Questo week-end a Calvisano, Lastra di Signa e Asola!

itlug-calvisano-2016Week-end impegnativo questo che ci attende!

Iniziamo con il primo appuntamento ufficiale in provincia di Brescia dell’anno… ItLUG Calvisano! Gli espositori sono tutti all’opera per garantire uno spazio di ritrovo per tutti gli appassionati, ma anche per tutti coloro che non hanno mai partecipato a un evento simile !

Sabato dalle 14:00 alle 20:00 e domenica dalle 10:00 alle 18:00 ci potrete trovare al Chiostro Domenicano di Calvisano (BS), in centro al paese contornato dalla Fiera Agricola del paese che si ripete da moltissimi anni, come il palio delle oche caratteristico dello stesso paese. L’occasione ha voluto che per contestualizzare l’evento con i mattoncini LEGO® in tale paese, detto “Il Paese delle Oche” sia stata creata una versione inedita di Oche ad “hoc” presenti sul volantino e inserite in una fattoria vista la concomitante della Fiera Agricola, il tutto sarà esposto affinché tutti possano vederle da vivo!

Saranno inoltre presenti molte altre creazioni per uno spazio espositivo sviluppato su un area tavoli di circa 100 metri quadrati e 500 metri quadrati di area gioco libero.

Tutte le informazioni nella pagina dedicata all’evento.

TBS010-Mattoncini_A_Scuola_2016-Locandina_A3-1000Proseguiamo poi con “Mattoncini a scuola” a Lastra di Signa, in provincia di Firenze! Il comitato dei genitori, il comune di Lastra a Signa e l’Istituto comprensivo scolastico organizzano un week–end di festa per le famiglie dove trovano spazio anche i mattoncini LEGO. I nostri espositori curano una grande zona espositiva con città, scenari fantasiosi e mezzi in movimento. Sarà presente inoltre un’area di gioco libero Pick & Build e verranno svolte gare di speed building.

Dai mattoncini LEGO arriverà anche un aiuto concreto alla scuola: il ricavato della festa sarà infatti interamente destinato all’Istituto comprensivo scolastico.

Tutte le informazioni nella pagina dedicata all’evento.

Infine, sempre questo week-end, partecipiamo anche all’evento organizzato dagli amici di Cremona Bricks nella scuola Chiantarelli di Asola (MN). Anche questo evento si chiama “Mattoncini a scuola!”

Anche qui, tutte le informazioni nella pagina dedicata all’evento.

Insomma, avete solo l’imbarazzo della scelta!

MOC: “Duel” Truck Peterbilt 281

[Riceviamo dal nostro socio MadMax (Massimiliano Battaglia) questo articolo e lo pubblichiamo con piacere. Galleria completa su Brickshelf.]

Da bambino abitavo (ed abito tuttora) vicino ad una cava di materiali edili e, quando mia mamma non sapeva come farmi trascorrere le giornate estive, chiedeva a mio nonno di accompagnarmi a “vedere i camion”… avevo tre anni e da allora sono sempre stato affascinato da questi enormi veicoli tanto che oggi cerco di riprodurli con i mattoncini LEGO®.

Una sera, quando ero appena un po’ più grandicello, proponevano in TV il film “Duel” di Steven Spielberg, tratto da un racconto di Richard Matheson: un film rimasto nei miei occhi e nella mia anima. Non vi racconto la trama: voglio invece raccontare come è nata l’idea di costruire l’autocisterna protagonista del film. Prima di iniziare (era il 2011) ho cercato su Internet per vedere se qualche altro AFOL avesse avuto la mia stessa idea: nessuno si era ancora cimentato e mi sono messo subito all’opera.

Sono partito dal materiale che ho trovato sul sito web del film e sul blog “Then & Now Movie Locations: Duel” ed ho iniziato a fare ricerche sul modello del Camion, un Peterbilt Needlenose 281 del 1955, cercando foto fatte da più angolazioni. Nelle riprese del film vennero usati due camion modello 281 e due modello 351 che presentano alcune piccole differenze: io ho scelto di attenermi al modello 281 del ’55. Con un aspetto decisamente aggressivo, “cattivo” (Spielberg ci vedeva un volto demoniaco), sporco e mal curato il 281 è il camion più famoso tra i camionisti americani: è divenuto l’emblema del tema “road-movie” ed incarna, in chiave moderna, non tanto la lotta tra il bene ed il male, ma la lotta tra il Gigante Golia e il piccolo Davide.

