La Collegiata di Sant’Andrea (Empoli)

Durante i primi giorni di febbraio, a Gianluca Cannalire (GianCann) viene in mente un’idea per presentare qualcosa di fortemente legato alla città di Empoli in vista dell’ormai vicinissimo evento Ludicomix Bricks and Kids che si svolgerà, appunto, nel centro storico della città: realizzare un modello in mattoncini LEGO® della Collegiata di Sant’Andrea, da molti conosciuto come “Duomo di Empoli” (benché sia errato identificarla come “Duomo”). L’obiettivo è ambizioso e il tempo stringe… bisogna innanzitutto realizzare un progetto sul CAD (Computer-Aided Design, cioè “progettazione assistita dall’elaboratore”) per avere una stima della fattibilità, poi sarà necessario reperire tutti i pezzi chiedendo aiuto ed impegno da parte di tutto il gruppo degli appassionati LEGO® toscani. Oggi scrivo questo articolo per raccontarvi tutto il processo che ha portato alla realizzazione di questa bella idea.

La realizzazione del progetto è stata curata da Enrico Vannucchi (3dab). Enrico, neo socio ItLUG, vanta 25 anni di esperienza nel mondo del CAD e della modellazione 3D grazie al suo lavoro (responsabile “Tecnica e Stile” presso un’azienda di produzione di complementi di arredo in legno) e grazie alla sua passione per il design e l’architettura è la persona giusta per lavorare su questa progettazione. Molte delle sue MOC, pubblicate sul nostro forum (“Trenitalia Frecciarossa 1000“,”Trenitalia ETR 480 Pendolino“,”Ferrari laFerrari“,”Ferrari Enzo“), coinvolgono lo stile e il design italiano… Non c’è da stupirsi se lui stesso si definisce “Toscano di nascita con l’Italia nel cuore”.

Il lavoro di Enrico inizia con la raccolta di una trentina di foto dell’edificio, da varie angolazioni e con persone vicine per studiarne le proporzioni. Scelta la “scala minifig” 1:50 (che permette di non esagerare con le dimensioni e traduce le dimensioni di un palazzo in proporzioni adeguate alla realtà dei diorami LEGO®), Enrico si basa sull’altezza media delle persone presenti nelle foto raccolte (1,70 m) calcolando le dimensioni e le proporzioni di massima dell’edificio (procedimento che spesso usa sul posto di lavoro).
Le dimensioni in scala sono state successivamente tradotte in stud e in pezzi LEGO®: non sempre questa traduzione è indolore e a volte possono essere necessarie tecniche avanzate di costruzione per rispettare il più possibile le dimensioni reali e i dettagli. Per rendere giustizia alla complessità di questo passaggio sappiate che facciate come quella della Collegiata erano progettate sulla base della “Proporzione Divina” (o “Sezione Aurea“): una dimensione sbagliata fa perdere all’intero aspetto della facciata la “Bellezza Proporzionale”. Lo stesso “Uomo Vitruviano” di Leonardo a Vinci, da sempre un esempio di perfezione, è stato disegnato sulla base della “Proporzione Divina”.
Scelte le dimensioni, Enrico ha scelto white, light bluish gray, dark bluish gray e tan come colori di base.

Il progetto è stato realizzato su LDD (LEGO Digital Designer). Tra le varie difficoltà riscontrate da Enrico, vi segnalo:

  • Riprodurre le decorazioni geometriche come quelle ai lati della porta. Brick con knob, tile e jumper in opportune combinazioni danno vita a quello che vedete.
  • Riprodurre gli archi più fedelmente possibile alla realtà. L’uso di tecniche più complesse, imparate da Enrico grazie alla sua passione per le MOC dei treni, ha risolto brillantemente il problema.
  • Dare movimento ai cornicioni e alle decorazioni della facciata. L’impiego dei jumper, come nei set LEGO® Architecture, ha permesso di risolvere il problema.
  • L’edicola sopra la porta, molto difficile da realizzare rispettando i dettagli a causa delle sue modeste dimensioni reali.
  • Inclinazione del tetto, i travetti nel cornicione e nel sottotetto.

