A mio parere, l'articolo citato manca completamente il punto, perché fondamentalmente compara il prezzo al pezzo.
Il che è un'assurdità.
Se noi chiediamo a qualcuno che comprava computer negli anni 80 se oggi costano meno, tutti rispondono di si. TUTTI.
Perché? Perché il bene che era di nicchia oggi è alla portata di qualsiasi tasca.
I LEGO nell'80 costavano, non erano a buon prezzo, ed erano un gioco di qualità. Il licenziamento di massa di operai per sostituirli con macchine utensili automatiche, robot e quant'altro, la delocalizzazione in Messico, Cina e paesi dell'Est ha portato per tutte le aziende che l'hanno fatta ad un abbattimento di costi di produzione e spesso anche dei prezzi dei prodotti.
E' successo con LEGO? Apparentemente no!
L'obiezione è: ma oggi nei set ci sono più pezzi.
VERO.
Ma in proporzione i costi dovevano crollare. E quando si guarda a quanto costano i cloni.... escludendo prodotti licenziati ecc. è evidente che i prezzi LEGO non sono allineati.
Le macchine di ex-utente 2013 vendono vendute spedite a meno di 100 euro. Lo stesso prodotto se fosse LEGO non licenziatario con stesso numero di pezzi, costerebbe minimo 3 volte tanto.
E' inutile inventarsi studi farlocchi per giustificare i prezzi LEGO (minifigs collezionabili da 1,49 a 3,99 in 8 anni...)
Se tutti hanno una certa sensazione....