LEGO® 71006 – The Simpsons™ House

The Simpsons™ HouseLe voci giravano da mesi, prima non ufficiali, poi ufficiali, poi sono arrivate le prime immagini di straforo delle minifig e infine di questo set, che oggi LEGO ha annunciato ufficialmente con profusione di immagini e con tanto di video ufficiale! The Simpsons™ House sta per arrivare! A febbraio sarà in vendita (in esclusiva sullo Shop@Home e nei LEGO® Store) e si potrà ammirare in anteprima all’apertura del LEGO® Store a Disneyland® Parigi, il 14 gennaio. Il set sarà inoltre in vendita nei migliori negozi di giocattoli a partire da maggio.

Ecco il testo del comunicato stampa

Ricreate le scene più divertenti della classica serie animata con la casa dei Simpson! Direttamente da Springfield questo fantastico modello è pieno di dettagli ricreati con i mattoncini LEGO®. Alzate il tetto e aprite la casa per scoprire l’enorme stanza di Homer e Marge che include il letto e la culla di Maggie; la stanza di Bart con il suo skateboard e il poster di Krusty il clown; la stanza di Lisa con i suoi libri preferiti e il poster del jazz; il bagno con doccia, water, lavandino e specchio.

Alzate il piano superiore per rivelare la cucina perfettamente attrezzata con tavolo, sedie, piastrelle gialle e azzurre e un sacco di pentole, padelle e altri accessori. Poi è il turno del salotto con il divano, la TV che trasmette Itchy e Scratchy, il piano viola e molto altro. Di fianco alla casa si trova il garage (rimuovibile), con banco da lavoro, porta-attrezzi, aspirapolvere, scopa, scatola degli attrezzi, molti attrezzi e l’automobile, con tanto di ammaccatura (perché solo in un mondo LEGO un’ammaccatura è un pregio!), cofano apribile e barra “radioattiva” dalla centrale nucleare.

Uscite infine all’esterno per trovare molti altri oggetti interessanti, tra cui un grill, una carriola, un condizionatore con scritto “Proprietà di Ned Flanders”, delle salsicce, due sdraio da giardino, dei vasi da fiori, una vanga, due bicchieri da cocktail, la macchina fotografica di Lisa, la rampa per lo skateboard di Bart con scritto “El Barto” e un’antenna sul tetto. La casa dei Simpson è perfetta per collezionisti e fan di ogni età. Include sei minifig: Homer, Marge, Bart, Lisa, Maggie e Ned Flanders.

Caratteristiche:

  • Minifig: Homer, Marge, Bart, Lisa, Maggie e Ned Flanders;
  • Misure: 23cm di altezza, 42cm di lunghezza e 24cm di profondità;
  • Età: 12+;
  • Numero pezzi: 2.523;
  • Prezzo Stati Uniti 199,99 $ – Canada 229,99 $ – Germania 199,99 € – Regno Unito 1792,99 £ – Danimarca 1699 DKK;
  • Disponibilità: febbraio 2014 sullo Shop@Home e nei LEGO® Store. Maggio 2014 nei negozi di giocattoli.

A maggio negli Stati Uniti andrà in onda uno speciale episodio dei Simpson con Springfield e i suoi personaggi “in LEGO®”. Sempre a maggio uscirà anche la serie di minifig collezionabili.

Qui potete vedere il video di presentazione:

E infine, la galleria delle immagini!

MOC: TEE – Rheingold

Un po’ di storia.

Il Rheingold Express è stato uno dei più famosi treni di lusso europei. In servizio tra il 1928 e il 1987, prendeva il nome dall’omonima opera di Wagner (“L’oro del Reno”) e collegava la Svizzera con l’Olanda passando per la Germania.

Gestito da Mitropa e DR (Deutsche Reichsbahn), è esistito in tre livree: la prima (1928) con carrozze di color viola e crema, la seconda (1962) con carrozze totalmente nuove in tonalità blu e avorio e la terza (1965) con le stesse carrozze ma in livrea TEE (rosso e crema). In questa serie era trainato dalla locomotiva del gruppo 03 (poi rinominata 103).

In mattoncini

La LEGO nel 1980 ha introdotto il set 7740, versione in mattoncini dell’ultima serie del Rheingold, ovvero quella in livrea TEE rosso e crema. La locomotiva, per via del motore 12V a tre assi era persino fedele all’originale nel rodiggio a due carrelli da tre assi ciascuno; tuttavia a causa dei pochi tipi di pezzi disponibili all’epoca la realizzazione LEGO risultava un po’ squadrata rispetto alla forma arrotondata dell’originale.