Non siete sbalorditi? Allora sappiate che Enrico ha impiegato poco meno di 3 giorni (o meglio 3 serate) per realizzare l’intero progetto e tutt’oggi non ha mai visto di persona la Collegiata.

Concluso il progetto Enrico ha mandato a me, Nico Mascagni (Zio_Titanok) il file LDD, esperto demolitore di sogni e cinico realista. Senza modificare l’aspetto esteriore del bellissimo progetto di Enrico ho sostituito alcune parti troppo rare, difficoltose da trovare nel minor numero di store BrickLink o troppo costose rispetto a parti più comuni. Successivamente ho sostituito alcuni pezzi poco usati con altri pezzi, già usati nel progetto (un esempio semplice: alcuni brick 2×6 sono stati sostituiti con brick 2×2), abbassando il numero delle referenze necessarie da 202 a 164. Infine, pensando al montaggio e al trasporto, alcune parti sono state riviste: la struttura può essere facilmente “tagliata” orizzontalmente in spezzoni rigidi che si montano e smontano in meno di 5 minuti.
Ottimizzato il progetto, insieme a Gianluca e Tommaso Degl’Innocenti (Bargello) abbiamo steso la lista dei 4515 pezzi necessari, coinvolgendo l’intero gruppi dei soci ItLUG e appassionati toscani: In meno di 10 giorni grazie alle donazioni di pezzi e alle donazioni raccolte, siamo stati in grado di effettuare alcuni ordini su Bricklink (gestiti dall’impareggiabile “ordinatore BL” Gianluca), finché tutti i pezzi sono stati recuperati.

Vista la necessità di avere il modello montato prima dell’evento ho proceduto al montaggio “in solitaria”, assistito dal fedelissimo Super ToscanaBricks intento a sbandierare la bandiera ItLUG.

Per valorizzare tutto il processo e il lavoro di gruppo, ho scattato (dopo alcune prove infruttuose e un paio di giorni di montaggi-smontaggi) 1500 foto in uno studio del tutto amatoriale che hanno dato vita, grazie al fondamentale contributo grafico di Fabio Maiorana (Fabbbbbricks™) , al video stop-motion che potete vedere qua sotto.

La Collegiata di Sant’Andrea di Empoli è il primo lavoro di gruppo degli appassionati toscani. Ha già fatto la sua prima apparizione “pubblica” durante una serata AFOL e in futuro (prossimo!) tutte le persone coinvolte verranno invitate a una serata dedicata al (ri)montaggio di gruppo. Da ieri il progetto è inoltre al centro di alcuni articoli sulla stampa locale e di un comunicato del Comune di Empoli .

Articolo scritto con il contributo di: Gianluca Cannalire ed Enrico Vannucchi.

Intervista a Riccardo Zangelmi

Groot e Rocket[Abbiamo inviato al nostro Riccardo Zangelmi qualche domanda da trasformare in intervista da pubblicare… ecco come ci ha risposto!]

Ciao a tutti,

innanzi tutto voglio iniziare ringraziando tutti voi per l’interesse che avete sempre dimostrato verso le mie creazioni e per questa intervista.

Più o meno 4 anni fa, ho ripreso a comprare LEGO, e a creare MOC mie.

Il mio approccio iniziale è stato molto basico, ho ripreso facendo lavori molto semplici, sia per la mancanza di pezzi, sia perché le abilità costruttive dopo molti anni di inattività erano molto arrugginite.

Ricordo molti esperimenti falliti e l’uso costante delle Minifigurine per ricreare ambientazioni, cosa che ora, non uso più nelle mie MOC.

Nel tempo ho iniziato a creare personaggi strani e maldestri, mi piaceva costruirli e tuttora mi piace, perché mi hanno sempre fatto sorridere, mi divertono e anche a chi le osservava suscitavano un sorriso.

Un sorriso è molto importante al giorno d’oggi, ma io non sono una persona che sorride sempre, così ho cercato di instillare altre emozioni che facevano parte di me nelle mie MOC, un dolore, una visione, un valore, l’ammirazione verso animali, persone o verso la natura.

Così, nell’ultimo anno, il mio approccio e la mia visione verso i LEGO sono cambiati.

