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Nastronauta

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  1. Ciao Paolo, grazie mille per l'attenzione, allora e ora Non sono un grande amante della marzialità, ma son sempre ben disposto verso le rappresentazioni ironiche, quindi chissà... una cosa è sicura: marziale o non marziale, un po' della mia moc 2024 deriverà dalle conversazioni che avremo modo di fare a ridosso delle festività. C'è tempo comunque, mi verrebbe male mettermi già ora sulla moc di Natale grazie ancora
  2. Grazie Ivan del commento generosissimo, sono molto contento che ti sia piaciuto il post
  3. Sandro, che meraviglia! Per l'acqua però non avresti dovuto usare acqua vera, ma pezzi LEGO, dai... ah... ma aspetta... Da paura. Complimenti sia per l'acqua sia per tutti i dettagli materici con cui arricchisci sempre le tue costruzioni, sempre bravissimo! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  4. @MastroMarco ti ringrazio moltissimo, sia per le belle parole, sia per l'attenzione con cui hai osservato la mia MOC: sei riuscito a rendere più chiara pure a me una parte del processo di costruzione che devo aver seguito, in realtà, più inconsapevolmente di quanto sembri - quello che scrivo qui sotto, in pratica, me l'hai tirato fuori tu Quello del "mondo immaginato", anche quando include cose che poi "non si vedono", è un metodo che in effetti (non solo per questa mia MOC, ma anche in base ad altre esperienze che ho sentito o letto) aiuta molto nel creare qualcosa che coinvolga di più l'osservatore/spettatore/lettore. Ricordo per esempio una considerazione fatta da @pivan a Lecco con alcuni visitatori, parlando della bellissima MOC (sua e di @Iry) della libreria modulare irlandese: anche se gli interni non si vedranno mai bene come meriterebbero - come spesso succede con i modulari esposti in una città comunitaria - studiarli (posizione delle scale, attività svolte all'interno...) "fa funzionare tutto meglio", anche la resa puramente estetica della costruzione, della sua facciata esterna. Nel mio caso, essendo per me il LEGO un'occasione di puro svago, mi diverte sempre molto inscenare il contrasto/connubio tra pesante e leggero, tra burocrazia e autonomia - e quindi, per Babbo Natale, tra volare sulla slitta e allo stesso tempo avere bisogno di una rete di sicurezza: essendo grottesco lo sforzo che ognuno di noi deve fare ogni giorno, nella vita reale, per mantenersi in equilibrio tra questi contrasti, costruire mi è sempre sembrato un bel modo per esorcizzare questo stress in un mondo "senza rischi", come quello in miniatura delle minifig. Grazie ancora per il tuo commento e per l'occasione di dialogo!
  5. Grazie mille @Teazza! Il certificato era nato come cavalierino della MOC ma alla fine ne è diventato il fulcro ahah! Così brutto da sembrare autentico... Grazie ancora
  6. Grazie mille Sandro! Sei sempre molto gentile e generoso
  7. ...ed eccomi qui a parlare di una MOC natalizia, proprio ora che ci siamo lasciati definitivamente alle spalle il periodo natalizio. Per un AFOL il Natale è la delizia di una MOC festiva, ma anche la croce di elementi inevitabili quali Babbo Natale, gli elfi, la neve... La MOC di Natale è quella, peraltro, di cui è prematuro occuparsi ad agosto, su cui è faticoso mettersi al rientro al lavoro di settembre-ottobre, alla quale si pensa ancora come meta lontana a novembre e per la quale alla fine, a dicembre, non c'è più tempo. Nel mio caso, sono arrivato così tardi su questa costruzione che, per contrappasso, ho voluto dedicarla ai 364 giorni all'anno in cui Babbo Natale non compie la sua matta traversata a consegnare giocattoli, ma si prepara con calma e metodo per portare a termine il suo compito con una performance di livello irraggiungibile. La MOC rappresenta il campus di formazione per apprendista Babbo Natale, articolato in 6 moduli che cercherò di illustrare sinteticamente. Ecco, intanto, il certificato rilasciato a chi segue il corso: Durante l'Exhibricks Christmas Edition, che ha avuto luogo a Genova nel dicembre 2023 e durante il quale ho presentato questa MOC, alcuni bambini mi hanno chiesto come mai si parli di più Babbi Natale (c'è il Santa Claus che firma l'attestato, gli apprendisti che seguono il corso...): mentre mi arrampicavo sugli specchi per rispondere alla domanda sudavo freddo incrociando lo sguardo con cui i loro genitori mi supplicavano di non fare spoiler di vita. Per fortuna ci sono stati anche adulti che mi hanno domandato, senza ombra di ironia nel loro sguardo, se questo corso esista davvero al di là della rappresentazione in scala, o se abbia voluto fare questa costruzione perché per lavoro mi occupo proprio di corsi per aspiranti Santa Claus: cos'è, se non questo, la magia del Natale? Ecco di seguito i diversi moduli in cui è articolato il Corso: 1. Teoria del giocattolo In questo stand, al freddo e al gelo (ci sono abituati), alcuni elfi spiegano come produrre giocattoli e impacchettarli. 