L’intero treno era realizzato nei due colori LEGO più simili alla livrea originale, ovvero il giallo e il rosso, dato che all’epoca tan e dark red non esistevano (nei set LEGO in vendita al pubblico, perlomeno). Nonostante queste semplificazioni, all’epoca molti di noi hanno fortemente desiderato (e quasi mai ottenuto…) questo set.

La versione di helos

intero

Il nostro membro helos (Stefano Masetti) ci ha già presentato mesi addietro la sua realizzazione della locomotiva di questo treno in standard 7-wide (ovvero il modello è largo 7 studs), la gruppo 103 delle ferrovie federali tedesche (DB), anticipandoci che avrebbe completato il treno nei mesi successivi.

Come promesso, Stefano ha completato il convoglio con i suoi vagoni e ce lo presenta in questa intervista.

carrozza

Ciao Stefano, ci eravamo già visti in occasione della presentazione della locomotiva di questo treno; nel frattempo lo hai completato come ci avevi promesso e devo dire che il risultato ci lascia tutti piacevolmente a bocca aperta. Ci puoi descrivere un po’ la realizzazione di queste carrozze?

Sono 5 carrozze tutte diverse tra loro, nonostante lo stesso schema di colore. Spiccano quella ristorante con il pantografo e la panoramica.
Costruite in larghezza 7-wide, la lunghezza è di 48 stud e 50 per la panoramica. Qui ho trovato la difficoltà maggiore per riprodurre il caratteristico belvedere (dome) con l’obiettivo di inserirci i viaggiatori e gli arredi visibili. Per il resto la costruzione è intuitiva senza particolari difficoltà oltre la base dispari. Ho fatto alcune prove nella ricerca delle proporzioni per un risultato credibile, ma, comunque, ho dovuto accettare un compromesso. Non mi soddisfa la copertura delle carrozze con gli slopes curved 3×1, ma non sono neppure convinto che i brick arch 1×3×2 curved siano più appropriati. Ho abbandonato l’idea di utilizzare le costosissime e rare finestre da treno 1×4×3 tTan, quelle dell’Emerald.
Sono infine arredate con doppie file di sedili in “velluto” (ABS) blu o rosso.

Una delle carrozze aperte, per mostrarne i dettagli interni.

Una delle carrozze aperte, per mostrarne i dettagli interni.

Quindi queste carrozze sono larghe 7 studs: i pezzi LEGO sono quasi tutti modulati su dimensioni pari, dunque in che maniera realizzi la base, ovvero il telaio?

È una struttura di plates, ma è il modello finito che crea la solidità della costruzione. Un doppio o triplo sandwich di plates difficilmente può creare un telaio sufficientemente rigido: in queste carrozze è più l’orditura del tetto a fare da elemento di irrigidimento.
La locomotiva ha un telaio realizzato con una struttura di brackets e plates in modo da supportare tiles decorativi sui fianchi e rovesciati sul fondo per permettere lo scorrimento dei carrelli.

Ecco il telaio “nudo” che mostra la costruzione in larghezza dispari.

Ecco il telaio “nudo” che mostra la costruzione in larghezza dispari.

La lunghezza generosa ti avrà dato sicuramente dei problemi in curva: come li hai risolti?

Occorrono almeno due motori per muovere tutto il peso e vincere gli attriti. Un terzo motore in spinta in fondo al treno sarebbe l’ideale.
Avendo utilizzato per la costruzione dei carrelli il supporto standard, bisogna verificare bene lo scorrimento di tutte le ruote comprimendole per simulare il peso. Un lieve miglioramento l’ho ottenuto passando sui tiles dei carrelli dove appoggia la carrozza uno straccio spruzzato con spray per cruscotti auto.

I carrelli del TEE (in basso a sinistra) e del Railjet OBB dove sono utilizzate le ruote per treni del 1° tipo supportate da pin technic: con questa soluzione la scorrevolezza dei carrelli aumenta considerevolmente.

I carrelli del TEE (in basso a sinistra) e del Railjet OBB dove sono utilizzate le ruote per treni del 1° tipo supportate da pin technic: con questa soluzione la scorrevolezza dei carrelli aumenta considerevolmente.

