ItLUG a “Il mondo dei robot”

Manifesto mostra.ItLUG ha deciso di partecipare alla mostra “Il mondo dei robot – da Asimov a Goldrake, da Terminator a Wall.E” che si terrà nelle sale del “WOW – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata” di Milano dal prossimo sabato 26 ottobre 2013 a domenica 12 gennaio 2014.

Si tratta di una mostra dedicata al fantastico mondo dei robot così come ce lo hanno raccontato il fumetto, l’animazione, l’illustrazione, la letteratura e il cinema in più di 100 anni di immaginario. Dai primi automi immaginati agli inizi del Novecento ai “robottoni” giapponesi che negli anni Settanta invasero le nostre tv, dalla letteratura di Asimov al cinema d’autore. Amici dell’uomo o macchine di distruzione, piccoli o giganteschi, con o senza anima, i robot (droni, droidi, cyborg o automi che dir si voglia) sono i protagonisti di migliaia di avventure senza tempo che vengono ricordate in mostra attraverso l’esposizione di tavole originali, edizioni rare, giornali d’epoca, libri, gadget, creazioni in LEGO, action figure, manifesti cinematografici originali, illustrazioni, figurine e tante sorprese!

Questa volta toccherà agli amici e ai soci esperti di creazioni “mecha” a dare il meglio di sé.

Il contributo alla mostra di ItLUG sarà dato da alcuni “soliti noti” e da un paio di new entry!

In rigoroso ordine alfabetico (per nome):

  • DEVID VII che metterà a disposizione i suoi mecha di Mazinga, Gundam, Neon Genesis Evangelion e Valkyrie da Macross;
  • FRANCESCO (Frangioja), che porta come suo piccolo “cameo” un esemplare LEGO della serie “Exo Force”, con tanto di scatola originale e stampa di alcune pagine del relativo fumetto;
  • NICOLA (Bortolini) che metterà a disposizione il suo “Joseph” (dal videogame “Machinarium”);
  • PIETRO (Lamonaca) che metterà in bella vista i suoi “Bio(nicle)-Mecha”, dei quali trovate qualche foto qui… anzi no, venite alla mostra se volete vederli, venite alla mostra!
  • RICCARDO (Zangelmi) da Reggio Emilia con furore che, non “pago” del successo della sua opera “Relativity” di “Escheriana” ispirazione ed esposta a Palazzo Magnani di Reggio Emilia, metterà in…mostra… i suoi “Bender” (dalla serie animata “Futurama” cugina de “I Simpson”), “Fender” (dal film “Robots”) e “Terminator” (che certo non ha bisogno di presentazioni);
  • STEFANO (Bellini) che metterà a disposizione la sua bellissima “Testa di Gundam” con tanto di teca personalizzata e ormai ben nota ai più, sempre molto apprezzata dai visitatori e dagli espositori degli eventi ItLUG.

ItLUG ha coinvolto nell’evento anche LEGO (Italia), che grazie al nostro Ambassador, ha messo a disposizione i tavoli “play” e i relativi mattoncini per realizzare un’area gioco per bambini all’interno della biblioteca del museo.

L’indirizzo del museo è:
WOW – Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata
Viale Campania 12 (zona Città Studi, quadrante Est della città)
Milano

Gli orari:
da martedì a venerdì – dalle 15 alle 19;
sabato e domenica – dalle 15 alle 20;
lunedì chiuso

Sul sito del museo potrete trovare tutte le informazioni su come arrivare (in auto, con i mezzi…)

LEGO CUUSOO: Exo Suit

Exo SuitÈ appena stato annunciato il prossimo set CUUSOO, il “vincitore” di ben tre periodi: Inverno 2012, primavera 2013 ed estate 2013.

