BrickJournal #26

BrickJournal #26Ieri è uscito il nuovo numero di BrickJournal, il 26. Le edizioni digitali sono state spedite e a breve saranno spedite anche quelle cartacee.

Il tema principale del numero sono le creature fantastiche, piccole e grandi. Ma come sempre si parla anche d’altro:

  • Nazioni Unite e LEGO Foundation, articolo dedicato al lancio dell’Architecture delle Nazioni Unite di cui abbiamo parlato anche noi, due volte;
  • Schneider Cheung, costruttore di animali in LEGO di Hong Kong;
  • I personaggi dei fumetti di Mike Mignola (Hellboy & Friends del B.P.R.D.) in LEGO!
  • Tristan Cain, costruttore di uccelli in LEGO;
  • Gonzo e Camilla, una storia d’amore (sì, dei Muppet);
  • Costruire PrimalBOTs;
  • Una coppia di costruttori di animali fantastici: Siercon e Coral;
  • Un sucomimo in LEGO!
  • Costruiamo i MINIONS di Cattivissimo me con personalizzazione (pesante) di minifig;
  • Istruzioni complete per costruire Mushu, il draghetto di Mulan;
  • Istruzioni complete per costruire uno Stealth Starfighter in scala micro;
  • Intervista a Nathanaël Kuipers, co-autore dei libri “Amazing Vehicles”;
  • Le ragazze di PennLUG costruiscono il Memorial Hall di Philadelphia;
  • LEGO Zoids!
  • Preview di “Build Your Own Galaxy”, libro in uscita questo mese;
  • Uno sguardo a Dagny Holm, designer delle costruzioni dei parchi di anni 60, 70 e 80;
  • Si chiude come sempre con un fumetto della serie AFOLs.

Potete seguire BrickJournal su Facebook e Twitter.

Ecco una breve anteprima gratuita del numero:

Il numero (84 pagine) può essere acquistato direttamente sul sito dell’editore, sia come semplice download (pdf) che come cartaceo. Attenzione! Naturalmente la rivista è in lingua inglese!

Ci si può abbonare a BrickJournal in due modi: esclusivamente digitale (pdf) per un costo di 23,70$ (senza ovviamente nessuna spesa di spedizione), oppure cartaceo più digitale, per un costo di 57$ più 29$ di spedizione in Italia.

Serie minifig collezionabili del LEGO Movie

Minifig Serie 12Qualche giorno fa LEGO ha diffuso i dati relativi alla prossima serie di minifig collezionabili,. A differenza di quanto creduto all’inizio, questa non è una serie “regolare”, non è quindi classificata come “serie 12”. Tutte le minifig della serie, infatti, sono personaggi del LEGO Movie

La lista delle minifig:

  • William Shakespeare;
  • Gail the Construction Worker;
  • Panda Guy;
  • Abraham Lincoln;
  • Taco Tuesday Guy;
  • Larry the Barista;
  • President Business;
  • Calamity Drone;
  • Marsha Queen of the Mermaids;
  • Wild West Wyldstyle;
  • Scribbe-Face Bad Cop;
  • Velma Staplebot;
  • Hard Hat Emmet;
  • “Where are my Pants?” Guy;
  • Mrs. Scratchen-Post;
  • Wiley Fusebot.

Il film uscirà in Italia il 20 febbraio e vede tra i doppiatori originali nomi di tutto rispetto come Alison Brie, Will Ferrell, Liam Neeson e Nick Offerman. Potete vedere il trailer vedere qui sotto.

Ecco le minifig in dettaglio:

LEGO® Inside Tour 2014

Villy Thomsen Truck

Il set “omaggio” dello scorso Inside Tour.

Sono stati resi noti i dettagli dell’Inside Tour 2014.

Cos’è l’Inside Tour? È una visita guidata (abbastanza costosa, ma chi l’ha fatta dice che sia un’esperienza da fare una volta nella vita) alla sede LEGO di Billund, Danimarca.

Per la modica cifra di 13000 DKK (1700 euro e rotti) la visita comprende tra le altre cose:

  • Tre notti all’Hotel LEGOLAND;
  • Visita alla casa di Ole Kirk Christiansen con antichi set in mostra;
  • Visita al negozio interno riservato ai dipendenti;
  • Incontri con i designer LEGO con un’opportunità unica per costruire;
  • Visite alle fabbriche guidate con presentazione di progetti correnti;
  • Visita “dietro le quinte” a LEGOLAND.

In generale, guardando quanto trapela da chi c’è stato in passato (non tutto si può dire pubblicamente, si firma un non disclosure agreement!) molto interessanti sono anche la visita al mitico “vault” e l’incontro con Kjeld Kirk Kristiansen. Su Brickset per esempio potete trovare questo bellissimo resoconto dell’Inside Tour 2013 a cura proprio del gestre di Brickset. E questo classico articolo di Gizmodo parla del “vault”, che contiene “tutti i set della storia” (o quasi).

