Recensione 75827 – Caserma di Ghostbusters (Firehouse Headquarters)

Non potevo esimermi dal dire qualcosa su questo set, dopo averlo finalmente montato! Vi risparmio la pappardella sul perché per me questo edificio significhi molto e su come io ci abbia già dedicato tre MOC nella corso degli anni… ho già dato!

Dati principali

La scatola.

La scatola.

  • Nome: Firehouse Headquarters
  • Numero set: 75827
  • Numero pezzi: 4634
  • Minifig: 9
  • Età: 16+
  • Prezzo: 359 EUR
  • Disponibilità: gennaio 2016

4634 pezzi, il terzo set più grande mai prodotto da LEGO® e sicuramente il set più grande che io abbia mai costruito.

Avevo resistito alla tentazione di guardarlo in dettaglio prima, per non “rovinarmi” il processo costruttivo, ma chiaramente alcune cose mi avevano colpito a prima vista.

Prima di tutto le proporzioni: “sbagliate” rispetto all’edificio reale (prendendo l’altezza come metro di paragone, dovrebbe essere più profondo e più largo), ma comprensibili dal punto di vista commerciale.

Poi il colore. L’edificio, nel primo film è marrone (prima che venga acquistato dagli Acchiappafantasmi) e in seguito alle sistemazioni diventa grigio scuro. Nel secondo film invece è color mattone, com’è tutt’ora (la produzione non aveva avuto il tempo di modificarlo come invece avevano fatto nel primo film). Il colore LEGO che più si avvicina al mattone è il dark orange, qui invece è stato scelto il dark red. Anche questa è una scelta che comprendo per un set; evidentemente non esistono in dark orange tutti i pezzi che sarebbero serviti. Lo stesso discorso probabilmente è valido per i muri interni del piano terra: le parti in dark green dovrebbero essere in sand green. Per la sezione inferiore dell’esterno invece il grigio chiaro è una buona scelta (il colore originale è una specie di bianco sporco… anche perché è realmente sporco, dettaglio che viene reso utilizzando in alcuni punti il brick mattonato).

Altra cosa che salta subito all’occhio è la scala del set, è scala minifig… letteralmente scala minifig, a differenza di quella leggermente più piccola usata normalmente. Questo significa che il risultato estetico di questo set all’interno di un diorama, magari di fianco a un modulare, non è il massimo perché è troppo grosso in proporzione. La caserma invece dovrebbe essere un edificio relativamente piccolo. (Starebbe invece bene vicino ai grattacieli del nostro socio Marco Cancellieri, magari!) Questa è una scelta decisamente interessante per un set, ma la motivazione immagino semplicemente sia che facendolo nella solita scala non ci sarebbe stato modo di farci stare degli interni decenti (gli interni dei film sono stati girati in un’altra caserma, a Los Angeles, molto più profonda di questa e con quindi molto più spazio) e non ci sarebbe potuta entrare la Ecto-1.

Poi si nota subito il metodo scelto per fare i mattoni e i bordi grigi scalati delle finestre. I metodi a disposizione, a grandi linee, potevano essere sostanzialmente quattro: questo utilizzato (mattoncini normali e tile snottati per fare il grigio), una variante di questo con i mattoncini mattonati invece di quelli normali (bella, ma gli angoli sarebbero inguardabili), tutto con tile snottati (un po’ eccessivo e poi i mattoni veri sono più piccoli delle parti grigie) oppure plate per i mattoni e mattoncini normali per le parti grigie (come ho fatto io nella mia ultima MOC)… secondo me quest’ultima è l’opzione con il risultato più realistico, ma avrebbe probabilmente portato il set ad avere un costo folle. Quindi ottima scelta, comunque molto efficace.

Ultima cosa… i lati “nascosti”. Si è optato per una replica dei lato “esposto”, per il lato lungo, e per un retro decisamente inguardabile. Nella realtà entrambe le pareti sono semplicemente costruite con mattoni marroni (non sono pensate per essere “viste” essendo vicine ad altri edifici). Scelta prevedibile quella del lato lungo (non si poteva fare “brutto”), meno prevedibile invece quella del retro che è proprio brutto!

Detto questo, passiamo alla costruzione vera e propria del set.

Il contenuto della scatola.

Il contenuto della scatola.

