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Contenuti popolari

Mostro i contenuti con la maggior reputazione il 06/10/2020 in tutte le aree

  1. Laz

    Collezione vintage

    La collezione di set 700 degli anni 50 cresce...
    6 points
  2. "Lo sapevate?" E' la mia rubrica del Lunedì e Giovedì in cui vi sfido, dicendovi una cosa. Se la sapevate già, reazione triste, se non la sapevate mi lasciate un like! E' un modo utile per imparare curiosità sul mondo LEGO. Lo sapevate? #20 Quanto sono belli gli astronauti classic space! Tutti li conoscono e Benny è stato scelto come minifigure iconica per rappresentare le minifigures nostalgia degli anni 80. Ma lo sapevate? L'elmo delle minifigure classic space avrà sempre dei "buchini", delle rientranze su cui si applica la visiera. Tuttavia questo set in figura, il 1053, ha una peculiarità, ovvero i caschi presenti in questo set, NON hanno quelle rientranze. La motivazione? Tutt'oggi è un mistero. In questo set si trovano solo i caschi rossi e bianchi, tuttavia in commercio possono essere trovati caschi senza rientranze anche neri, gialli e blu, ma non sono mai usciti in set ufficiali. Se lo sapevate, tristi. Se non le sapevate, like! A giovedì prossimo!
    4 points
  3. Pix

    Novità 2020: Star Wars

    LEGO Luke Skywalker With Blue Milk (30625)
    2 points
  4. Svelato oggi un gigantesco mappamondo fatto di mattoncini presso la LEGO House a Billund su cui sono state posizionate le creazioni dei bambini che hanno partecipato all'iniziativa LEGO Rebuild The World. Alta quasi quattro metri, la nuova installazione appena presentata presso la LEGO House a Billund rappresenta un globo creato con 350.000 mattoncini LEGO, costruito impiegando circa 2700 ore di lavoro e sul quale sono state posizionate le creazioni LEGO inviate da tutto il mondo per l’iniziativa nata a settembre 2019 Rebuild The World. Le creazioni dei bambini sono esposte in cinque categorie: - natura - veicoli - creature fantastiche - oggetti - luoghi Inoltre è ancora possibile contribuire con le proprie creazioni LEGO su una versione digitale del mappamondo inviandole tramite questo link. L’installazione sarà presente da oggi 6 ottobre fino al 6 novembre presso la LEGO House a Billund. Di seguito il comunicato stampa dell’evento. When the world paused due to the recent lockdown it didn’t put a stop to the creativity and resilience of children. Now, to celebrate the endless imagination and unique ingenuity that kids possess, the LEGO Group has unveiled an awe-inspiring installation – a 13ft globe. The globe, which is on display at LEGO House in Billund, Denmark, took 2,700 hours to build and uses over 350,000 LEGO® bricks and elements. With LEGO creations sent in from all over the world, the globe acts as a joyful symbol of hope and positivity. Kids used their powerful imaginations to make sense of the world, and now the LEGO Group is giving us the opportunity to see the world through their eyes. Children’s creations are displayed in five categories – nature, vehicles, fantasy creatures, objects and places. Examples include: – Farming Hope – a sustainably powered farm with crops, a stream and an ever-present rainbow of positivity – Mobile Corn Man – fancy some vitamins? This veg patch on the move provides kids with instant carrots and corn deliveries – Magical Owlicorn – a mysterious, blue horned creature… who knows what mystical powers he possesses?! – Dream Hospital Treehouse – bringing joy to children in hospital, this room in the treetop canopy even has a built-in doughnut bar And it’s not too late to be part of the process. Families worldwide can contribute their own LEGO creations on a digital version of the globe by submitting them at LEGO.com/rebuild-the-world. People can also explore the stories behind some of the builds on the website, including amusing insights into kids’ creative process. New research from the LEGO Group shows that children want more family playtime1 and parents saw play as providing a vital role in keeping the whole family entertained during the COVID-19 pandemic2. 94% of parents globally also believe that play helps develop creative skills3, with resilience viewed as one of the most important skills for kids to learn for their future success4. Julia Goldin, Chief Marketing Officer, EVP, the LEGO Group, said: ‘The LEGO System in Play has long been the ultimate platform for playful expression, unlocking kids’ endless creativity and inspiring a constant cycle of building, unbuilding and rebuilding. We are delighted about the positive impact LEGO play had on kids’ creativity and families’ wellbeing this year and we hope the world is as inspired by their lockdown creations as we are.” Libor Udržal, LEGO Model Building Specialist, who was involved with the creation of the installation, said: “This project really emphasised the magic of LEGO play for me. It has been inspiring to recreate children’s creations and hear the diverse thought processes and influences behind each piece we’ve re-built. I’ve been a Model Builder for 20 years now and yet they’ve taught me new methods of building, their creativity knows no end!” The installation will be showcased at LEGO House from 6th October to 6th November. Fonte: LEGA NERD
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  5. Shintaku