A essere prodotto sarà il set Exo Suit di Peter Reid, AFOL ben noto e anche autore del libro in uscita Lego Space (e di cui abbiamo parlato recentemente essendo uno dei designer “visitati” nel libro The LEGO Book Adventure)

L’immagine che vediamo è quella proposta, il set finale sarà diverso… anche molto diverso se pensiamo alle modifiche che ha avuto la Delorean di Ritorno al futuro, il set CUUSOO precedente a questo (speriamo mantengano la minifig in stile Classic Space!)

Stanno ancora valutando un altro dei candidati dei periodi, la Land-Rover Defender 110 di Sheepo.

Tra i “rifiutati”, cioè i set che non saranno prodotti pur avendo raggiunto i 10000 voti nei periodi indicati, spiccano la Mini Shop Series, il simbolo di Android, Thinking with Portals e la Batmobile.

Ecco il video in cui viene annunciato il set vincitore:

I risultati della prossima review saranno annunciati all’inizio del prossimo anno. Tra i candidati più interessanti un progetto ispirato al mago di Oz e ben due ispirati a Ghostbusters!

Recensione set 10235 Winter Village Market

Premessa

Questa è la prima recensione ufficiale che scrivo e quindi spero di essere all’altezza del set in questione. Le fotografie che vedrete non sono molto buone (sono state scattate con luce artificiale nella tarda notte nella mia mansarda) ma servono unicamente come integrazione al testo. Buona lettura!

Dati principali

  • Nome: Winter Village Market;
  • Numero Set: 10235;
  • Tema: Creator Expert;
  • Sotto-tema: Winter Village;
  • Numero pezzi: 1.261;
  • Minifig: 9;
  • Età: 12+;
  • Prezzi: US $99,99 – CA $129,99 – DE 89.99€ – UK 79,99 £ – DK 799,00 DKK
  • Disponibilità: ottobre 2013.

Recensione

Il 16 settembre 2013 ho deciso di acquistare questo set invogliato dal fatto che i costi di spedizione erano gratuiti e come membro VIP del Lego Shop potevo acquistare con 15 giorni di anticipo rispetto all’uscita al pubblico. Dopo soli 10 giorni la scatola era già a casa mia. Eccola qui:

La scatola vista di fronte

La scatola vista di fronte

All’apertura della scatola mi sono trovato con 8 buste di pezzi (con varie altre bustine dei pezzi più piccoli contenute nelle buste più grandi), due plate 16×16 bianche, due libretti di istruzioni, gli adesivi da applicare al set e un’altra piccola bustina che contiene 8 triangoli di stoffa colorati (4 bianchi e 4 blu) che serviranno per coprire la parte alta della giostra.
Il primo libretto spiega come costruire le 3 bancarelle del mercatino più la panchina (3 buste di pezzi), il secondo libretto invece serve per la costruzione della giostra con la biglietteria (5 buste di pezzi).

Le tre bancarelle e la panchina

Le tre bancarelle e la panchina

La sezione di costruzione relativa alle 3 bancarelle è molto semplice e rilassante. Il montaggio avviene senza intoppi e in poco tempo prendono vita le 3 bancarelline che hanno 3 colori di tetti diversi con versioni scure: dark blue, dark green, dark red. I tile bianchi per simulare la neve sul tetto sono pochi a mio avviso e quindi li modificherò in futuro aggiungendo ancora “un po’ di neve”. Immancabile ormai come negli altri set una piccola plate 4×10 con sopra una panchina e una nuova versione di lampione. I designer ogni volta si scervellano per trovare nuovi metodi di costruzione dei lampioni e questo nuovo tipo devo dire che non è malaccio… bella l’idea di usare il pezzo “Utensil flotation ring” di colore verde per fare la ghirlanda natalizia.
In questa sezione ci sono già le prime 5 minifig e sono altrettanto carine e piene di dettagli.

Ora invece arriviamo al montaggio della seconda parte.
La giostra è senza dubbio la parte più complessa e interessante di questo set. La giostra con la biglietteria poggia su due plate 16×16 più due ulteriori plate 4×10 sul retro. Si comincia con la costruzione della biglietteria sulla destra e la parte technic con axle e ingranaggi per la mobilità della giostra.

