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alf

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  1. Ma... ...quella del 70841 è una novecentoventottina?
  2. Interessante il metodo dei "segnali fissi" (non li chiamerei "ostacoli") perché possono essere parte del paesaggio (come un muro di un edificio un po' troppo vicino ai binari o il paletto del passaggio a livello...). Magari i LED del sensore si possono arretrare un po' verso il centro in modo da non essere visibili. A naso direi che potrebbero persino "guardare verso terra", conteggiando le traversine rilevando i "coccodrilli" sulle traversine (così li chiamano nelle FS): una o due plate 2x2 potrebbero essere sufficienti, se i limiti minimo/massimo del sensore lo permettono. Il 7805 non è una soluzione elegante, visto che "spreca" in calore ciò che è di troppo (certo costa meno di un adattatore di tensione step-down...).
  3. Se ho capito bene hanno comprato l'Ideas Book 21315 su eBay e lo hanno recensito prima della presentazione ufficiale. Questo significa che pur di recensire qualcosa "prima degli altri" (cioè: pur di aggiungere valore al proprio sito web) si son procurati un prodotto LEGO da canali non proprio onesti (cioè: scorrettezza nei confronti dell'azienda LEGO), e perciò - anche alla luce del fatto che non è stato un caso isolato - non meritano di essere recognizzati come "LEGO fan media". Mi sembrano alquanto campate in aria le spiegazioni tipo: io sono un fan dei set LEGO ma non un fan delle politiche aziendali LEGO (politiche che servono proprio a darti il massimo valore a quei set e a permetterti di reperirlo secondo il calendario previsto). Oppure tipo: internet è piena di immagini "non ufficiali" (come se ciò autorizzasse a ripubblicarle su un sito web che esibisce il logo di Recognized LEGO Fan Media, cioè voler stare con un piede in due scarpe). Oppure tipo: ora il tuo sito sarà più libero di pubblicare recensioni e notizie (cioè: per aumentare le cliccate al tuo sito web sarai ancora più ostile a LEGO, basterà avere la talpa giusta). Recensioni e notizie stuzzicano solo la temporanea curiosità dell'AFOL, e raramente hanno valore aggiunto. Per valore aggiunto intendo quello che ti costa fatica realizzare e che non è vecchio già il giorno dopo (esempio: gli ottimi servizi di New Elementary).
  4. La differenza tra i nuovi e i vecchi è che i nuovi hanno gli utilissimi fori per gli axle technic. Io ho un po' di vecchi 30517 (da set City dei primi anni 2000) che presentano lo stesso problema: sono un filino più alti del previsto, sebbene non in modo marcato come da foto di Toretto1981.
  5. Il francese Philo ha pubblicato pagine interessantissime sulle caratteristiche tecniche dei motori LEGO, ma non ha ancora recensito/misurato quelli di ultima generazione. Lo standard PowerUp (che va su bluetooth) è di fatto il già noto WeDo 2.0 con modifiche secondarie; la "vecchia" generazione PowerFunctions (che va su infrarossi), quella del treno 60052 che hai indicato, può essere interessante se non prevedi di crescere in "automazione" in futuro... Cimentarsi con uno standard appena dismesso, rischia di portarti a spendere vagonate di soldi (ne sanno qualcosa i fanatici dei treni LEGO 9V). L'uso delle batterie (le ricaricabili vanno benissimo) ha i suoi pro e contro. Fra i vantaggi del treno alimentato a batterie c'è la possibilità di creare circuiti in cui larghi tratti vengono percorsi in entrambe le direzioni senza dover comandare al treno di invertire la marcia (vedi qui come ho fatto). La quantità di vagoni che può trainare una locomotiva dipende dal peso trainato (per questo i vagoni progettati da LEGO sono semplici e leggeri) e da quanto grip hanno le ruote motrici. Per un mio treno alquanto grosso e pesante, per "aumentare il grip" ho messo il pacco batterie praticamente sulla verticale del carrello motore (sia in testa che in coda treno).
  6. C'è da sperare che il mariuolo sia uno che crede che si possano rivendere le MOC e perciò, provandoci, venga sgamato da qualche AFOL che quelle MOC le aveva già viste su internet e agli eventi...
  7. alf

