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Il problema non è né TLG né BL, ma la rogna della "proprietà intellettuale" e lo stuolo di avvcoati assoldati per difenderla, specialmente quando qualcuno pensa: "TLG può mollare un sacco di soldi, se insistiamo abbastanza". Insomma, se BL è stata promossa a "piattaforma ufficiale", certe prese di posizione contro l'abuso della "proprietà intellettuale" sono del tutto ovvie (perfino se fatte adesso, cioè prima che l'acquisizione sia completata), e al più inducono a creare una "piattaforma alternativa" (che però dovrà gestirsi il problema del "fino a che punto si può concedere che gli utenti facciano X Y e Z ?"). A noi certe norme fanno istintivamente orrore perché pensiamo sempre con la mente da AFOL, ma mettetevi nei panni di un cinesino random che non ha mai sentito nominare LEGO, si sveglia al mattino e capita accidentalmente su BL e subito dichiara a sé stesso davanti allo specchio: "ma come sei intelligente, hai appena trovato il sistema per arricchirti". Ricordiamoci di quegli AFOL che a loro insaputa hanno visto commercializzare le opere di cui gratuitamente avevano pubblicato le istruzioni (immaginate il sorriso forzato dell'AFOL che tenta di dire in modo credibile "sono lusingato")... e pure di quegli AFOL che sentendo odore di fiumi di denaro (problemi seri con l'olfatto, eh?) sono passati al lato oscuro della forza, cioè il lato che confida nelle immense onestà, generosità e serietà dell'imprenditoria cinese (cinese per mentalità, non necessariamente per geografia o etnia). L'implicazione - un po' fastidiosa da accettare - è che l'AFOL che vorrebbe condividere le proprie creazioni dovrà pensarci due volte prima di mollare su internet (cioè anzitutto agli approfittatori) istruzioni e lista pezzi. A titolo di curiosità, un paio di notizie off-topic: Oculus Rift fu sviluppato coi soldi del crowdfunding e infine se l'è comprato Facebook prima che diventasse un prodotto decente (praticamente i backers hanno fatto un regalo a Facebook senza saperlo: meno male che per tirchieria mi tirai indietro all'ultimo momento); gli autori di Nginx hanno dovuto subire un raid dalla polizia perché non è legalmente chiaro se decenni fa svilupparono il prodotto nel loro tempo libero o durante l'orario di lavoro. È il bello del mercato, ragazzi.
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Nuovo carrello ferroviario...
alf ha risposto al topic di GianCann in Pezzi, Nuovi Pezzi e Identificazione
Al di là del fatto che sembra la solita Giustificazione Ufficiale Postuma, avrei un appunto da fare: i treni provati nel video sono piuttosto leggeri. Un treno MOC, specialmente se 7-wide o più, è alquanto più pesante. La versione classica ha un asse metallico inteso a far resistere alle sollecitazioni laterali, conservare l'allineamento e la distanza tra le ruote (a costo di sfregamenti sui binari), e non deve deformarsi. Anche usando un axle si ottengono queste stesse caratteristiche. In questa nuova versione "bio" le ruote non sono vincolate a un asse ma solo ai rispettivi perni, con sfregamento continuo "plastica su plastica". Il video citato mi sembrerebbe dunque da interpretare con: se i vagoni sono sufficientemente leggeri, le nuove ruote vanno persino un po' meglio. -
Non ricordo più da quale set provengono ma erano nuovi e montati una sola volta: mi si sono spezzati fra le dita mentre li staccavo senza neanche troppa forza, come se non avessero quella robusta elasticità a cui siamo abituati...
