Jump to content

Classifica

Contenuti popolari

Mostro i contenuti con la maggior reputazione il 22/09/2020 in Post

  1. Ciao a tutti, in seguito all'uscita di ieri, dell'ultimo set Winter Village "Elf Club House" posso stilare un elenco dei set Winter Village prodotti dal 2009 ad oggi. Approfitto anche ad inserire alcune curiosità, molti di voi sapranno già tutto, ad altri magari sarà interessante conoscerle. Buona lettura. Curiosità 1 - Se paradossalmente una persona potesse acquistare adesso, a prezzo ufficiale di listino, tutti i set Winter Village prodotti dal 2009, spenderebbe meno di 1000 euro! La media di prezzo di un set Winter Village è di 79,99 euro. 2 - Babbo Natale, personaggio simbolo stesso del Natale, è stato inserito in un solo set in tutta la serie… il 10245 Santa's Workshop. 3 - Nonostante la serie sia costituita da set relativamente piccoli, in molti di loro c'è stato l'avvento di nuovi pezzi o nuove ricolorazioni. Nel Winter Village Market ad esempio c'è stato il grande ritorno dell'arco 1x8 in dark-blue che era sparito da anni, molto raro e prodotto unicamente per i due modulari del 2007. 4 - Nel 2016 fu prodotto il Winter Holiday Train che fu una rivisitazione a distanza di 10 anni esatti del vecchio set 10172 Holiday Train, il quale però non faceva ancora parte del tema Winter Village. 5 - Il set con più pezzi in tutta la serie è il Winter Village Cottage con 1490 pezzi. Quello con meno pezzi è il Winter Bakery con soli 687 pezzi. 6 - Il set con più minifig è il Winter Market con 9 minifig mentre quello con meno è il Gingerbread House con sole 2 minifig. 7 - La chiesa che è un edificio tipico natalizio, non potrà mai essere prodotto da LEGO per via delle sue regole restrittive riguardo alla religione. 8 - Non è mai stato usato il colore bianco e nemmeno il giallo per un qualsiasi edificio della serie. 9 - Come per i modulari, il tema Winter Village ha mantenuto la regola di far uscire un solo set all'anno e solitamente viene presentato a settembre di ogni anno. Legato a questo tema però ogni anno escono degli altri piccoli set promozionali e anche delle polybag. 10 - Il Winter Toy Shop del 2015 (#10249) è stato un remake del primo set 10199 del 2009. Il set fu abbastanza criticato dai fan a causa del fatto che era pressochè identico a quello originale con pochissimi cambiamenti. Le cause non del tutto accertate di questo set, dicono che i designer erano tutti impegnati in altri progetti e per riuscire in tempo a produrre un set Winter hanno deciso di rifare quello più famoso. 11) In tutta la serie ci sono solamente due set che prevedono l'uso opzionale di un motore. Sono il Winter Market per la giostra e il Winter Train per il treno. 12) Il mattoncino 3x2 con la luce a pressione (https://www.bricklink.com/v2/catalog/catalogitem.page?P=54930c02#T=P) è presente in ben 8 set su 12. Questo perché le luci di Natale sono sempre state apprezzate anche se molti AFOL hanno deciso di farsi dei veri e propri impianti elettrici a led per rendere i set molto più belli e luminosi. 13) In 4 set della serie (Bakery, Post Office, Market, Station) non è presente un albero di Natale, né grande né piccolo. Sono tuttavia presenti in molti set (compresi questi 4) i pinetti LEGO nel formato piccolo e anche grande. 14) La media del costo al pezzo si attiene a 0,07 centesimi di Euro. E' un prezzo molto buono grazie anche al fatto che nessuno di questi set deve rendere conto ad una licenza specifica. 15) Qual è il set che mi è piaciuto meno? La mia risposta è il Fire Station. Nonostante sia un set ben costruito lo trovo comunque poco interessante e anche poco attinente al tema. Ci sarebbero ancora molte altre idee da sviluppare per il tema natalizio e fino ad ora c'è stata una grande mancanza di set più corposi (in stile UCS) che rendessero giustizia a questa categoria di set molto amati dagli AFOL di tutto il mondo. Se volete vedere tutte le immagini e le caratteristiche di questi Set li potete trovare su Brickset qui: https://brickset.com/sets/theme-Creator-Expert/subtheme-Winter-Village
    14 points
  2. LO SAPEVATE? "Lo sapevate?" E' la mia rubrica del Lunedì e Giovedì in cui vi sfido, dicendovi una cosa. Se la sapevate già, reazione triste, se non la sapevate mi lasciate un like! E' un modo utile per imparare curiosità sul mondo LEGO. Lo sapevate? #16 Abbiamo parlato di scatole, parliamo di un altro argomento molto caro ai collezionisti. LE ISTRUZIONI. Anche le istruzioni hanno il loro mercato soprattutto per i collezionisti. Ma quali sono le più ricercate? Lo sapevate? Nessuna sorpresa per voi! Le istruzioni più desiderate su bricklink sono quelle del 10179 MILLENNIUM FALCON (1001 Wanted List) e secondo posto per il 10182 CAFE CORNER (959 Wanted List). Ricordate? Come per le scatole. E valgono esattamente quanto le scatole, circa 300€ nuove. E quali sono invece le isruzioni più vendute degli ultimi sei mesi? Anche qui rimaniamo nella stessa identica situazione, sono quelle del 10251 BRICK BANK, che attualmente vengono vendute ad appena 3€. Invece lo sapevate? Le istruzioni USATE più vendute sono del 7913 Clone Trooper Battle Pack. Veramente non ho idea del motivo percui molta gente possa voler acquistare queste istruzioni, voi ne avete idea? Vengono vendute a 35 centesimi. Se lo sapevate, tristi. Se non le sapevate, like! A lunedì prossimo!
    4 points
  3. Shintaku