    The minifigure Diary

    Quarantesimo appuntamento: Assassini! Usciti con il tema "Prince of Persia" li ho portati da Light Nougat (un tempo: Light Flesh) a gialli, perché i miei "Umani" sono tutti gialli. Non ne ho presi tanti, non è qualcosa che per me è proprio da esercito tanto più qualcosa da "commando", da unità singola che fa il suo, alla Ezio Auditore. Però, ottimo ensemble. L'origine della parola "assassino" non è molto chiara, l'opionione più diffusa si rifà al termine usato per identificare comunemente i Nizariti (gli Assassini, appunto), ovvero gli aderenti al movimento ismailita fondato da Ḥasan-i Ṣabbāḥ (Veglio della Montagna), che nell'Oriente islamico dell'età delle Crociate diede vita a una peculiare esperienza statuale ad Alamūt, nelle montagne dell'Iran centro-occidentale. I Nizariti erano infatti chiamati Asasyyn, termine che secondo Amin Maalouf ha origine dalla parola asās (basi, fondamenti): gli Assassini erano appunto "fondamentalisti" controllati dal loro capo Ḥasan-i Ṣabbāḥ. Il termine potrebbe più semplicemente significare "seguaci di Hasan". NUMERO MINIFIG : 7 MINIFIG: basate su pop006 e pop016 TOTALE MINIFIG FINORA 1205
    1 point
  6. Pix

    Collezione vintage

    Ora dovrai cambiare il titolo in: "Collezione vintage in più Billy"
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  7. Ciao a Tutti, ho trovato la notizia qui in Germania ma penso sia valida ovunque: dal 8 al 20 ottobre 2020 punti VIP doppi sia nei LEGO Store che nello shop online.
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  8. Ecco la pagina Ufficiale sul sito IKEA Italia: https://www.ikea.com/it/it/new/collezione-bygglek
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  9. La bellezza è nell'occhio di chi guarda, o almeno così dice il proverbio. Laddove alcuni possono trovare la bellezza nell'impeccabilità, l'arte tradizionale giapponese del kintsugi cerca di celebrare le imperfezioni evidenziandole in oro, invece di nasconderle. LEGO - Rebuild The World_ More Builds from LEGO TSUGI _ Facebook.mp4 Questa filosofia è la forza del nuovo progetto di LEGO per la sua lunga campagna Rebuild the World (di cui abbiamo già parlato molti mesi fa). LEGO Tsugi è appunto l'utilizzo di parti LEGO per sistemare oggetti rotti... LEGO TSUGI – Lamp | Rebuild The World https://youtu.be/qK0NCYbSPk8 LEGO TSUGI – Table | Rebuild The World https://youtu.be/x5vJsIF1xyA Altri bellissimi e originali esempi li potete trovare qui su Pinterest: https://www.pinterest.it/LEGO/rebuild-the-world/LEGO-tsugi
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  10. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Anche qui, il problema è guardare tutto nel complesso. Ogni anno che passa consumiamo più energia pro capite. Per il cellulare, per il condizionatore, perchè usiamo assurdi SUV e così via. Poi sostituiamo la lampadina a incandescenza con una a led e ci sentiamo più ecologisti di Greenpeace.... Il problema è che la potenza non è mai abbastanza. Ne usiamo sempre di più. Guardate bene questo video.... Guardate quanto carbone e petrolio usiamo. Io penso che LEGO, faccia bene a cercare strade nuove, ma se non è la gente a cambiare la testa...
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  11. Tutti noi possiamo fare meglio e il piccolo contributo che tutti possiamo dare senza troppo sforzo è comunque importante da un punto di vista globale. Vi ricordate quando andava di moda parlare dei piccoli led di stato sotto le TV (https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/03/03/quanto-ci-costa-il-puntino-rosso-della.html)? Anche solamente migliorare i propri consumi casalinghi è un bene per noi stessi sia direttamente (bolletta) sia indirettamente (effetti sull'ambiente). Se chi potesse iniziasse a passare all'auto elettrica, probabilmente in qualche anno avremo un miglioramento tecnologico, uno sviluppo territoriale e una riduzione di costi che renderebbe anche a noi impoveriti dal LEGO l'elettrica una spesa accessibile (non volevo forzarti a comprare l'elettrica, la mia era una analisi in senso generale, ovviamente). L'importante è che, tornando a TLG, il cambiamento fatto, piccolo o grande, sia nella direzione giusta (per quanto dannatamente banale possa essere questa affermazione): ben venga il sacchetto di carta se davvero impatta meno della plastica sull'ambiente. Potremo aprirci un forum e riempirlo di topic in un pomeriggio . Non posso che concordare con le tue aggiunte. Purtroppo quando la cattiva informazione e la politica si intromettono in quella che avrebbe dovuto essere solamente una valutazione di "posso accettare il rischio associato" (valutazione che io ritengo personale, nonostante sia un numero ben valutabile che è uguale per tutti da un punto di vista tecnico) non si può che arrivare alla situazione odierna. Eccellenze italiane (non certo me, per la cronaca) nella ricerca, nella produzione e nello sviluppo di impianti nucleari (a fissione e fusione) che lavorano, anche in Italia, per l'estero ed energia prodotta all'estero ricomprata per i nostri bisogni nazionali. Deposito nazionale ancora da farsi (anzi, ancora da fissare il sito, all'ultima volta che ho controllato) perché si vive con la paura delle elezioni. Si ride e si scherza, ma il 70% delle persone che mi chiedono cosa ho studiato sbiancano quando dico "nucleare". Da 0 a terrorista in 2.3s.
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  12. Pix