Ogni anno la visita include anche un bel set super-esclusivo in “omaggio”. Quest’anno (2013) è stato il Villy Thomsen Truck (un bellissimo camion usato dalla LEGO negli anni 50, nell’immagine). Li potete vedere tutti su Brickset.

Le date nel 2014 saranno: 6-9 maggio, 20-23 maggio, 10-13 giugno e 17-20 giugno. Le registrazioni si apriranno lunedì 4 novembre 2013 alle ore 13 sul sito LEGO. Se pensate di poter andare il consiglio è di prenotare subito all’apertura, perché i posti sono limitati.

LEGO CUUSOO: Exo Suit

Exo SuitÈ appena stato annunciato il prossimo set CUUSOO, il “vincitore” di ben tre periodi: Inverno 2012, primavera 2013 ed estate 2013.

A essere prodotto sarà il set Exo Suit di Peter Reid, AFOL ben noto e anche autore del libro in uscita Lego Space (e di cui abbiamo parlato recentemente essendo uno dei designer “visitati” nel libro The LEGO Book Adventure)

L’immagine che vediamo è quella proposta, il set finale sarà diverso… anche molto diverso se pensiamo alle modifiche che ha avuto la Delorean di Ritorno al futuro, il set CUUSOO precedente a questo (speriamo mantengano la minifig in stile Classic Space!)

Stanno ancora valutando un altro dei candidati dei periodi, la Land-Rover Defender 110 di Sheepo.

Tra i “rifiutati”, cioè i set che non saranno prodotti pur avendo raggiunto i 10000 voti nei periodi indicati, spiccano la Mini Shop Series, il simbolo di Android, Thinking with Portals e la Batmobile.

Ecco il video in cui viene annunciato il set vincitore:

I risultati della prossima review saranno annunciati all’inizio del prossimo anno. Tra i candidati più interessanti un progetto ispirato al mago di Oz e ben due ispirati a Ghostbusters!

Recensione set 21018 – United Nations Headquarters

Riprendiamo oggi una vecchia “rubrica” di questo sito, le recensioni dei set!

Partiamo con questo set Architecture di cui avevamo parlato poco tempo fa in occasione della sua uscita, lo United Nations Headquarters, il Quartier Generale delle Nazioni Unite di New York.

Scatola e contenuto

Come tutti i set Architecture la scatola è già in sé quasi oggetto da arredamento, con le scritte bianche su sfondo nero e l’apertura realizzata in modo da non doverla rompere per prenderne il contenuto.

La scatola.

La scatola.

All’interno ci sono 3 plate 6×8 e cinque sacchettini (di cui uno esclusivamente dedicato ai plate 1×2 trans-light blue) e il più grande a sua volta ne contiene un sesto.

Il libretto di istruzioni, come sempre in questa serie, è ben più di una semplice serie di istruzioni includendo anche la storia dell’edificio (con numerose fotografie), del suo architetto principale Oscar Niemeyer, qualche considerazione del designer Rok Kobe e un breve ricordo del primo tentativo di “Architecture” LEGO nel 1962 (con il quale sono nati i plate). C’è anche una pagina dedicata all’utilizzo del brick separator.

Il contenuto del libretto (sebbene con un layout più standard nero su bianco) è disponibile per il download sul sito ufficiale Architecture, ma non in italiano, nonostante così sia indicato sul libretto fisico in inglese.

Caratteristiche

Costruzione del set

I sacchettini non sono numerati quindi si devono aprire tutti subito. Particolare curioso il sacchetto dedicato ai i soli plate 1×2 trans-light blue, ma essendo ben 155 la cosa è più che giustificata (anche se non stanno tutti lì, una decina sta in un sacchetto con altri pezzi).

La prima fase è la costruzione della base, molto semplice, che predispone già con diversi jumper un buon numero di offset successivi. Degna di nota in questo livello è la fontana ottenuta con un originale utilizzo della turntable 4×4 (per la prima volta qui in LBG) che resterà chiaramente scoperta anche a modello concluso. Interessanti le varie parti verdi (dark green in realtà) che vanno a rappresentare le aree naturali (prati, aiuole) all’esterno dell’edificio.

Nota bene: ho trovato che sono presenti due tipi diversi di jumper, quelli con groove e quelli senza. Fate subito attenzione a cosa avete per scegliere come posizionarli (in modo da non lasciarne di tipi diversi vicini in vista). A me sono capitati tre senza e tutti gli altri con. In questa situazione il mio consiglio è di mettere i tre senza in bella vista in cima al grattacielo davanti (numero 69.8, pagina 100 delle istruzioni) perché danno più continuità ai bracket inverted che hanno di fianco.

Base predisposta agli offset.

Base predisposta agli offset.

Poi si inizia a costruire la base di quello che sarà il Secretariat Building (il grattacielo vero e proprio) con l’edificio adiacente più basso, il Conference Building. Alcune tecniche interessanti vengono utilizzate qui, a partire dallo SNOT di 90° per poter realizzare le pareti dell’edificio con tile bianchi e trans-light blue e, sul retro, anche con panel 1×2 e 1×4 a simulare una tettoia con offset ripetuto grazie all’alternanza di headlight e brick con stud laterale. Conclude questa parte di edificio un tetto composto da tile 1×3 che si posiziona sopra quattro tile “grille” 1×2, creando così un bell’effetto finale (che mi chiedevo come fossero riusciti a fare prima di iniziare a costruire, avendo erroneamente pensato che i tile del tetto fossero 1×2).