    The minifigure Diary

    Trentaseiesimo appuntamento: Nani. Una delle mie personali armate preferite e una delle minifigures a me più care, in tutte le sue mille versioni, non potevo non avere un'armata nutrita di nani. Sono molti custom (ma solo pezzi LEGO originali) e alcuni sono modificati dai Nani delle serie 5 e 17. Li ho accumulati nel corso degli anni e mi dispiace non esistano più temi che possano contenerli. I nani, nelle mitologie dei popoli germanici, sono creature che dimorano nei monti e nel sottosuolo, noti per essere grandi fabbri e minatori. Sono descritti simili ad umani tozzi e di dimensioni ridotte, sebbene alcuni studiosi hanno avanzato l’ipotesi che possa essere uno sviluppo in epoche successive. J. R. R. Tolkien era un ottimo filologo, pertanto si presume conoscesse il "catalogo dei nani" attestato nei testi norreni. I tredici nani che fanno visita a Bilbo Baggins, all'inizio de Lo Hobbit, Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur, Bombur e Thorin, hanno nomi che derivano dalla versione del "catalogo" contenuta nell'Edda in prosa. Solo il primo nome, Balin, è stato inventato da Tolkien, gli altri li ritroviamo tutti: Dvalinn, Kili, Fili, Dóri, Nóri, Óri, Óinn, Glóinn, Bífurr, Báfurr, Bömburr e Þorinn. Si può ancora aggiungere che il nano Thorin era chiamato "Scudodiquercia", ed è infatti questo il significato del nome di un altro dei nani eddici: Eikinskjaldi. NUMERO MINIFIG : 134 MINIFIG: varie TOTALE MINIFIG FINORA 1104
    3 points
  4. Secondo me lo sviluppo e la distribuzione di veicoli elettrici dovrebbero essere accompagnati da una correzione del nostro mix energetico (a mio parere, anche verso il nucleare, cosa ahimé non possibile). Nella realtà, ad oggi, un 100% green è un qualcosa di inarrivabile. L'idroelettrico è quasi completamente sfruttato, il geotermico è poca roba, l'eolico ed il solare hanno il brutto difetto di non essere sempre disponibili (capacità installata =/= capacità disponibile): serve comunque qualcosa che sia pronto a rispondere alle esigenze energetiche quando le rinnovabili non lo sono, e poiché gli attuali sistemi di accumulo non sono sufficienti a una realtà nazionale (lo sono per una casa, non per una fabbrica), non ci resta altra scelta che le non rinnovabili (fossili o nucleari, ops siamo in Italia). Questo a meno di non voler installare n-volte il fabbisogno energetico per sopperire alle varie fluttuazioni del rinnovabile, strada che è economicamente improponibile e nemmeno così tanto sensata. Un paragone in altro campo. Arriveremo un giorno a non aver più bisogno del gas metano (o alternative per la combustione) in casa (piani a induzione, condizionatori/inverter, pannelli solari e varie). Avremo tolto sia una fonte di inquinamento distribuita, da combustione, sia una fonte di rischio, dovuta appunto al gas o alla sua alternativa: ovviamente, ci sarebbero anche tanti altri effetti (ricaduta sulle richieste energetiche, vari posti di lavoro da riassegnare/modificare, ...). L'errore arriva quando pensiamo al costo del singolo impianto: "eh ma l'induzione mi costa di più del gas tradizionale". Andrebbe considerato tutto: il diverso rischio, il diverso costo di gestione, il diverso ciclo vita delle macchine, l'efficienza, l'inquinamento... si torna a analisi costi-rischi-benefici che dovrebbe essere fatte seriamente e non da politicastri. Potrebbe anche risultare che nel complesso il tutto mi costa di più, ma magari ho meno rischi associati.. e sarebbe una scelta legittima: in tanti hanno scelto di non avere il nucleare proprio per questo motivo (che poi avessero la giusta percezione di rischio, è ben altro discorso ). E torno un po' in topic riallacciandomi qui, che ieri mi son scordato: spero che a monte di questa decisione non ci sia solo apparenza, ma una bella analisi tecnica che dimostri