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Mini-Recensione DOWNTOWN DINER

Numero Set: 10260
Nome: DownTown Diner
Tema: Creator Expert
Designer: Mike Psiaki
Numero pezzi: 2480
Numero Minifig: 6
Prezzo: 159,99 €
Uscita in Italia: 1 gennaio 2018

E' passato oltre un anno dall'ultima mia recensione dell'Assembly Square ed eccomi qua a presentare l'ultimo modulare della serie Creator Expert il tredicesimo nonchè il primo modulare della nuova decade di modulari! Infatti moltissimi AFOL sperano che il "DD" rappresenti il primo modulare di una nuova lunga serie che durerà altri 10 anni in modo da poter festeggiare nel 2027 il ventennale dei modulari LEGO.
A differenza dei modulari passati la sua uscita in preview si è fatta attendere moltissimo con un ritardo di oltre un mese alle solite preview di ottobre. Quando uscirono le prime immagini del set si scatenò un po' il panico tra gli appassionati perchè le immagini non sembravano vere e invece tutto si è rivelato tale come nella realtà. Il motivo di tutto questo trambusto è stato la rappresentazione di uno stile architettonico molto diverso da tutti i passati modulari.
Il Diner infatti si basa ad uno stile anni '50 con i classici fast-food in stile "Happy Days" e anche i costumi dei minifig si rifanno a quell'epoca. L'edificio è composto da innumerevoli linee arrotondate e colori sgargianti come il rosa della scritta e tutta la colonna verde-acqua sulla destra.
L'edificio si divide in tre piani con il Diner al piano terra, una palestra-boxe al primo piano e uno studio di registrazione al secondo piano. Guardando questo edificio i miei pensieri volano nel passato quando guardavo Happy Days, penso ai primi film di Rocky, nonchè alle prime radio che nascevano in piccoli studi.
La scatola si presenta con 20 sacchetti numerati da 1 a 5 e un manuale da 200 pagine esatte. La bella notizia è che non ci sono adesivi!
Il designer di questo set è Mike Psiaki, lo stesso che ha creato il maggiolino (10252), il Carusel (10257) e il famoso Apollo Saturn V (21309).

Passiamo alla costruzione:
Il Diner: il piano terra rappresentato dal Diner è sicuramente la fase più lunga infatti ci voglio tutta la serie di buste numerate 1 + 2 per completare il piano.
Tutto il pavimento del Diner è piastrellato con tile di colore bianchi e neri, i tile sono una bella aggiunta che i designer ci hanno abituato negli ultimi anni. Purtroppo la cosa non si ripete negli altri due piani forse perchè ci vorrebbero troppi pezzi e il prezzo diventerebbe troppo alto.
La costruzione procede regolare senza intoppi o parti complesse ma scopriremo che questo edificio riserva alcune sorprese con tecniche davvero particolari che non mi aspettavo; i passaggi degni di nota li citerò più avanti. Una delle prerogative del piano terra sono la vetrata arrotondata e le bordature tutte curve. Mi lasciava perplesso vedere tutte queste linee arrotodate soprattutto dal punto di vista della stabilità ma devo dire che hanno fatto davvero un buon lavoro perchè quasi tutte le curve sono sempre ancorate su due punti e quindi rende il tutto abbastanza stabile, c'è solo un punto meno stabile nella parte sul retro dell'edificio che però sarebbe stato impossibile fare in modo migliore.
L'arredamento interno del Diner è fatto molto bene, soprattutto le poltroncine rosse, il jukebox e la grande piastra di cucina dietro il lunghissimo bancone. Il bancone anch'esso è molto bello e ben realizzato anche se ha un difetto: è troppo liscio, c'è solamente il doppio spillatore di bevande ma non ha nemmeno uno stud per appoggiare bicchieri o altro e secondo me questo doveva essere modificato. L'arredamento è ben concepito nonostante uno spazio non così grande: all'interno del Diner infatti troviamo il bancone, la caraffa di caffè in stile americano, la grande piastra del cuoco, un juke-box anni 50, tre poltroncine rosse tipiche dei diner di quei tempi, 3 sgabelli rossi, un distributore di caramelle.
La scritta "Diner" è semplice e ben realizzata, sembra fragile perchè non appoggiata da nessuna parte ma in realtà è piuttosto stabile, la scalinata esterna nonostante sia molto semplice rende bene e si inserisce perfettamente nella bordatura superiore del diner bianca, rosa e verde-acqua.

