...niente di nuovo sotto il sole...tutti a comprar su Amazon, i negozi chiudono, le catene falliscono e la GDO va per la sua strada perché del cibo e delle altre cose che ci trovi dentro non si può ahimè fare a meno.
Quando saranno rimasti solo i grandi marketplace (e mi auguro che ve ne possa sempre essere più d'uno se no è finita...), voglio proprio vedere quali e quante promozioni, quali e quanti sconti e quali e quanti prodotti diversi tra cui poter scegliere ci saranno...nel frattempo i quartieri diventano puri e semplici dormitori, la filiera si accorcia (e quindi non c'è più rapporto tra numero di posti di lavoro "trasformabili" in altro e numero di posti di lavoro persi)...e tutto per risparmiare il 10-15-20%...quando un negozio fisico si trova a combattere contro tassa d'ombra, tassa d'insegna, TARI, IRAP, tassa SIAE (eh si, se in negozio tieni la radio accesa, devi pagare la SIAE), canone Fonografici ((eh si, se in negozio tieni la radio accesa, devi pagare i Fonografici), canone annuo obbligatorio manutenzione registratore di cassa, canone e fee per POS/carta di credito, commercialista, iscrizione camera di commercio (3600 euro l'anno fissi). Un commerciante non può certo tenere aperto 7x7 e 24x24. Certo, può fare ecommerce (direttamente od appoggiandosi ad Amazon & C), ma? Quanto del suo margine (differenza tra quanto paga la merce e prezzo di vendita, non negoziabile e non riducibile) deve sacrificare per anche solo poter andare vicino ai prezzi Amazon e GDO?
Vogliamo la libera concorrenza? Ci sto. Però voglio anche le stesse regole per tutti. Se vado a correre in MotoGP con una "moto clienti" e posso vedermela con il 46, il 93 o il 99 è perchè io e loro abbiamo le stesse regole, e la differenza la fa il manico. Se invece a me dicessero che la moto la devo portare in pista così come l'ho comprato mentre loro potessero farsela fare su misura dai rispetti produttori, che chance avrei?