Costruzione

La scatola (enorme!), decorata con le caratteristiche strisce nere e gialle delle trappole dei film, include 18 sacchetti numerati e due ulteriori scatole bianche che includono a loro volta 11 + 11 sacchetti numerati da 1 a 14 più due sacchetti senza numeri, una baseplate 32×32 DBG, una baseplate 32×16 DBG, due plate reddish brown 6×16, un “palo” e due fogli di adesivi: uno classico e uno con gli adesivi a specchio. Oltre naturalmente al librone delle istruzioni.

Si parte con la costruzione del piano terra. Per i marciapiadi troviamo la classica pavimentazione a tile e da lodare ci sono gli ottimi paracarri gialli e il portone di ingresso con tanto di porticina pedonale. Il portone però si apre verso l’interno, mentre dovrebbe aprirsi verso l’esterno (lintralcio probabilmente è l’arco interno).

Nel secondo step si costruisce una piccola unità di contenimento sotto le scale. Chiaramente il suo posizionamento qui è una licenza poetica, visto che dovrebbe essere nel sotterraneo. Ma a meno di fare un set con il piano stradale rialzato, non avrei visto altri metodi per inserirla…

L'unità di contenimento.

L’unità di contenimento.

La scrivania di Janine include una tecnica di costruzione che credevo fosse considerata illegale (devo essere rimasto indietro)! Un panel viene infatti infilato tra gli stud di un plate (come nei cavalli del castello giallo, per capirci). Ottimo l’effetto legno sulla parte dietro l’ufficio di Venkman e molto belli i tile stampati con i giornali. C’è una curiosa commistione di pezzi stampati e adesivi in questo set, probabilmente stampare tutto avrebbe alzato ulteriormente il prezzo.

Si inizia anche a costruire la parete laterale che si apre, in due parti, per poter permettere l’accesso agli interni e la loro giocabilità. E non si può fare a meno di notare che quando il set è chiuso al piano terra gli interni non hanno molto senso perché la colonna delle scale finisce contro la scrivania di Janine e parte dell’ufficio di Venkman finisce sotto le scale contro il dispositivo di stoccaggio.

Tra il piano terra e il primo piano (e poi anche tra i piani successivi) c’è una struttura in pezzi Technic che ha il duplice scopo di fornire sostegno al set e ai lampadari.

Quando inizio il primo piano, allo step 5, ho la simpatica sorpresa di trovarmi un plate 2×16 piegato. Ma questo poco c’entra con la recensione, per fortuna, per quanto sia davvero curioso trovare un pezzo rovinato in questo modo in una scatola perfetta.

Inizia in questo step l’unica parte noiosa della costruzione: il posizionamento dei tile 1×1 e 1×2 snottati attorno alle finestre. Soprattutto gli 1×1 che per ovvi motivi richiedono più attenzione per essere applicati dritti. Di buono c’è che l’azione ripetitiva è diluita su sostanzialmente tutto il resto della costruzione e quindi non risulta nemmeno particolarmente pesante.

Al primo piano inizia anche la costruzione di mobili ed elettrodomestici (c’era qualcosa anche al piano terra, ma era minimale). La cucina è veramente fantastica… con tanto di caraffa del caffè, scatola di cereali (stampata), lattine (con la parte superiore stampata) e persino… dei Tupperware! C’è poi un cabinato da sala giochi, la camera da letto… e il bagno, davvero molto realistico! Non sono un grande fan delle sedie appoggiate, invece; appena si sposta minimamente la caserma cadono finendo da tutte le parti.

Il bagno.

Il bagno.

Al secondo piano troviamo invece un locale unico con il biliardo (davvero bello!) e il laboratorio con tutti i computer e le apparecchiature scientifiche. Abbiamo anche la camera oscura vista nel secondo film (da notare le finestre “oscurate” con i vetri bianchi che hanno debuttato poco tempo fa – stampati – nel TARDIS) con altri pezzi appoggiati e che quindi perderò subito. Una cosa che manca è il muro che separi questa camera dalla stanza più grande… va “immaginato” (lo stesso al primo piano, non c’è separazione tra camera da letto e bagno). Questo di nuovo evidenzia il fatto che gli interni non siano da essere considerati a set chiuso, ma soltanto a set aperto.