    Materiali sostenibili

    @ZioTitanok come leggo con interesse i tuoi post. Ci sono comunque da dire dei punti sul nucleare: - E' sicuro se le persone/enti/stato che lo gestiscono sono affidabili, quindi in Italia...lasciamo stare - Quando parli di energia nucleare, il 70% della popolazione nostrana associa ancora il tutto al fungo atomico - Oggi si parla ancora di fusione nucleare fredda Ad oggi la soluzione migliore è quanto segue:
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  13. Secondo me lo sviluppo e la distribuzione di veicoli elettrici dovrebbero essere accompagnati da una correzione del nostro mix energetico (a mio parere, anche verso il nucleare, cosa ahimé non possibile). Nella realtà, ad oggi, un 100% green è un qualcosa di inarrivabile. L'idroelettrico è quasi completamente sfruttato, il geotermico è poca roba, l'eolico ed il solare hanno il brutto difetto di non essere sempre disponibili (capacità installata =/= capacità disponibile): serve comunque qualcosa che sia pronto a rispondere alle esigenze energetiche quando le rinnovabili non lo sono, e poiché gli attuali sistemi di accumulo non sono sufficienti a una realtà nazionale (lo sono per una casa, non per una fabbrica), non ci resta altra scelta che le non rinnovabili (fossili o nucleari, ops siamo in Italia). Questo a meno di non voler installare n-volte il fabbisogno energetico per sopperire alle varie fluttuazioni del rinnovabile, strada che è economicamente improponibile e nemmeno così tanto sensata. Un paragone in altro campo. Arriveremo un giorno a non aver più bisogno del gas metano (o alternative per la combustione) in casa (piani a induzione, condizionatori/inverter, pannelli solari e varie). Avremo tolto sia una fonte di inquinamento distribuita, da combustione, sia una fonte di rischio, dovuta appunto al gas o alla sua alternativa: ovviamente, ci sarebbero anche tanti altri effetti (ricaduta sulle richieste energetiche, vari posti di lavoro da riassegnare/modificare, ...). L'errore arriva quando pensiamo al costo del singolo impianto: "eh ma l'induzione mi costa di più del gas tradizionale". Andrebbe considerato tutto: il diverso rischio, il diverso costo di gestione, il diverso ciclo vita delle macchine, l'efficienza, l'inquinamento... si torna a analisi costi-rischi-benefici che dovrebbe essere fatte seriamente e non da politicastri. Potrebbe anche risultare che nel complesso il tutto mi costa di più, ma magari ho meno rischi associati.. e sarebbe una scelta legittima: in tanti hanno scelto di non avere il nucleare proprio per questo motivo (che poi avessero la giusta percezione di rischio, è ben altro discorso ). E torno un po' in topic riallacciandomi qui, che ieri mi son scordato: spero che a monte di questa decisione non ci sia solo apparenza, ma una bella analisi tecnica che dimostri che il passaggio plastica--> carta sia dettato da un miglioramento in combinati di costi-benefici verso l'ambiente. Il fatto che quando tagliamo un albero ne piantiamo un altro non basta e andrebbero considerati tanti effetti diversi: la sua presenza (inquinanti assorbiti/emessi), la sua morte, il suo consumo (emissione di inquinanti assorbiti), la sua sostituzione (ritardo con cui il nuovo albero torna agli stessi effetti del predecessore e tutto il necessario per la sua crescita) e così via. Mi auguro che analisi serie siano state fatte a riguardo, a differenza delle nostre amministrazioni che tagliano e ripiantano alberi in città senza farsi troppe domande (anche qui, per i curiosi, si apre un mondo, fidatevi). Quando si parla di "nuove tecnologie" è naturale pensare a tutto quello che c'è da fare per mettersi in pari. Ma del resto, non è forse successo così per .. tutto? Distribuzione elettrica, internet, acquedotti, gas, fogne.. Niente di impossibile, basterebbe avere una seria volontà, nazionale, se non europea, se non mondiale, di volerlo fare. Vallo a spiegare a quei paesi che ospitano e stoccano le scorie prodotte dalle centrali nucleari... Non mi fate arrabbiare: diciamo le cose per bene. Dire che il nucleare non produce CO2 è scorretto. Il nucleare non produce CO2 se consideriamo il solo impianto. Se però, come sarebbe giusto fare, consideriamo l'intero ciclo di combustibile, quindi dalla miniera allo stoccaggio, le cose cambiano. C'è produzione e rilascio di CO2, per tutti i processi chimici di lavorazione. Quello che è più corretto dire è che la produzione, per ciclovita cobustibile-impianto, del nucleare è trascurabile, a parità di kWh, rispetto a quella di un impianto a carbone o/e solare (non sono impazzito, verificate pure; https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0196890408000575). La radioattività è un fenomeno naturale: vero. Questo però non ci deve far diventare superficiali. Basta