Non essendo capace di realizzare l’opera con l’aiuto di un CAD al computer, mi sono armato di pazienza ed ho costruito per tentativi (molti tentativi!). I primi pezzi che ho scelto per iniziare la costruzione del modello sono le ruote 62.4 x 20 S. La scelta delle ruote fissa anche la scala con cui si costruisce il modello che, nel mio caso, è risultata essere 1:17,5. La motrice è divisa in tre grandi parti separabili: il motore, il muso e la cabina. Partendo dalle foto ho realizzato la cabina scegliendo di utilizzare mattoncini in Reddish Brown: la vera sfida era cercare di trovare i pezzi delle giuste dimensioni (in questo colore). Non avendo trovato foto del motore ho scelto di realizzarne uno partendo da quello del set #5571. Infine ho realizzato anche la motrice (lunga 53 cm) utilizzando circa 890 pezzi (di colori Reddish Brown e Light Gray). All’interno della cabina ho messo alcuni particolari che si notano nel film, come la leva del cambio, l’orologio sul cruscotto e la piccola ventola per l’autista che nel film compare spesso (compare anche nella scena finale..!). Il sedile è intero, come era nei camion degli anni ’50, e sopra il cofano motore c’è lo specchietto supplementare.

Il rimorchio (lungo 64 cm) è la parte che mi ha dato più problemi, sia per la mole dei pezzi, sia per la difficoltà nel rendere più realistica possibile la parte tondeggiante della cisterna. L’idea iniziale era di costruirlo utilizzando dei Brick Arch Curved ma, nonostante i vantaggi presentati da questo pezzo, non ero del tutto soddisfatto della resa estetica. Ho provato quindi ad usare gli Slope: sono partito dagli Slope 33° (78 pezzi), sono passato dagli Slope 45° (28 pezzi da 2 stud e 64 da 4 stud) ed infine sono arrivato agli Slope 65° (78 pezzi) che mi hanno da subito convinto (il risultato mi è sembrato subito molto realistico). Il rimorchio è composto da circa 500 pezzi, molti dei quali montati all’interno della cisterna per ottenere solidità, robustezza e la giusta pesantezza.

Una volta completata la MOC, ho realizzato gli adesivi e li ho applicati fedelmente al modello originale. Ho scritto anche una e-mail, allegando le foto della MOC completata, a Steven Spielberg che, nel giro di un paio di giorni, mi ha risposto facendomi i complimenti per l’opera realizzata (non credo lui, ma qualcuno del suo staff). Invito tutti gli AFOL (con patente di guida) a vedersi il film “Duel”: vedrete che questa MOC acquisterà un valore aggiunto. Buona strada a tutti!

The LEGO Architect – Intervista a Tom Alphin

[Riceviamo dal nostro socio Domenico Franco (@f_random) questo articolo e lo pubblichiamo con piacere.]

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Non credo esista al mondo individuo, adulto o bambino, che con qualche mattoncino LEGO® a disposizione non abbia mai costruito una “casetta”: questo tipo di costruzione è la rappresentazione più immediata e spontanea di ciò che si può realizzare con i mattoncini.

Nel corso degli anni è notevolmente aumentata la varietà di pezzi e di colori che ha consentito di riprodurre con pochi elementi opere di architettura esistenti. Nel 2008 LEGO ha iniziato la fortunata serie LEGO Architecture e grazie a questi set molte persone interessate all’architettura si sono riavvicinate al mondo dei mattoncini LEGO riaccendendo sopite passioni: tra questi segnaliamo Tom Alphin, autore del libro The LEGO architect.

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Tom Alphin, che abbiamo contattato direttamente e che molto gentilmente ci ha inviato le cartoline promozionali che vedete qui sopra, non è un architetto e neanche un addetto ai lavori, bensì un programmatore alla Microsoft. La sua passione per l’architettura lo ha portato a collezionare tutti i set della serie LEGO Architecture e successivamente a scrivere questo libro in cui ha riassunto la storia di diversi stili architettonici tradotta in mattoncini: la sua opera è il frutto di un lungo lavoro di ricerca che ha permesso a Tom di scegliere tra i migliori artisti le opere più significative che riescono a rendere perfettamente l’idea dell’edificio riprodotto, attraverso le semplificazioni inevitabili dovuta ai limiti dei mattoncini. Abbiamo approfittato della sua disponibilità per porgli una paio di domande.