Il pezzo da sostituire

Il pezzo da sostituire

A metà di questo montaggio alcuni di voi, che come nel mio caso hanno acquistato la scatola abbastanza in fretta, si troveranno di fronte a un errore riconosciuto da LEGO. A pagina 12 vi viene chiesto di inserire un pezzo “Technic, Axle Pin without Friction Ridges Lengthwise“, ma questo risulterà sbagliato nella pagina successiva in quanto la plate 2×8 traforata non riuscirà ad appoggiare correttamente e si solleverà inesorabilmente. È stato infatti riconosciuto questo errore e deve essere sostituito con un altro pezzo. L’elemento da sostituire che è l’axle rosso da 2 è un pezzo abbastanza comune in ogni caso se volete farvelo cambiare potete come sempre chiamare il Customer Service della LEGO per segnalare il problema.
Inserendo il giusto pezzo tutto il resto del montaggio procede senza freni e ben presto vi troverete ad aver finito la base e la biglietteria. Il resto della giostra è altrettanto divertente e abbastanza rapida tranne una parte un pochino ripetitiva per fare la bordatura alta su cui verranno poggiati i triangoli di stoffa colorata bianca e blu. Se devo trovare una unica cosa che non mi piace molto sono gli adesivi circolari a specchio da inserire sui tile rotondi 2×2 pearl gold. Non sono un amante degli adesivi quando monto i set Lego e anche in questo caso sulla bordatura della giostra non ho voluto applicarli.

La giostra ultimata

La giostra ultimata

La giostra finita è molto carina da osservare e il movimento della giostra muovendo la relativa leva a mano è altrettanto simpatica specialmente il meccanismo che fa “ballare” i cavalli su e giù (interessante la soluzione che è stata trovata poggiando i due cavalli su slope curved 4×1).
Il rapporto tra i denti degli ingranaggi è tale che permette un movimento relativamente lento della giostra come giustamente dovrebbe essere nella realtà.
Ovviamente la prima cosa che viene in mente vedendo la giostra è la voglia di modificarla per renderla motorizzata. È quasi tutto predisposto quindi non è difficile inserire un motore, la cosa più difficile (ad esempio nel mio caso del villaggio invernale) sarà quello di nasconderlo opportunamente in modo tale da far girare la giostra automaticamente senza evidenti parti meccaniche nelle immediate vicinanze. In ogni caso l’inserimento di un motore comporta un altro problema. Ho infatti già provato ad inserirne uno in cascata alla biglietteria e funziona bene ma c’è un piccolo problema: la giostra gira troppo veloce! È necessario aggiungere almeno un paio di altri ingranaggi per ridurre la corsa del motore e permettere così di ottenere una velocità accettabile per una giostra dei bambini… altrimenti al primo giro volano via sul prato innevato!

