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Recensione "The Art Of The Brick" (Nathan Sawaya)


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ATTENZIONE:
Quando guarderete le foto cercate di non pensare "potrei fare la stessa cosa anche io": mi rendo conto che la tentazione è forte ed è facile pensare che anche noi potremmo riprodurre quadri e sculture come facciamo con i mosaici degli eventi ITLug. Per le riproduzioni cercate di usare l'occhio da "non AFOL", mentre per le opere originali cercate di guardare oltre al mattoncino come se vi trovaste ad ammirare una mostra di un pittore/scultore "ordinario". Se proprio non riuscite ad apprezzare nulla ricordatevi questo: lui con la LEGO ci vive.. e ci guadagna bene :P !
Cercate anche di apprezzare il mio sforzo letterario nel provare a raccontare e trasmettere la mia esperienza. Se non avete voglia di leggere il tutto troverete il link alla galleria di foto in calce (ma sarete maledetti).
 
INTRODUZIONE:
A metà Agosto ho trascorso qualche giorno in Olanda e per caso in una stazione ho notato il poster della mostra "The Art Of The Brick" di Nathan Sawaya. Avendo una mattina libera ho deciso di andare a vedere questa mostra per conoscere meglio i lavori di Sawaya (eccetto "Yellow!" non conoscevo altri lavori). Devo essere onesto con voi: non ero convito di uscire dalla mostra soddisfatto perché non sono un amante delle sculture e non apprezzo l'uso della colla.
 
La mostra è allestita presso l'Amsterdam EXPO, una struttura che ospita mostre di vario genere (negli scorsi mesi ospitava una mostra sul Titanic). Non è l'unica mostra di Sawaya che si sta svolgendo al momento: ci sono più mostre -con relativi doppioni delle opere più importanti- in giro per il mondo. Il biglietto d'ingresso non è economico per gli adulti (19€) ma ci sono una serie di agevolazioni per studenti, per famiglie, ecc.. . La mostra ha un discreto successo ed è stata prolungata.
 
Inclusa nel prezzo c'è anche un'audio guida che permette di ascoltare i commenti di Sawaya ad alcune delle opere esposte. Adulti e bambini hanno tracce diverse; davanti ad opere più complesse -da un punto di vista di significato- la traccia per i bambini risulta ovviamente più "leggera" (ho ascoltato un paio di tracce per bambini per fare il confronto).
 
PRIMA PARTE:
La mostra inizia con un breve video di presentazione e benvenuto, in cui Sawaya stesso spiega la propria passione e dà qualche anticipazione sulle opere presenti. Viene anche spiegato che la colla è usata non tanto per motivi strutturali ma per motivi di trasporto e montaggio. Dopo il video si entra nella prima parte della mostra che raccoglie le riproduzioni di dipinti e sculture. Le riproduzioni sono (quando possibile) realizzate in scala 1:1. Mentre le sculture sono ovviamente in 3D, i dipinti possono essere realizzati in:
  • 2D, con uso di bricks e plate che vanno a formare un "piano" (es: Mona Lisa);
  • 3D "soft", con uso di bricks e plate che vanno a formare una serie di strati (es: The Great Wave);
  • 3D "hard", con uso di bricks e plate che formano sfondo e scultura (es: Arrangement in Grey and Black No.1).

 

Vi assicuro che in foto rendono molto meno che dal vivo: a un metro di distanza si riesce ancora a distinguere i singoli pezzi ma già a un metro e mezzo l'effetto è veramente bello e si potrebbe dire che è davvero un dipinto. A dividere le riproduzioni dei dipinti dalle riproduzioni delle sculture c'è un bellissimo Rosone realizzato con baseplate e plate trasparenti illuminato con un faretto. Come per i "dipinti" anche per le sculture basta allontanarsi un metro e mezzo per confondere reale e copia in LEGO, nonostante le numerose sfaccettature dovute all'uso dei brick.

 

SECONDA PARTE:

La mostra prosegue con opere originali di Sawaya divise in tre zone tematiche. Ci si trova subito davanti a "Yellow" che probabilmente è la scultura più conosciuta. Da qui in poi, a mio parere, il livello dell'esposizione è un crescendo non tanto dal punto di vista tecnico/costruttivo ma da un punto di vista di "significato". In questa parte si incontrano anche una serie di ritratti; ce ne sono anche due delle moglie di Sawaya che mi hanno veramente colpito per il dettaglio e la resa nonostante l'esiguo numero di bricks usati (per esempio Courtney (Red)). L'ultima parte è veramente la più bella e meritevole. In una ampia sala sono raccolte sculture più mature sulle quali mi sono soffermato più a lungo. Tra le varie sculture ho preferito:

  • "My Boy" + "Dark Despair". Sono posizionate l'una davanti all'altra e trasmettono la sensazione di perdita, di lutto, di angoscia.
  • "Hands". Nella traccia audio Sawaya spiega che la sua più grande paura è quella di perdere lo strumento del suo lavoro, ovvero le mani.
  • "Mask". Pirandello vi dice niente?

Devo essere onesto con voi: quest'ultima sala non ha niente da invidiare a mostre di scultori "ordinari". Oltre a un'ottima tecnica è incredibile come con dei mattoncini Sawaya riesca a trasmettere concetti ed emozioni in maniera molto forte.. e in quest'ultima sala non c'è bisogno di guardare con l'occhio non AFOL per rimanere colpiti.

La mostra si chiude con un mastodontico dinosauro, una sala giochi e un PaB. Lo stesso Sawaya invita il pubblico a fermarsi nel PaB a provare a mettere le mani nel cassone pieno di brick e portare quella sensazione di benessere che si prova costruendo a casa.

 

CONCLUSIONE E LINK:

Pur rimanendo abbastanza cara, ho trovato la mostra molto bella. AFOL o non AFOL è difficile rimanere indifferenti e non essere colpiti dalle creazioni mostrate. Le opere sono esposte in un ambiente buio ed emergono grazie a luci sapientemente posizionate. In definitiva vi consiglio, se avete la fortuna di trovarvi vicini ad una sua mostra, di farci un salto: non credo che ve ne pentirete.

 

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