D: Nonostante gli evidenti vincoli di forme e dimensioni pensi comunque che i mattoncini LEGO siano un buon materiale per i modelli di architettura?

R: Penso che i mattoncini LEGO siano un fantastico materiale per imparare molto sull’architettura, dato che i mattoncini di plastica sono ormai onnipresenti, hanno un grande richiamo e sono dunque un modo molto accessibile per costruirsi i propri modelli [architettonici]. Ho sentito da molti architetti che modelli architettonici costruiti in mattoncini LEGO risultano più attraenti al pubblico rispetto a quelli tradizionali e questo potrebbe essere un modo nuovo per accostarsi ai clienti. Probabilmente per alcune architetture complesse e non ortogonali come i lavori di Frank Gehry o Santiago Calatrava non è il miglior materiale utilizzabile.

D: Qual è il tuo set LEGO Architecture preferito?

R: Ho tutti i modelli della serie, devo ancora costruire la Robie House e Marina Bay Sands. Sono abituato a costruirli senza seguire le istruzioni (tranne Fallingwater) trattandoli come un puzzle in 3D e basandomi sulla fotografia della scatola. Tra i piccoli set ritengo che i migliori siano lo Space Needle, incredibilmente verosimile con così pochi pezzi, e il Big Ben, molto dettagliato esteriormente. Mi piacciono tutti i modelli grandi, specialmente quelli con molti particolari come La fontana di Trevi e il Louvre. La Casa Bianca resta una dei migliori set nonostante l’uso di semplici tecniche di costruzione. Mi auguro che tra i prossimi modelli della serie ci saranno il Centre Pompidou, il Burj Al Arab, altre opere di Frank Lloyd Wright e naturalmente il Chrysler Building.

Tornando al suo libro, ha meritato la copertina il superbo lavoro di Ken Parel-Sewell: l’Unité d’Habitation di Le Corbusier. L’edificio è riproposto in micro-scale, ovviamente non poteva essere una copia perfetta dell’originale ma Ken è riuscito egregiamente a raccontare l’essenza di questo capolavoro dell’architettura brutalista.

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Con questo libro avrete la possibilità di costruire 12 modelli utilizzando i pezzi del set Architecture Studio più una piccola integrazione (trovate la lista completa qui).

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“The LEGO architect” è disponibile dalla fine di settembre presso Amazon.it e ibs.it.

Intervista apparsa in origine sul sito di RomaBrick.

LEGO® Star Wars™ 75098: Assault on Hoth™

75098_box1_na-cDopo tutti i rumor dei giorni scorsi ecco, direttamente dalla New York Toy Fair, la presentazione del nuovo set UCS della linea Star Wars. Il set, dal costo di 249,99 euro per il mercato tedesco (il prezzo in euro può variare da paese a paese), sarà disponibile attraverso shop.LEGO.com, i LEGO® Store e via telefono a partire dal 30 aprile.

Dal comunicato ufficiale:

75098: Assault on Hoth™, 2144 pezzi

US $249.99 – CA $299.99 – DE € 249,99 – UK £219.99 – DK 2199.00 DKK

Conduci battaglie piene di azione su Hoth come mai prima!

Questa fantastica riproduzione LEGO® della Base Echo dell’Alleanza Ribelle di Star Wars: Episodio V L’Impero colpisce ancora ha tutti i dettagli di cui hai bisogno per ricreare l’epica battaglia sul pianeta ghiacciato. Pianifica una missione di esplorazione con lo Snowspeeder armato con due shooter a molla e, scoperta la speeder bike nemica, torna indietro alla base ad aiutare Luke, Han e gli altri eroi dell’Alleanza Ribelle a bloccare le porte a prova di esplosivi, preparare i cannoni laser, manovrare le torrette armate con shooter a molla e attivare il devastante cannone a ioni, anch’esso con shooter a molla! Questo incredibile modello ha moltissimi dettagli, come l’area di servizio con le casse, una sala di controllo, un generatore di potenza (con meccanismo per farlo esplodere), un’antenna rotante per le comunicazioni, un punto di osservazione con uno shooter doppio e un Tauntaun con la sua stalla. C’è perfino la caverna del Wampa (col Wampa) da cui Luke deve scappare! Questo set incredibilmente dettagliato ha un design modulare che ti permette di creare la tua personale configurazione della base dell’Alleanza Ribelle. Preparati per l’esperienza LEGO Star Wars definitiva!

