ItLUG incontra Nathan Sawaya

Brick-stack-yellow-sigI primi giorni dello scorso ottobre, ItLUG viene a conoscenza che il famoso artista newyorchese Nathan Sawaya allestirà, per la prima volta in Italia, a Roma, la sua mostraThe Art of the Brick“. Più nello specifico, le sue opere verranno esposte al pubblico nei locali dello Spazio SET di via Tirso, quartiere Salario.

È un’occasione troppo ghiotta per noi di ItLUG: quanti AFOL sognano di trasformare la loro passione per i mattoncini LEGO® una vera e propria attività full-time? Quanti vorrebbero scambiare qualche parola e fare alcune domande “tecniche” direttamente a Nathan in persona?
La mostra è “una delle 10 al mondo da vedere assolutamente” secondo la CNN… non potevamo che essere presenti, sin dalle prime battute, a questo evento! Ecco quindi che ItLUG si attiva sin da subito, instaurando un rapporto di collaborazione con gli organizzatori italiani dell’esposizione.

Alla nostra associazione, invitata alla conferenza stampa di presentazione della mostra, viene data l’opportunità di intervistare, per alcuni minuti in esclusiva, lo stesso Nathan Sawaya. A tutto questo si aggiunge la possibilità di partecipare alla serata di apertura e di gala insieme a molti personaggi noti dello spettacolo e della cultura, oltre al tour della mostra con una guida d’eccezione: Nathan Sawaya in persona. Per questa eccezionale occasione, ItLUG aveva bisogno di un paio di rappresentanti con determinati requisiti: essere un mastro costruttore, avere una buona conoscenza della lingua inglese e saper cogliere l’essenza della mostra con delle ottime foto. Non potevano che essere coinvolti i soci Jonathan Petrongari (@Tristan) e Domenico Franco (@f_random). Alla conferenza stampa, ovviamente, oltre a ItLUG erano presenti giornalisti delle più importanti testate giornalistiche, sia cartacee che televisive (come per esempio Radio RAI, Corriere.it, Sky TG24).

Domenico ci racconta:

“L’appuntamento era per mercoledì 28 ottobre, alle ore 11:00. Con un po’ di anticipo, io e Jonathan ci siamo presentati in via Tirso, indossando le polo istituzionali ItLUG, e dopo pochi minuti abbiamo visto scendere da una Lancia Thema proprio Nathan Sawaya che, sin da subito, ha dato l’impressione di essere una persona cordiale con cui non sarebbe stato difficile relazionarsi. Una volta entrati all’interno del SET, una location specificatamente realizzata per ospitare mostre ed esposizioni, abbiamo avuto l’occasione di visitare la mostra in anteprima assoluta,  nell’attesa che Nathan concludesse un primo giro di interviste con alcune radio e TV nazionali. Lo sviluppo della mostra è molto articolato, il percorso si snoda quasi completamente in ambienti volutamente lasciati in penombra in modo che le colorate opere, colpite da luci disposte ad arte, esaltino la loro complessità. Verso le 11:30 abbiamo preso posto nell’area dedicata alla conferenza stampa che era stata ricavata nella sala dove sono esposte il maggior numero di opere: alle spalle di Nathan, Fabio Di Gioia (il curatore della mostra) e Alberto Matano (giornalista del TG1) troneggiavano tre riproduzioni di statue dell’arte greca, romana e rinascimentale.”

Vediamo a quali domande ha risposto Nathan, durante la conferenza stampa:

D: Come è iniziato questo percorso, Nathan?

R: All’inizio è stata una valvola di sfogo, stavo tutto il giorno seduto su una scrivania con pile di documenti davanti a me, sentivo il bisogno di poter creare qualcosa. Ho provato a dipingere ma alla fine, complice la mia passione per i mattoncini LEGO, ho deciso di usare loro come materiale per le mie creazioni.

D: Quanto tempo impieghi per costruire? Come scegli il motivo del soggetto?