C’è un solo palo da pompiere per calarsi al piano terra velocemente (dovrebbero essere, se non sbaglio, almeno sei), ma il problema era sicuramente il solito: la mancanza di spazio. Questo palo funziona davvero bene e l’idea di usare il palo a spirale è davvero ottima.

Infine il tetto. Anche questo appoggiato sul suo sostegno Technic ed è abbastanza semplice. Il muretto laterale tende ad alzarsi e non restare sempre ben aderente alla base (problema di cui soffre anche la mia MOC, probabilmente dovuto allo strato multiplo di plate).

Le minifig. Egon, Ray e Winston sono quasi gli stessi della Ecto-1 (minime differenze nei torsi e con il logo anche sul braccio, per fortuna. E Winston ha i capelli di Finn). Peter invece è appena stato… ehm… “slimed”, quindi è sporco. Bellissime le minifig di Dana in versione Guardia di Porta e di Louis in versione Mastro di Chiavi. E anche Janine dal primo film è perfetta (posso mandare in pensione la mia custom, mi resterà solo Walter Peck). Belle ma non necessarie le altre due e i fantasmi (tranne Slimer, ovviamente!).

Louis e Dana.

Louis e Dana.

Le istruzioni sono un librone orizzontale di 420 pagine (!) con 600 step. E con lo sfondo delle pagine nero, il che rende a volte difficoltosa la lettura. I nuovi pezzi vengono comunque evidenziati in ogni passo con un bordo giallo, per semplificare la costruzione. All’inizio del librone viene raccontata la storia del primo film e si spiega il ruolo della caserma, sempre nel primo film. Il tutto accompagnato da qualche vecchia foto promozionale.

Possiamo infine rispondere alla fatidica domanda: Ci sta la Ecto-1? La risposta è… sì e no. Sì se si leva la scrivania di Janine, no se non si leva nulla. Questo deriva dai due fattori già citati: l’edificio in proporzione dovrebbe essere più lungo e gli interni reali comunque erano di un altro edificio ancora più lungo. La scala dell’auto è comunque corretta ed entra senza problemi dal portone.

Per quanto riguarda i pezzi… ovviamente questo set è una manna dal cielo. Tantissimo dark red, tanto dark green, tanto tan e tanto grigio. Ma non so se possa convenire economicamente comprare questo set appositamente per smistarlo.
Per quanto riguarda i pezzi nuovi m’è subito saltato all’occhio il Panel 1 x 2 x 1 with Rounded Corners and 2 Sides grigio, il Panel 1 x 6 x 5 Corrugated sul portone e le bellissime porte degli armadi delle tute: Door 1 x 4 x 6 with Three Panes and Stud Handle with Reddish Brown Glass.

In totale ho impiegato (in due sessioni) ben sette ore a costruire il set. Per me decisamente un record.

Ho ovviamente notato diverse somiglianze con la mia MOC, nonostante la differenza di scala, ma mi pare naturale essendo un edificio reale. I vari stipiti, il modo in cui sono sfasate le finestre, il semaforo, i capitelli… Sono dettagli, ma danno una certa soddisfazione!

Set vs. MOC.

Set vs. MOC.

Giudizio finale

Pezzi (PARTS): Ottimi pezzi in bei colori e grandi quantità. Ci sono anche degli adesivi, è vero, ma il lato positivo è che li si può usare su qualsiasi pezzo per le proprie MOC. Sicuramente comprerò un altro foglietto. 10/10
Personaggi (MINIFIG): Bellissime Dana, Louis e Janine, oltre alle versioni migliorate dei quattro Acchiappafantasmi. 10/10
Design (DESIGN): Le numerose scelte che portano il set ad avere numerose differenze rispetto all’edificio reale sono comprensibili e condividibili. 10/10
Giocabilità (PLAYABILITY): Ci gioco io con questa, figuriamoci un bambino. 10/10
Processo costruttivo (BUILD): molto divertente, con l’unica parte noiosa “spalmata” su diverse ore di costruzione e mescolata con il resto. 10/10
Prezzo (PRICE): Molto alto per un set, ma se guardiamo la media per pezzo (0,079) non è poi nemmeno così terribile. 9/10
Valutazione generale (OVERALL): Da non perdere se siete fan di Ghostbusters (ovviamente), ma anche se non lo siete perché è un edificio davvero bellissimo. 10/10

