Uno sguardo al “LEGO-photography”

Parliamo di “LEGO-photography”: un modo di unire la passione per i mattoncini LEGO® alla passione per la fotografia e… un’ottima scusa scusa per girare il mondo! Alcuni soci ItLUG sono esperti in questo campo, ne sono esempio Domenico Franco (@f_random), Fabio Broggi (@ilcarota) e Daniele Bocini (@danielebocini): trovate i link alle loro gallerie in calce all’articolo! Nei giorni scorsi ho avuto modo di parlare di “LEGO-photography” con Fabio: nel prossimo futuro avremo modo di conoscere meglio anche Domenico e Daniele. Ma eccovi l’intervista a Fabio… ma prima un paio dei suoi scatti per incuriosirvi!

Quando e come nasce la tua passione per i mattoncini LEGO?

Fin da piccolo ho avuto la passione per i mattoncini LEGO: come molti AFOL ho iniziato con le scatole ricevute in regalo dai genitori (nei primi anni 80)… ogni occasione era buona per farsi regalare una scatolina Classic Space o City. Verso i 14 anni sono entrato nella “dark age” e ne sono uscito nel 2011, quando quasi per caso recuperai dalla soffitta lo scatolone con i mattoncini LEGO della mia infanzia. Da questa “riscoperta” la mia passione per i mattoncini è andata (ri)crescendo. Scoperta ItLUG, alla quale mi sono subito iscritto, ho iniziato a visitare i vari eventi anche se per ora non ho mai esposto: le mie MOC non sono ancora pronte!

Come nasce invece la tua passione per la fotografia?

Da ragazzino scattavo molte foto, quasi esclusivamente foto ricordo… a volte mi dimenticavo persino di sviluppare i rullini. Il digitale ha cambiato tutto. Ho iniziato con una “compattina” quasi dieci anni fa, senza grosse velleità artistiche. La vera passione inizia nel 2007, quando mia moglie mi ha regalato la mia prima reflex digitale (Canon EOS400). Il tema che più mi piace è la paesaggistica: non pianifico mai i miei viaggi senza pensare alle fotografie che potrò scattare. Una parte molto importante dei miei lavori riguarda il territorio in cui vivo (la Brianza).

Unire le due passioni era quasi d’obbligo!

I primi tentativi di coniugare queste due passioni risalgono all’arrivo della mia prima reflex. Nel corso di questi anni ho iniziato a fotografare minifig nell’ambiente reale, ma sempre molto sporadicamente. La “LEGO-photography” non faceva parte dei miei progetti, almeno fino alla scorsa estate, quando ho portato una scatoletta di minifig in vacanza (…e per questo sono stato scherzosamente deriso da alcuni amici!): da allora mi sono appassionato a questo particolarissimo genere di fotografia e navigando su internet ho scoperto di non essere l’unico (su Instagram è pieno di “LEGO-photographer”). Non ho inventato nulla di nuovo, ma come per la fotografia, lo faccio principalmente perché mi piace e perché mi rilasso.

Come decidi i soggetti e le scenografie delle foto che scatti?

Di solito scelgo i soggetti in base alle fotografie che intendo realizzare. Principalmente realizzo foto ambientate in esterni, oppure più raramente in interni con un mini studio fotografico. Nel primo caso, scelgo la minifig in base al contesto e all’idea che mi viene in mente osservando il luogo dove intendo scattare (molto spesso faccio prima un sopralluogo e poi torno armato di minifig). Nel secondo caso invece il processo di realizzazione dello scatto avviene tutto assieme: mi immagino la scenetta come deve essere in base al personaggio che ho scelto e poi scatto.

Quali sono i passaggi chiave per passare da una minifig/piccola costruzione a una foto?

