Ci sono troppe variabili.
Di solito i set che acquisiscono più valore sono quelli che sono alla portata di ognuno e sono capostipiti di una nuova linea / tema. Gli apripista, che spesso giacciono invenduti sugli scaffali, e di cui il pubblico si accorge con ritardo.
C'è sempre un delay tra il lancio di un nuovo prodotto, il suo successo, e il trasformarsi in un tema.
Io però mi permetto di sottolineare che la crescita infinita non esiste. Se da un lato oggi APPLE è desiderata da molti, ci sono stati ben altri periodi. Alla stessa maniera anche per LEGO, è onestamente impensabile che il trend di crescita sia infinito. E che allo stesso modo le quotazioni procedano sempre alla stessa maniera.
Oggi è così, e tutti danno per scontato che più un set invecchia, più varrà. Ma non è così.
Per paradosso, è più facile che set city, oggi snobbati ma iconici, sorprendano un indomani, perchè riscoperti.
Tornando alla tua domanda iniziale riferita all'idea se un set LEGO, una volta comprato, mantenga il prezzo d'acquisto pagato se conservato nuovo o in ottime condizioni, io credo che la risposta sia "NI".
Il LEGO è un gioco creativo e universale, e appassionerà altre generazioni. Ma non è detto che cambiando i vertici di LEGO, non vengano compiute azioni diverse dalle attuali che possano cambiare le prospettive.
Supponiamo ad esempio che LEGO trovi più valida dal profilo economico, la strategia di Playmobil, con scatole che rimangono in produzione per molti più anni, e con ristampa continua dei set di maggior successo. Le cose per il mercato collezionistico LEGO rimarrebbero le stesse?
Che panico ha scatenato LEGO ad ogni ristampa?
Infine considera che il successo decennale di questa nuova età dell'oro, ha portato all'accumulo nelle case di grandi e bambini di grandi qualità di LEGO, che per il momento è per lo più custodito come un grande gioco di cui non privarsi, ma se molti in contemporanea volessero disfarsi del loro materiale, già oggi tutto il fenomeno quotazioni si ridimensionerebbe in maniera significativa.