    Rumors 2018

    Forse cimiteri e ospedali non sono previsti, ma di sicuro una scuola o un centro sportivo non ce le prepareranno perché odiano gli AFOL... Ma ve l'immaginate? Un set "scuola" con un edificio simpatico e trenta minifig di cui cinque insegnanti (per lo più donne, perché le minifig femminili scarseggiano) e venticinque minifig con gambe ridotte (l'urlo di gioia degli AFOL si sentirebbe fino a Billund)... magari corredato da "centro sportivo" con almeno cinque o sei palline ...
  8. alf

    Novità 2019: Forma

    Penso anch'io che sia una cagata pazzesca perché in quel caso i mattoncini sembrano solo una parte funzionale alla realizzazione, non la parte veramente essenziale della realizzazione. Una cosa è aggiungere una vela al veliero, ben altra storia è la skin caratterizzante la scultura, addirittura da disegnare con pastelli e pennarelli... ma dai, scherziamo? Sarà mica dovuto al fatto che il numero di donne nel team di Billund è cresciuto un po' troppo?
  9. Causa "frontiere aperte" (chiamiamole così per brevità), i prezzi di un set nei vari paesi si devono somigliare, altrimenti la differenza diventa maggiore del costo di spedizione dall'estero (questo problema praticamente non si poneva negli anni '80...). Per cui LEGO deve calibrare bene il prezzo di un set (e dunque anche il contenuto) in modo che la somma di tutte le vendite ("in perdita" in certi paesi) renda conveniente crearlo e distribuirlo. Potere d'acquisto: ad un tedesco che a parità di mestiere guadagna il doppio di me, i prezzi sembreranno pesare sul portafoglio metà che a me. Ma allora mi aspetterei che in Germania i set costino generalmente più che in Italia, e invece non è proprio così...
  10. Spettacolosi! L'ho apprezzato molto di più perché da tempo seguo un canale youtube (cercatelo, "LinkRailJapan") che pubblica video di treni delle JR Japan Railways ripresi lato cabina di guida (in molti treni giapponesi le vetrate consentono al passeggero nella vettura di testa di avere la visuale del conduttore), e perciò nel vedere questo ho riconosciuto parecchi treni - i milleporte dell'area della capitale (7-wide), lo Shinkansen bianco-verde (incidentalmente 8-wide), le vetture del nord e dell'Hokkaido (quelle bianco/crema col muso schiacciato), i Limited Express grigi dalla forma bombata (geniale utilizzo della part 54200 "fetta di formaggio"), l'espresso notturno Cassiopeia (non più circolante da qualche anno)... Notevole la quantità di dettagli che sono riusciti a comprimere in vetture larghe 6 stud o poco più. Ci avete fatto caso che la grandissima parte di quei treni viaggia su binari PF?
  11. Interessante! Io avevo invece preferito usare il muso per... il pacco batterie.
  12. Blender è un software di modellazione: disegni oggetti e quindi gli fai fare il rendering. POVray è letteralmente un linguaggio di programmazione per descrivere oggetti, illuminazione e tutto il resto, per cui devi scrivere la scena (linguaggio di programmazione anziché solo di descrizione, poiché ha a disposizione anche loops, defines, variabili, ecc.). Perciò quest'ultimo si presta bene quando vuoi fare il rendering di qualcosa di cui hai già la descrizione geometrica (oppure quando stai scrivendo un software CAD per mattoncini e vuoi aggiungere la feature "modellazione realistica"). Questo è il motivo per cui il rendering della cattedrale di Giacinto è così accattivante.
  13. alf