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Figurati a cercare capi di abbigliamento che somiglino alle minifig già in possesso
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LEGO Sorting Machine
alf ha risposto al topic di GianCann in Automazione, Illuminazione e Programmazione
Ha ragione a dire che la parte davvero geniale è l'estrarre i pezzi uno alla volta (la soluzione con le placche vibranti sarà un brevetto industriale) perché una volta isolato può comodamente essere posto su uno sfondo neutro e fare riconoscimento e decidere in quale cassetto deviarla. È piuttosto intelligente anche il costruire i dati di input a partire dalla descrizione geometrica dei mattoncini (basterebbero le librerie LDraw, no?), ma anche lì - come spiegato nel secondo video - occorre un po' di "scienza" in più per ammorbidire le differenze tra immagine reale e immagine simulata. -
Quantità di tempo: variabile. A volte per settimane non costruisco niente, e tutto il tempo lo passo in altre attività relative (questo forum, Bricklink, LDD, ecc.). Altre volte invece "mi prende la scimmia" e me ne accorgo quando di sera tardi sono costretto a smettere di fare crack crack ssskrunf ssskrunf* perché a casa vogliono dormire * onomatopea delle cassettiere portaminuterie quando cerchi un pezzo ma non ricordi più in quale altro cassetto l'avevi spostato la volta scorsa
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La premessa fondamentale è che un video dichiarato "per bambini" non può essere monetizzato. Dunque il problema è principalmente di chi vuole guadagnare e prevede tante, tantissime visualizzazioni. Dato che mille visualizzazioni fanno statisticamente guadagnare qualche centesimo, se la tua pace vale almeno qualche centinaio di euro significa grosso modo che al di sotto del milione di visualizzazioni non avrai tanti rimpianti a marcare tutti i tuoi video LEGO come "per bambini". Fra parentesi, per monetizzare il proprio canale Youtube occorre avere almeno mille iscritti e un certo quantitativo di ore video visualizzate in un anno. Dunque il primo effetto del COPPA sui content creator è quello di indurli a marcare come "per bambini" qualsiasi cosa sia vagamente sospettabile come tale e a fare i conti con l'ambiguità delle norme. Fra i fattori che Youtube indica ci sono alcuni che toccano direttamente i nostri video con contenuti LEGO (recensioni, eventi, MOC...): "il video include personaggi, celebrità o giocattoli che attirano i bambini" "il video include attività che attirano i bambini" "il linguaggio del video è pensato per essere compreso dai bambini" (vedi sotto) "Negli Stati uniti viene definito bambino chiunque abbia meno di 13 anni" A me non sembra una stangata sui contenuti LEGO... tranne a quelli che già monetizzavano bene tali contenuti. Riguardo al linguaggio, direi che è un campo minato. Spiego con un esempio. Ho mia nipote (sei anni) che segue senza problemi video in inglese sulle sue bambole preferite, incurante dell'incomprensibile barbarico idioma, estatica davanti a quelle recensioni/unboxing/storielle (che già viaggiano sui milioni di visualizzazioni), rivedendole più e più volte proprio come fanno già tutte le sue compagne di classe... Youtube spiega che non sei obbligato a marcare "per bambini" un video se conosci "la composizione del tuo pubblico". Ma questo è uno scaricare su di te l'onere di sapere a priori chi effettivamente guarderà il video, cioè di confezionarlo in modo tale da essere repellente per i bambini (cioè convincere avvocati americani che è tale), e sperare di poter usare questo argomento quando ti arriverà la stangata. Ma anche no, grazie. Il COPPA divenne legge nel 1998 ed è stato usato di recente per multare Google e Youtube per aver raccolto dati personali di bambini. 