pensare al Radon negli scantinati (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_160_allegato.pdf), a quanto è radioattivo un singolo sanpietrino in vaticano (con qualche piccola imprecisione, https://www.lastampa.it/scienza/2014/04/22/news/papa-francesco-vive-in-un-bagno-di-radioattivita-1.35768712) o al fatto che dormire accanto a una persona ti rende soggetto a radiazioni (grazie al Potassio-40, https://it.wikipedia.org/wiki/Dose_equivalente_a_una_banana). Le scorie delle centrali nucleari sono sicuramente un problema, al quale esiste ad oggi una combinazione di soluzioni. Mentre una parte di esse può e potrà essere riusata come combustibile in reattori con particolari tipi di combustibile, una parte va invece gestita nel lungo termine, per migliaia di anni. Esistono vari tipi di soluzioni e svariati protocolli e studi per assicurare un elevato standard di sicurezza. Due spunti di riflessione a riguardo: in Italia abbiamo un grosso problema da scorie, di cui il 90% deriva da applicazioni mediche (tutti quei macchinari per i vari controlli radiologici o quelle cure specifiche per malattie brutte) ed il rimanente è da applicazioni industriali (alta industria, metallurgica ed in piccolissima parte dagli impianti che abbiamo smaltito). In Italia ancora non siamo riusciti a individuare un sito dove realizzare un deposito sicuro, grazie alle forti contestazioni locali e alla pessima politica fatta a riguardo. Al momento abbiamo diverse sedi temporanee con standard ben più bassi in giro per le varie regioni. Nucleare o no, il problema scorie c'è comunque. (semplificando un pochino ma senza uscire dalla realtà dei fatti) avere tonnellate e tonnellate di CO2 in giro per l'atmosfera, oltre a n diversi inquinanti (PM, NOx, SOx e varie) incontrollate, ingestibili, è tanto meglio di avere una grotta con fusti ben chiusi e controllati?
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  14. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Il nucleare non produce CO2. La radioattività è un fenomeno naturale. Più BIO di così.... Francesco, l'elettricità è ovunque sul pianeta, niente petroliere che si spezzano, o piattaforme che perdono quantità abnormi di petrolio. Certo il combustibile fossile per un bel pò sarà la fonte dell'energia elettrica che muoverà tali macchine, però concentrarne la produzione, invece che distribuirla ovunque in decine di milioni di automobili, avrà comunque un risparmio ambientale. Oggi non usiamo l'elettricità solo per questioni di soldi... ci sono delle lobby, in lieve calo di potere, che non sono contente se non si passa spesso alla pompa a rifornirsi. E' un fatto. Così come se per dire gli italiani volessero usare il nucleare anziché il gas russo.... vuoi che un simpatico russo non faccia qualche anonima donazione ad associazioni nostrane contro il nucleare? Su questi argomenti ci sono troppi interessi contrapposti. Usiamo l'elettricità per tutto in casa, o nelle fabbriche perchè il motore elettrico è quello con più alto rendimento. E comunque per me è sempre un problema complessivo. Il ciclo della CO2 immagazzinata nel suolo, che noi rilasciamo al momento è un problema per l'umanità molto più grosso delle batterie dell'elettrico o del riciclo dei pannelli fotovoltaici... eppure non vedo tutta questa preoccupazione....perlomeno se paragonata agli allarmi sull'elettrico. Ripeto, per me dovremmo prendere spunto da LEGO e imparare a fare cose che durano. E non auto a combustione termica che bisogna cambiare mediamente ogni 8 anni.... Questo è essere bio, poter usare il classic space dopo 40 anni, e averlo funzionante come prima...
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  15. Prendo spunto per ricordare a tutti che l'analisi, e quindi il possibile confronto, tra fonti energetiche diverse è un discorso complesso ed è estremamente difficile farlo in modo puramente scientifico senza trasmettere le proprie convinzioni personali ai dati. A dimostrazione, probabilmente qualcuno che ha letto la mia bio, troverà il mio ragionamento di parte . Non si possono paragonare fonti rinnovabili (solare, idrico, eolico), a fonti fossili (carbone, gas, olio) o fonti nucleari (limitiamoci a fissione, visto lo stato di sviluppo della fusione), senza fare opportune considerazioni che tengano conto, per dirne alcune, dell'impatto sull'ambiente dell'intero ciclo vita di impianto e combustibile (se presente), della capacità installata e della reale disponibilità e produzione, di rischi connessi a tutte le possibili fasi, del costo risultante al singolo kWh a parità di potenza installata... Per esempio: è "green" una fonte come il solare quando teniamo conto del processo di smaltimento dei pannelli solari a ciclo vita? è "efficiente" una fonte come l'eolico se per 10 giorni