2. Scendiamo in profondità! Dalla teoria si passa subito alla pratica più estrema, con un'esercitazione che simula la calata di Babbo Natale all'interno di un camino. L'attività è svolta in completa sicurezza, con fune e rete, oltre a materassini posti nella parte sinistra della struttura, in cui è allestita una piccola parete per arrampicata. Incontriamo qui, per la prima volta, gli Schiaccianoci, immancabili addetti del Centro. 3. La scalata al successo Babbo Natale deve essere pronto ad entrare nelle case anche di chi non ha un caminetto, per cui ecco un terzo modulo in cui l'addestramento pratico è svolto su una facciata. 4. Natalecosa? Il grande ritorno della teoria! E con essa degli elfi, che con il loro percorso itinerante forniscono ai partecipanti cenni di cultura natalizia. Nell'immagine vediamo, per esempio, la spiegazione di come riesca a volare una renna, ai piedi del monumento ad essa dedicato. 5. Si vola! Volare sulla slitta è forse l'attività più rischiosa svolta da Santa Claus durante la notte di Natale, per cui nel Campus la formazione di questa mansione è svolta con l'ausilio di un simulatore 3D. Ovviamente, una struttura del genere ha dei costi vivi da coprire, per cui al termine del loro percorso di formazione i partecipanti sono caldamente invitati a visitare il gift shop posto in prossimità dell'uscita. L'edificio è una copia maldestra e kitsch della Farnsworth House, disegnata da Mies Van Der Rohe. Vi ringrazio per essere arrivati fin qui con la lettura: vi augurerei Buon Natale per restare in tema, ma è tardi ahimè, quindi buon inizio di anno nuovo!
  8. Grazie a voi!!! Weekend divertentissimo, e festival di stile impareggiabile: al prossimo anno!!!
  9. Un capolavoro dietro l'altro, devastante. La cosa che mi fa impazzire dei tuoi edifici è che tutto quello che costruisci va oltre la verosimiglianza del singolo dettaglio, non sei tu che imiti la realtà (cioè, fai anche quello) ma è la realtà che potrebbe ispirarsi alle tuo forme originali.
  10. Grazie a te Ezio! Sono d'accordissimo sul discorso della collaborazione, che porta sempre qualcosa in più La tua città, però, era GIA' un grande (non piccolo!) progetto eh! Ora vado a mettere un cuore sul post di @Teazza dedicato a quella sfilza di capolavori che porterà lui.
  11. Ciao a tutti! Scrivo questo post per presentarvi il mio primo esercizio a tema "micropolis", standard costruttivo ormai ben codificato a scala internazionale (grandezza dei moduli, composizione delle basi, etc.) e che, tuttavia, mi sembra non aver ancora guadagnato in Italia la popolarità meritata. Obiettivo del formato "micropolis" è la creazione di moduli affiancabili (base 16x16 studs o suoi multipli) in modo tale da comporre con essi un vasto paesaggio urbano in miniatura; un po' come accade con i set/moc modulari, ma a scala più piccola. La prima vera e propria micropolis che mi è capitato di vedere dal vivo è stata, durante il BiFF 2022 (ToscanaBricks) e successivamente all'esposizione di Latina 2023 (RomaBrick), quella proposta da Ezio Del Vecchio (@Delvy), un maestoso repertorio di edifici costruiti ciascuno in uno stile architettonico differente. Aver visto un progetto in microscala portato avanti con tale controllo e perseveranza ha suscitato in me l'interesse verso il tema "micro", e stimolato altri costruttori più esperti (@Iry, @pivan, @Teazza, @Vitriol e @Pamela) a riprendere in mano alcuni loro progetti in microscala, già costruiti o anche solo immaginati, e provare a fare qualcosa tutti insieme. Ecco quindi che per il BiFF 2023 ci siamo messi d'accordo per portare una micropolis comunitaria, coordinata da Ezio, per la quale ognuno ha realizzato uno o più moduli secondo lo standard. ll primo edificio di cui mi sono occupato io è la biblioteca cittadina, che ho fatto stare in 2x2 moduli da 16x16 studs ciascuno, dato l'impatto che una struttura del genere può avere sull'impianto urbano (come succede, ad esempio, per la biblioteca pubblica di New York, a cui la mia MOC vagamente si ispira). Ecco di seguito alcune immagini di quanto realizzato: Molti dettagli hanno richiesto una marea di tentativi. Ringrazio anzi gli altri componenti del progetto per i consigli che mi hanno dato, o le numerose ispirazioni fornite; se non fosse