick” allestendo all’interno della mostra un’area dove sarà possibile “costruire” una tessera del mosaico realizzato interamente con i mattoncini LEGO: di questo ne parleremo in un altro articolo, continuate a seguirci!
L’opera esposta durante Lucca Comics & Games 2015, con Nico, Fabio e Gianluca
Vi lasciamo con qualche link interessante!
Link alla gallery fotografica della mostra di Roma a cura di Domenico Franco;
Si è da poco conclusa Lucca Comics & Games 2015 e, come promesso, vi aggiorniamo sull’iniziativa benefica Dona un Mattoncino, Costruisci la Solidarietà!, nata pensando a tutti quei bambini che, sfortunatamente, sono costretti a dover passare del tempo in ospedale. Con la nostra iniziativa invitavamo ciascun visitatore della nostra esposizione a donare un mattoncino LEGO® dalla loro collezione presso il desk informativo ItLUG®/ToscanaBricks durante la recente Lucca Comics & Games.
Durante i quattro giorni di esposizione molti visitatori, espositori e soci ItLUG hanno generosamente portato dei mattoncini e li hanno donati lasciandoli nel contenitore che avevamo preparato al nostro punto informazioni. Altre persone, impossibilitate a venire fisicamente a Lucca, ci hanno invece contattato per poter spedire la loro donazione. Tutte queste donazioni sono state quindi unite e pesate insieme totalizzando un peso complessivo di 4 kg di mattoncini LEGO®.
Il materiale donato dai visitatori sarà battuto all’asta tra i soci ItLUG ed il ricavato sarà usato per acquistare un maggior quantitativo di mattoncini LEGO®. L’obiettivo dei soci ItLUG, promotori di questa iniziativa, è donare oltre 10 kg di costruzioni nuove e, in questi giorni, sono in corso le procedure necessarie alla formalizzazione della donazione verso il reparto di pediatria dell’Ospedale di Lucca.
Vi racconteremo e documenteremo tutte le fasi di questa bella attività!
Nel frattempo vogliamo ringraziare sinceramente tutti coloro che hanno scelto di donare una parte dei loro mattoncini LEGO®, visitando la nostra area o inviandoceli per posta. Grazie anche a tutti coloro che, anche con un semplice passaparola, ci hanno aiutato a diffondere la nostra iniziativa.
Nelle foto alcuni visitatori contribuiscono alla raccolta di mattoncini e una parte del materiale ricevuto durante i quattro giorni di esposizione.
ItLUG®, insieme ai suoi soci toscani ed agli amici del gruppo ToscanaBricks, porterà nuovamente i mattoncini LEGO® nella più grande manifestazione ludica europea. Lucca Comics & Games.
Infatti, dopo il grande successo della scorsa edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 240.000 visitatori paganti con un’affluenza totale stimata in oltre 400.000 persone, siamo lieti di annunciare il rinnovo della nostra collaborazione con Lucca Junior, l’area dedicata ai più piccoli ospitata all’interno del Family Palace, presso lo storico palazzo Real Collegio. Con una stima di oltre 70.000 visitatori, il rinnovo dell’area Junior è stato un successo e la presenza di ItLUG® con i suoi mattoncini LEGO® ha senza dubbio fatto la sua parte, lasciando a bocca aperta migliaia di bambini, ragazzi e adulti davanti alle splendide creazioni degli oltre 40 AFOL che hanno messo in mostra la loro passione. Al Family Palace, area J213/J214, vi aspettiamo con un’esposizione di oltre 400 metri quadri, un laboratorio LEGO® Digital Designer, gare di Speed Building (tutti i giorni) e un’area Pick&Build per il gioco libero. Ma non solo!
E’ nata l’iniziativa “Dona un Mattoncino, Costruisci la Solidarietà!” dove invitiamo ciascun visitatore a donare un mattoncino LEGO® della loro collezione presso il desk informativo ItLUG/ToscanaBricks. Al termine della manifestazione ItLUG® e ToscanaBricks peseranno tutti i mattoncini raccolti e regaleranno, al reparto pediatrico di un ospedale toscano, il doppio del peso in mattoncini LEGO® nuovi. I mattoncini usati, donati dai visitatori, saranno invece battuti ad un’asta riservata agli AFOL ed il ricavato sarà utilizzato per acquistare ulteriori mattoncini LEGO® in modo da donare più costruzioni possibile. Maggiori informazioni le potete trovare .
Negli stessi giorni di Lucca Comics & Games apre la mostra di Nathan Sawaya“The Art of the Brick” (di cui abbiamo parlato qui): questa fortunata coincidenza di date avrà qualche effetto sulla nostra esposizione? Troverete qualche sorpresa?
Orari di apertura: 29 Ottobre – 1 Novembre dalle 9 alle 19 (eccetto il 31/10 con apertura fino alle 21). Vi suggeriamo di programmare la vostra visita cercando di evitare il fine settimana, di arrivare a Lucca con mezzi pubblici e di mettere in conto file e attese dovute all’incredibile numero di visitatori.
Potete trovare altre informazioni ed il layout dell’esposizione sulla pagina dedicata sul sito di ToscanaBricks. Per tutte le altre informazioni riguardanti Lucca Comics & Games invece visitate la pagina ufficiale dell’evento.
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