Conclusioni e giudizio finale

  • Parti: Visto un discreto numero di parti in dark blue sicuramente la prima cosa che salta all’occhio sono i due archi 1x8x2. Quando un anno fa decisi di ricostruire con pezzi ordinati da BL il famoso modulare Cafè Corner una delle più grandi difficoltà è stata di ritrovare proprio questo pezzo… arrivava a costare fino alla bellezza di 37 euro cadauno e quindi decisi di metterne uno DBG. Da oggi non ci sarà più questo problema… gli archi blu scuro finalmente si riusciranno di nuovo a trovare in modesta quantità; in questo momento questo pezzo si può già trovare in alcuni negozi BrickLink al prezzo di 2 € cad.
    Ci sono inoltre due selle per i cavalli in tonalità pearl gold (mai prodotte prima) e ovviamente i nuovi cavalli bianchi decorati.
    Segnalo inoltre un discreto numero di accessori quali: 1 prezel, 1 torta, 1 gatto, 1 orsetto (tutti quanti in tonalità medium dark flesh), 2 tile round stampati “lecca-lecca” (+1 di scorta), 1 coscia di pollo, 1 hot-dog, 2 croissant. Voto 10/10
  • Processo di costruzione: È molto divertente e vario. L’unico processo ripetitivo è la costruzione dei pannelli delle luci e di tutto il “bordo” arrotondato alto della giostra in cui bisogna costruire 8 + 8 blocchi uguali. Le bancarelle sono molto simpatiche e veloci da costruire e la giostra è divertente in quanto prevede varie fasi di costruzione con l’inserimento anche di alcuni ingranaggi technic. Voto 9/10
  • Design: Come ho già detto la giostra finita è molto carina anche solo da tenere su una mensola e da osservare con cura. Anche se non particolarmente grande come la gloriosa giostra “Grand Carousel #10196” fa comunque una bella figura ed è molto vivace e colorata grazie a moltissime parti che vanno dal blu, al tan, al rosso e varie plate round 1×1 trasparenti blu e arancione. Questo set potrebbe interessare anche a coloro che non seguono espressamente questo tema! Voto 9/10
  • Giocabilità: inutile dire che questo set è molto giocabile. È sicuramente il più giocabile di tutta la serie già solo per il semplice fatto che contenga la manovella per far girare la giostra a proprio piacimento. L’aggiunta delle bancarelle poi incrementa le possibilità di gioco soprattutto per i più piccoli. Ottimo! Voto 9/10
  • Prezzo: 1261 pezzi per 90 euro (0,071 € a pezzo) sono il giusto compromesso per avere un sacco di pezzi specialmente alcuni elementi rari o esclusivi per questo set (di cui ho già scritto sopra). Mi tengo basso solo perchè bisogna sempre ricordare l’importante valore dei soldi. Voto 8/10
  • Giudizio complessivo: Il mio voto complessivo è di 9/10; mi tengo un piccolo margine per il 10 assoluto ma poco ci manca. Il set è studiato alla perfezione (a parte quella piccola svista che vi ho parlato) ed è un perfetto mix tra quantità e tipologia di pezzi, giocabilità grazie al movimento della giostra, numero di minifig, aspetto generale. Anche solo con altri 2 set invernali, questo nuovo set permetterebbe di costruire un divertente diorama invernale di sicuro impatto visivo e io ovviamente non mancherò di inserirlo nel mio villaggio!

Link utili

Inventario dei pezzi, BrickLink, Brickset.

Altre immagini

Recensione set 21018 – United Nations Headquarters

Riprendiamo oggi una vecchia “rubrica” di questo sito, le recensioni dei set!

Partiamo con questo set Architecture di cui avevamo parlato poco tempo fa in occasione della sua uscita, lo United Nations Headquarters, il Quartier Generale delle Nazioni Unite di New York.

Scatola e contenuto

Come tutti i set Architecture la scatola è già in sé quasi oggetto da arredamento, con le scritte bianche su sfondo nero e l’apertura realizzata in modo da non doverla rompere per prenderne il contenuto.

La scatola.

La scatola.

All’interno ci sono 3 plate 6×8 e cinque sacchettini (di cui uno esclusivamente dedicato ai plate 1×2 trans-light blue) e il più grande a sua volta ne contiene un sesto.

Il libretto di istruzioni, come sempre in questa serie, è ben più di una semplice serie di istruzioni includendo anche la storia dell’edificio (con numerose fotografie), del suo architetto principale Oscar Niemeyer, qualche considerazione del designer Rok Kobe e un breve ricordo del primo tentativo di “Architecture” LEGO nel 1962 (con il quale sono nati i plate). C’è anche una pagina dedicata all’utilizzo del brick separator.

Il contenuto del libretto (sebbene con un layout più standard nero su bianco) è disponibile per il download sul sito ufficiale Architecture, ma non in italiano, nonostante così sia indicato sul libretto fisico in inglese.

