Blocks #4

Blocks #4Siamo tutti molto eccitati per l’uscita in Italia del numero zero dell’edizione nostrana di BrickJournal, ma il resto del mondo non si ferma ed è infatti appena uscito anche il quarto numero della rivista britannica Blocks. In realtà è già uscito da una settimana, ma a me è arrivato solo ieri…

Come forse avrete letto, Mark Guest, il direttore e vera forza motrice della rivista oltre che suo ideatore, ha lasciato la direzione subito dopo l’uscita di questo numero. I motivi non sono noti (e non sta a noi conoscerli), ma la notizia è davvero pessima per tutti. Speriamo che lui resti comunque nell’ambiente in qualche modo e che Blocks possa andare avanti mantenendo la stessa altissima qualità che ha mantenuto finora.

Ma andiamo a vedere i contenuti di questo mese:

  • LEGO apre un nuovo ufficio a Londra. Il report di Mark Guest dell’inaugurazione;
  • Le novità del 2015 a cura di Huw Millington di Brickset;
  • Recensione approfondita del nuovo Slave 1, di Mark Guest (allo Slave 1 è anche dedicata la copertina del numero);
  • Report da Brick 2014;
  • Aggiornamento con il capo progetto Søren Lund sull’avanzamento dei lavori di costruzione della LEGO House, di Mark Guest;
  • MOC: Il castello e villaggio medievale di Bart Michielsen;
  • Seconda parte dell’intervista all’AFOL Peter Brookdale;
  • Il ritorno dei Bionicle;
  • Recensioni: 21301 LEGO Birds, 31011 Aviation Adventures, 75054 AT-AT, 70814 Emmet’s Construct-o-Mech;
    MOC: La Morte nera in versione Friends, di Steve Price;

  • Il mondo sottomarino di The Tropical Marine Centre e Bright Bricks, prima parte (di Mark Guest);
  • Le auto di Carl Greatrix;
  • Guida all’illuminazione delle MOC, seconda parte;
  • Il team di Brick to the Past continua il report di come stanno progettando e costruendo il Muro di Adriano;
  • “Lord Business” insegna ai suoi figli a tenere i mattoncini ordinati;
  • Minifig personalizzate di Firestar Toys (di Mark Guest);
  • Tecniche di costruzione: strutture di supporto;
  • Recensioni libri: The LEGO Neighborhood Book, Beautiful LEGO 2 e Steampunk LEGO;
  • Collezionare vecchi set: La Black Seas Barracuda (6285, del 1989);
  • Siti web: Rebrickable;
  • Il plate round 1×1 bucato. Tim Johnson di New Elementary ci parla di questo interessante pezzo;

Per abbonarsi basta andare sul loro sito ufficiale e sborsare 83,88 sterline.

PS: Ovviamente la rivista è in lingua inglese.

76042 – The S.H.I.E.L.D. Helicarrier

SHIELD HelicarrierPreannunciato da voci di corridoio ormai già da qualche tempo è finalmente arrivato l’Helicarrier dello SHIELD! Direttamente dal film The Avengers di Joss Whedon (e apparso poi anche in Captain America – The Winter Soldier). Questo modello LEGO® è ispirato a questa versione cinematografica più che all’originale creato nel 1965 dal Re, Jack Kirby.

Ecco il breve testo del comunicato stampa:

Accetta la sfida e costruisci questo fantastico modello LEGO® dell’Helicarrier dello SHIELD. Monta la portaerei volante con due piste di lancio, i Quinjet microscale, i caccia e i veicoli di supporto terrestre. Il set include anche alcune delle minifig LEGO® Marvel Super Heroes più belle oltre a 12 microfig da mettere sul ponte e all’interno del superdettagliato modello.

Dati del set:

  • Include cinque minifig: Nick Fury, la Vedova Nera, Capitan America, Occhio di Falco e Maria Hill, più supporto a forma dell’iconica aquila dello SHIELD per esporli;
  • Include 3 Quinjet microscale, tre caccia, un’autopompa, due carrelli elevatori, due piste di lancio, quattro blocchi stradali, facciata esterna con elementi translucidi, interni dettagliati e 12 microfig (Nick Fury, Occhio di Falco, Capitan America, Iron Man e 8 agenti dello SHIELD);
  • Le armi includono l’arco di Occhio di Falco, la pistola della Vedova Nera e lo scudo di Capitan America;
  • La minifig di Maria Hill è una novità della primavera 2015!
  • Include una placca con i dati dell’Helicarrier dello SHIELD;
  • Si possono aggiungere luci ed eliche ruotanti con i set Power Functions LEGO® 88000, 8883 e 8870 (venduti separatamente);
  • Le eliche possono anche essere fatte girare manualmente;
  • Include un supporto per l’esposizione;
  • L’Helicarrier misura 29 cm di altezza, 80 cm di lunghezza e 45 cm di larghezza;
  • I Quinjet misurano 3 cm di altezza, 7 cm di lunghezza e 7 cm di larghezza;
  • Il supporto per le minifig misura 12 cm di altezza, 6 cm di profondità e 16 cm di larghezza;
  • Età consigliata: dai 16 anni in su;
  • Numero pezzi: 2996.