170 milioni di multa perché secondo la FTC indirizzi IP e cookie (soprattutto di circuiti pubblicitari) e commenti tipo "My name is Mary Jones from Springfield. I love this video!" sono dati personali, e il canale Youtube è considerato alla pari di un sito/servizio web, cioè il proprietario del canale è legalmente responsabile del contenuto, cioè avendolo "monetizzato" deve anche darsi da fare per evitare che il sistema di monetizzazione (su cui non ha controllo) raccolga informazioni, cioè deve dichiarare "per bambini" ciò che eventualmente riscuoterebbe l'interesse di bambini, di modo che Google e Youtube dicano: "oh, evitiamo di raccogliere dati su questa visualizzazione (e pertanto non emettiamo pubblicità)". A questo punto direi: se il tuo canale Youtube ha poche visite (diciamo sotto le decine di migliaia), è improbabile che ti facciano storie perché non hanno interesse a creare un caso sulla stampa internazionale; nel mirino ci sono pesci medio-grossi (quantomeno quelli dello "youtube cartoon problem"; e purtroppo anche AFOL del calibro di Sariel); se sei ansioso, con o senza monetizzazione, ti conviene marcare "per bambini" qualsiasi cosa vagamente sospettabile; peggio per te che ti eri illuso di guadagnare fama e qualche soldino grazie alla magica Youtube; (e non credo che proverai nostalgia per i commenti ai tuoi video); se sei medio-grosso, allora si direbbe proprio che hai un problema (come al solito vale la legge del "se la piattaforma è gratis, allora non sei il fruitore ma il prodotto"). Nota 1: la FTC stima che Google e Youtube incassarono 50 milioni in raccolta pubblicitaria sui più famosi canali di filastrocche, di recensione giocattoli e di cartoni animati (pagine 10-14 del Complaint (PDF)), lamentando che non avevano neppure tentato di ottenere il consenso dei genitori. Nota 2: il giovane avvocato di quel video ha dovuto annullare il suo progetto di un nuovo canale Youtube destinato ai bambini perché... uh... beh... non può più monetizzarlo. Dice che da cinque anni stava guadagnando soldi solo perché lavora a tempo pieno come content creator. In altre parole, ha ammesso lui di aver incautamente dato troppa fiducia alla piattaforma.
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Benvenuto! A domanda facile, risposta facile: se ti ha già preso la scimmia allora sei già AFOL, e man mano che cominci a modificare, aggiungere, costruire qualcosa di tuo e ci provi gusto, allora è proprio un processo irreversibile
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Qualche altra considerazione: - "big data": la mole di dati di BL è interessante per TLG molto più della singola semplice query "quanti 1x1 LBG sono stati venduti negli ultimi 6 mesi"; per esempio: "dai negozi BL di gente del LUG XYZ, che percentuale di pezzi del LUGBULK di quell'anno sono riconoscibili nei negozi a 180 giorni dalla consegna?" oppure: "prima di spendere soldi su nuovi stampi, quali paesi hanno pressoché la stessa richiesta di pezzi e colori X,Y,Z?" - avere perennemente accesso diretto al database BL significa poter stabilire norme del tipo: "consideriamo reseller speculatore chi ha un negozio BL che vende più di tot pezzi, o più di tot set, o che fattura più di tot l'anno" (cioè non daremo fastidio a chi tratta pezzi non più a catalogo oppure a uno che non ci campa perché incamera meno di mille euro al mese; del resto se vuoi riempirti il negozio facendo part-out, devi per forza massimizzare l'acquisto di certi set nel momento che sono piuttosto scontati); se uno davvero "compra due set scontati e ne rivende uno", non verrà certo tormentato da TLG per improvvida speculazione (ditelo alla signora