I tuoi treni sembrano essere abbastanza pesanti: la loro mole ti genera qualche problema “tecnico”? (usura delle ruote, i ganci che non tengono, il motore non tira a sufficienza etc…)

I treni pesanti e/o lunghi mettono sotto sforzo la motorizzazione e spesso, appunto, i magneti non tengono. I ganci sono quelli standard di tipo nuovo (91968) integrati con 2 tiles per bloccarli tra loro. Al Wien LKF, dopo pochi giri, nel TEE ha ceduto un accoppiamento. L’improvvisa diminuzione di sforzo ha provocato l’accelerazione della locomotiva e conseguente volo dal tavolo: motrice e primo vagone fracassati al suolo.
Per ottenere tutta la potenza possibile dai motori alimentati in contemporanea, ho potenziato alcuni regolatori LEGO 9V e costruito dei regolatori di tensione per arrivare fino a 15V, naturalmente utilizzando trasformatori più potenti.

Hai già esposto questo convoglio a Vienna: quando potremo ammirarlo dal vero qui in Italia?

Sicuramente ci sono tre appuntamenti nell’immediato ai quali non mancherò. L’8 e 9 febbraio sarò a Reggio Emilia: il calendario ItLUG 2014 comincia con un grande evento nazionale proprio nella mia città dove sono coinvolto in prima linea nell’organizzazione. Ci è stata concessa a sorpresa una location d’eccezione e ce la metteremo tutta per organizzare un’esposizione adeguata, grazie sopratutto ai tanti afol che già hanno dato la loro adesione.
Poi sarò a Ferrara il 22/23 febbraio. Un evento più contenuto, sostenuto prevalentemente dai soci della zona.
L’8 e 9 marzo sarò al Model Expo di Verona, importante salone internazionale del modellismo dove, nel marzo di quest’anno, hanno debuttato i LEGO grazie al gruppo locale CLV.
Notevole l’apprezzamento dei visitatori e della Direzione della Fiera. Cercheremo di proporre una mostra ancor più bella visto che ci saranno molti più espositori.
Ci sono altri appuntamenti in calendario dove andrei volentieri a trascorrere un bel week-end in ottima compagnia, ma al momento non posso fare programmi.

Hai già costruito tanti treni ma nessuna stazione… È una cosa che ti riproponi di fare oppure gli edifici non ti interessano?

Mi interessano molto. Ne ho cominciati almeno una decina e un paio erano arrivati a buon punto. A parte il fatto di impiegarci troppo tempo, attraverso sempre una fase di autocritica e conseguente demolizione per essere ancora lontano dal (buon) livello medio degli altri AFOL italiani. Work in progress.

Parliamo adesso delle tue realizzazioni in generale: la LEGO ultimamente sta spesso modificando gli stampi dei pezzi e da un anno all’altro anche leggermente le tonalità dei colori: quando tu costruisci badi a questi dettagli o “mischi tutto”?

Dal mio punto di vista non li definisco dettagli. Non sono però in grado di dare una dimensione al fenomeno per contestualizzarlo correttamente e ho una vaga idea delle logiche commerciali e tecniche da cui potrebbe uscire una spiegazione. La qualità più assoluta possibile è uno dei requisiti dei nostri tempi dove si crea la differenza tra un prodotto e un altro. Sono a contatto con industrie di eccellenza dove parte delle risorse sono investite per ottimizzare la qualità. Sul lato pratico, una creazione per esempio a base di dark red di varie tonalità e con dei singoli pezzi addirittura marezzati, è un aspetto positivo per un palazzo ma un disastro per la riproduzione di un treno moderno. Un vagone retrò invece ci guadagna con una bel mix di vari reddish brown.
Mentre in testa ti girano parole come inaccettabile, inaudito, anacronistico e altre più genuine, divido i pezzi di varia provenienza per tonalità sperando di non ottenerne più di due, raddrizzo i plates imbananati, raggruppo i pezzi curvi in base al diverso stampo d’origine, ruoto i plates 1×1 finchè sono il meno scalinato possibile quando usati impilati. Ci si adegua.

Per finire, quali consigli daresti agli appassionati che vogliano cimentarsi nella realizzazione di treni? Ovvero, come partire, in che dimensione costruire (larghi 6, 7, 8 etc…) e infine, consigli di realizzare treni di “fantasia” oppure riprodurre treni esistenti al vero?