Il tempo, ovviamente, varia a seconda del soggetto scelto. È difficile spiegare la scelta del soggetto, non c’è una scelta logica, vado a sensazione. Di solito per un’opera da 15000 brick ci impiego 2 settimane.

D: Affermi sempre che l’arte non ha regole…

Assolutamente! Il mio mantra è Art is not optional! Il mio obiettivo è quello di ispirare le persone a cercare di creare qualsiasi cosa, l’arte può essere espressa in ogni forma. Io ho scelto i mattoncini LEGO.

D: Gran parte dei tuoi soggetti si riferiscono alla condizione umana, cosa vuoi trasmettere?

R: Grazie per la domanda, le mie opere cercano sempre di trasmettere le mie emozioni, come ad esempio la statua senza mani. Fanno parte del mio viaggio interiore, spero che il visitatore le possa comprendere.

D: Cosa ti dà più soddisfazione? Da dove nasce l’amore per i mattoncini LEGO?

R: Alla prima domanda ti rispondo semplice, la mia passione. Per quanto riguarda l’amore per i mattoncini LEGO… credo che sia fantastico per un bambino poter costruire qualcosa di tangibile che a poco a poco prende forma davanti a lui. L’arte ci rende migliori, aiuta l’essere umano a superare i momenti di difficoltà.

D: Qual è la tua opera preferita?

R: La prossima! Dovrete aspettare, non posso anticiparvi nulla.

D: La tua opera più importante?

R: Sicuramente Yellow, più che altro per la curiosità che ha destato tra le varie persone. Gli hanno attribuito vari significati, come quello di aprirsi al mondo, i bambini pensano che voglia mostrare le sue viscere fatte in mattoncini LEGO, it’s funny [ndr: “è buffo]!

D: Hai figli?

R: Sì, anche loro amanti della LEGO

D: Perché la LEGO?

A questa domanda mi piace rispondere con due aneddoti che hanno segnato la mia vita. Quando avevo 10 anni chiesi ai miei genitori di avere un cane, purtroppo non diedero seguito alla mia richiesta così presi una scatola piena di mattoncini LEGO e ne costruii uno io! All’inizio della mia carriera aprii un sito web dove raccoglievo le foto di tutte le mie opere, quando il mio sito web andò in crash svariate volte per il numero di accessi, capii che stavo facendo qualcosa di importante e che poteva essere il mio futuro.

Grazie ai pronti e veloci “tweet” con l’hashtag #sawayaroma di Domenico, i follower di @ItLUG, così come i fan della pagina Facebook ItLUG, hanno potuto seguire “live” i punti salienti della conferenza stampa, fornendo in anteprima assoluta alcuni scorci delle opere esposte. Domenico prosegue il suo racconto…

“La conferenza stampa è terminata intorno alle 12 e sapevamo che il grande momento della nostra intervista esclusiva con Nathan si stava avvicinando: nell’attesa che finisse di rispondere ad altri giornalisti, insieme a Jonathan abbiamo ricontrollato le domande da porre sfruttando l’occasione per proseguire la visita della mostra. Finalmente arriva il nostro turno!
Dopo aver gentilmente declinato il supporto della traduttrice, abbiamo incontrato Nathan: l’artista era visibilmente stanco, considerato il gran numero di giornalisti con i quali aveva già parlato, ma ciò non lo ha reso meno disponibile e affabile e anzi tra di noi abbiamo pensato che la nostra sia stata la prima intervista che abbia fatto con vero piacere dato che si rivolgeva a persone che condividevano la sua stessa passione, che sanno cosa vuol veramente dire “costruire” con i mattoncini e che rappresentavano un’intera comunità di AFOL. Jonathan, dopo un primo momento di emozione, è pronto per fare le nostre domande… e io sono pronto per riprendere il video dell’intervista.”

Ed ecco il video, sottotitolato, dell’intervista di ItLUG a Nathan Sawaya!

Al termine dell’intervista, Jonathan ha omaggiato Nathan, come segno di benvenuto in Italia da parte di tutti i membri dell’associazione, regalandogli la polo ufficiale dell’associazione, la minifigure, il “tile 2×2” e il “brick doppio 1×8” personalizzati ItLUG.