Anna di TheBrickBlogger, che evidentemente è abituata ad agguantare ben più di "due set scontati"...); - "hanno comprato tutte le MOC pubblicate su Stud.io": d'accordo, ma TLG non è un clonatore cinese a caccia di progetti pronti. Se mi dai una tua MOC e io ho bisogno di renderla un prodotto vendibile, faccio prima a rifarla daccapo che ad alterarne i connotati... - se un clonatore più o meno cinese (magari sotto falso nome) avesse acquisito BL sarebbe stato peggio ma non ci sarebbe stata altrettanta cagnara sulla "libertà in pericolo". Magari si potrebbe anche chiedere al cinese (pardon, coreano) Jay Kim quanti e quali dati ha già venduto ai clonatori in passato. Dati che una volta completata l'acquisizione non riceveranno più; - TLG dovrà "deduplicare" gli sforzi. Avrà senso conservare B&P/PaB quando possono essere un paio di "negozioni" su BL? (Fra parentesi, non pagherebbero a BL - cioè TLG, cioè a sé stessi - le commissioni sul venduto; forse è questa la vera paura dei negozianti BL? un super-mega-negozione ufficiale che può fare prezzi del 4-5% migliori?) Figuratevi i milioni di nuovi utenti "perché PaB è ormai su BL"... - "profilazione": ma io sono arcicontento che TLG mi profili e capisca che doveva mettere più binari dritti nei set ferroviari e che ho speso un fracco di soldi solo di finestre per i treni; - Amazon ha aperto il marketplace a rivenditori esterni che talvolta hanno prezzi migliori di Amazon. Ma l'importante, per Amazon, era più il far concorrenza ad eBay che il farsi concorrenza in casa. Il prodotto di punta di Amazon è la logistica, non la merce a catalogo. Il mondo ideale, per Amazon, è quello dove la concorrenza (eBay, negozi fisici, ecc.) è talmente piccola che può essere ignorata. È un piano a lungo termine che (purtroppo) sta lentamente riuscendo. Da questo punto di vista, TLG ha commesso un solo errore: quello di lasciare BL nelle mani di Jay Kim per sei anni...
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Sono letteralmente saltato dalla sedia Comunque esistono già da anni diverse alternative a Bricklink (come Brickscout e Brickowl): nel peggiore dei casi i seller furbacchioni hanno già la soluzione pronta (e magari anche l'account attivo da ben prima di oggi), e il passaparola sui social network farà tutta la pubblicità gratuita necessaria a far trovare pezzi che su BL darebbero nell'occhio. Se poi si tratta solo di set, basterebbero anche robe come eBay... Mi fa piacere che il valore strategico di Bricklink (cataloghi, inventari, ecc.) finisca nelle mani di LEGO piuttosto che di qualche speculatore a caso (ricordate quando gli ex proprietari di BL tentarono di infilare la clausola che il lavorone di catalogazione della community era di proprietà dell'azienda?). Una possibile rogna per i seller potrebbe essere l'imposizione di limitazioni (prezzi minimi e massimi, quantità, vendibilità) per i set e pezzi in catalogo o riservati (ricordate il prezzi assurdi dei primissimi giorni del Vestas appena uscito?).
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Credo che le multe siano piuttosto destinate a certi soggetti che da diversi anni impestano Youtube con contenuti solo apparentemente "bimbeschi", come certi cartoni animati fai-da-te zeppi di allusioni sessuali, macabre, violente, ecc. (cercare su google "Youtube cartoon problem" per articoli come questo; i produttori di tali video "virali" fanno in fretta ad aprire un nuovo canale quando il vecchio viene subissato da segnalazioni). Nel frattempo la piattaforma ne approfitta per pararsi il sedere sul piano legale, deviando la tegola direttamente sui publisher, inducendoli a decidere se un contenuto deve essere "per bambini" oppure "anche per bambini".