  • Include 14 minifigure con armi assortite: Luke Skywalker, Han Solo, Toryn Farr, Ufficiale Ribelle, Wes Janson, Wedge Antilles, K-3PO, 5 Soldati Ribelli e 2 Snowtrooper, più un R3-A2, un Tauntaun ed un Wampa.
  • Include la base dell’Allenza Ribelle con parete modulari e uno spezzone di trincea, uno Snowspeeder e una speeder bike.
  • La sezione di parete presenta porte scorrevoli anti esplosione, l’area di servizio con casse, la sala di controllo, un generatore di Potenza con meccanismo per farlo esplodere, un cannone a ioni con doppio shooter a molla, una torretta laser con shooter a molla, una torretta laser con shooter a molla e spazio per una minifigura, un punto di osservazione con uno shooter doppio e lo spazio per una minifigura, una stalla per il Tauntaun e la caverna del Wampa.
  • Lo spezzone di trincea presenza blasters pesanti, torrette laser con doppio shooter a molla e spazio per una minifigura e un cannone a laser con un veloce stud shooter.
  • Lo Snowspeeder presenta una cabina di pilotaggio, flap estensibili e 2 shooter a molla.
  • Sono incluse la spade laser di Luke, 7 pistole blaster, 2 fucili blaster e 2 blaster.
  • Sono inclusi 7 elmi da Ribelle, 2 elmi da Snowtrooper e gli elmi da combattimento di Wes e Wedge.
  • Prepara le armi e sii pronto a far fuoco!
  • Salta sullo Snowspeeder e segui le tracce del nemico.
  • Dal punto di osservazione controlla l’avanzata delle forze dell’Impero.
  • Chiudi le porte anti esplosivo e preparati alla battaglia!
  • Prenditi cura del Tauntaun.
  • Solleva lo Snowspeeder pronto per la manutenzione.
  • Abbatti le astronavi in orbita con il devastante cannone a ioni!
  • Riuscirà Luke a fuggire dal feroce Wampa?
  • Lo Snowspeeder misura 5 cm in altezza, 18 cm in lunghezza e 17 cm in profondità.
  • La speeder bike misura 3 cm in altezza, 13 cm in lunghezza e 4 cm in profondità.
  • Il generatore di potenza misura 8 cm in altezza, 16 cm in lunghezza e 13 cm in profondità.
  • La sezione di parete misura 15 cm in altezza, 51 cm in lunghezza e 30 cm in profondità.
  • Lo spezzone di trincea misura 10 cm in altezza, 35 cm in lunghezza e 11 cm in profondità.

Recensione 75827 – Caserma di Ghostbusters (Firehouse Headquarters)

Non potevo esimermi dal dire qualcosa su questo set, dopo averlo finalmente montato! Vi risparmio la pappardella sul perché per me questo edificio significhi molto e su come io ci abbia già dedicato tre MOC nella corso degli anni… ho già dato!

Dati principali

La scatola.

La scatola.

  • Nome: Firehouse Headquarters
  • Numero set: 75827
  • Numero pezzi: 4634
  • Minifig: 9
  • Età: 16+
  • Prezzo: 359 EUR
  • Disponibilità: gennaio 2016

4634 pezzi, il terzo set più grande mai prodotto da LEGO® e sicuramente il set più grande che io abbia mai costruito.

Avevo resistito alla tentazione di guardarlo in dettaglio prima, per non “rovinarmi” il processo costruttivo, ma chiaramente alcune cose mi avevano colpito a prima vista.

Prima di tutto le proporzioni: “sbagliate” rispetto all’edificio reale (prendendo l’altezza come metro di paragone, dovrebbe essere più profondo e più largo), ma comprensibili dal punto di vista commerciale.

Poi il colore. L’edificio, nel primo film è marrone (prima che venga acquistato dagli Acchiappafantasmi) e in seguito alle sistemazioni diventa grigio scuro. Nel secondo film invece è color mattone, com’è tutt’ora (la produzione non aveva avuto il tempo di modificarlo come invece avevano fatto nel primo film). Il colore LEGO che più si avvicina al mattone è il dark orange, qui invece è stato scelto il dark red. Anche questa è una scelta che comprendo per un set; evidentemente non esistono in dark orange tutti i pezzi che sarebbero serviti. Lo stesso discorso probabilmente è valido per i muri interni del piano terra: le parti in dark green dovrebbero essere in sand green. Per la sezione inferiore dell’esterno invece il grigio chiaro è una buona scelta (il colore originale è una specie di bianco sporco… anche perché è realmente sporco, dettaglio che viene reso utilizzando in alcuni punti il brick mattonato).