Come regola generale ritengo che ognuno deve seguire il proprio istinto facendo quel che più lo soddisfa, sia per scelta dei soggetti, sia per dimensioni.
Il City LEGO inteso come modulari, mezzi, accessori, treni ecc. ha un suo standard. Se si vuole riferirsi a questo occorre non discostarsi troppo per quanto riguarda le dimensioni. Io generalmente costruisco treni larghi 7 in quanto ancora proponibili accostati a quelli regolari larghi 6. Il dispari ha vantaggi perchè permette più dettaglio, maggior flessibilità con le tecniche SNOT, lascia più spazio per gli interni, c’è maggior proporzione con altezza e lunghezza. Per contro aumentano le difficoltà costruttive, la necessità di pezzi a palate quali jumper e plates/bricks/tiles 3×, aumenta il numero totale dei pezzi e il peso. Ho sperimentato varie volte l’8-wide. È improponibile con il 6, i modelli risultano ancor più sproporzionati sulle curve e pesano (e costano) di più per le quantità ragguardevoli di pezzi occorrenti.
Si complicano tutti i problemi di motorizzazione, accoppiamenti e masse in gioco. È comunque uno standard diffusissimo e ritenuto normale, specialmente negli States. Inoltre, ad esempio, le vaporiere con pretese di dettaglio sono pressoché impossibili con il 6-wide e con tanti auguri nel 7-wide. Nelle locomotive a vapore si vedono infatti molti ibridi. Questo per introdurre il concetto che la larghezza non è una barriera fissa: il 10016 è una cisterna 8-wide su base 6-wide. Non bisogna ingabbiare la fantasia, ossessionare la creatività. Quest’hobby per me è quello che per altri può essere una vasca idromassaggio calda e piena di bolle. Io ho ricominciato con i LEGO costruendo i set originali, poi ho iniziato a creare MOCs anche prendendo serenamente spunti e idee dagli altri. Ho sviluppato delle soluzioni personali ma talvolta copio di sana pianta come si faceva a scuola da chi era più bravo :-))) Il mondo LEGO è pieno di gente geniale.

Potete trovare ulteriori foto qui su YouBrick.

Comunicato di fine anno

Buon 2014 da parte di ItLUG!Si conclude un 2013 pieno di soddisfazioni per l’ACPS ItLUG – Italian LEGO® Users Group!

Oltre 20 eventi organizzati (o partecipati) in varie parti d’Italia, che hanno coinvolto più di 200 espositori (associati e non) e totalizzato ben oltre 100.000 visitatori, battendo qualsiasi record di presenze finora registrato! Oltre agli eventi storici e consolidati, quali Ballabio e Latina, quest’anno ItLUG è stata artefice dell’organizzazione di nuovi eventi e della partecipazione a manifestazioni di spicco (vedi, ad esempio, le mostre “Sempre Verdi”, “Star Wars” e “Il mondo dei Robot” in svolgimento a Milano) che hanno avuto un enorme successo di pubblico nonché risalto sulla stampa nazionale portando ancor più lustro all’attività ed alla passione messa in campo dai nostri soci.

40.000 “naviganti” hanno sfogliato oltre 180.000 pagine del sito web dell’associazione, sul quale sono state puntualmente annunciate novità dell’ultima ora nonchè pubblicati articoli tecnici e recensioni di nuovi set o libri dedicati al mondo dei “mattoncini” danesi. Lo stesso sito, nell’arco degli ultimi mesi, ha subito qualche lieve ma significativo intervento di restyling e un più frequente aggiornamento di notizie e articoli.

L’associazione, nel 2013, è “cresciuta” di ben 63 soci e sono oltre 20 quelli nuovi che si sono associati a partire dal 2014.

Le spettacolari creazioni personali di alcuni soci ItLUG hanno riscosso in questi mesi l’attenzione dei media confermando che la passione e l’attenzione profusa nella realizzione delle MOC (My Own Creation) non passa inosservata, anche al di fuori degli “addetti del settore”.

Il Consiglio Direttivo è già da tempo impegnato nella pianificazione delle attività 2014: sono infatti molte le nuove location/date in cui si svolgeranno gli eventi ItLUG del 2014. Tra le novità di rilievo del 2014 ci limitiamo a segnalare il primissimo (e nuovo) evento di livello “Nazionale” del 2014: “Create
the Impossible – ItLUG Reggio Emilia 2014, Palazzo Magnani, 8-9 febbraio 2014″. Le sorprese relative agli eventi non finiscono qui, ma preferiamo
lasciarvele scoprire a tempo debito nella sezione ‘Eventi’ del sito.