L’Helicarrier uscirà ufficialmente il primo marzo, i clienti LEGO VIP potranno acquistarlo in anteprima dal 17 al 28 febbraio.

I prezzi: US $349.99 – CA $399.99 – DE 349.99€ – UK £269.99 – DK 2999.00 DKK. Il prezzo in EUR potrebbe variare di paese in paese.

Essendo un set esclusivo sarà in vendita solo nei LEGO Store e sul LEGO Shop.

Ecco il video di presentazione con il designer Marcos Bessa:

La gallery di immagini:

Il mondo dei giochi LEGO®

Il mondo dei giochi LEGO®Il mondo dei giochi LEGO® è un libro edito da Mursia nel 1980 ed è un raro esempio (l’unico?) di editoria nostrana dedicata al “nostro” mondo uscito in quel periodo.

Il volume è principalmente una traduzione del francese Le monde des jeux LEGO® uscito lo stesso anno per i tipi di Hachette in Francia e scritto da Martine Daru e Philippe Julien (che compaiono infatti anche come autori del volume italiano), ma rispetto al volume francese questa edizione include anche una parte finale a cura del traduttore Giulio Ricchezza più incentrata sulla costruzione vera e propria da parte anche dei bambini, principali destinatari del volume. Questa sezione aggiuntiva è in parte basata sul celebre Idea Book 6000 da cui il volume prende anche la copertina.

La sezione principale del volume invece, quella francese, è divisa in due capitoli:

Il capitolo “La costruzione dei capolavori” mostra immagini di alcune costruzioni dei designer LEGO® di quel periodo e tra queste spiccano sicuramente una torre Eiffel blu costruita con mattoncini Technic da Kirsten Kristensen e il municipio di Bruxelles costruito da Dagny Holm per festeggiare i mille anni di vita della città nel 1979. Inoltre Copenhagen, un villaggio d’epoca, diversi animali, Asterix, Elliott il drago invisibile e molto altro. Nei brevi testi viene anche sottolineato come i designer avessero a disposizione per le loro costruzioni pezzi in colori non (ancora) disponibili al grande pubblico.

Il capitolo “Partiamo per il parco di LEGOLAND®” è invece dedicata, come dice il nome, all’esplorazione di LEGOLAND® Billund così com’era allora e anche per questo rimane oggi un documento storico interessantissimo. Dopo aver mostrato alcuni modelli durante costruzione (con tanto di fase di copia con incollaggio basata su modello iniziale non incollato) si passa a Miniland: il Monte Rushmore, i canali olandesi, il palazzo di Amalienborg di Copenhagen, un porto delle isole Lofoten, un villaggio inglese, il castello di Valloe, la chiesa di Borgund, il villaggio di Salsland, la cittadina tedesca di Goslar, il castello danese di Eremitagen e molto altro. Chiudono il capitolo una breve carrellata sui viaggi in “barca”, “elicottero” e “auto” all’interno del parco e uno sguardo finale a “Caccia grossa al bisonte” l’allora nuova opera dello scultore Bjørn Richter (2.500.000 mattoncini tan).

Si passa quindi al capitolo finale “Un mondo da scoprire”, come già detto originale nell’edizione italiana, ma basato soprattutto sull’Idea Book 6000 (Town, Space, Trains), ma con anche un breve sguardo sul mondo Technic, sulle “case per le bambole” di inizio anni settanta e sulla costruzione di oggettistica varia con pezzi LEGO®.

Il volume, di 94 pagine, è cartonato e costa(va) 12.000 lire.

Curiosità: sono venuto a conoscenza dell’esistenza del volume grazie al socio ItLUG Domenico Franco, a ItLUG Porto San Giorgio 2014. Ho quindi guardato online (con poche speranze) per vedere se fosse ancora disponibile da qualche parte e incredibilmente Unilibro lo dava come disponibile. L’ho quindi ordinato, ma ancora con poche speranze (Unilibro spesso dà come disponibili libri che non lo sono) e invece, dopo un mese e mezzo mi è arrivato ed è come nuovo. Anzi, è proprio nuovo, nonostante abbia 35 anni.

Se vi interessa, sembrerebbe essere ancora disponibile a 8,30 EUR (più spedizione).