Dettagli e curiosità

  • Da parte al portone c’è una targhetta sola. È corretto. Oggi ce ne sono due, ma la seconda è in memoria di un pompiere della caserma morto l’11 settembre (Vincent G. Halloran). Chiaramente negli anni 80 era solo una (dedicata a un altro pompiere morto durante il servizio, William D. Prange).
  • Il portone riprodotto è quello del primo film. In realtà non è mai stato il vero portone della caserma, ma un’aggiunta fatta apposta per il primo film.
  • Su un adesivo si può leggere “R.I.P. H.R.”, in omaggio a Harold Ramis (e poco più in là, sullo stesso adesivo, la firma del designer Marcos Bessa… che sta partecipando in questi giorni nella versione danese di Got Talent, come cantante. Giuro! Egrave; pure bravo!)
  • C’è una mappa appesa a un muro (un adesivo) con un dettaglio di Manhattan (Tribeca) in cui è indicata la posizione reale della caserma.
  • Sulla facciata sono presenti 4 tile round 1×1 con delle stelle. In realtà questi nel primo film erano stati coperti e non erano visibili (a differenza di quelli laterali), si può vedere nella seconda foto della caserma reale più in alto. Nel secondo film, per i motivi detti prima, si vedono anche questi.
  • Sempre sulla facciata ci sono due luci. Anche queste non c’erano all’epoca del primo film (ma appaiono nel secondo).

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    Brevissima storia della caserma.

    La caserma Hook and Ladder 8 (14 North Moore Street, New York) è stata costruita nel 1904 e originariamente era larga il doppio di quanto sia ora, con due portoni per permettere il passaggio di due camion (carri, allora). Nel 1915 la via che affianca il lato lungo (Varick Street) fu allargata per connetterla alla Settima Avenue e quindi metà caserma fu abbattuta e la metà rimanente spostata a est per lasciar spazio alla strada allargata. Da allora è rimasta sostanzialmente invariata. La caserma è ancora attiva e al momento è chiusa per ristrutturazione. Una delle mie MOC future? La versione originale doppia, naturalmente!

    Gallery

75827 LEGO® Ghostbusters Firehouse Headquarters

12194673_10153303118368403_5606204754525091578_oFinalmente! Se ne vociferava da un po’ e infine ieri LEGO ha annunciato ufficialmente l’uscita della caserma di Ghostbusters sulla sua pagina Facebook e mediante un articolo su Entertainment Weekly, con foto del set scattate di fronte alla vera caserma Hook and Ladder 8 di New York.

Uscita: gennaio 2016
Età 16+.
4.634 pezzi
US $349.99 – CA $399.99 – IT 359.99€ – DE 349.99€ – UK £274.99 – DK 2999.00 DKK (prezzo italiano ancora da confermare, non è detto sia come quello tedesco, a volte è più alto, a volte più basso.)

Il set c’è già sullo Shop@Home.

Chi mi conosce sa che questo set per me è il Santo Graal; la mia prima (e unica) MOC da ragazzino (1990) è stata questa caserma in scala minifig; la mia prima MOC appena uscito dalla Dark Age (2011) è stata questa caserma in microscale, la mia ultima MOC (al momento) è questa caserma di nuovo in scala minifig/diorama. Capirete quindi che è con estrema gioia che pubblico questa notizia!

Il prezzo non è dei più bassi, ma se guardiamo il numero dei pezzi forse il costo non è così folle e il prezzo medio per pezzo è ragionevole. A occhio sembrerebbe essere il terzo set di sempre per numero di pezzi (dopo Taj Mahal e Millennium Falcon UCS).

Incluse nel set potremo trovare le minifig di Peter Venkman (… “sporcato” da Slimer), Ray Stantz, Egon Spengler, Winston Zeddemore, Janine Melnitz, Dana Barrett (in tenuta da Zuul – Guardia di porta), Louis Tully (in tenuta da Vince Clortho – Mastro di chiavi), il fantasma della New York Library e l’autista zombi! E se non bastasse avremo pure Slimer e due fantasmi.

Le minifig degli Acchiappafantasmi inoltre hanno il simbolo anche sulle maniche, a differenza di quelle della Ecto-1.

Il set è alto 36 cm, largo 25 cm e profondo 38 cm. Aperto la larghezza diventa di 46 cm.