Piano 1: le buste numero 3 servono invece per il primo piano (la palestra-boxe): la palestra nella sua semplicità è davvero ben realizzata, hanno ottimizzato al massimo gli spazi, inserendo un ring sufficientemente grande per l'incontro tra due minifig, una panca di sollevamento pesi, la boccia dell'acqua, una cremagliera blu con un paio di pesi con manubri e il sacco da pugilato del quale è molto apprezzabile il fatto che non è fisso ma può basculare avanti e indietro proprio come nella realtà. Non ho particolari cose da dire su questo piano se non per la bella realizzazione dei particolari come la panca di sollevamento pesi e le corde del ring perfettamente equilibrate. Una cosa che però mi ha davvero stupito sono le due finestre laterali... è stata usata una tecnica davvero originale e nonostante non si incastrano sul basso rimangono perfettamente incastrate grazie agli archi 1x4 superiori. Un tocco davvero da maestri. Sicuramente sfrutterò questa tecnica in futuro!

Piano 2: le buste numero 4 servono per il secondo piano (lo studio di registrazione): lo studio nel complesso è molto piccolo ma anche in questo caso lo spazio è stato usato al meglio con una piccola sala d'aspetto con una poltroncina e tavolino, la cabina di registrazione vera e propria con la schiuma isolante acustina rappresentata argutamente dalle cremagliere technic nere 1x4 + un perfetto microfono in centro alla stanza, l'area del tecnico del suono con la strumentazione di registrazione per i mixaggi e l'armadio con nastro al muro. Su una parete è inoltre appesa una copertina di un album stampato (un nuovo tile 2x2 rotondo stampato) di colore oro-bianco.

Tetto e auto: le buste serie 5 invece servono per completare il tetto e fare la macchina rosa. Il tetto presenta un'ottimo lucernario e una degna chiusura con un tetto ricurvo sopra lo studio di registrazione davvero molto bello e ben fatto. Sovrasta il tetto un'antenna rossa e bianca che la rende perfetta come stazione radio. La macchina rosa inoltre come ripeterò anche più avanti è molto ben fatta, forse non è perfetta ma è realizzata molto bene, sicuramente una spanna in più rispetto a quelle viste in passato e inoltre ha lo spazio sufficiente per alloggiare ben 3 minifig (2 avanti e una dietro) + gadget extra come la chitarra.

Passaggi degni di nota:
1) la realizzazione delle poltroncine rosse a pagina 17 + 19 e il tavolino a pagina 21
2) il bancone del Diner (passaggi 31-40)
3) la cappa della piastra e il suo aggancio a pagina 42 e 43
4) mi piace molto la porta di ingresso perchè è poggiata solo su brick trasparenti e anche se la tecnica non è nulla di speciale, esteticamente è molto carina (pagina 53).
5) mi piace molto la soluzione di aggancio della bordatura bianca a pag.66-67
6) bella la lampada e il parchimetro a pagina 78
7) la scritta "Diner" e il metodo di aggancio con i brick 1x2 marroni con stud laterale (pagine 80-86)
8 ) geniale l'aggancio a pagina 87 della bordatura bianca
9) bella la panca sollevamento pesi a pagina 104
10) bella la realizzazione delle corde del ring a pag.108-110
11) geniale davvero e degno di nota come sono state realizzate le due finestre a pag.114 e 115 ma soprattutto il loro incastro a pagina 116 con il brick arch 1x4. Non ci avrei mai pensato ad una soluzione di questo genere quindi complimenti ai designer!
12) bello il sacco da pugile con il suo movimento a pagina 118
13) impressionante la scala antincendio in ferro battuto esterna (pag.129-131)
14) davvero belle le piccole finestre rotonde tipo oblò (pag. 144)
15) ben fatta la facciata ricurva frontale dello studio di registrazione (pag.159-163)
16) ottima la realizzazione del tetto ricurvo sopra lo studio di registrazione (pag.183-186).