Nelle ultime 2 estati, ho passato molto tempo in quel fantastico posto che è l’Appennino Tosco Emiliano, lo stare nella natura mi ha portato a pensare di ricreare alcuni abitanti della nostra perfetta Madre Terra, così è nato nella mia mente il progetto ”The Wild”.

La prima creazione della serie è stata quella del simbolo del WWF, a seguire il Lupo, il Cigno e per ultime le Orche.

In queste creazioni ho sperimentato una tecnica nuova a me sconosciuta e mai provata prima, la tecnica è quella degli stud a vista, che prima repellevo solo a vederla, ma che ora ho imparato ad amare e a capire le potenzialità e la bellezza.

Questa tecnica richiede l’uso di tecniche SNOT molto interessanti e un po’ più elaborate del solito, ma le potenzialità che concede sono grandi.

Brick modified e plate modified sono pezzi inevitabili e cari a chi si appresta a percorrere questo entusiasmante sentiero.

La serie “The Wild” è composta di creazioni medio piccole, si parte dai 20 cm delle Orche, ai 40cm per il Cigno.

Vorrei col tempo arrivare a fare una serie di animali più grande e più ampia per poter fare una mostra a tema, adesso in cantiere c’è un nuovo animale di dimensioni di 80 cm che a breve finirò… La Gru della Manciuria, o più comunemente Gru del Giappone.

Vedremo i risultati…

Cambiando completamente genere, ultimamente ho ricreato una MOC raffigurante “I Guardiani della Galassia”.

Ad ispirarmi e stato il video su YouTube, del LEGO Certified Professional Inglese Duncan Titmarsh, nel quale ha ricreato in scala 1:1 Groot e Rocket…

Dateci un’occhiata, è un opera incredibile.

Così mi sono detto: ”di sicuro non riesco a farla grande e bella così, ma piccola e carina ci posso provare!”.

L’idea c’era, i pezzi pure, e in 2 giorni è stata finita, sempre utilizzando la tecnica degli stud a vista.

L’idea e il sentire la creazione sono a parere mio un motore potente, senza uno o l’altro ingrediente, io non riesco a creare anche di fronte a migliaia di pezzi LEGO.

Per concludere vorrei lasciarvi con una cosa che mi ha riempito il cuore di felicità, quando all’inizio di questa estate un Mercoledì pomeriggio, mi è arrivata una mail.

Il mittente era un certo Mike Doyle dall’America.

Nella mail mi chiedeva di poter pubblicare sul suo nuovo libro Beautiful LEGO 2 Dark, tre mie creazioni.

Subito ho pensato: “Ma chi è questo Mike Doyle, sarà uno scherzo.”

Poi sono andato a cercare il suo nome su internet, e ho capito chi era e cosa faceva.

Lì per lì fra poco ci rimango secco dall’emozione….

Mike nella email mi richiedeva foto professionali e spedite in quattro giorni perché ormai il libro era quasi partito per la pubblicazione.

Preso dal panico ho chiamato subito il grande amico e collaboratore Stefano Masetti detto Helos, che si è catapultato a casa mia con la sua attrezzatura fotografica professionale facendo le foto che sarebbero poi state pubblicate nel libro.

Alla Domenica le foto erano in partenza per l’America, portando con loro il sogno e la gratitudine di un ragazzo italiano che non ha mai smesso di sognare e di credere in questo fantastico gioco chiamato LEGO.

Grazie a tutti voi

Riccardo Zangelmi

Game of Thrones – Il diorama LEGO®

Dal libro “Le cronace del Ghiaccio e del Fuoco” di G.R.R. Martin, e dal susseguente show  “Il Trono di Spade” di HBO, i soci ItLUG della “combriccola” di Romabrick sono orgogliosi di presentare “Game of Thrones – Il diorama”.