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Penso che un po' sia una tempesta in un bicchier d'acqua, e un po' sia il lamento di chi si illudeva di poter campare di rendita. Spiego qui perché non ho cambiato niente. Il mio canale Youtube (per buona parte zeppo di gattini e di LEGO) non è monetizzabile perché non ho "almeno 1000 seguaci" (limite arbitrariamente introdotto dalla piattaforma un paio d'anni fa, che ha annichilito tutti i piccoli publisher che si illudevano di poter incassare almeno qualche decina di euro in un anno). La mia interpretazione - non sono un legale, purtroppo; potrei sbagliarmi, ma credo di aver letto bene due volte - è che il senso di quella normativa COPPA sia di evitare lo sfruttamento pubblicitario dei bambini, imponendo che i contenuti "destinati ai bambini" non godano di quel trattamento di favore chiamato "pubblicità mirata" (che fa incassare di più ai publisher). Fatta la legge, trovato l'inganno: la piattaforma Youtube, come al solito, la trasforma subito in uno strumento punitivo contro i publisher, riservandosi addirittura di interrompere la monetizzazione (e perfino la possibilità di commentare) di quei video che considera "destinati ai bambini", «a prescindere che la designazione provenga da te o dal nostro strumento di classificazione» (ovviamente punendo chi tenta di aggirare la cosa). Da ciò deduco che i contenuti che Youtube insindacabilmente decide che sono "per bambini", faranno guadagnare meno o non faranno guadagnare affatto, e che il marcare i propri video come "per bambini" è l'ultima disperata risorsa di chi spera ancora di guadagnare qualcosina (nel frattempo, la marcatura volontaria aiuterà gli algoritmi di Google/Youtube a identificare meglio quali sono i contenuti per bambini). Parecchi publisher (a cominciare dagli AFOL) hanno un serio problema: c'è un'immensa zona grigia di contenuti "adatti" ai bambini ma non "destinati" ai bambini (e nemmeno "principalmente ai bambini"): la piattaforma Youtube deciderà arbitrariamente di de-monetizzare questo o quel video secondo una politica aziendale (sui grandi numeri, cioè, dal punto di vista del singolo publisher, senza alcuna logica) e secondo il proprio profitto (ricordiamoci sempre che Youtube è un'azienda che deve fare soldi, non un servizio di beneficenza elargito all'umanità). Insomma, la stangata è per certi publisher che credevano di poter campare di rendita, non per gli AFOL con meno di un migliaio di iscritti. Penso che non valga la pena di affannarsi a marcare "per bambini" un video che anche se lo fosse, non garantiva nemmeno qualche euro di incasso di raccolta pubblicitaria.
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Invece di arraffare una birra, si mettono a fotografare?! (ma forse è perché quando diminuisci il carico, il treno accelera).
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"Sbrick 3" non è ancora un prodotto ma solo un progetto con alte ambizioni. Prevedono ottimisticamente di incamerare 300-500mila euro da Kickstarter (al netto delle commissioni; immaginando 100 euro a sostenitore "impegnato", dovrebbero coinvolgere 4000-6000 sostenitori gasatissimi), più almeno 600mila euro da parte di "investitori" per raggiungere la milionata in cassa, dopodiché prevedono di crescere in cinque anni fino a sfondare i 25 milioni di fatturato e diventare un "brand che i consumatori amano". La milionata iniziale serve per... uhm... "avviare la produzione" (quella per i contributori sul Kickstarter) e a mettere in piedi tutto l'apparato burocratico (vendite, marketing, licenze -sic-, staff -sic!-). Sinceramente mi sembra un po' troppo ottimistico, ma forse è perché ho visto affondare miseramente troppi bei super progettoni su Kickstarter (specie in tema di retrocomputing), anche di quelli che esibivano un prototipo già funzionante e aspettavano solo di andare in produzione. Ci manca solo che ci parlino di qualche disruptive blockchain con intelligenza smart-artificiale cryptolego. Anzi, no, disrupt c'è, ma senza "LEGO", perché intendono abilitare "tutti i tipi di giocattoli per costruire", chissà, magari sono già in combutta coi clonatori cinesi, magari hanno già stretto un accordo con Playmobil, magari ridaranno vita al Meccano Il prodotto finale consisterà in "motori, luci, sensori e periferiche", più un controller compatibile LEGO e "waterproof opensource" e che addirittura farà "guadagnare soldi a chi ci gioca!" (vuoi vedere che pensano di infilare le pubblicità Google sul display del telecomando? la lancetta dell'indicatore di fuffa è comunque entrata nell'area rossa). Oh, gli acquisti in-app naturalmente andranno a vantaggio loro, non di chi ci gioca. Certo, a fronte di 25000 fan dello SBrick (davvero così tanti?) il traguardo dei cinquemila sostenitori sfegatati non sembra troppo lontano (avendo menzionato i makerspace supporrei che prevedono anche qualche roba "pilotabile da Arduino" o da PC). Ma i dettagli del nuovo prodotto sono a disposizione dei soli "investitori", suppongo proporzionalmente ai milioni che verseranno (uso il futuro sperando di sbagliarmi, ma di questi tempi non è che un investitore si butta a pesce su una startàppe che ha venduto qualche decina di migliaia di gadget ad una nicchia Technic della nicchia degli AFOL; "investitore", poi, significa che se ti dà cento aspetta un ritorno di almeno trecento). Il prototipo (suppongo del telecomando) dovrebbe essere pronto nove mesi dopo la campagna Kickstarter (dunque non esiste ancora neppure il progetto definitivo?), più tre mesi di certificazioni prima di andare in produzione e in consegna.