Caratteristiche

Costruzione del set

I sacchettini non sono numerati quindi si devono aprire tutti subito. Particolare curioso il sacchetto dedicato ai i soli plate 1×2 trans-light blue, ma essendo ben 155 la cosa è più che giustificata (anche se non stanno tutti lì, una decina sta in un sacchetto con altri pezzi).

La prima fase è la costruzione della base, molto semplice, che predispone già con diversi jumper un buon numero di offset successivi. Degna di nota in questo livello è la fontana ottenuta con un originale utilizzo della turntable 4×4 (per la prima volta qui in LBG) che resterà chiaramente scoperta anche a modello concluso. Interessanti le varie parti verdi (dark green in realtà) che vanno a rappresentare le aree naturali (prati, aiuole) all’esterno dell’edificio.

Nota bene: ho trovato che sono presenti due tipi diversi di jumper, quelli con groove e quelli senza. Fate subito attenzione a cosa avete per scegliere come posizionarli (in modo da non lasciarne di tipi diversi vicini in vista). A me sono capitati tre senza e tutti gli altri con. In questa situazione il mio consiglio è di mettere i tre senza in bella vista in cima al grattacielo davanti (numero 69.8, pagina 100 delle istruzioni) perché danno più continuità ai bracket inverted che hanno di fianco.

Base predisposta agli offset.

Base predisposta agli offset.

Poi si inizia a costruire la base di quello che sarà il Secretariat Building (il grattacielo vero e proprio) con l’edificio adiacente più basso, il Conference Building. Alcune tecniche interessanti vengono utilizzate qui, a partire dallo SNOT di 90° per poter realizzare le pareti dell’edificio con tile bianchi e trans-light blue e, sul retro, anche con panel 1×2 e 1×4 a simulare una tettoia con offset ripetuto grazie all’alternanza di headlight e brick con stud laterale. Conclude questa parte di edificio un tetto composto da tile 1×3 che si posiziona sopra quattro tile “grille” 1×2, creando così un bell’effetto finale (che mi chiedevo come fossero riusciti a fare prima di iniziare a costruire, avendo erroneamente pensato che i tile del tetto fossero 1×2).

Conference Building.

Conference Building.

La fase successiva è il General Assembly Building, l’edificio staccato (sulla sinistra, guardandolo di fronte) dal complesso principale che nella realtà ha una struttura davvero particolare avendo muri e tetto curvi. Qui il designer ha scelto di non cercare di approssimare le curve usando slope o angoli particolari (non c’è nemmeno un singolo slope/slopino in tutto il set) ma ha adottato ancora una volta l’offset, “snottando” i pezzi di 90 gradi e uscendo di mezzo stud alla volta. L’effetto risultante è veramente bello. La cupola ci lascia anche l’unico stud in vista dell’intera costruzione, se non consideriamo quelli che si intravedono in trasparenza.

Poi si passa all’ultimo degli edifici “piccoli” di fronte al grattacielo, la Dag Hammarskjöld Library. Ed è abbastanza semplice, con pareti “di vetro” (si inizia a intaccare il mucchietto di plate 1×2 trasparenti) e pareti di tile 1×3 snottati.

Infine c’è il Secretariat Building, il grattacielo vero e proprio chiamato anche “Palazzo di vetro”. Questa è anche l’unica fase in cui si trovano i temuti “x tot volte” che tendono ad annoiare durante la costruzione. In questo caso però ci va abbastanza bene, il grattacielo è diviso in tre tronconi ripetuti di cui due identici (x2) e uno, il terzo e ultimo, diverso e quindi con istruzioni a parte. Per quanto riguarda i primi due si capisce facilmente guardando le immagini promozionali che sono blocchi di plate con il muro laterale ottenuto grazie all’utilizzo congiunto di bracket 1×2-2×2 normali e inverted e di tile 2×4. Ognuno dei blocchi richiede comunque la costruzione di 6 sotto-blocchi di plate, per un totale di 12 (più altri 4 nel blocco successivo). Poco male, la costruzione risulta comunque veloce e non c’è tempo di annoiarsi.
Il terzo blocco è diverso perché ha bisogno di arrivare al tetto con la possibilità di avere un offset (la base è larga otto stud, ma il tetto deve essere nove per coprire le parti laterali) e quindi non si può ripetere la struttura con il bracket normale. Quello che è stato fatto è usare anche sopra dei bracket inverted, ribaltandoli e reggendoli con il tile 2×4 laterale (uno SNOT da 180°), in modo da poter poi sopra semplicemente appoggiare l’occorrente (che sarà comunque fissato in centro).