Diversi mastri costruttori si sono riuniti per dare vita ad un diorama unico al mondo basato sulla famosa saga. L’Iconica barriera, composta da un numero di mattoncini superiore alla vostra immaginazione, ma minore dei litri di sudore spesi per assemblarla, è ad opera di Er Khanc (Marco Cancellieri) Come un buon Lannister, la sua parola è valsa oro. Ci si è impegnato e l’ha fatta. Suo è anche Castle Black, imponente costruzione “in plate” (ovvero usando pezzi piatti anziché mattoncini) e sempre sue sono le “Terre dei Fiumi”, così che anche la Casa Tully trovi il suo posto. Le Terre dei fiumi con le sue rigogliose foreste hanno dato vita a parte della storia, dove si sono anche riposati quelli della Compagnia senza Vessilli. Tristan (Jonathan Petrongari) è l’autore di questa parte di diorama. Ma non solo. Il prode gladiatore è anche il mastro costruttore padre di Winterfell. Speriamo non faccia la fine di Ned Stark! La costruzione dell’imponente capitale del Nord ha richiesto uno sforzo titanico.
Se gli Stark ci ispirano simpatia con i loro lupacchiotti, meno ce ne suscita Walder Frey, il ritardatario Lotti (Federico Micocci) si è preso carico di costruire le torri gemelle, The Twins. Il ponte diagonale è una sua personale invenzione, continuate lungo la Strada del Re.
A sud troviamo una parte del diorama medioevale che non è in tema Game of Thrones, i mattoncini sono fatti per stimolare la fantasia e così Trainspotting (Marcello Amalfitano) ha creato un bel villaggio medioevale di cui andare molto fieri. Adiacente ad esso, svetta imponente la grande Città Fortificata nuovamente di Er Khanc. Dall’alto della sua torre, egli vigila perché tutto si LEGHI alla perfezione.
Pieno di chicche interminabili è invece il regno di Dark Collector (Luca D’ottavio). Volete ritrovare Ash e Golden Axe? Cercate queste due icone anni 80 all’interno del suo magnifico panorama.
Per concludere, oltre il mare, è guerra. La battaglia di Kragta, ad opera di Shintaku (Jody Padulano), è un esempio di entropia. Volete vedere un vero esercito di minifigures? Questo è quello che fa per voi. Non provate a contarle, vi addormentereste.

E così abbiamo completato il panorama del diorama medioevale di Romabrick. Piace a tutti, anche ad Emmet che con il Pezzo Forte si è nascosto da qualche parte nel paesaggio per sfuggire alle ire del Presidente Business.
Pensate di riuscire a scovarlo? Sotto a chi tocca.

La prossima occasione per poterlo vedere “dal vivo”, nella sua maestosità, sarà presso l’evento Brick’n’Build di Porto San Giorgio, dal 6 all’8 dicembre 2014.

Nel frattempo, potete ammirare le foto scattate da un altro AFOL, f_Random (Domenico Franco)
https://www.flickr.com/photos/f_random/sets/72157638573597305/
https://www.flickr.com/photos/f_random/sets/72157644526790035/

Ecco alcune preview

Diorama di Daniele Daprile

daniele-daprile-2Quando si osserva una costruzione LEGO capita talvolta di rimanere particolarmente stupiti e senza parole. La costruzione di Daniele Daprile, socio ItLUG storico, non lascia dubbi: semplicemente sensazionale. Una costruzione enorme, dettagliata, su più livelli ed esteticamente affascinante.

Una costruzione che nel giro di pochi giorni ha fatto il giro del mondo e a cui Daniele sta lavorando da circa 4 anni. Il diorama è composto da 4 moduli da 192 x 600/640 cm e ipoteticamente trasportabile, anche se Daniele stesso dubita che riuscirà a farlo! Il quarto modulo è ancora in costruzione e sarà composto interamente da edifici modulari di cui 6 sono già stati progettati.

Alla domanda “quanti pezzi hai utilizzato”, Daniele non sa rispondere se non “non ne ho idea, ma tanti!”. Basta dare un’occhiata alle scogliere per rendersi conto dell’enormità della costruzione. Daniele si è ispirato ad una località che ha frequentato in occasione delle ferie ma ha costruito tutto di fantasia.
Il diorama contiene un doppio tracciato ferroviario interamente a 9v e, ovviamente, anche i treni sono MOC.

Colpisce la facciata della chiesa sia per la scelta cromatica sia per la tecnica utilizzata dai muri costruita in modo casuale senza nessuno schema predeterminato. La tecnica, già vista in altre occasioni, restituisce un realismo incredibile all’edificio.