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PIQABRICK: Piattaforma per il riconoscimento ottico di elementi LEGO
alf ha risposto al topic di GianCann in Area Tecnica
Sono uno dei tanti che erano interessati al progetto ma ho smesso di seguirlo quando mi è parso di capire che il Piqabrick, prima che un prodotto "da 97€", è un servizio in abbonamento - formula commerciale a cui personalmente sono piuttosto allergico. Le domande poste da @Shintaku sono fondamentali, perché se il citato servizio utilizza le API di Bricklink e Bricklink trovasse motivo di interromperne la disponibilità, sarebbe un brutto pasticcio (soprattutto per gli abbonati a Piqabrick). -
...direi piuttosto "hanno trollato gli AFOLs"...
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LDD probabilmente va riscritto da zero, come tutti i software che sono stati rimaneggiati troppe volte e che a pulire il tubo di scappamento smettono di funzionare gli abbaglianti, come le incerottatissime auto di queste parti... Un altro motivo di obsolescenza di LDD è che usa librerie grafiche 3D non create da LEGO non più supportate (in caso di vulnerabilità, con chi prendersela?). Ancor oggi spero che mamma LEGO abbia in cantiere un nuovo LDD (che potrebbe benissimo chiamare LDD 5.0 anche se rispetto al vecchio conserva solo il nome) e non può ancora svelarlo solo perché non ancora pronto per il grande pubblico. Sarà pure che abbiamo alternative (da Stud.io all'SR3D di Sergio Reano) ma avere un software di riferimento è un'altra cosa. Postilla di deformazione professionale: la soppressione del supporto 32 bit (non solo su Catalina) è puramente "politica", non dà benefici ad eccezione del non doversi più occupare di certi pezzi di codice sorgente che non venivano più toccati perché or mai maturi. Dover usare LDD in una macchina virtuale a 32 bit è scomodo e lento. Meno male che ho Linux e Wine.
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Chissà, magari qualcuno di Trix Brix dopo un lauto pasto con fiumi di vino potrebbe generosamente inviare per raccomandata con ricevuta di ritorno a mamma LEGO qualche pezzo già pronto e i file per stamparli più un bigliettino "se decidete di produrli noi vi cediamo tutti i diritti e smettiamo immediatamente di commercializzarli..."
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Anche a me la distinzione dagli AFOL pare più dannosa che inutile. Inutile perché come già detto sopra non c'è mai stata discriminazione. Dannosa perché così facendo danno l'impressione di volerla proprio creare, la discriminazione, dando a intendere che la passione per i mattoncini richiede un parametro aggiuntivo che non è una variazione sul tema (come potrebbe invece esserlo "AFOL che fanno treni"). Per di più crea un problema anche a chi organizza eventi: se partecipi come AFOL chiediamo che esponi MOC adatte al grande pubblico, non propaganda di un'altra cosa. Per più di dieci anni ho partecipato ed esposto a eventi AFOL senza trovare neppure un singolo caso vagamente discutibile. Del resto non mi interessava la fede di chi ha costruito chiese, non ho chiesto le convinzioni politiche di chi realizzava uno scenario da II guerra mondiale, non mi preoccupavo che il costruttore di veicoli industriali avesse la patente. A me, se una MOC piace, o se sbavo a vedere una LEGO room o una collezione di MISB, non importa niente degli orientamenti che l'autore ha. Immaginate iniziative come LEGO Ideas che in un ipotetico utopico domani dovranno precisare la posizione politico-economico-sociale-sessuale-religiosa degli autori in modo che i votanti prendano una decisione informata anziché limitarsi a promuovere i progetti che gradivano... Il paradosso è che il loro gruppo "sdoganato" a Skærbæk rientra comunque nella qualifica "AFOL" perché "Adult" indica solo che il soggetto si attiva personalmente nel procurarsi i mattoncini perché persegue una passione.