Nathan, come ringraziamento, ha inviato un saluto a tutti i soci ItLUG.

Ovviamente non c’è inaugurazione dove non si mangia!
Domenico continua il suo racconto:

“Terminata l’intervista abbiamo con piacere partecipato all’ottimo buffet allestito in un area chiusa al pubblico in cui abbiamo avuto occasione di parlare informalmente con Nathan e scoprire che è AFOL fino al midollo! Lo ha dimostrato l’entusiasmo e l’interesse con cui ha osservato, sul telefonino di Jonathan, le immagini delle MOC di Game of Thrones (di @Tristan & Co.) riconoscendo Winterfell e la Barriera o quando ha riconosciuto i miei fotomontaggi “LEGO outside LEGOLAND“!

Insomma, è stato un incontro che qualsiasi AFOL, avrebbe avuto il piacere di fare!

Jonathan, tornato allo Spazio SET per la serata di gala, ci racconta:

 “La sera c’era ovviamente più gente rispetto la mattina e tra questi molti personaggi dello spettacolo e della cultura, invitati a visitare l’esposizione delle opere di Nathan. Nonostante il grande pubblico, ho avuto modo di presentare la mia compagna Laura a Nathan, raccontandogli di quando mi aveva regalato un set #928 e di come mi aiuta nello smistamento dei pezzi LEGO: lui si è messo a ridere e mi ha detto che sono fortunato visto che anche sua moglie lo appoggia nella sua passione. Ha poi chiesto a Laura quale fosse il suo tema preferito e quando lei ha risposto “le LEGO Friends” siamo finiti a scherzare sulla somiglianza di Laura con EmmaPrima di salutarlo, mi ha spiegato che sarebbe rimasto alcuni giorni a Roma (la sua prima nella Capitale) e non vedeva l’ora di visitarla da turista, con la sicurezza di trovare nuovi spunti per le sue future opere. Alla fine gli ho scherzosamente detto “ora che siamo amici, quando tornerai a Roma faccelo sapere che saremo lieti di accoglierti a braccia aperte!”

.. e su questa esperienza aggiunge:

“La mostra merita sicuramente di essere visitata, chi ha avuto la fortuna di visitare le altre esposizioni in giro per il mondo non rimarrà deluso. Ogni mostra ha alcune opere esclusive quindi vedrete sempre qualcosa di nuovo. Per noi AFOL è sicuramente un’esperienza fantastica perché siamo abituati a interagire con i nostri mattoncini preferiti in una maniera del tutto differente rispetto all’artista. Nathan si è dimostrato disponibile e mi ha colpito moltissimo che sia AFOL come noi, compra LEGO, costruisce set, realizza “piccole” MOC, passa moltissimo tempo a vedere le creazioni di tante persone sui vari siti specializzati. Io e Domenico abbiamo avuto la fortuna di poter fargli vedere parte delle nostre creazioni ricevendo parecchi complimenti: il lavoro fotografico di Domenico aveva già avuto modo di apprezzarlo sul web, fantastico!

La collaborazione tra ItLUG e gli organizzatori della mostra ha già “fruttato” alcuni risultati degni di nota. In contemporanea con l’apertura della mostra, un’opera di Nathan Sawaya veniva esposta a Lucca Comics & Games 2015 nell’esposizione curata da ItLUG e ToscanaBricks. Il 28 e 29 novembre ItLUG e RomaBrick parteciperanno attivamente a “The Art of The Brick” allestendo all’interno della mostra un’area dove sarà possibile “costruire” una tessera del mosaico realizzato interamente con i mattoncini LEGO: di questo ne parleremo in un altro articolo, continuate a seguirci!

Vi lasciamo con qualche link interessante!

[Articolo a cura di Gianluca Cannalire e Nico Mascagni, con la collaborazione di Domenico Franco, Fabio Maiorana e Jonathan Petrongari]

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