non tira un filo di vento? è "sicura" una fonte come l'idroelettrico, quando esistono tanti (tristi) episodi di città e paesi spazzati via in un lampo? è "economica" una fonte come il nucleare, se si tiene in conto i costi di gestione di scorie e, eventualmente, incidenti? L'argomento è -almeno per me- estremamente interessante e purtroppo, almeno in Italia, troppo a lungo è stato politicizzato all'inverosimile con posizioni "scientifiche" spacciate come mantra dai vari attori (da tutte e di tutte le parti). La cultura dell'analisi costi-rischi-benefici è purtroppo assente e quello che dovrebbe essere un dibattito puramente tecnico è una giostra di sentiti dire. Decisamente più fossile (a maggioranza nostrano) che nucleare (ovviamente di importazione, in parte anche di proprietà), per i curiosi basta dare un'occhiata ai dati Terna. La fonte energetica che l'Italia ha dovuto scegliere, visti anche i vari referendum in merito, è costosa e le varie rinnovabili non possono garantire una continuità di erogazione che è fondamentale per industrie e vari servizi essenziali (trasporti, ospedali, ...). I francesi, che hanno "abusato" del nucleare per la loro produzione energetica, hanno un costo al kWh in bolletta diverso. Questo gli permette (per i più curiosi, anche per le caratteristiche tecniche della gestione della produzione di energia in impianti nucleari) di fare alcune cose apparentemente no-sense, come usare l'energia prodotta in eccesso (di notte) per pompare verso l'alto l'acqua nei bacini, in modo da poterla sfruttare come idroelettrico nelle ore della giornata caratterizzate da richiesta energetica maggiore (di giorno). Una sorta di mega batteria ad acqua (questa come va considerata? rinnovabile?). Ed è proprio dietro il basso costo del kWh nucleare che va ricercato il perché, noi italiani, a volte importiamo corrente dalla Francia pur avendo capacità installata sufficiente sul nostro territorio: ci costa meno comprarla che produrla. A volte succedono cose magiche: in un bel giorno di sole potrebbe succedere che noi importiamo energia da nucleare dalla Francia e dalla Slovenia e vendiamo energia solare in eccesso alla Germania, che con il suo dubbio sul nucleare manca di produzione interna. Mercato. Premesso quanto sopra, a questa domanda posso rispondere con vari spunti di riflessione: centralizzare la produzione di energia ci permette di ridurre una forte emissione di CO2 distribuita (proprio dai veicoli che se ne vanno in giro) in favore di una emissione localizzata in impianti che, pur essendo a energia fossile, hanno filtri e controlli ben diversi? centralizzare la produzione di energia ci permette efficienza di conversione maggiore nel globale, pur pensando all'intero ciclo di conversione carbone-->termico-->vapore-->elettrico-->batteria-->motori? quanto cambia in termini di sicurezza il fatto di non aver più in giro distributori di combustibile, mezzi di rifornimento e mezzi vari, soggetti a n-tipi di incidenti, in confronto al diffondersi di batterie di vari tipi, soggetti alle m-problematiche? in termini di capacità installata, quanto il nostro stato è capace di aumentare la produzione per rispondere all'esigenza energetica del parco macchine senza dover ricorrere nuovamente all'acquisto dall'estero? [...]
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  16. I costi di una elettrica sono ancora troppo alti. Gli oneri per attrezzarti per la ricarica sono ancora troppo alti (che tu abbia un garage da attrezzare o peggio ancora, se il garage non ce lo hai). La corrente da noi costa ancora troppo ed è al 75% di provenienza fossile o nucleare. Il motore sarà anche "eterno", ma tutto il resto della macchina no. Troppa elettronica, troppe pause per la ricarica sulle lunghe percorrenze.
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  17. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Valuta però anche la semplificazione di componentistica. Un motore termico è composto da molte più parti rispetto a ciò che usa un motore elettrico... Piuttosto, io rifletterei sul fatto che batterie a parte, i motori elettrici tendono a funzionare molto più a lungo, e possono essere rigenerati con molta più facilità. Una volta iniziato il giro... con quale scusa (EURO 1, 2, 3, 4,...) si spingeranno i consumatori a cambiare auto dopo la prima acquistata? L'auto elettrica è inarrestabile. Basti solo pensare alle vendite totali di auto ibride come la Prius. Il tempo della combustione termica distribuita, ha i giorni contati. Pardon gli anni contati (10/15...)
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  18. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Le bustine Fabuland del 3695, sono ancora perfette dopo 38 anni.
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  19. Laz