che il passaggio plastica--> carta sia dettato da un miglioramento in combinati di costi-benefici verso l'ambiente. Il fatto che quando tagliamo un albero ne piantiamo un altro non basta e andrebbero considerati tanti effetti diversi: la sua presenza (inquinanti assorbiti/emessi), la sua morte, il suo consumo (emissione di inquinanti assorbiti), la sua sostituzione (ritardo con cui il nuovo albero torna agli stessi effetti del predecessore e tutto il necessario per la sua crescita) e così via. Mi auguro che analisi serie siano state fatte a riguardo, a differenza delle nostre amministrazioni che tagliano e ripiantano alberi in città senza farsi troppe domande (anche qui, per i curiosi, si apre un mondo, fidatevi). Quando si parla di "nuove tecnologie" è naturale pensare a tutto quello che c'è da fare per mettersi in pari. Ma del resto, non è forse successo così per .. tutto? Distribuzione elettrica, internet, acquedotti, gas, fogne.. Niente di impossibile, basterebbe avere una seria volontà, nazionale, se non europea, se non mondiale, di volerlo fare. Vallo a spiegare a quei paesi che ospitano e stoccano le scorie prodotte dalle centrali nucleari... Non mi fate arrabbiare: diciamo le cose per bene. Dire che il nucleare non produce CO2 è scorretto. Il nucleare non produce CO2 se consideriamo il solo impianto. Se però, come sarebbe giusto fare, consideriamo l'intero ciclo di combustibile, quindi dalla miniera allo stoccaggio, le cose cambiano. C'è produzione e rilascio di CO2, per tutti i processi chimici di lavorazione. Quello che è più corretto dire è che la produzione, per ciclovita cobustibile-impianto, del nucleare è trascurabile, a parità di kWh, rispetto a quella di un impianto a carbone o/e solare (non sono impazzito, verificate pure; https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0196890408000575). La radioattività è un fenomeno naturale: vero. Questo però non ci deve far diventare superficiali. Basta pensare al Radon negli scantinati (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_160_allegato.pdf), a quanto è radioattivo un singolo sanpietrino in vaticano (con qualche piccola imprecisione, https://www.lastampa.it/scienza/2014/04/22/news/papa-francesco-vive-in-un-bagno-di-radioattivita-1.35768712) o al fatto che dormire accanto a una persona ti rende soggetto a radiazioni (grazie al Potassio-40, https://it.wikipedia.org/wiki/Dose_equivalente_a_una_banana). Le scorie delle centrali nucleari sono sicuramente un problema, al quale esiste ad oggi una combinazione di soluzioni. Mentre una parte di esse può e potrà essere riusata come combustibile in reattori con particolari tipi di combustibile, una parte va invece gestita nel lungo termine, per migliaia di anni. Esistono vari tipi di soluzioni e svariati protocolli e studi per assicurare un elevato standard di sicurezza. Due spunti di riflessione a riguardo: in Italia abbiamo un grosso problema da scorie, di cui il 90% deriva da applicazioni mediche (tutti quei macchinari per i vari controlli radiologici o quelle cure specifiche per malattie brutte) ed il rimanente è da applicazioni industriali (alta industria, metallurgica ed in piccolissima parte dagli impianti che abbiamo smaltito). In Italia ancora non siamo riusciti a individuare un sito dove realizzare un deposito sicuro, grazie alle forti contestazioni locali e alla pessima politica fatta a riguardo. Al momento abbiamo diverse sedi temporanee con standard ben più bassi in giro per le varie regioni. Nucleare o no, il problema scorie c'è comunque. (semplificando un pochino ma senza uscire dalla realtà dei fatti) avere tonnellate e tonnellate di CO2 in giro per l'atmosfera, oltre a n diversi inquinanti (PM, NOx, SOx e varie) incontrollate, ingestibili, è tanto meglio di avere una grotta con fusti ben chiusi e controllati?
    3 points
  5. Pix