Nuovi Pezzi:
Ce ne sono davvero molti a cominciare da tutti quelli della colorazione verde-acqua (come quantità sono oltre 100!). Due nuovi tile stampati, una nuova porta trasparente stampata. Tra i pezzi non nuovi ma sicuramente utili troviamo molte parti trasparenti come i brick 1x1 e i vari panel come quello arrotondato 4x4x6.

Pregi:
1) L'edifico ha una linea molto pulita e liscia, priva di stud tranne che sul tetto.
2) Tutti gli ambienti sono stati realizzati con grande cura e attenzione agli spazi, quindi è anche molto giocabile.
3) Possiede una bella vettura che è un'ottima aggiunta sia dal punta di vista visivo che di giocabilità. La macchina potrebbe essere molto utile se si ricostruisce questo set in stile fast food drive-in americano.
4) Ottimo rapporto qualità-prezzo come siamo abituati sui modulari. La grande aggiunta di nuovi pezzi (molti di questi esclusivi per questo set) sono un'ottimo valore aggiunto.

Difetti:
1) Il bancone è troppo liscio (pag.40): avrebbero dovuto lasciare in vista qualche stud in modo che fosse possibile appoggiare sopra strumenti di lavoro, bicchieri o altro. Il mio suggerimento è quello di rimuovere il brick bianco 1x8 e sostituirlo con 1 brick 1x4 bianco + 1 brick 1x4 bianco con 4 stud laterali. In questo modo si potrà avere fino a 4 stud per appoggiare sopra qualcosa come le due tazze trasparenti.
2) Io detesto le cose solamente appoggiate e non fissate su stud (o altri appigli). Per questo motivo non sopporto le due tazze trasparenti appoggiati sul balcone, la seconda frittella sul tavolo e la macchina fotografica sulle poltroncine (pag.41 e pag.45)
3) A pagina 57 si devono inserire 4 quadri sulle pareti. Questi sono tutti uguali e sono gli stessi con la stella di Hollywood già visti nel modulare del Palace Cinema. Non dico che non sono belli ma per questo modulare potevano creare dei nuovi tile 2x2 anche per lo stesso Diner che avrebbero dato un tocco in più di originalità.
4) L'uso delle cremagliere nere per la cabina di registrazione è stata un'idea geniale però non struffata al 100%: infatti tutto il muro di destra ne è sprovvisto. Forse avrebbero potuto migliorare questo aspetto.
5) Il retro dell'edificio è davvero scarno. E' vero che il retro non si vede quasi mai ma è anche vero che io sono abituato a realizzare un certo grado di dettagli in ogni angolo di un edificio, qualsiasi esso sia. Detto questo forse sarebbe bastato un semplice cespuglio nella parte sinistra per farmi contento 😉

Curiosità:
1) Per realizzare la cappa della piastra sono stati usati due piccoli cassoni dei camioncini 5x4 grigi (codice 2512): proprio vero come un pezzo possa avere usi completamente diversi!
2) E' il primo modulare dove non si riescono a distinguere in modo netto i piani. La tecnica con tile frontali ha permesso infatti di avere il secondo e terzo piano che sembrano letteralmente attaccati tra loro, mentre invece non è così. Viene quasi da chiedersi perchè non sia mai stata usata questa tecnica prima anche perchè trovo che le linee di fuga dei muri con i tile risultano più marcate e danno un senso di realismo migliore.
3) Ho notato con piacere che hanno lasciato nel marciapiede frontale dell'edificio 4 tile 2x2 DBG con stud centrale che permette di incastrare alcune minifig senza averle semplicemente appoggiate. Sembra una stupidata, ma per me è un'ottima cosa. Se volete agganciare dei minifig lo potete fare senza dover staccare molti tile della pavimentazione.
4) Le minifig ora hanno le facce con espressioni diverse! In tutti i precedenti modulari c'era sempre la solita faccia gialla col sorriso, mentre ora sono stati introdotti i minifig espressivi che è un bel quid in più. Permette anche di creare delle "storie" dietro ogni personaggio.
5) L'elemento più numeroso è il tile 1x1 Tan con ben 50 pezzi.
6) l'automobile si ispira alla Cadillac Fleetwood del 1955 guidata da Elvis Presley. Inoltre è certamente la vettura più bella vista fino ad ora in un modulare, una bella aggiunta a differenza di quelle passate che erano costruite invece molto sommariamente.