Altro dettaglio interessante è il tetto del capannone definito dall’autore al limite dell'”illegal building”. Ha infatti utilizzato una baseplate 48×48 rivestita di tile 1×2 grigliati e piegata per assumere la carattestica forma di questo tipo di costruzioni.

Non resta che ammirare le fotografie che documentano questo capolavoro, sperando un giorno di poterlo vedere dal vivo!

Altre foto su Flickr.

MOC: TEE – Rheingold

Un po’ di storia.

Il Rheingold Express è stato uno dei più famosi treni di lusso europei. In servizio tra il 1928 e il 1987, prendeva il nome dall’omonima opera di Wagner (“L’oro del Reno”) e collegava la Svizzera con l’Olanda passando per la Germania.

Gestito da Mitropa e DR (Deutsche Reichsbahn), è esistito in tre livree: la prima (1928) con carrozze di color viola e crema, la seconda (1962) con carrozze totalmente nuove in tonalità blu e avorio e la terza (1965) con le stesse carrozze ma in livrea TEE (rosso e crema). In questa serie era trainato dalla locomotiva del gruppo 03 (poi rinominata 103).

In mattoncini

La LEGO nel 1980 ha introdotto il set 7740, versione in mattoncini dell’ultima serie del Rheingold, ovvero quella in livrea TEE rosso e crema. La locomotiva, per via del motore 12V a tre assi era persino fedele all’originale nel rodiggio a due carrelli da tre assi ciascuno; tuttavia a causa dei pochi tipi di pezzi disponibili all’epoca la realizzazione LEGO risultava un po’ squadrata rispetto alla forma arrotondata dell’originale.

L’intero treno era realizzato nei due colori LEGO più simili alla livrea originale, ovvero il giallo e il rosso, dato che all’epoca tan e dark red non esistevano (nei set LEGO in vendita al pubblico, perlomeno). Nonostante queste semplificazioni, all’epoca molti di noi hanno fortemente desiderato (e quasi mai ottenuto…) questo set.

La versione di helos

intero

Il nostro membro helos (Stefano Masetti) ci ha già presentato mesi addietro la sua realizzazione della locomotiva di questo treno in standard 7-wide (ovvero il modello è largo 7 studs), la gruppo 103 delle ferrovie federali tedesche (DB), anticipandoci che avrebbe completato il treno nei mesi successivi.

Come promesso, Stefano ha completato il convoglio con i suoi vagoni e ce lo presenta in questa intervista.

carrozza

Ciao Stefano, ci eravamo già visti in occasione della presentazione della locomotiva di questo treno; nel frattempo lo hai completato come ci avevi promesso e devo dire che il risultato ci lascia tutti piacevolmente a bocca aperta. Ci puoi descrivere un po’ la realizzazione di queste carrozze?

Sono 5 carrozze tutte diverse tra loro, nonostante lo stesso schema di colore. Spiccano quella ristorante con il pantografo e la panoramica.
Costruite in larghezza 7-wide, la lunghezza è di 48 stud e 50 per la panoramica. Qui ho trovato la difficoltà maggiore per riprodurre il caratteristico belvedere (dome) con l’obiettivo di inserirci i viaggiatori e gli arredi visibili. Per il resto la costruzione è intuitiva senza particolari difficoltà oltre la base dispari. Ho fatto alcune prove nella ricerca delle proporzioni per un risultato credibile, ma, comunque, ho dovuto accettare un compromesso. Non mi soddisfa la copertura delle carrozze con gli slopes curved 3×1, ma non sono neppure convinto che i brick arch 1×3×2 curved siano più appropriati. Ho abbandonato l’idea di utilizzare le costosissime e rare finestre da treno 1×4×3 tTan, quelle dell’Emerald.
Sono infine arredate con doppie file di sedili in “velluto” (ABS) blu o rosso.

Una delle carrozze aperte, per mostrarne i dettagli interni.

Una delle carrozze aperte, per mostrarne i dettagli interni.