Conference Building.

Conference Building.

La fase successiva è il General Assembly Building, l’edificio staccato (sulla sinistra, guardandolo di fronte) dal complesso principale che nella realtà ha una struttura davvero particolare avendo muri e tetto curvi. Qui il designer ha scelto di non cercare di approssimare le curve usando slope o angoli particolari (non c’è nemmeno un singolo slope/slopino in tutto il set) ma ha adottato ancora una volta l’offset, “snottando” i pezzi di 90 gradi e uscendo di mezzo stud alla volta. L’effetto risultante è veramente bello. La cupola ci lascia anche l’unico stud in vista dell’intera costruzione, se non consideriamo quelli che si intravedono in trasparenza.

Poi si passa all’ultimo degli edifici “piccoli” di fronte al grattacielo, la Dag Hammarskjöld Library. Ed è abbastanza semplice, con pareti “di vetro” (si inizia a intaccare il mucchietto di plate 1×2 trasparenti) e pareti di tile 1×3 snottati.

Infine c’è il Secretariat Building, il grattacielo vero e proprio chiamato anche “Palazzo di vetro”. Questa è anche l’unica fase in cui si trovano i temuti “x tot volte” che tendono ad annoiare durante la costruzione. In questo caso però ci va abbastanza bene, il grattacielo è diviso in tre tronconi ripetuti di cui due identici (x2) e uno, il terzo e ultimo, diverso e quindi con istruzioni a parte. Per quanto riguarda i primi due si capisce facilmente guardando le immagini promozionali che sono blocchi di plate con il muro laterale ottenuto grazie all’utilizzo congiunto di bracket 1×2-2×2 normali e inverted e di tile 2×4. Ognuno dei blocchi richiede comunque la costruzione di 6 sotto-blocchi di plate, per un totale di 12 (più altri 4 nel blocco successivo). Poco male, la costruzione risulta comunque veloce e non c’è tempo di annoiarsi.
Il terzo blocco è diverso perché ha bisogno di arrivare al tetto con la possibilità di avere un offset (la base è larga otto stud, ma il tetto deve essere nove per coprire le parti laterali) e quindi non si può ripetere la struttura con il bracket normale. Quello che è stato fatto è usare anche sopra dei bracket inverted, ribaltandoli e reggendoli con il tile 2×4 laterale (uno SNOT da 180°), in modo da poter poi sopra semplicemente appoggiare l’occorrente (che sarà comunque fissato in centro).

Il terzo blocco con la variante inverted.

Il terzo blocco con la variante inverted.

Ultimissima cosa, le “bandiere” simulate con 19 leve completamente bianche… è la cosa più difficile da montare dell’intero set! (Infatti ho rinunciato a metterle tutte perfettamente dritte, come potete vedere dalle immagini).

Come sempre alla fine avanza una manciata di pezzi: tre plate 1×1, quattro tile 1×1, un tile round 1×1 e una leva.

Giudizio

  • Parti: Ottime parti, se vi servono dei plate 1×2 trans-light blue comprate questo set, ne ha 155 (su BL il prezzo medio del pezzo è 0,95 euro, per capirci). E ci sono anche diversi tile 1×3 e 1×4 in dark green. 5 su 5.
  • Processo di costruzione: Davvero divertente e poco ripetitivo. La presenza di quattro diversi edifici rende la costruzione molto diversificata e interessante. Unico difetto (ma per qualcuno può essere un pregio) la durata, in un’ora si finisce tranquillamente! 4 su 5.
  • Design: Perfetto, l’effetto finale è notevole e le tecniche avanzate (SNOT, offset) sono sempre utilizzate con cognizione di causa. Uno dei migliori design di tutta la serie. 5 su 5.
  • Giocabilità: Non pervenuto (non ritengo che gli Architecture debbano essere giocabili!)
  • Prezzo: 50 euro è un po’ tantino (non tanto per i pezzi, anzi, ma tenendo conto che si costruisce in un’ora…) Ma con anche un poco di sconto (per esempio acquistandolo su Amazon o se avete dei punti da usare sullo S@H) risulta adeguato. 4 su 5.
  • Giudizio complessivo: Al momento il mio Architecture preferito tra quelli che ho costruito. 5 su 5.
Costruzione terminata.

Costruzione terminata.

Per completezza aggiungo che al momento di Architecture ho costruito solo: l’Empire State Building, la Willis Tower, Fallingwater e la Casa bianca. Vedo che il designer Rok Kobe ha progettato anche il Big Ben ma soprattutto l’Imperial Hotel che ho qui da montare e visto quanto ho apprezzato questo, credo che lo monterò presto.

Altre immagini

Parte della struttura di questa recensione è basata su questa di TheBunch!