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Mostro i contenuti con la maggior reputazione il 17/01/2024 in Post

  1. ...ed eccomi qui a parlare di una MOC natalizia, proprio ora che ci siamo lasciati definitivamente alle spalle il periodo natalizio. Per un AFOL il Natale è la delizia di una MOC festiva, ma anche la croce di elementi inevitabili quali Babbo Natale, gli elfi, la neve... La MOC di Natale è quella, peraltro, di cui è prematuro occuparsi ad agosto, su cui è faticoso mettersi al rientro al lavoro di settembre-ottobre, alla quale si pensa ancora come meta lontana a novembre e per la quale alla fine, a dicembre, non c'è più tempo. Nel mio caso, sono arrivato così tardi su questa costruzione che, per contrappasso, ho voluto dedicarla ai 364 giorni all'anno in cui Babbo Natale non compie la sua matta traversata a consegnare giocattoli, ma si prepara con calma e metodo per portare a termine il suo compito con una performance di livello irraggiungibile. La MOC rappresenta il campus di formazione per apprendista Babbo Natale, articolato in 6 moduli che cercherò di illustrare sinteticamente. Ecco, intanto, il certificato rilasciato a chi segue il corso: Durante l'Exhibricks Christmas Edition, che ha avuto luogo a Genova nel dicembre 2023 e durante il quale ho presentato questa MOC, alcuni bambini mi hanno chiesto come mai si parli di più Babbi Natale (c'è il Santa Claus che firma l'attestato, gli apprendisti che seguono il corso...): mentre mi arrampicavo sugli specchi per rispondere alla domanda sudavo freddo incrociando lo sguardo con cui i loro genitori mi supplicavano di non fare spoiler di vita. Per fortuna ci sono stati anche adulti che mi hanno domandato, senza ombra di ironia nel loro sguardo, se questo corso esista davvero al di là della rappresentazione in scala, o se abbia voluto fare questa costruzione perché per lavoro mi occupo proprio di corsi per aspiranti Santa Claus: cos'è, se non questo, la magia del Natale? Ecco di seguito i diversi moduli in cui è articolato il Corso: 1. Teoria del giocattolo In questo stand, al freddo e al gelo (ci sono abituati), alcuni elfi spiegano come produrre giocattoli e impacchettarli. 2. Scendiamo in profondità! Dalla teoria si passa subito alla pratica più estrema, con un'esercitazione che simula la calata di Babbo Natale all'interno di un camino. L'attività è svolta in completa sicurezza, con fune e rete, oltre a materassini posti nella parte sinistra della struttura, in cui è allestita una piccola parete per arrampicata. Incontriamo qui, per la prima volta, gli Schiaccianoci, immancabili addetti del Centro. 3. La scalata al successo Babbo Natale deve essere pronto ad entrare nelle case anche di chi non ha un caminetto, per cui ecco un terzo modulo in cui l'addestramento pratico è svolto su una facciata. 4. Natalecosa? Il grande ritorno della teoria! E con essa degli elfi, che con il loro percorso itinerante forniscono ai partecipanti cenni di cultura natalizia. Nell'immagine vediamo, per esempio, la spiegazione di come riesca a volare una renna, ai piedi del monumento ad essa dedicato. 5. Si vola! Volare sulla slitta è forse l'attività più rischiosa svolta da Santa Claus durante la notte di Natale, per cui nel Campus la formazione di questa mansione è svolta con l'ausilio di un simulatore 3D. Ovviamente, una struttura del genere ha dei costi vivi da coprire, per cui al termine del loro percorso di formazione i partecipanti sono caldamente invitati a visitare il gift shop posto in prossimità dell'uscita. L'edificio è una copia maldestra e kitsch della Farnsworth House, disegnata da Mies Van Der Rohe. Vi ringrazio per essere arrivati fin qui con la lettura: vi augurerei Buon Natale per restare in tema, ma è tardi ahimè, quindi buon inizio di anno nuovo!
    3 points
  2. chmar

    Iscrizioni aperte!

    Iscrizioni aperte! Istruzioni e form al seguente link: https://lecco.ItLUG.org/iscrizione-partecipanti-2024/
    1 point
  3. 1 point
  4. Grazie a te per aver condiviso con tutti noi la tua opera e averci raccontato e coinvolto nel tuo processo creativo. Trovo sia una maniera stimolante di approcciare un nuovo progetto LEGO, che non si esaurisce solo nell'esposizione della MOC in sé, ma che racconta anche molto del proprio creatore
    1 point
  5. @MastroMarco ti ringrazio moltissimo, sia per le belle parole, sia per l'attenzione con cui hai osservato la mia MOC: sei riuscito a rendere più chiara pure a me una parte del processo di costruzione che devo aver seguito, in realtà, più inconsapevolmente di quanto sembri - quello che scrivo qui sotto, in pratica, me l'hai tirato fuori tu Quello del "mondo immaginato", anche quando include cose che poi "non si vedono", è un metodo che in effetti (non solo per questa mia MOC, ma anche in base ad altre esperienze che ho sentito o letto) aiuta molto nel creare qualcosa che coinvolga di più l'osservatore/spettatore/lettore. Ricordo per esempio una considerazione fatta da @pivan a Lecco con alcuni visitatori, parlando della bellissima MOC (sua e di @Iry) della libreria modulare irlandese: anche se gli interni non si vedranno mai bene come meriterebbero - come spesso succede con i modulari esposti in una città comunitaria - studiarli (posizione delle scale, attività svolte all'interno...) "fa funzionare tutto meglio", anche la resa puramente estetica della costruzione, della sua facciata esterna. Nel mio caso, essendo per me il LEGO un'occasione di puro svago, mi diverte sempre molto inscenare il contrasto/connubio tra pesante e leggero, tra burocrazia e autonomia - e quindi, per Babbo Natale, tra volare sulla slitta e allo stesso tempo avere bisogno di una rete di sicurezza: essendo grottesco lo sforzo che ognuno di noi deve fare ogni giorno, nella vita reale, per mantenersi in equilibrio tra questi contrasti, costruire mi è sempre sembrato un bel modo per esorcizzare questo stress in un mondo "senza rischi", come quello in miniatura delle minifig. Grazie ancora per il tuo commento e per l'occasione di dialogo!
    1 point
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