I passaggi non si discostano molto da quelli necessari per scattare una fotografia tradizionale, con la differenza che le dimensioni dei soggetti in questo caso sono di molto inferiori rispetto a quelli reali. Una volta scelta la location, scelgo i personaggi e li piazzo (con più o meno fatica…!) in modo che la foto risulti ben proporzionata in termini di composizione e che trasmetta quello che voglio comunicare. Per lo scatto a volte utilizzo la reflex (dotata di obiettivo macro e con l’ausilio di cavalletti), altre volte utilizzo lo smartphone (iPhone 6).

Lavori su i tuoi scatti con un programma di editing?

L’editing è una parte integrante del mio processo di lavoro. Dopo aver importato le foto sul pc, le sottopongo allo stesso editing che utilizzo per le mie foto tradizionali. Quando scatto in RAW (il cosiddetto “negativo digitale”), le foto devono essere comunque elaborate prima di poter essere pubblicate. Attualmente utilizzo Adobe Lightroom e Photoshop nel caso in cui voglia fare lavorazioni più particolari. Alla fine del processo, pubblico le mie foto su Instagram, Flickr e Facebook.

C’è uno scatto (o più di uno) che preferisci? Perché?

È una domanda difficile: non ci ho mai pensato! Potrei rispondere “quella che devo ancora scattare”!

Parlaci allora di qualche scatto per farci capire il “dietro le quinte”!

– “Scatto Strega“: questa è stata realizzata usando la reflex, un obiettivo macro, il cavalletto e il telecomando, per evitare uno scatto mosso dovuto ai tempi lunghi (dovevo tenere diaframma piuttosto chiuso perché a quelle dimensioni la profondità di campo è ridotta a pochi centimetri). Era tempo di castagne, per cui un sacco di persone si avvicinavano incuriosite a vedere quello che stavo facendo…

– “Scatto Surfista“: ho visto il surf e ho subito pensato alla surfista che avevo con me. A volte gli scatti non sono pianificati, ma ma colgono l’attimo.

– “Scatto Yeti“: uno scatto di preparazione! L’ho visto fatto da tante persone e ho voluto provare: anche io ho congelato lo yeti! Il ghiaccio è opaco a causa delle impurità presenti nell’acqua e il congelamento veloce da freezer: avrei dovuto usare dell’acqua distillata, farla bollire e poi far congelare l’acqua più lentamente… Questo è un esempio di scatto “preparato”.

Qualche consiglio a coloro che vogliono provare a fare qualche scatto?

Un consiglio che mi sento di dare è quello di “provare”! Non è necessaria un’attrezzatura costosa per iniziare: un buon smartphone o una buona “compattina” con modalità macro sono più che sufficienti. Ogni appassionato di mattoncini LEGO ha almeno un paio di minifig a casa con cui poter iniziare! Una parte fondamentale del processo di apprendimento di questo particolar genere di fotografia (così come per tanti altri) è quella dello studio di quello che è già stato fatto, ed in questo internet ci viene in grande aiuto: si impara molto guardando tutti gli scatti fatti dalle persone che si sono già cimentate con la fotografia dei giocattoli. Aiuta avere un minimo di cultura fotografica, come conoscere alcune regole basilari sulla composizione, sulla luce e sulla profondità di campo (…”perché la mia foto non è tutta a fuoco?”).  Le stesse regole applicate ad una fotografia normale si applicano anche quando si fotografa il “micro-mondo” LEGO. Un altro aspetto fondamentale  è quello di riguardare con attenzione i propri scatti, magari sul computer, perché molto spesso emergono dettagli che in fase di scatto erano passati inosservati. Alcune volte si tratta di fare un processo per tentativi al fine di ottenere lo scatto desiderato. A proposito di fonti, è appena uscito il libro “LEGO Star Wars: Small Scenes from a Big Galaxy di Vesa Lehtimaki (editore DK): le sue foto sono davvero evocative ed il libro si chiude con un dietro alle quinte davvero interessate e ricco di spunti creativi… quasi d’obbligo averlo in casa!

Grazie a Fabio per il tempo che ci hai dedicato!

Come promesso, vi lascio con un po’ di link interessanti:

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