La Ecto-1 (non presente nel set, ovviamente) passa dal portone d’ingresso e immagino sia questo il motivo per cui è molto spoporzionato rispetto alla facciata dell’edificio).

Il designer del set è il “solito” grandissimo Marcos Bessa e restiamo in attesa del video di presentazione.

EDIT 11/11/2015: Aggiunte altre immagini promozionali!

A prima vista, e con tutte le riserve sui dettagli “sbagliati”, a me sembra davvero un set bellissimo!

Recensione set 21108 – Ghostbusters Ecto-1

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

La scatola.

Premessa. Sono fan di Ghostbusters dall’, il giorno in cui andò in onda in prima visione TV su Canale 5. Mi aspettavo molto dal film perché ero già fan della seria animata The Real Ghostbusters… le mie aspettative non andarono deluse, lo amai alla follia. Registrai il film su VHS e consumai la cassetta a furia di rivederlo (a 50 smisi di contare). Non solo, riuscii a trovare la VHS originale alla folle cifra di 40.000 lire e con quella, sostanzialmente, imparai l’inglese. La mia prima MOC – che feci l’anno successivo dopo aver dovuto “distruggere” il mio diorama city per motivi di spazio – fu quindi il quartier generale degli Acchiappafantasmi. Molto rudimentale perché ero un ragazzino e perché i pezzi a disposizione erano pochi, ma si faceva quel che si poteva. Ovviamente mi costruii anche una piccola Ecto-1.

Con questa premessa potete immaginare quanto io sia stato felice all’annuncio che il prossimo progetto LEGO® CUUSOO (ora Ideas) a essere realizzato sarebbe stata proprio quella Ecto-1 che avevo provato a costruire 24 anni fa!

Non casualmente proprio oggi cade il trentennale del film, uscito negli Stati Uniti l'<time=”1984-06-08″>otto giugno 1984! Quale giorno migliore per buttar giù qualche notarella sul set, uscito esattamente <time=”2014-06-01″>una settimana fa?

Dati tecnici

  • Codice: 21108;
  • Data di uscita: <time=”2014-06-01″>1 giugno 2014;
  • Prezzo: 49,99 EUR;
  • Numero pezzi: 508 (con brick separator) + 23 pezzi aggiuntivi;
  • Età consigliata: 10+;
  • Tema: LEGO® Ideas;

Link

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

Il retro della scatola.

La scatola è la prima a sfoggiare il nuovo look di LEGO® Ideas: nuovo logo e nuove scritte. Come sempre la cura in questa serie è più alta della media (sembra una confezione Architecture) e la scatola stessa è quasi un oggetto di arredamento. Azzeccate le strisce nere e gialle ai lati (come le trappole per fantasmi).

All’interno troviamo, sei bustine (non numerate) di pezzi e il libretto di istruzioni. Nessun adesivo, solo pezzi stampati.

Il libretto, al solito, è molto curato, con citazioni del film ogni due o tre pagine di istruzioni, un’introduzione con la storia del film (e un paio di errorini: è “Sedgewick Hotel”, non “Sedgwick”, e il cattivo finale non è Zuul, ma Gozer), la storia dell’Ecto-1 e qualche nota finale da parte del designer originale del progetto LEGO® Ideas (Brent Waller), di quello del set vero e proprio (Marcos Bessa) e del grafico che ha realizzato le minifig (Adam Corbally). Il libretto è esclusivamente in lingua inglese (dovrebbe esistere anche una versione con traduzione in francese e spagnolo).

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

I pezzi stampati.

Parlando di pezzi stampati… oltre ai torsi delle minifig abbiamo la parte tonda degli zaini protonici (4x) la targa dell’Ecto-1 (2x, tile 1×2 in bright light orange!) e i nuovi slope curvi 2×2 con il logo del film (4x).

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

I pezzi nuovi (o quasi).