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Lo snodo è per fargli affrontare le curve? Non avevi spazio per i carrelli con la 4025?
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Attrezzo da taglio NXT che usa un paio di forbici vere (unico problema: i bambini non vedevano l'ora di metterci le mani...). Le forbici sono l'unico pezzo non LEGO e sono rette da connettori gommosi Technic 45590.
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"...the children love to play with it!" Sì, sì, ottima scusa, dice che a 270 set ha smesso di contarli... Dice che ci sono più di 3000 sterline di mattoncini (equivalenti a circa 11.000 sterline di oggi, cioè quasi 12.000 euro). Però non mi pare di vedere MOC...
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Visivamente spettacolare, ma durante tutto il video non ho potuto fare a meno di pensare a come si rovinano binari e mattoncini per tutta quell'esposizione al sole (sbaglio o il colore dei binari era già preoccupante in tal senso?) e possibilmente alle intemperie (immaginate una pioggia improvvisa e dover ripulire tutto dal terriccio...) senza contare formichine e insettini vari. E poi al numero di ore per montaggio e smontaggio (sempre sotto il sole e le intemperie).
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Vedo che ha anche aperto un nuovo canale (Akiyuki Brick Lab, solo in giapponese, ma per fortuna si capisce benissimo), in cui pubblicherà le sue analisi, come quella che segnalo qui sotto: come distinguere le palline da basket da quelle da calcio usando non un sensore, ma solo le loro caratteristiche fisiche (quelle da calcio rotolano meglio). Notare come man mano riduce i "falsi positivi" fino ad arrivare quasi alla perfezione:
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Non sono del tutto d'accordo con lo schema sopra indicato. Per esempio, possono esserci modifiche "non invasive". Se a una MOC o diorama aggiungi un'illuminazione statica a LED (di cui non sono a vista né i LED né i fili e non hai modificato/stressato alcun mattoncino), non è né "illegale" né "impuro". Mi sembra "non invasivo" anche il caso in cui aggiungi qualcosa di "impuro" che però resta invisibile e comunque non cambia la funzionalità della MOC. Esempio: ad un treno già pilotabile PF/infrarossi aggiungi uno Sbrick (ovviamente non a vista): se il treno "programmato" non si comporta troppo diversamente rispetto a come se fosse pilotato dal telecomando a infrarossi, e se il riportare il treno in condizioni "pure" consiste solo nello spostare un connettore dallo Sbrick al ricevitore PF/infrarossi (senza dover aggiungere/togliere pezzi), allora lo considererei... "un pochino impuro ma non illegale". In alcuni casi occorre zavorra/rinforzo all'interno per una MOC instabile/fragile. Non lo trovo "illegale/immorale" (è una cosa che potrebbe essere antieconomico fare con mattoncini-riempitivo), purché non sia a vista. Riguardo all'incollare, le orecchie andrebbero tirate a mamma LEGO per quanto riguarda certi set da gioco in cui tutto era già montato e... (tremo di furore nel dirlo): incollato, come ad esempio il set 4500744 Ludo e il set 4499574 Tic-Tac-Toe. Incollare le plate della "scacchiera" ad un cartone (sic!) toglieva addirittura una parte del divertimento!