    Foto di gruppo

    Ahimé, quest'anno non ci sono stato, e quindi... l'invidia intensifies!
  14. Nota: la versione Sbrick Plus accetta i sensori WeDo 1.0 (che hanno il connettore tipo PowerFunctions, detti anche "classic"), non i WeDo 2.0 (che hanno il connettore tipo nuovo). I sensori sono solo due: quello di rotazione (tilt sensor) e quello di distanza (chiamato stranamente motion sensor, ma è solo un misuratore a infrarossi per la distanza di ostacoli fino a 15cm). Maggiori spiegazioni sul blog LEGO Engineering.
  15. Chiunque abbia sviluppato con Android o iOS sa che è molto facile buttar giù un prototipo ma è molto complicato renderlo veloce ed elegante... ...quindi, non disperate: se le prime impressioni non sono positive, significa che dovete pazientare qualche mese settimana in più. Inoltre il programma su cellulare/tablet si limita a chiedere al sistema operativo sottostante di comunicare col bluetooth, e non può sopperire alle carenze dello stack bluetooth di sistema. (È uno dei motivi per cui ho una reazione allergica quando mi chiedono di sviluppare un'apps per cellulare...). Sul bluetooth "sordo" confermo anch'io che è ragionevole aspettarsi almeno una decina di metri - in esposizione però non sono mai stato più lontano di 4-5 metri. Ma così come gli infrarossi sono disturbati dalla troppa luce (che include anche infrarossi), così il bluetooth è disturbabile dalle attività in radiofrequenza sui 2.4 gigahertz (frequenza particolarmente affollata: ci gira anche il wifi), ivi incluse le "armoniche" e le "spurie" da altre frequenze. Quindi il test di Sariel non va preso come misura definitiva.
  16. Ogni soluzione ha i suoi vantaggi e svantaggi. Credo che i confronti sulle varie soluzioni dovrebbero piuttosto vertere sui principali punti, e cioè: 1) cos'è che LEGO non fa e che si vorrebbe ottenere (la soluzione riguarda la giocabilità o l'automazione per le esposizioni?) 2) quanto è invasiva (cioè i mattoncini non devono essere una decorazione ferroviaria a un sistema elettronico) 3) quanto è costosa (include anche il "quanti anni durerà prima di essere costretti a convertire ad altro sistema per mancanza di ricambi": vale anche sul versante opposto, cioè riguardo ai motori LEGO...). La praticità/facilità dipende dalle personali opinioni e capacità del singolo. Anche la questione dei costi è tutto sommato un discorso personale (c'è chi è disposto a investire più di te, c'è chi ha già a casa pezzi riciclabili, ecc.: se apri una startup dovrai essere molto convincente, perché tanti di noi un sistema per automatizzare il circuitino ferroviario l'hanno già trovato... per esempio, io stesso ritengo interessante la soluzione col Micro:Bit, ma non abbastanza da farmi mandare in pensione il sistema con gli Sbrick e i tag RFID che ho allestito già).
  17. Mi correggo: il WeDo 2.0 usa due pile stilo (AA), non sei pile ministilo. Da quei 2.1-2.4V (se batterie ricaricabili) o 2.2-3.1V nominali (se batterie alcaline) tira fuori i 3.3V e i 5V per la circuiteria di bordo. Insomma, se non ci sono grosse sorprese col PU, sarà una vera impresa fargli trainare un trenino consistente...
  18. Assumendo che il Powered Up sia sostanzialmente il WeDo 2.0 (che la LEGO ha creato nel 2014) e che il battery pack Powered Up non sia altro che quello del WeDo senza arrotondare un bordo, possiamo dare un'occhiatina alla breve analisi fatta da Philo del WeDo 2.0. La prima cosa che salta all'occhio è che che sulla motherboard c'è lo stesso chip "driver" per due motori usato già sugli NXT, EV3, PF (squadra vincente non si cambia). I connettori per i motori sono solo due perché presumibilmente non si può chiedere troppa corrente alle batterie (nella seconda foto, al punto 11, si evince che il limite sarebbe 1,5 ampere; dato che il battery pack è largo solo 4x8 stud, cioè solo pile piccole AAA, mi pare un limite già molto ottimistico). I due connettori del nuovo tipo, a passo 1.27mm (cioè mezzo "decimo di pollice"). A bordo c'è anche uno speaker (un ronzatore piezoelettrico) e un LED RGB (cioè capace di mostrare più colori). Il chip che governa il tutto è il CC2640, che supporta lo standard BLE delle specifiche Bluetooth 4.2 e contiene un processorino classe Cortex M3 con 20k RAM e 128k flash. Dalle foto non sembra che sia prevista la possibilità di un aggiornamento firmware (come avveniva già con l'NXT), nonostante la presenza di dozzine di test points.