    Collezione vintage

    Ieri sera l'ho costruita. Difficilissimo! A noi degli anni 70 in poi è andata di lusso con le istruzioni!
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  20. Laz

    Collezione vintage

    E oggi è arrivata questa cosa enorme! Set 717, uno dei primi a essere fatto dalla Samsonite nel 1961 (forse a Stratford, Ontario?) Completo, tutte i pezzi (CA) sembrano nuovi e non sono deformati (niente clutch power, però, ovviamente)... Sto seriamente considerando di costruire quella casa sulla scatola! Non è il genere di set che comprerei (anche perché costa un sacco), ma me l'hanno proposto per uno scambio e alla fine... perché no? Senza dover pagare la dogana sarebbe stato anche meglio, ma vabbè :P) Il problema è che la scatola è così grossa che su nella Billy non ci sta nemmeno per sbaglio. "Ci serve una Billy più grossa!" (In più qualche 2x4 strambo e qualche variante che non avevo.)
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  21. Mi associo (nel lutto,per fortuna non è roba mia): plate 1x2 dalla Robie House
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  23. Pix

    Materiali sostenibili

    Noi abbiamo avuto anche due grosse sfighe, fare i due referendum per il nucleare in concomitanza (o quasi) di due catastrofi, ovvero: - 1986 disastro di Černobyl (URSS - Ucraina) - 2011 disastro di Fukushima Dai-ichi (Giappone)
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