Altamente consigliato soprattutto a chi è interessato al mondo LEGO® di fine anni settanta.

Alcune immagini del volume:

LEGO Minitalia

[Riceviamo dall’amico Nicola Raimondi e volentieri pubblichiamo per far chiarezza sulla confusione che da sempre regna su questo “tema” LEGO®.]

Scatole Minitalia.

Scatole Minitalia.

Il 1970 segnò l’inizio di un periodo particolarmente innovativo per la produzione del LEGO Group. In quell’anno furono poste in vendita – con un proprio logo – le prime confezioni della serie Legoland e della tematica Minitalia.

Entrambe le novità, seppure per motivi diversi, furono “eccezionali”: le prime per il costo esiguo rispetto alle altre confezioni (non supplementari) e le seconde perché ebbero un mercato estremamente ridotto, tanto da essere sconosciute al di fuori dell’Italia (unica nazione in cui furono poste in vendita) fino a pochi anni fa.

Scatole Legoland.

Scatole Legoland.

Tali scelte furono ovviamente dettate da volontà commerciali, ma se per la serie “Legoland” se ne intuisce la motivazione (spingere all’acquisto anche il bambino con i propri – pochi – soldi ottenuti con “le mancette”) è meno evidente quella che portò alla nascita del tema “Minitalia”. In questi anni si sono rincorse voci secondo cui questa produzione sarebbe servita per aggirare un fantomatico boicottaggio da parte del governo italiano sulla vendita di giocattoli prodotti all’estero, ma non c’è alcuna evidenza di questa iniziativa, né sembra credibile riuscire a impiantare una produzione dal nulla nei tempi e modi richiesti… dall’emergenza! Oltre a non esserci traccia di qualsivoglia intervento legislativo/normativo sulle importazioni di giocattoli in quegli anni, non esiste pure alcuna evidente discontinuità nell’impegno della LEGO® in Italia: per esempio, la successione dei cataloghi non presenta alcun “buco” che possa essere interpretato come un temporaneo abbandono del mercato italiano.

Comunque, questa ipotesi penso che possa definitivamente essere messa da parte dopo che anche Gary Istok ha riconosciuto sulla pagina Facebook relativa alla sua guida LEGO® non ufficiale che non esistono dati oggettivi per avvalorarla.

Un’altra particolarità di queste serie fu l’introduzione di molti nuovi elementi: in “Legoland” il mattoncino con le doppie ruote piccole (601-2, 620-2, 621-2), il gancio per il carro attrezzi (601-2), la scaletta estensibile (620-2), la giunzione per rimorchi (622-2, 623-2), le basi per gli autoarticolati (621-2), il radiatore (600-1, 601-2, 602-2, 620-2, 621-2, 623-2) e in “Minitalia” la porta apribile, due modelli di finestre, gli archi, le persiane, le tegole a 33° ed i tetti in cartone.

Personalmente, ho sempre creduto che la LEGO® avesse scelto l’Italia come banco di prova per valutare sia l’accoglienza di queste novità (escludendo gli archi, gli altri elementi architettonici erano molto simili a quelli già presenti nelle costruzioni “nazionali” Plastic City) sia la bontà di altre soluzioni “progettuali” volte anche alla riduzione dei costi.

Non si deve, infatti, dimenticare che utilizzarono un diverso tipo di plastica (rivelatosi troppo scadente e abbandonato) e vari elementi di unione, prima la “X” per poi tornare alla “O”, ma con un taglio centrale (orientato pure in maniera diversa da quello poi adottato temporaneamente nei mattoncini “tradizionali”). In questo contesto di “economizzazione” credo che si possa far rientrare anche l’adozione del “bottone” cavo al posto di quello pieno.

La limitata diffusione e l’assenza di date nei pieghevoli delle varie scatole della prima serie “Minitalia” ha provocato, come conseguenza, la perdita di informazioni certe relativamente ai vari periodi di commercializzazione. Anche in questo caso si sono succedute ipotesi basate solo su speculazioni che, senza cercare ulteriori riscontri, nascevano dal presupposto che i mattoncini “Minitalia” fossero una sorta di clone e, quindi, necessariamente successivi a quelli già esistenti.

Questo presupposto credo che abbia influenzato anche il curatore della pagina dedicata a “Minitalia” e che ha avuto il merito – per primo? – di far conoscere, anche all’estero, l’elenco di tutte le scatole commercializzate. Solo così si può spiegare come, per tanto tempo, si è considerato il 1972 come anno di inizio della loro commercializzaione: infatti, fu il 1971 il primo anno di utilizzo delle ‘tegole a 33°’, per esempio, nelle confezioni regolari, ma ancora oggi siti come Brickset o la guida LEGO© Collector riportano il 1971 come anno introduttivo del tema “Minitalia”.