Il terzo blocco con la variante inverted.

Il terzo blocco con la variante inverted.

Ultimissima cosa, le “bandiere” simulate con 19 leve completamente bianche… è la cosa più difficile da montare dell’intero set! (Infatti ho rinunciato a metterle tutte perfettamente dritte, come potete vedere dalle immagini).

Come sempre alla fine avanza una manciata di pezzi: tre plate 1×1, quattro tile 1×1, un tile round 1×1 e una leva.

Giudizio

  • Parti: Ottime parti, se vi servono dei plate 1×2 trans-light blue comprate questo set, ne ha 155 (su BL il prezzo medio del pezzo è 0,95 euro, per capirci). E ci sono anche diversi tile 1×3 e 1×4 in dark green. 5 su 5.
  • Processo di costruzione: Davvero divertente e poco ripetitivo. La presenza di quattro diversi edifici rende la costruzione molto diversificata e interessante. Unico difetto (ma per qualcuno può essere un pregio) la durata, in un’ora si finisce tranquillamente! 4 su 5.
  • Design: Perfetto, l’effetto finale è notevole e le tecniche avanzate (SNOT, offset) sono sempre utilizzate con cognizione di causa. Uno dei migliori design di tutta la serie. 5 su 5.
  • Giocabilità: Non pervenuto (non ritengo che gli Architecture debbano essere giocabili!)
  • Prezzo: 50 euro è un po’ tantino (non tanto per i pezzi, anzi, ma tenendo conto che si costruisce in un’ora…) Ma con anche un poco di sconto (per esempio acquistandolo su Amazon o se avete dei punti da usare sullo S@H) risulta adeguato. 4 su 5.
  • Giudizio complessivo: Al momento il mio Architecture preferito tra quelli che ho costruito. 5 su 5.
Costruzione terminata.

Costruzione terminata.

Per completezza aggiungo che al momento di Architecture ho costruito solo: l’Empire State Building, la Willis Tower, Fallingwater e la Casa bianca. Vedo che il designer Rok Kobe ha progettato anche il Big Ben ma soprattutto l’Imperial Hotel che ho qui da montare e visto quanto ho apprezzato questo, credo che lo monterò presto.

Altre immagini

Parte della struttura di questa recensione è basata su questa di TheBunch!

Railbricks #13

Railbricks #13Dopo più di un anno dal numero precedente è finalmente uscito il numero 13 di Railbricks, la rivista online dedicata ai treni LEGO! Si sapeva che il numero sarebbe uscito perché sul blog della rivista la redazione aveva tranquillizzato, ma è bello poterlo finalmente leggere.

Come sempre, ricordate che Railbricks è in inglese.

Sul numero potete trovare, tra le altre cose:

  • Report dal National Train Show 2013;
  • Lo studio del redesign di un layout ferroviario;
  • Uno sganciamento a distanza;
  • Modular Model Railroading, uno standard per i layout ferroviari;
  • LUGOCT, il LUG del Connecticut;
  • Il record della ferrovia LEGO più lunga del monto (più di 4km);
  • Le istruzioni complete per costruire una locomotiva a vapore 0-6-0.

Sul sito di Railbricks si può scaricare gratuitamente il numero in versione web (più leggera), da stampa (se volete stamparlo, più pesante) e si può persino comprare una copia cartacea. Lo stesso vale per tutti gli arretrati.