    Novità 2020: Star Wars

    Cioè...un Gremlins, pensa te...
    3 points
  6. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Il nucleare non produce CO2. La radioattività è un fenomeno naturale. Più BIO di così.... Francesco, l'elettricità è ovunque sul pianeta, niente petroliere che si spezzano, o piattaforme che perdono quantità abnormi di petrolio. Certo il combustibile fossile per un bel pò sarà la fonte dell'energia elettrica che muoverà tali macchine, però concentrarne la produzione, invece che distribuirla ovunque in decine di milioni di automobili, avrà comunque un risparmio ambientale. Oggi non usiamo l'elettricità solo per questioni di soldi... ci sono delle lobby, in lieve calo di potere, che non sono contente se non si passa spesso alla pompa a rifornirsi. E' un fatto. Così come se per dire gli italiani volessero usare il nucleare anziché il gas russo.... vuoi che un simpatico russo non faccia qualche anonima donazione ad associazioni nostrane contro il nucleare? Su questi argomenti ci sono troppi interessi contrapposti. Usiamo l'elettricità per tutto in casa, o nelle fabbriche perchè il motore elettrico è quello con più alto rendimento. E comunque per me è sempre un problema complessivo. Il ciclo della CO2 immagazzinata nel suolo, che noi rilasciamo al momento è un problema per l'umanità molto più grosso delle batterie dell'elettrico o del riciclo dei pannelli fotovoltaici... eppure non vedo tutta questa preoccupazione....perlomeno se paragonata agli allarmi sull'elettrico. Ripeto, per me dovremmo prendere spunto da LEGO e imparare a fare cose che durano. E non auto a combustione termica che bisogna cambiare mediamente ogni 8 anni.... Questo è essere bio, poter usare il classic space dopo 40 anni, e averlo funzionante come prima...
    3 points
  7. Tutti noi possiamo fare meglio e il piccolo contributo che tutti possiamo dare senza troppo sforzo è comunque importante da un punto di vista globale. Vi ricordate quando andava di moda parlare dei piccoli led di stato sotto le TV (https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/03/03/quanto-ci-costa-il-puntino-rosso-della.html)? Anche solamente migliorare i propri consumi casalinghi è un bene per noi stessi sia direttamente (bolletta) sia indirettamente (effetti sull'ambiente). Se chi potesse iniziasse a passare all'auto elettrica, probabilmente in qualche anno avremo un miglioramento tecnologico, uno sviluppo territoriale e una riduzione di costi che renderebbe anche a noi impoveriti dal LEGO l'elettrica una spesa accessibile (non volevo forzarti a comprare l'elettrica, la mia era una analisi in senso generale, ovviamente). L'importante è che, tornando a TLG, il cambiamento fatto, piccolo o grande, sia nella direzione giusta (per quanto dannatamente banale possa essere questa affermazione): ben venga il sacchetto di carta se davvero impatta meno della plastica sull'ambiente. Potremo aprirci un forum e riempirlo di topic in un pomeriggio . Non posso che concordare con le tue aggiunte. Purtroppo quando la cattiva informazione e la politica si intromettono in quella che avrebbe dovuto essere solamente una valutazione di "posso accettare il rischio associato" (valutazione che io ritengo personale, nonostante sia un numero ben valutabile che è uguale per tutti da un punto di vista tecnico) non si può che arrivare alla situazione odierna. Eccellenze italiane (non certo me, per la cronaca) nella ricerca, nella produzione e nello sviluppo di impianti nucleari (a fissione e fusione) che lavorano, anche in Italia, per l'estero ed energia prodotta all'estero ricomprata per i nostri bisogni nazionali. Deposito nazionale ancora da farsi (anzi, ancora da fissare il sito, all'ultima volta che ho controllato) perché si vive con la paura delle elezioni. Si ride e si scherza, ma il 70% delle persone che mi chiedono cosa ho studiato sbiancano quando dico "nucleare". Da 0 a terrorista in 2.3s.
    2 points
  8. Pix

