Hot prendo spunto dal tuo post. Penso che tu abbia frainteso il mio messaggio. Io non voglio che TLG crei sempre Set interessanti, tutti da 149,99euro. Ma "pretendo" (magari con troppa presunzione) che con quello che pago ci sia un buon rapporto con la qualità del prodotto.
Mi spiego meglio, il rapporto numero pezzi - qualità (per qualità non intendo sulla materia ma sulle tecniche di costruzione) spesso non è direttamente collegato. Esempio? Town Hall...migliaia di pezzi...e il risultato? una cozzaglia di pezzi. Cinema Palace? non l'ho in mano ancora, ma siamo (e spero di no) sulla stessa falsa riga. Idem fu per il GE. L'ultimo che si salvò fu il FB, memorabile e attesa da tutti la copertura per la claire del garage(!). Tutti odiavano quel buco in tutti i Set ove presente il garage...ma nessuno seppe far nulla, finché uscì questo Set.
Questo è un bel rapporto prezzo - qualità. E' vero, come dice TB i Set sotto licenza hanno dei ricarichi maggiori, ma non vieta di renderli "importanti". Ha ragione anche Mauro, esiste la concorrenza, non dico per noi, perché noi siamo AFOL, ma lo dico per i genitori non "AFOL": Set LEGO scarno, pochi pezzi, ecc ecc a 29,00euro; oppure altro gioco, a 18,00euro? questo è il pensiero di un genitore che non è AFOL e deve comprare il LEGO al figlio.
Tutti i miei colleghi "genitori" che sono "ignoranti" in materia e che on "vedono" ciò che vediamo noi, e le frasi ultimamente dal Natale 2012 sono stare "quanto costano, una volta i Set erano più belli, più grossi".
E' vero anche un'altra cosa, finché TLG vende...continuerà su questa politica...ma Mauro ha detto un'altra santa verità, quest'anno sono avanzati più Set sugli scaffali che gli altri anni...
Il "LOGO", la "MARCA" attira in tempi buoni, dove uno fa lo sforzo per averla lo stesso. Di questi tempi la ruota inizia a girare in un altro verso. Settimana scorsa sono andato a vedere la nuova Classe A...si bella e tutto, ma allo stesso prezzo la concorrenza mi dava di più, e come marchio la qualità è la stessa. Ok, non è il paragone esatto, ma in tempi di crisi, ora l'italiano forse forse sta iniziando a ragionare come un americano, se il prezzo e il valore del prodotto non combaciano, beh, rimane sullo scaffale.