  19. A seconda dei gusti, un sistema (Arduino, Micro:Bit, ecc.) ci sembrerà più simpatico degli altri perché personalmente considerato più facile da metter su, programmare, modificare. Nel mio caso, per controllare i treni, feci scelte alquanto costose (Huzzah Feather, ecc.)... solo perché avevo già delle board da riciclare. Se spendere venti euro in più evita settimane di frustrazioni in un campo non amichevole per tutti (elettronica, programmazione...), allora sono soldi spesi bene. Il problema tecnico più fastidioso è la questione dell'alimentazione. Dal pacco batterie, a seconda del tipo, dello stato di carica, della corrente che viene estratta in quel momento, arrivano tensioni non proprio comodissime (da 6.3V a oltre 10V, quando i microcontroller tipicamente vogliono 3.3V o 5V). A questo punto le discussioni finiranno su quanti compromessi si fanno, cioè se il gioco passa da "mattoncini" a "modellismo con elettronica, coperto di mattoncini".
  20. Il buon vecchio NXT più di dieci anni fa integrava tecnologia Bluetooth (quella normale, il Bluetooth Low Energy (BLE) ancora non esisteva) tale da farsi pilotare da PC e perfino tale da scambiare dati con altri NXT. Dopo tanti anni sono arrivate sul mercato circuiterie Bluetooth economiche e quindi BLE economiche e piccole. Lo sBrick sarà probabilmente complicato per un ragazzino (e se costa così tanto è perché non gode delle economie di scala possibili a LEGO), ma ormai sono anni che è in giro. Il PU mi sembra il classico caso in cui il marketing uccide l'innovazione per paura che l'accento sia più sul telecomandare che sul costruire coi mattoncini: ma allora perché pensionare il PF a infrarossi? Solo perché un sondaggio ha risposto "apps cellulare" senza neppure riflettere su quale sarebbe stata la vera differenza in fatto di giocabilità? Da parte mia penso che non comprerò set PU... ma ho sempre paura di far la fine della tipica scaletta AFOL: gran soddisfazione col vecchio sistema paura dell'introduzione di un nuovo sistema terrore che il nuovo sarà incompatibile col vecchio il peggior terrore si realizza grida disperate e incetta di pezzi del vecchio sistema furiose dichiarazioni "non comprerò mai il nuovo" prima o poi esce un bel set col nuovo sistema dopo un po' di dubbi, "per stavolta faccio eccezione" quindi l'eccezione si ripete per altri set anche meno belli qualche soddisfazione col nuovo sistema e si ricomincia dal punto 1
  21. È doloroso veder inventare un nuovo standard che non aggiunge nulla di eclatante, quando sarebbe bastato reingegnerizzare l'interno dei ricevitori PowerFunctions per introdurvi la funzionalità BLE (bluetooth low energy) e reingegnerizzare i telecomandi PF per fare altrettanto.(¹) Usare l'app dal cellulare ha senso solo se ciò aggiunge funzionalità impensabili con l'infrarossi (come il ricevere dati da sensori e magari reagire con sequenze programmate). Ma non mi suona molto esaltante l'app che si vede sul tablet del video di FBTB indicato nell'articolo. Replica i sei tasti del telecomando Powered Up (+/stop/- destra e +/stop/- sinistra) e contiene tre tasti centrali per impostare quanta potenza dare alla pressione dei "+" (normale, impennata, lenta) e due indicatori a lancetta (il feedback dei motori?). Insomma, la Batmobile 76112 si può tranquillamente ricostruire con i PF e un telecomando infrarossi da treno (decisamente più giocabile perché con rotelle piuttosto che tasti), e per l'impennata usare il telecomando PF piccolo (che dà "tutta potenza e subito"). In sintesi, fermo restando che il bluetooth è una rivoluzione (perché permette di scriversi da soli la proprio apps su pc/tablet/cellulare), nel PU rispetto al PF vedo poche migliorie che non mi pare possano giustificare il pensionamento anticipato del PF: funzionare anche al sole e in scarsa visibilità il battery-pack contiene il ricevitore bluetooth e ben due plug l'app potrebbe (?) capire se un motore è un po' sotto sforzo il comunicato stampa parlava di 10 velocità (anziché di 7, wow! ) (¹) Sarebbe stato epico avere ricevitori e telecomandi con entrambi gli standard infrarossi e bluetooth, e perciò compatibili con i PF. Avremmo anche potuto avere nuovi motori di treno con sensore colori sotto, e un'app avrebbe potuto "fermare il treno in stazione e poi ripartire", al costo di una sola plate colorata sui binari. Invece ora abbiamo una selva di standard diversi e incompatibili (9V, PF, PU, NXT, EV3... )
  22. alf

    Novità 2018: City

    Mi dispiace un po' che il muso delle motrici e i binari dritti siano ancora i due punti dove più sono costretti a fare economia...
  23. Un altro pezzo della serie "ma perché non lo hanno introdotto venti o trent'anni fa?"
  24. Magari vi ponete il problema per il buco. Gli inverter tile mi suonano interessanti per le decorazioni esterne (permettendo di "snottare al contrario", non so come spiegarlo meglio), e la lunghezza di 3 stud non obbliga a simmetrie a griglia/scacchiera (come invece l'inverter tile 2x2, già utilissimo di suo).
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