Quindi queste carrozze sono larghe 7 studs: i pezzi LEGO sono quasi tutti modulati su dimensioni pari, dunque in che maniera realizzi la base, ovvero il telaio?

È una struttura di plates, ma è il modello finito che crea la solidità della costruzione. Un doppio o triplo sandwich di plates difficilmente può creare un telaio sufficientemente rigido: in queste carrozze è più l’orditura del tetto a fare da elemento di irrigidimento.
La locomotiva ha un telaio realizzato con una struttura di brackets e plates in modo da supportare tiles decorativi sui fianchi e rovesciati sul fondo per permettere lo scorrimento dei carrelli.

Ecco il telaio “nudo” che mostra la costruzione in larghezza dispari.

Ecco il telaio “nudo” che mostra la costruzione in larghezza dispari.

La lunghezza generosa ti avrà dato sicuramente dei problemi in curva: come li hai risolti?

Occorrono almeno due motori per muovere tutto il peso e vincere gli attriti. Un terzo motore in spinta in fondo al treno sarebbe l’ideale.
Avendo utilizzato per la costruzione dei carrelli il supporto standard, bisogna verificare bene lo scorrimento di tutte le ruote comprimendole per simulare il peso. Un lieve miglioramento l’ho ottenuto passando sui tiles dei carrelli dove appoggia la carrozza uno straccio spruzzato con spray per cruscotti auto.

I carrelli del TEE (in basso a sinistra) e del Railjet OBB dove sono utilizzate le ruote per treni del 1° tipo supportate da pin technic: con questa soluzione la scorrevolezza dei carrelli aumenta considerevolmente.

I carrelli del TEE (in basso a sinistra) e del Railjet OBB dove sono utilizzate le ruote per treni del 1° tipo supportate da pin technic: con questa soluzione la scorrevolezza dei carrelli aumenta considerevolmente.

I tuoi treni sembrano essere abbastanza pesanti: la loro mole ti genera qualche problema “tecnico”? (usura delle ruote, i ganci che non tengono, il motore non tira a sufficienza etc…)

I treni pesanti e/o lunghi mettono sotto sforzo la motorizzazione e spesso, appunto, i magneti non tengono. I ganci sono quelli standard di tipo nuovo (91968) integrati con 2 tiles per bloccarli tra loro. Al Wien LKF, dopo pochi giri, nel TEE ha ceduto un accoppiamento. L’improvvisa diminuzione di sforzo ha provocato l’accelerazione della locomotiva e conseguente volo dal tavolo: motrice e primo vagone fracassati al suolo.
Per ottenere tutta la potenza possibile dai motori alimentati in contemporanea, ho potenziato alcuni regolatori LEGO 9V e costruito dei regolatori di tensione per arrivare fino a 15V, naturalmente utilizzando trasformatori più potenti.

Hai già esposto questo convoglio a Vienna: quando potremo ammirarlo dal vero qui in Italia?

Sicuramente ci sono tre appuntamenti nell’immediato ai quali non mancherò. L’8 e 9 febbraio sarò a Reggio Emilia: il calendario ItLUG 2014 comincia con un grande evento nazionale proprio nella mia città dove sono coinvolto in prima linea nell’organizzazione. Ci è stata concessa a sorpresa una location d’eccezione e ce la metteremo tutta per organizzare un’esposizione adeguata, grazie sopratutto ai tanti afol che già hanno dato la loro adesione.
Poi sarò a Ferrara il 22/23 febbraio. Un evento più contenuto, sostenuto prevalentemente dai soci della zona.
L’8 e 9 marzo sarò al Model Expo di Verona, importante salone internazionale del modellismo dove, nel marzo di quest’anno, hanno debuttato i LEGO grazie al gruppo locale CLV.
Notevole l’apprezzamento dei visitatori e della Direzione della Fiera. Cercheremo di proporre una mostra ancor più bella visto che ci saranno molti più espositori.
Ci sono altri appuntamenti in calendario dove andrei volentieri a trascorrere un bel week-end in ottima compagnia, ma al momento non posso fare programmi.

Hai già costruito tanti treni ma nessuna stazione… È una cosa che ti riproponi di fare oppure gli edifici non ti interessano?