Un anno pieno di soddisfazioni, ribadiamo, e di riconoscimenti che condividiamo con tutti i nostri associati e chiunque ci ha aiutato a raggiungere questi importarti traguardi non dimenticando, naturalmente, chi ci segue e chi collabora giornalmente sul forum tematico.

Un grazie particolare lo rivolgiamo a tutti i nostri soci che hanno lavorato “dietro le quinte” per la buona riuscita degli eventi, nonché agli enti e sponsor che hanno collaborato per la stessa finalità.

Il 2013 è stato anche l’anno del rinnovo del Consiglio Direttivo. A luglio, infatti, si è svolta l’assemblea generale dei soci che ha eletto i nuovi membri del Consiglio i quali “guideranno” ItLUG nei prossimi 3 anni. Il nuovo Consiglio Direttivo, presieduto da Marco Chiappa, ringrazia i consiglieri uscenti per il lavoro svolto e si impegna a mantenere ItLUG all’apice del successo che il LUG riscuote a livello internazionale.

Last but not least, un ringraziamento doveroso va alla figura dell’Ambassador, nella persona di Luca Rusconi, puntuale e precisa nel mantenimento dei rapporti di collaborazione e sviluppo tra “The LEGO® Group” e il LUG di riferimento italiano: ItLUG!

Auguriamo a tutti un 2014 all’insegna del “mattoncino” 😉

Il Consiglio Direttivo di ItLUG

Concorso “Vignetta ItLUG”: vincitore e partecipanti

"Dreaming", di Fabio Maiorana

“Dreaming”, di Fabio Maiorana, la vignetta vincitrice!

Qualche mese fa avevamo lanciato un concorso riservato ai soci di ItLUG. Si trattava di creare una vignetta 16×16 che includesse la “minifig di ItLUG” (ne avevamo parlato anche qui).

Abbiamo avuto 18 partecipanti e durante il mese di dicembre i soci ItLUG hanno potuto votare per la loro vignetta preferita, ammirando le composizioni su YouBrick.

Questo l’elenco delle opere partecipanti:

  • “Incubo da AFOL”, di Mauro Cavinato;
  • “Minifig ItLUG Violin show live @ ItLUG #nonameevent 2013″ di Francesco Frangioja;
  • “L’uomo dell’anno” di Manuel Riva;
  • [Rimosso];
  • “Cosa si fa pur di farsi notare”, di Raffaele Lardaro;
  • “Tornando a casa…”, di Tommaso Corti;
  • “Il mosaico di ItLUG/Romabrick”, di Mario Pascucci;
  • “Ogni uomo può essere un superuomo”, di Dario Minisini;
  • “The AFOL”, di Luigi Priori;
  • “Chi ha paura dell’omino nero?”, di Andrea Finessi;
  • “ItLUG Il paradiso della creatività”, di Riccardo Zangelmi;
  • “ItLUG, allena…mente per tutti!”, di Maurizio Furceri;
  • “Impiegato di giorno, AFOL di notte!”, di Sandro Damiano;
  • “Fuga dal castello”, di Francesco Spreafico;
  • “Legofest”, di Matteo Bollini;
  • “La passione in miniatura”, di Franco Spagnolo;
  • “Dreaming”, di Fabio Maiorana;
  • “Per un pugno di LEGO”, di Nico Mascagni;

Il giorno di Natale abbiamo potuto infine proclamare come vincitrice (che ha distanziato tutti quanti) la vignetta intitolata “Dreaming”, di Fabio Maiorana (Fabbbbbricks™) che si aggiudica quindi il Town Hall messo in palio. Complimenti a Fabio e a tutti quanti i partecipanti.

Al prossimo concorso!

The LEGO® Adventure Book – Volume 2

Copertina di The LEGO Adventure Book 2Recensione della notte di Natale!

Avrei altri libri usciti prima di questo di cui parlare, ma non posso evitare di spingere “The LEGO Adventure Book 2” avanti nella fila, è semplicemente troppo bello.

Se ricordate il primo volume (e spero l’abbiate tutti, se non lo avete, abbiatelo) l’autrice Megan H. Rothrock viaggia con il suo minifig-avatar tra le MOC di alcuni dei migliori costruttori mondiali, raccondando anche una storia, sulla falsa riga del LEGOLAND Idea Book del 1980.