Abbiamo anche un certo numero di pezzi creati (o ricreati) appositamente in colori precedentemente non disponibili: quattro weapon whips bent nere, due bracket 1×2-1×2 inverted rosse, due plate modified 1×2 with 1 stud with groove and inside stud holder grigi scuri (i nuovi jumper, ma la loro nuova peculiarità non viene sfruttata), quattro brick round 1×1 open stud argentati, quattro minifig utensil barbell weights argentati, due slope 18 2x1x2/3 with 4 slots argentati, due plate modified 3×2 with hole bianchi (esistenti un tempo, ma mancavano da tanto tempo), due slope 33 2×4 double bianchi (come sopra), quattro wheel 18mm D. x 14mm with axle hole, fake bolts and shallow spokes bianche (come sopra) e un tile modified 3×4 with 4 studs in center grigio chiaro (uscito anche nel nuoto AT-AT). Ci sono anche nove plate round 1×1 with open stud in dark red (usciti in contemporanea anche nel Construct-o-Mech di Emmet) che ho dimenticato di includere nella foto.

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

Le minifig! Da sinistra, Ray Stantz, Egon Spengler, Peter Venkman e Winston Zeddemore.

Partiamo quindi dalle minifig. Stupende e sicuramente molto somiglianti agli originali: Peter Venkman (Bill Murray), Ray Stantz (Dan Aykroyd), Egon Spengler (il compianto Harold Ramis) e Winston Zeddemore (Ernie Hudson). L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso sono i capelli di Peter… Bill Murray nel 1983 non aveva così tanti capelli! C’è da dire che in effetti questo particolare “taglio” è un po’ stempiato e forse è questo il motivo per cui è stato scelto. Tra l’altro, non l’ho citato prima, ma anche questo pezzo, in questo colore, è nuovo. Gli altri Acchiappafantasmi sono tutti perfetti e si nota lo sforzo nei dettagli con le iniziali di ogni personaggi sul davanti della tuta e il nome sul retro (non è realmente così nel film, ma va bene comunque). Purtroppo niente logo sulle maniche… ma c’è chi ci ha pensato! Tutte le teste hanno due espressioni: normale e “agitato”. Da lodare anche il fatto che il cognome di Winston (Zeddemore) sia scritto ovunque correttamente, spesso viene sbagliato (perché nei titoli di coda del film e nei cartoni era erroneamente chiamato “Zeddmore”).

Le minifig sono la prima cosa che si monta seguendo le istruzioni… ogni minifig ha il suo zaino protonico (con pezzo stampato) e viene fornita anche una trappola per fantasmi. Ottima la scelta di aggiungere un piccolo piedestallo (con logo stampato) dove posizionare le minifig in caso si volessero esporre. Serve anche a mantenere le minifig in equilibrio, perché lo zaino protonico rischia di sbilanciarle facilmente.

Si passa poi alla costruzione dell’auto vera e propria, la Ecto-1 (o Ectomobile), basata su una Cadillac Fleetwood Professional Chassis del 1959.

La base, unita con pezzi Technic, è molto solida e tutti i lati sono snottati per poter agganciare i fari anteriori e posteriori (come succede sempre con i veicoli) e le fiancate laterali bombate come nel modello reale. Numerosi i pezzi argentati, soprattutto sul davanti e sul retro dell’auto.

Le ruote (con i “cerchi in lega”… cioè i pesi delle minifig che fanno sollevamento pesi!) sono unite con dei semplicissimi axle Technic agganciati con un connettore.

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

L’originale sistema di aggancio dei finestrini.

Uno dei dettagli più particolari e interessanti dell’intero set sono le finestre laterali. Sono panel trasparenti (trans black) snottati, ma non con un metodo tradizionale… dovendo presentare anche un certo angolo, i due blocchi di “vetri” sono agganciati internamente a delle clip mediante dei plate modified with arm up. Grazie anche agli “slopini” su cui poggiano, si ottiene esattamente l’angolazione desiderata. Fantastico. (No, non ci avrei mai pensato nel 1990… perché non esistevano questi pezzi!) (Ma ammettiamolo, non ci avrei pensato nemmeno oggi…)

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

Il tetto.

La fase successiva è il tetto che viene montato separatamente per essere poi attaccato al corpo dell’auto mediante i quattro stud agli angoli delle finestre. Come nel film il tetto è pieno di luci su tutti i lati… luci e strani aggeggi di cui nessuno ha mai realmente conosciuto l’eventuale utilità (o forse… sì? Immagine dal volume “Making Ghostbusters”). Un dettaglio molto interessante è il tubo azzurro flessibile di 11 cm che si fissa al lato dell’auto e che si infila poi nel tetto in modo da dare l’effetto di essere in realtà due tubi differenti (ma si vede il “trucco” se si guarda con attenzione) e di lasciare che il tetto sia rimuovibile senza problemi.