    I miei ritrovamenti...

    Parliamo di ritrovamenti? Edicola nel mio paese, primi anni 2000, quando il LEGO non lo voleva nessuno, ma proprio più nessuno e i ritrovamenti avvenivano giornalmente. Pagato ancora in lire. Troppo bello questo Set, mi è sempre piaciuto e voluto. 6596 - Surf Shack Indovinate un po' qual'era il lato fronte sole?
    2 points
  9. Pix

    Novità 2020: Star Wars

    Ho visto che sul retro della scatola ci sono questi warning: - Mai esporlo alla luce forte, che lo irrita, e soprattutto quella del sole, che lo ucciderebbe - Mai bagnarlo né dargli acqua da bere - Mai nutrirlo dopo la mezzanotte
    2 points
  10. Pix

    Materiali sostenibili

    @ZioTitanok come leggo con interesse i tuoi post. Ci sono comunque da dire dei punti sul nucleare: - E' sicuro se le persone/enti/stato che lo gestiscono sono affidabili, quindi in Italia...lasciamo stare - Quando parli di energia nucleare, il 70% della popolazione nostrana associa ancora il tutto al fungo atomico - Oggi si parla ancora di fusione nucleare fredda Ad oggi la soluzione migliore è quanto segue:
    2 points
  11. Classic Corn Mill https://ideas.LEGO.com/projects/7b409a61-351b-4b52-b8c6-7f89c80a9868/comments_tab
    2 points
  12. Arrow

    Materiali sostenibili

    E' troppo presto per passare al totalmente elettrico. Sia tecnologicamente che economicamente. IMHO...
    2 points
  13. Pix

    I miei ritrovamenti...

    Guarda le risposte sono davvero diverse tra loro. La maggior parte dei piccoli negozianti ti risponde: "Quello che non vendo l'ho già dato indietro al mio grossista" Infatti per chi non lo sapesse, i piccoli negozi di giocattoli non ordinano direttamente a LEGO Italia, ma dai grossisti, questi molte volte a fine stagione ritirano l'invenduto. Molti ti illudono con: "Si si! aspetta che vado in magazzino e torno" Poi ritornano con qualche Duplo oppure JackStone... Recentemente le risposte (dal 2010 ad oggi) sono sempre le stesse: "No guarda nulla" Oppure: "Guarda è già passato qualcuno prima di te" E quel qualcuno so di chi si tratta...
    2 points
  14. AirMauro