stato per loro, per esempio, i condizionatori sul tetto sarebbero tuttora enormi - grazie Ing. Porro! - e mancherebbero - o risulterebbero meno efficaci - alcuni dettagli di arredo urbano. Prendiamo per esempio la fermata della metropolitana. L'idea di inserire il trasporto pubblico nella Micropolis è già presente nella città originale di Ezio Del Vecchio, che include fermate e mezzi di trasporto a livello stradale. Teazza, per un suo modulo aggiuntivo, ha poi inserito una fermata della metropolitana. Essendo ogni modulo parte di una rete urbana, mi è sembrato opportuno riprendere queste soluzioni anche nel mio modulo, così da rafforzare l'idea di una città viva e articolata. La versione finale della mia fermata della metropolitana appare così: N.B.: i cassonetti della spazzatura sono un'altra idea di arredo urbano presa da Teazza. La copertura è composta da 8 "ali di Sweet Mayhem" (personaggio di LEGO Movie 2), cod. 34883pb01, pezzo che mi piace moltissimo per la sua originalità e versatilità (è un'ala? Una lama? Un contenitore di energia pura?), ma in una prima versione l'ingresso alla metropolitana aveva un aspetto molto più metallico e oscuro: Non molto accogliente, avrebbe disincentivato il turismo! Molti altri dettagli sono cambiati durante la realizzazione, così velocemente però da non venir documentati. Probabilmente, meglio così. Grazie per l'attenzione, a presto! Giorgio
  12. Ciao!! Benvenuta!! Hai iniziato la collezione con un set mica da ridere! [emoji2] non poteva finire lì, per forza... [emoji1] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  13. Benvenuto Max! [emoji4] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  14. Grazie mille Nico!! Guarda che questa moc potenzialmente era già orrenda eh... mi sa che l'hai guardata con ancora troppa simpatia [emoji1787] Per quanto riguarda il distacco dagli standard classici, sono contento che ti sia piaciuta la moc anche per questo motivo: l'idea di partenza in effetti era proprio quella di fare un edificio più contemporaneo rispetto al canone dei modulari; una volta inserito nella città comunitaria, però, sembrava uno di quegli edifici costruiti senza alcuna attenzione al loro contesto. Per non abbandonare comunque questa idea di modulari contemporanei, bisognerebbe farne un intero quartiere, coerente almeno al suo interno... ma qui mi sa che servono rinforzi! Se vuoi unirti alla causa... [emoji4] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  15. Ahia si mette male... [emoji1787][emoji1787] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  16. Grazie Paolo [emoji4] Pensavo che come contrappasso per la demolizione di UNA moc andasse bene la costruzione di UNA moc... no? [emoji28] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  17. Grazie mille [emoji4] Effettivamente sarebbero state un bel dettaglio da aggiungere! Mi sa che non ne ho nello sfuso... si trovano nei set friends, giusto? Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  18. Ciao a tutti! Pubblico in questo post alcune immagini della MOC modulare che ho portato a Lecco 2023 per il diorama comunitario, miticamente diretto da @BOLTO@, MOC presentata poi anche al concorso per modulari-angolari indetto qui sul Forum (grazie @Fabbbbbricks, e grazie anche a @pivan e @Iry per aver l'idea di partenza); avendo terminato la MOC, senza quasi dormire, la notte prima della partenza per Lecco, a suo tempo ero riuscito a inviare (per il concorso) appena qualche foto orrenda e una breve descrizione, per cui approfitto della sezione "MOC" per postare qualche altra foto scattata successivamente con più cura. Partiamo dal fondo: le attuali macerie. La costruzione di questa MOC è stata per me un banco di prova molto stimolante, in quanto non mi ero mai cimentato in modulari; lo stesso processo partecipativo di realizzazione della città da parte di quasi trenta costruttori diversi è stato occasione per me di vedere moltissime opere straordinarie, ciascuna delle quali avrebbe meritato un banchetto per sé, e che invece han dato forma, tutte insieme, ad un diorama più grandioso della somma delle sue parti. Ho già demolito il mio modulare, come si vede qui sopra, perché confrontandomi per la prima volta direttamente con altri modulari mi sono reso conto di diverse modifiche che avrei potuto apportare per migliorarlo... ma modifica questo, modifica quello, ho capito che avrei fatto prima a recuperare i pezzi sfusi e costruire un altro edificio da zero. Veniamo comunque al modulare che fu: si tratta di un edificio pensato come Museo Internazionale dei Racconti del Mare, ossia come luogo di esposizione di opere (cimeli, quadri...) che hanno come denominatore comune storie o leggende ambientate sulle onde. Forse a Lecco avrei dovuto portare qualcosa ispirato ad acqua più placida e meno salata? Mmm... La parte costruita è distinta in due blocchi separati, uno già completato e aperto al pubblico, e un secondo ancora in cantiere, in pratica un'espansione del Museo a fianco; questo "lotto 2" è in realtà un nascondiglio per le componenti elettriche (vano batterie e cavetti delle luci LED) implementate nella MOC; la centralina batterie/Bluetooth è stata inserita in modo tale da poter essere completamente accessibile dall'esterno senza smontare alcunché: le batterie sono inseribili dall'esterno, e il pulsante di accessione è raggiungibile con la mano attraverso lo spazio aperto soprastante. Di seguito qualche altra immagine di dettaglio di questo alloggiamento, scattata durante la costruzione. Per l'illuminazione ho utilizzato esclusivamente prodotti LEGO (coppie di luci LED - generalmente usate nei treni - collegate alla centralina Bluetooth) così da poter regolare accensione e intensità tramite l'app per cellulare "PoweredUp". Questa MOC è stata per me un banco di prova non solo nel mondo dei modulari, ma anche per quanto riguarda le componenti elettriche: anche da questo punto di vista ho capito, a costruzione finita, in quanti altri modi avrei potuto sistemare meglio le connessioni e ottimizzare lo spazio occupato da esse, per cui è un bene anche da questo punto di vista aver già demolito tutto. Il "lotto 2" (il "cantiere" che ospita le parti elettriche) è costruito come blocco unitario da cui fuoriescono, a diverse altezze, i LED, i quali vengono poi fissati su "headlights" (pezzo cod. 4070) trasparenti, montati all'interno dei muri (color "tan") dei diversi piani sovrapposti; essendo l'edificio principale pensato per essere ispezionato piano per piano, slacciando quindi temporaneamente i LED dal loro alloggio nei muri "tan", ho voluto dare un aggancio di riscontro anche nel muro del cantiere (tramite headlights "dark bluish grey"), così da non rischiare che il cavetto, lasciato libero, cada dentro la costruzione grigia e sia poi impossibile da recuperare a mano, senza smontare tutto. Nell'immagine seguente si può vedere come è pensata la costruzione una volta "aperta", e sotto di essa potete vedere le immagini della sequenza di montaggio. Gli interni sono pensati, a tutte e tre le altezze, come spazi di esposizione: ho cercato di ricreare opere che potessero raccontare delle storie in un percorso espositivo di tipo contemporaneo (v. ad esempio la leggenda delle paperelle in fuga, collocate sulle pareti e in mezzo alla stanza - e inserite, per la cronaca, solo per strizzare l'occhio a @pivan, @Iry, @Vitriol e @Teazza ). Chiudo questa descrizione con un omaggio ai costruttori del "lotto 2", e ringraziando te, lettore, che sei arrivato fin qui. A presto! Giorgio
  19. Grazie a te Fabio!!! Il mio primo contest ItLUG, e già non vedo l'ora che ne escano altri [emoji7] A presto!! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  20. Grazie mille [emoji4] a presto!! [emoji4] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  21. Grazie mille, sono felice ti sia piaciuta!! Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  22. Nastronauta

    Piantine

    [emoji1787][emoji1787] potrebbe anche non essere un concorso (cioè un premio [emoji1787]) in più: provare, con la "caccia al tesoro del codice" o altro, il passaggio da tutte le stanze potrebbe essere anche solo la condizione necessaria per partecipare a quelli già presenti (mi sembrava che ci fossero già concorsi per i visitatori, ma magari ho capito male [emoji4]) Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  23. Ti ringrazio molto [emoji4][emoji4] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  24. Nastronauta

    Piantine

    E se... visto che sono già attivi concorsi, uno di questi prevedesse una "caccia al tesoro" che attestasse la visita di tutte le sale? Per non dover dimostrarla con gadgets (che implicherebbero un costo non indifferente) potrebbero essere stampati dei qr-code in ogni stanza, in modo da svelare ad esempio i numeri parziali di un codice finale da presentare all'uscita (o qualsiasi altro gioco su questa falsariga dei "pezzi di un puzzle da raccogliere sala per sala"). È solo un'idea in più oltre quelle già molto buone proposte, per favorire una visita più omogenea di tutte le sale sfruttando gli istinti più "immediati" (vincere un premioooo [emoji1787]). Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
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