Una volta attaccato il tetto, il modello è completo.

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

Il modello completo.

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

A confronto con la mia vecchia MOC.

Giudizio finale

Pezzi (PARTS) 10/10
Prenderò sicuramente almeno un altro paio di scatole per i pezzi… soprattutto quelli stampati, ma il set è pieno di pezzi interessanti e utili, soprattutto se si costruiscono cose “piccole”. Se poi vi servono parti argentate questo set è una miniera d’oro. Niente adesivi come detto… anche se forse, caso più unico che raro, sarebbe stato bello avere anche quelli, per poterli attaccare ovunque! Ma non esageriamo…

Personaggi (MINIFIG) 10/10
Come detto non sono un grande fan dei capelli di Peter, ma è un dettaglio insignificante rispetto al fantastico lavoro fatto.

Design (DESIGN) 10/10
Molto, molto, molto simile a quello originale presentato su LEGO® Ideas (a differenza di quanto successo con la Delorean). Davvero realistico, sembra di avere in mano l’Ecto-1 vera.

Giocabilità (PLAYABILITY) 9/10
Ho giocato per anni con la mia minuscola Ecto-1 larga 4 stud, non riesco nemmeno a immaginare cosa avrei potuto combinare con questa da ragazzino. Un unico piccolo appunto: le portiere e le finestre non si aprono e le minifig si possono inserire solo rimuovendo il tetto. Rimane un dettaglio minore, anche perché se avessero deciso di fare aprire le portiere non avrebbero potuto fare le fiancate così belle. Da notare anche che nella vera Ecto-1 ci possono stare fino a tre persone in ogni fila di sedili. Qui, ovviamente, ce ne sta una.

Processo costruttivo (BUILD) 9/10
Pur non avendo nessuna tecnica di costruzione rivoluzionaria, snot come se piovesse e angolazioni non standard. Molto divertente da montare.

Prezzo (PRICE) 9/10
Il prezzo, 50 EUR, non è male tenendo conto che ci sono quattro minifig e più di 530 pezzi tra cui alcuni nuovi (quindi per ora rarissimi) e stampati. Si allinea comunque alla media del costo dei set simili come dimensioni. Sicuramente, scontato, è da comprare in diverse copie!

Valutazione generale (OVERALL) 10/10

LEGO Ghostbusters - Ecto-1

Da una scena tagliata di Ghostbusters, la vera Ecto-1 in tutta la sua gloria.

Posso dire di aver aspettato questo set per 25 anni e che il risultato mi ha soddisfatto pienamente.

Ora, a chi bisogna parlare invece per avere anche la caserma…?

Tutte le altre foto:

LEGO CUUSOO: Ghostbusters

LEGO CUUSOO: GhostbustersÈ appena stato annunciato il prossimo set CUUSOO, il “vincitore” della valutazione dell’autunno 2013.

Il vincitore è uno dei due set ispirati al film Ghostbusters che erano in valutazione. O meglio, sono stati scelti Ecto-1 e minifig dal progetto di Brent Walker dedicato al trentennale del film che in origine includeva anche la caserma che fa da quartier generale degli Acchiappafantasmi e che evidentemente sarebbe risultata troppo impegnativa.

Come sempre, l’immagine che vediamo non è definitiva ed è basata sulla proposta iniziale.

Nel blog viene spiegato che uno dei motivi per cui è stato scelto questo set (rispetto all’altro, molto simile) è che ha raggiunto i 10000 voti per primo.

Come la volta scorsa, c’è ancora un progetto “autunnale” in valutazione: il Female Minifigure Set. In compenso il progetto avanzato precedentemente, la Land-Rover Defender 110 di Sheepo, non è passato.

Ecco il video in cui viene annunciato il set vincitore:

I risultati della prossima review saranno annunciati in primavera. Tra questi, molto interessanti, il progetto ispirato a Sherlock e la DeLorean UCS.

Lasciatemi aggiungere una nota personale… avendo costruito le mie prime elementari MOC da piccolo proprio con Ghostbusters (Ecto-1 e caserma) e persino una versione microscale della caserma come mia prima MOC da “adulto”… non potrei pensare a nulla di migliore da realizzare come set ufficiale! 😀