Mi interessano molto. Ne ho cominciati almeno una decina e un paio erano arrivati a buon punto. A parte il fatto di impiegarci troppo tempo, attraverso sempre una fase di autocritica e conseguente demolizione per essere ancora lontano dal (buon) livello medio degli altri AFOL italiani. Work in progress.

Parliamo adesso delle tue realizzazioni in generale: la LEGO ultimamente sta spesso modificando gli stampi dei pezzi e da un anno all’altro anche leggermente le tonalità dei colori: quando tu costruisci badi a questi dettagli o “mischi tutto”?

Dal mio punto di vista non li definisco dettagli. Non sono però in grado di dare una dimensione al fenomeno per contestualizzarlo correttamente e ho una vaga idea delle logiche commerciali e tecniche da cui potrebbe uscire una spiegazione. La qualità più assoluta possibile è uno dei requisiti dei nostri tempi dove si crea la differenza tra un prodotto e un altro. Sono a contatto con industrie di eccellenza dove parte delle risorse sono investite per ottimizzare la qualità. Sul lato pratico, una creazione per esempio a base di dark red di varie tonalità e con dei singoli pezzi addirittura marezzati, è un aspetto positivo per un palazzo ma un disastro per la riproduzione di un treno moderno. Un vagone retrò invece ci guadagna con una bel mix di vari reddish brown.
Mentre in testa ti girano parole come inaccettabile, inaudito, anacronistico e altre più genuine, divido i pezzi di varia provenienza per tonalità sperando di non ottenerne più di due, raddrizzo i plates imbananati, raggruppo i pezzi curvi in base al diverso stampo d’origine, ruoto i plates 1×1 finchè sono il meno scalinato possibile quando usati impilati. Ci si adegua.

Per finire, quali consigli daresti agli appassionati che vogliano cimentarsi nella realizzazione di treni? Ovvero, come partire, in che dimensione costruire (larghi 6, 7, 8 etc…) e infine, consigli di realizzare treni di “fantasia” oppure riprodurre treni esistenti al vero?

Come regola generale ritengo che ognuno deve seguire il proprio istinto facendo quel che più lo soddisfa, sia per scelta dei soggetti, sia per dimensioni.
Il City LEGO inteso come modulari, mezzi, accessori, treni ecc. ha un suo standard. Se si vuole riferirsi a questo occorre non discostarsi troppo per quanto riguarda le dimensioni. Io generalmente costruisco treni larghi 7 in quanto ancora proponibili accostati a quelli regolari larghi 6. Il dispari ha vantaggi perchè permette più dettaglio, maggior flessibilità con le tecniche SNOT, lascia più spazio per gli interni, c’è maggior proporzione con altezza e lunghezza. Per contro aumentano le difficoltà costruttive, la necessità di pezzi a palate quali jumper e plates/bricks/tiles 3×, aumenta il numero totale dei pezzi e il peso. Ho sperimentato varie volte l’8-wide. È improponibile con il 6, i modelli risultano ancor più sproporzionati sulle curve e pesano (e costano) di più per le quantità ragguardevoli di pezzi occorrenti.
Si complicano tutti i problemi di motorizzazione, accoppiamenti e masse in gioco. È comunque uno standard diffusissimo e ritenuto normale, specialmente negli States. Inoltre, ad esempio, le vaporiere con pretese di dettaglio sono pressoché impossibili con il 6-wide e con tanti auguri nel 7-wide. Nelle locomotive a vapore si vedono infatti molti ibridi. Questo per introdurre il concetto che la larghezza non è una barriera fissa: il 10016 è una cisterna 8-wide su base 6-wide. Non bisogna ingabbiare la fantasia, ossessionare la creatività. Quest’hobby per me è quello che per altri può essere una vasca idromassaggio calda e piena di bolle. Io ho ricominciato con i LEGO costruendo i set originali, poi ho iniziato a creare MOCs anche prendendo serenamente spunti e idee dagli altri. Ho sviluppato delle soluzioni personali ma talvolta copio di sana pianta come si faceva a scuola da chi era più bravo :-))) Il mondo LEGO è pieno di gente geniale.

Potete trovare ulteriori foto qui su YouBrick.