Quest’anno la storia è ancora più elaborata dello scorso anno: Megs per sbaglio libera un Destructor che, come dice il nome stesso, si diverte ad andare in giro a distruggere le costruzioni. Così tutto il libro si trasforma in un lungo inseguimento alla sua ricerca, sempre tra i più bravi costruttori al mondo (qualcuno già visto nel primo volume, qualcuno nuovo). In più questa volta Megs dovrà aiutare a ricostruire le costruzioni che il Destructor ha distrutto.

La storia parte all’Idea Lab di Megs. Rispetto al volume precedente si possono notare nuove MOC, ispirate anche al viaggio dello scorso anno. In questa sezione troviamo delle lunghe e dettagliate istruzioni per costruire un “Trago” cioè un treno-drago.

Il primo costruttore che incontriamo è Mark Stafford che ci mostra i suoi Vic Viper (costruiti secondo le direttive stabilite su Flickr). Torniamo poi a visitare un costruttore già conosciuto lo scorso anno: Are J. Heiseldal che ci presenta quella che secondo me è la MOC migliore del volume: una stazione di servizio coperta, con tanto di locale sul tetto. Si possono passare ore a guardare i dettagli di questo MOC, fenomenale.

Are J. Heiseldal

La bellissima stazione di servizio di Are J. Heiseldal.

Si passa poi ad Arjan ude Kotte, un costruttore di navi (un’armatore?). Si possono vedere diverse delle sue enormi opere (tra cui la Jacques Cousteau’s Calypso), ma ci sono anche le istruzioni per costruirne una di dimensioni più abbordabili.

Dalle navi a un’isola… un’isola dei pirati, di Barney Main. E non c’è isola di pirati senza i galeoni, naturalmente.

Incontriamo poi la prima costruttrice donna del volume (a parte Megs, naturalmente): Birgitte Jonsgard. Prima ci introduce una bellissima casetta in stile Tudor (con istruzioni) e poi ci mostra la sua città medievale “Snugburg”, assolutamente fantastica nell’essere relativemente… “piccola”. Tutta la città sta su una baseplate 48×48 ed è incredibile quanta roba riesca a infilare in uno spazio così (relativamente) ristretto.

Tommy Williamson

Neo Classic Space by Tommy Williamson.

Si passa poi a Tommy Williamson, con un bellissimo set cinematografico. Spettacolare il “Green screen” per gli effetti speciali, realizzato interamente con tile lime 1×2. E non poteva mancare anche in questo volume un tocco di Neo Classic Space con una bellissima astronave “in scala” sul set del film.

Un salto veloce in uno scenario apocalittico a cura di Tyler Clites e arriviamo in una bella fortezza di Marco den Basten (fortezza di cui possiamo imparare a costruire la torre). Questa MOC fa parte delle “Guilds of Historica“, un progetto di Eurobricks di cui vediamo anche altri esempi.

Abbiamo poi un’altra donna, Yvonne Doyle (che di lavoro fa la programmatrice SQL!) con una bellissima strada e che ci insegna a costruire gli interni di una cucina in dettaglio.

Daniel August Krenz

Daniel August Krentz.

E anche questo volume viene chiuso dal grandissimo Daniel August Krentz che tutti ormai conosciamo come il progettista del Castello giallo originale (375). Lo ritroviamo con le sue assurde torri e con un autobus per microfig. E per chiudere in bellezza una cabina telefonica blu… solo che questa è più grande fuori e più piccola dentro! 😀

Non vi racconto come finisce con il Destructor, ma nell’ultima pagina vi posso dire che “l’avventura continua…”. Aspettiamoci quindi un volume 3 per il prossimo anno!

Chiude il volume una breve “legenda” dei termini più usati (brick, plate, tile, jumper, slope e così via) e qualche accenno di tecniche avanzate di costruzione.

Non ho riassunto tutto quanto, naturalmente, c’è molto di più nel libro. Rispetto al primo volume ci sono meno modelli e più istruzioni (ne ho specificate solo alcune, in realtà sono circa 40), ma le istruzioni non appesantiscono la lettura del volume che risulta ben equilibrato.

Potete trovare altre immagini sul gruppo Flickr del libro. E molte di queste MOC, che erano esposte allo stand di Megan al Fan Weekend di Skærbæk, a settembre.

Inutile dirlo, anche questo volume è assolutamente fondamentale, andate a comprarlo immediatamente. Amazon.it, IBS o NoStarch Press.

Nota bene: Il volume, naturalmente, è esclusivamente in inglese.