Altra cosa che salta subito all’occhio è la scala del set, è scala minifig… letteralmente scala minifig, a differenza di quella leggermente più piccola usata normalmente. Questo significa che il risultato estetico di questo set all’interno di un diorama, magari di fianco a un modulare, non è il massimo perché è troppo grosso in proporzione. La caserma invece dovrebbe essere un edificio relativamente piccolo. (Starebbe invece bene vicino ai grattacieli del nostro socio Marco Cancellieri, magari!) Questa è una scelta decisamente interessante per un set, ma la motivazione immagino semplicemente sia che facendolo nella solita scala non ci sarebbe stato modo di farci stare degli interni decenti (gli interni dei film sono stati girati in un’altra caserma, a Los Angeles, molto più profonda di questa e con quindi molto più spazio) e non ci sarebbe potuta entrare la Ecto-1.

Poi si nota subito il metodo scelto per fare i mattoni e i bordi grigi scalati delle finestre. I metodi a disposizione, a grandi linee, potevano essere sostanzialmente quattro: questo utilizzato (mattoncini normali e tile snottati per fare il grigio), una variante di questo con i mattoncini mattonati invece di quelli normali (bella, ma gli angoli sarebbero inguardabili), tutto con tile snottati (un po’ eccessivo e poi i mattoni veri sono più piccoli delle parti grigie) oppure plate per i mattoni e mattoncini normali per le parti grigie (come ho fatto io nella mia ultima MOC)… secondo me quest’ultima è l’opzione con il risultato più realistico, ma avrebbe probabilmente portato il set ad avere un costo folle. Quindi ottima scelta, comunque molto efficace.

Ultima cosa… i lati “nascosti”. Si è optato per una replica dei lato “esposto”, per il lato lungo, e per un retro decisamente inguardabile. Nella realtà entrambe le pareti sono semplicemente costruite con mattoni marroni (non sono pensate per essere “viste” essendo vicine ad altri edifici). Scelta prevedibile quella del lato lungo (non si poteva fare “brutto”), meno prevedibile invece quella del retro che è proprio brutto!

Detto questo, passiamo alla costruzione vera e propria del set.

Il contenuto della scatola.

Il contenuto della scatola.

Costruzione

La scatola (enorme!), decorata con le caratteristiche strisce nere e gialle delle trappole dei film, include 18 sacchetti numerati e due ulteriori scatole bianche che includono a loro volta 11 + 11 sacchetti numerati da 1 a 14 più due sacchetti senza numeri, una baseplate 32×32 DBG, una baseplate 32×16 DBG, due plate reddish brown 6×16, un “palo” e due fogli di adesivi: uno classico e uno con gli adesivi a specchio. Oltre naturalmente al librone delle istruzioni.

Si parte con la costruzione del piano terra. Per i marciapiadi troviamo la classica pavimentazione a tile e da lodare ci sono gli ottimi paracarri gialli e il portone di ingresso con tanto di porticina pedonale. Il portone però si apre verso l’interno, mentre dovrebbe aprirsi verso l’esterno (lintralcio probabilmente è l’arco interno).

Nel secondo step si costruisce una piccola unità di contenimento sotto le scale. Chiaramente il suo posizionamento qui è una licenza poetica, visto che dovrebbe essere nel sotterraneo. Ma a meno di fare un set con il piano stradale rialzato, non avrei visto altri metodi per inserirla…

L'unità di contenimento.

L’unità di contenimento.

La scrivania di Janine include una tecnica di costruzione che credevo fosse considerata illegale (devo essere rimasto indietro)! Un panel viene infatti infilato tra gli stud di un plate (come nei cavalli del castello giallo, per capirci). Ottimo l’effetto legno sulla parte dietro l’ufficio di Venkman e molto belli i tile stampati con i giornali. C’è una curiosa commistione di pezzi stampati e adesivi in questo set, probabilmente stampare tutto avrebbe alzato ulteriormente il prezzo.