Ricordo esattamente quando e perché acquistai la mia prima confezione Minitalia nel 1970, ma una “memoria di bambino” non poteva certo essere accettata come prova definitiva, così, sollecitato anche da Russell Callender (recentemente nominato “Inventory Admin” del sito BrickLink), con cui ho successivamente collaborato per approfondire lo studio, ho ricercato tra le pubblicità dell’epoca trovando, come più remota, quella nel Topolino n. 754 del .

Pubblicità Minitalia su Topolino n. 754.

Pubblicità Minitalia su Topolino n. 754.

Questa prima scoperta ci ha ulteriormente stimolati nel proseguire, così, dopo aver fissato con certezza l’anno di nascita delle casette abbiamo utilizzato lo stesso criterio anche per risalire a quelli dei veicoli e delle navi e, complessivamente, individuarne i periodi della loro commercializzazione.

Quindi, integrando le pubblicità nelle varie riviste del periodo con le informazioni presenti nei pieghevoli “Minitalia” della prima serie, che presentavano diversi elementi distintivi (sebbene nei prezzi fosse assente il riferimento all’anno), siamo riusciti a ricostruire una linea temporale sufficientemente definita dell’intera produzione:

  • 1970 – 1° semestre 1973: scatole 1/4 (edifici);
  • 1971 – 1° semestre 1973; scatole 21/24 (automezzi);
  • 1972 – 1° semestre 1973: scatola 5 (edifici);
  • 1° semestre 1973 – 1976: scatole 30/32 (navi);
  • 2° semestre 1973 – 1976: scatole 11/17

Questo week-end a Treviso

Mostra modellismo[Riceviamo il comunicato stampa da Michele Favaro e pubblichiamo.]

La Città di Treviso apre il 2015 con un atteso e suggestivo appuntamento:
dal 3 al 6 gennaio si terrà la Decima Mostra del Modellismo in Camera di Commercio e nel Salone dei Trecento per allietare gli appassionati di tutte le età.

L’anno culturale della città di Treviso si apre il 3 gennaio con un evento ludico, divenuto un appuntamento atteso da migliaia di famiglie e appassionati: la Mostra del Modellismo, quest’anno giunta alla decima edizione, arricchita da una delle più fantasiose e creative esposizioni di opere realizzate con mattoncini LEGO® e da un settore dedicato al centennale della Grande Guerra, con reperti originali messi a disposizione dal Museo del Solstizio di Nervesa della Battaglia.

Inoltre gli appassionati di storia e di volo potranno ammirare i pannelli ALISTO (Ali della Storia) che riproducono le foto scattate dagli aerei della prima Guerra Mondiale sui territori del conflitto.

Le tradizionali e affascinanti ricostruzioni di treni, navi, galeoni, aerei, antichi mestieri, ville venete, miniature della vita nelle case e nelle campagne trevigiane, le gare con scafi telecomandati e sommergibili nel grande bacino d’acqua, si potranno godere nel Salone della Camera di Commercio mentre la Mostra dei mattoncini LEGO® si potrà ammirare nel Salone dei Trecento (g.c.) dove verranno esposti diorami cittadini con percorsi ferroviari motorizzati, il Castello di Miramare, la Statua della Libertà, la Torre Eiffel e altri monumenti famosi, una collezione di galeoni, un cantiere movimento terra in attività, Sumo robotici, la Tecnologia applicata MINDSTORM, Collezione di aeroplani, Esposizione Super Heroes, Area Technic e molto altro, il tutto in oltre 1200 mq di esposizione per il divertimento di tutti (da 0 a 99 anni recita il depliant di invito).

In Piazza Borsa i bambini potranno giocare con il Ludobus e con lo Scivolo Gigante e gli adulti degustare il Vin Brulè.
Una mostra itinerante quindi, nei due tra i più prestigiosi siti della nostra Città, organizzata dalle Associazioni I Care onlus e Amici del Modellismo.

L’inaugurazione ufficiale avverrà sabato 3 gennaio alle ore 15 in Camera di Commercio e alle ore 16 nel Salone dei Trecento, alla presenza degli espositori, di centinaia di appassionati e delle Rappresentanze Istituzionali.
Verrà richiesto un contributo volontario minimo di 4 euro per la visita delle due mostre e il ricavato netto sarà destinato al completamento della Casa delle Donne nel Villaggio di Dassoui in Burkina Faso, in memoria del volontario trevigiano Rino Rasera, deceduto in Mali nel dicembre del 2009 durante una missione umanitaria.

Le due mostre saranno aperte dal 3 al 6 gennaio con i seguenti orari di apertura:
mattino ore 10 – 13; pomeriggio ore 14 – 19.

È un appuntamento da non perdere.