Conclusioni:
Il Downtown Diner essendo un modulare è stato uno dei set più attesi del 2017 (se escludiamo il Millennium Falcon UCS!) e forse anche tra i più controversi per via del suo stile architettonico molto diverso dai precedenti. In linea generale non è stato molto applaudito all'inizio dalla critica della massa AFOL, ma credo che mese dopo mese stia riprendendo punti a suo favore. La gamma degli edifici modulari ha mantenuto uno standard costruttivo molto elevato negli ultimi anni e quindi l'aspettativa ogni volta è molto alta e credo anche non sia davvero facile mantenere elevato l'aspetto originalità e qualità soprattutto se paragonato all'enorme numero di modulari MOC che vengono costruiti da AFOL appassionati durante tutto l'arco dell'anno. In rete si vedono realizzazione eccezionali, però questo edificio non passa di certo inosservato!
Io onestamente l'ho trovata una costruzione molto buona, pulita, pochissimi stud a vista il che lo rende un'edificio molto liscio tipico proprio degli anni '50, con diverse tecniche di costruzione davvero innovative, mai viste prima in ogni piano del Diner; nel complesso un edificio molto ben realizzato e completo in ogni suo aspetto. Inoltre le difficili linee curve dell'universo LEGO qui sono state realizzate alla grande senza sbavature e anche il muro "senza distacco" tra una piano e l'altro, oppure le facce diverse dei minifig sono una bella novità che da' un tocco di freschezza e rappresenta un buon apripista verso una nuova lunga serie di modulari per la seconda decade.
La costruzione di questo set è molto piacevole, non si ripete mai, si alternano sempre la costruzione dei muri con parti di arredamento interno e la scoperta delle tecniche usate passo dopo passo sono una piacevole scoperta. Quindi dopo tutte queste parole anche se molti AFOL lo hanno definito un set troppo diverso dagli altri oppure poco attraente, io non posso che consigliarlo a tutti per la gioia nel costruirlo e nell'aspetto generale dopo averlo completato. Non rimarrete delusi nell'averlo accanto agli altri modulari anche se l'impressione possa essere diversa. E' un set eccellente e innovativo in molte sue tecniche e offre inoltre una bella vettura e 6 magnifiche minifig. Il mio voto finale è 88/100!

Altre recensioni del 10260 in rete:
BrickSet = https://brickset.com/article/33372/review-10260-downtown-diner(1)

BrickSet = https://brickset.com/article/33460/review-10260-downtown-diner(2)

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Modificato da sdrnet

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Bel lavoro Sandro! 😉

Mi sarei però aspettato qualche parola sul designer (Mike Psiaki) e sulla scelta di affidare a lui (americano) la progettazione di questo set.

Più in generale mi piacerebbe che in una recensione si possano trovare sempre informazioni sul designer di turno. Trovo che sia un po' come recensire un libro, un disco o qualsiasi opera artistica: due parole sull'autore ci dovrebbero essere sempre, no?

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2 ore fa, orfeuz ha scritto:

Bel lavoro Sandro! 😉

Mi sarei però aspettato qualche parola sul designer (Mike Psiaki) e sulla scelta di affidare a lui (americano) la progettazione di questo set.

Più in generale mi piacerebbe che in una recensione si possano trovare sempre informazioni sul designer di turno. Trovo che sia un po' come recensire un libro, un disco o qualsiasi opera artistica: due parole sull'autore ci dovrebbero essere sempre, no?

E' un'ottima idea però io onestamente non ho molte informazioni legate al designer. Se qualcuno vuole integrare queste informazioni ben venga!

Ciao a tutti!

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      Grazie a tutti e a presto.
      Cristiano
    • Di sdrnet
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      Ecco la galleria di Flickr:
      https://www.flickr.com/photos/sdrnet/albums/72157690184763535
      Spero vi piaccia e se avete domande sono a disposizione!
      Saluti, Sandro
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