Si inizia anche a costruire la parete laterale che si apre, in due parti, per poter permettere l’accesso agli interni e la loro giocabilità. E non si può fare a meno di notare che quando il set è chiuso al piano terra gli interni non hanno molto senso perché la colonna delle scale finisce contro la scrivania di Janine e parte dell’ufficio di Venkman finisce sotto le scale contro il dispositivo di stoccaggio.

Tra il piano terra e il primo piano (e poi anche tra i piani successivi) c’è una struttura in pezzi Technic che ha il duplice scopo di fornire sostegno al set e ai lampadari.

Quando inizio il primo piano, allo step 5, ho la simpatica sorpresa di trovarmi un plate 2×16 piegato. Ma questo poco c’entra con la recensione, per fortuna, per quanto sia davvero curioso trovare un pezzo rovinato in questo modo in una scatola perfetta.

Inizia in questo step l’unica parte noiosa della costruzione: il posizionamento dei tile 1×1 e 1×2 snottati attorno alle finestre. Soprattutto gli 1×1 che per ovvi motivi richiedono più attenzione per essere applicati dritti. Di buono c’è che l’azione ripetitiva è diluita su sostanzialmente tutto il resto della costruzione e quindi non risulta nemmeno particolarmente pesante.

Al primo piano inizia anche la costruzione di mobili ed elettrodomestici (c’era qualcosa anche al piano terra, ma era minimale). La cucina è veramente fantastica… con tanto di caraffa del caffè, scatola di cereali (stampata), lattine (con la parte superiore stampata) e persino… dei Tupperware! C’è poi un cabinato da sala giochi, la camera da letto… e il bagno, davvero molto realistico! Non sono un grande fan delle sedie appoggiate, invece; appena si sposta minimamente la caserma cadono finendo da tutte le parti.

Il bagno.

Il bagno.

Al secondo piano troviamo invece un locale unico con il biliardo (davvero bello!) e il laboratorio con tutti i computer e le apparecchiature scientifiche. Abbiamo anche la camera oscura vista nel secondo film (da notare le finestre “oscurate” con i vetri bianchi che hanno debuttato poco tempo fa – stampati – nel TARDIS) con altri pezzi appoggiati e che quindi perderò subito. Una cosa che manca è il muro che separi questa camera dalla stanza più grande… va “immaginato” (lo stesso al primo piano, non c’è separazione tra camera da letto e bagno). Questo di nuovo evidenzia il fatto che gli interni non siano da essere considerati a set chiuso, ma soltanto a set aperto.

C’è un solo palo da pompiere per calarsi al piano terra velocemente (dovrebbero essere, se non sbaglio, almeno sei), ma il problema era sicuramente il solito: la mancanza di spazio. Questo palo funziona davvero bene e l’idea di usare il palo a spirale è davvero ottima.

Infine il tetto. Anche questo appoggiato sul suo sostegno Technic ed è abbastanza semplice. Il muretto laterale tende ad alzarsi e non restare sempre ben aderente alla base (problema di cui soffre anche la mia MOC, probabilmente dovuto allo strato multiplo di plate).

Le minifig. Egon, Ray e Winston sono quasi gli stessi della Ecto-1 (minime differenze nei torsi e con il logo anche sul braccio, per fortuna. E Winston ha i capelli di Finn). Peter invece è appena stato… ehm… “slimed”, quindi è sporco. Bellissime le minifig di Dana in versione Guardia di Porta e di Louis in versione Mastro di Chiavi. E anche Janine dal primo film è perfetta (posso mandare in pensione la mia custom, mi resterà solo Walter Peck). Belle ma non necessarie le altre due e i fantasmi (tranne Slimer, ovviamente!).

Louis e Dana.

Louis e Dana.

Le istruzioni sono un librone orizzontale di 420 pagine (!) con 600 step. E con lo sfondo delle pagine nero, il che rende a volte difficoltosa la lettura. I nuovi pezzi vengono comunque evidenziati in ogni passo con un bordo giallo, per semplificare la costruzione. All’inizio del librone viene raccontata la storia del primo film e si spiega il ruolo della caserma, sempre nel primo film. Il tutto accompagnato da qualche vecchia foto promozionale.

Possiamo infine rispondere alla fatidica domanda: Ci sta la Ecto-1? La risposta è… sì e no. Sì se si leva la scrivania di Janine, no se non si leva nulla. Questo deriva dai due fattori già citati: l’edificio in proporzione dovrebbe essere più lungo e gli interni reali comunque erano di un altro edificio ancora più lungo. La scala dell’auto è comunque corretta ed entra senza problemi dal portone.

Per quanto riguarda i pezzi… ovviamente questo set è una manna dal cielo. Tantissimo dark red, tanto dark green, tanto tan e tanto grigio. Ma non so se possa convenire economicamente comprare questo set appositamente per smistarlo.
Per quanto riguarda i pezzi nuovi m’è subito saltato all’occhio il Panel 1 x 2 x 1 with Rounded Corners and 2 Sides grigio, il Panel 1 x 6 x 5 Corrugated sul portone e le bellissime porte degli armadi delle tute: Door 1 x 4 x 6 with Three Panes and Stud Handle with Reddish Brown Glass.

In totale ho impiegato (in due sessioni) ben sette ore a costruire il set. Per me decisamente un record.

Ho ovviamente notato diverse somiglianze con la mia MOC, nonostante la differenza di scala, ma mi pare naturale essendo un edificio reale. I vari stipiti, il modo in cui sono sfasate le finestre, il semaforo, i capitelli… Sono dettagli, ma danno una certa soddisfazione!

Set vs. MOC.

Set vs. MOC.

Giudizio finale

Pezzi (PARTS): Ottimi pezzi in bei colori e grandi quantità. Ci sono anche degli adesivi, è vero, ma il lato positivo è che li si può usare su qualsiasi pezzo per le proprie MOC. Sicuramente comprerò un altro foglietto. 10/10
Personaggi (MINIFIG): Bellissime Dana, Louis e Janine, oltre alle versioni migliorate dei quattro Acchiappafantasmi. 10/10
Design (DESIGN): Le numerose scelte che portano il set ad avere numerose differenze rispetto all’edificio reale sono comprensibili e condividibili. 10/10
Giocabilità (PLAYABILITY): Ci gioco io con questa, figuriamoci un bambino. 10/10
Processo costruttivo (BUILD): molto divertente, con l’unica parte noiosa “spalmata” su diverse ore di costruzione e mescolata con il resto. 10/10
Prezzo (PRICE): Molto alto per un set, ma se guardiamo la media per pezzo (0,079) non è poi nemmeno così terribile. 9/10
Valutazione generale (OVERALL): Da non perdere se siete fan di Ghostbusters (ovviamente), ma anche se non lo siete perché è un edificio davvero bellissimo. 10/10

Dettagli e curiosità

  • Da parte al portone c’è una targhetta sola. È corretto. Oggi ce ne sono due, ma la seconda è in memoria di un pompiere della caserma morto l’11 settembre (Vincent G. Halloran). Chiaramente negli anni 80 era solo una (dedicata a un altro pompiere morto durante il servizio, William D. Prange).
  • Il portone riprodotto è quello del primo film. In realtà non è mai stato il vero portone della caserma, ma un’aggiunta fatta apposta per il primo film.
  • Su un adesivo si può leggere “R.I.P. H.R.”, in omaggio a Harold Ramis (e poco più in là, sullo stesso adesivo, la firma del designer Marcos Bessa… che sta partecipando in questi giorni nella versione danese di Got Talent, come cantante. Giuro! Egrave; pure bravo!)
  • C’è una mappa appesa a un muro (un adesivo) con un dettaglio di Manhattan (Tribeca) in cui è indicata la posizione reale della caserma.
  • Sulla facciata sono presenti 4 tile round 1×1 con delle stelle. In realtà questi nel primo film erano stati coperti e non erano visibili (a differenza di quelli laterali), si può vedere nella seconda foto della caserma reale più in alto. Nel secondo film, per i motivi detti prima, si vedono anche questi.
  • Sempre sulla facciata ci sono due luci. Anche queste non c’erano all’epoca del primo film (ma appaiono nel secondo).

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    Brevissima storia della caserma.

    La caserma Hook and Ladder 8 (14 North Moore Street, New York) è stata costruita nel 1904 e originariamente era larga il doppio di quanto sia ora, con due portoni per permettere il passaggio di due camion (carri, allora). Nel 1915 la via che affianca il lato lungo (Varick Street) fu allargata per connetterla alla Settima Avenue e quindi metà caserma fu abbattuta e la metà rimanente spostata a est per lasciar spazio alla strada allargata. Da allora è rimasta sostanzialmente invariata. La caserma è ancora attiva e al momento è chiusa per ristrutturazione. Una delle mie MOC future? La versione originale doppia, naturalmente!

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