    Novità 2020

    Quindi... dopo la nave dei pirati, tornerà il barone rosso?
    2 points
  15. Laz

    Logo LEGO

    Inserisco questo qua perché mi sa che non l'avevo postato a suo tempo quando lo costruii, un paio d'anni fa... in realtà questa non è una mia MOC, ma un'elaborazione del celebre logo LEGO anni 60 realizzato da Bruno Kurth nel 2007 e donato a Kjeld Kirk Kristiansen, Jørgen Vig Knudstorp e Jette Orduna in occasione dei 75 anni dalla fondazione. La copia di Jørgen Vig è sempre stata in bella vista nella vecchia sede ora distrutta, mentre ora sta in una sala della "Skybox" in cima al nuovo campus. Questo è diverso perché quando ho chiesto a Bruno il permesso di realizzarne uno, lui mi ha suggerito di usare solo plate 1x2 e 1x1 (mentre lui aveva usato brick 1x2 per lo sfondo e pezzi diversi per la parte "solida"), ché anche lui ne stava rifacendo uno più grande così. E così feci! Il motivo per cui lo posto ora però è che ora il buon @marke mi ha realizzato un bellissimo supporto in legno che gli dà davvero senso compiuto!
    2 points
  16. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Valuta però anche la semplificazione di componentistica. Un motore termico è composto da molte più parti rispetto a ciò che usa un motore elettrico... Piuttosto, io rifletterei sul fatto che batterie a parte, i motori elettrici tendono a funzionare molto più a lungo, e possono essere rigenerati con molta più facilità. Una volta iniziato il giro... con quale scusa (EURO 1, 2, 3, 4,...) si spingeranno i consumatori a cambiare auto dopo la prima acquistata? L'auto elettrica è inarrestabile. Basti solo pensare alle vendite totali di auto ibride come la Prius. Il tempo della combustione termica distribuita, ha i giorni contati. Pardon gli anni contati (10/15...)
    2 points
  17. Ad oggi non si sa come smaltire bene il risultato della combustione di benzina e gasolio, eppure nessuno per 100 anni se ne è mai preoccupato.... è singolare questa asimmetria di preoccupazioni, che ho notato è molto forte finché un'azienda automobilistica non ha prodotti elettrici da offrire, salvo poi quando li ha listino, sparire completamente. Chissà che tante parole non fossero spese contro le auto elettriche solo perchè non si era ancora in grado di farle... Da notare poi che nessuno... si preoccupa delle batterie dei telefonini o dei notebook... e sono gli stessi che criticano le auto elettriche. mmmm.... Gatta ci cova... cioè $$$$$$$$$$$$$$ PS: in questo senso io preferirei che LEGO non vendesse più prodotti a pile, ma solo con batterie ricaricabili.
    2 points
  18. Wolfolo

    Novità 2020

    Che cariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiinoooooo speriamo arrivi anche da noi
    1 point
  19. Pix

    Novità 2020

    Nuovo GWP! Negli Stati Uniti il Set gratuito sarà disponibile dal 15 al 25 ottobre 2020 è richiesto un acquisto di almeno $100, vedremo da noi...
    1 point
  20. Pix

    Materiali sostenibili

    Noi abbiamo avuto anche due grosse sfighe, fare i due referendum per il nucleare in concomitanza (o quasi) di due catastrofi, ovvero: - 1986 disastro di Černobyl (URSS - Ucraina) - 2011 disastro di Fukushima Dai-ichi (Giappone)
    1 point
  21. Frank4bricks

    Materiali sostenibili

    Quanta roba da imparare... quanti spunti di riflessione... e una certezza: a me, singolo, nella mia situazione e per le mie caratteristiche, non conviene (anche tenendo conto di fattori come riduzione del rischio etc). Punto. Se non arrivano nuove infrastrutture da parte di comune-regione-stato, se il mix di corrente nazionale non vira verso la giusta direzione etc, mai mi converrà. Potrò migliorare la mia carbon-print magari passando a caldaia a condensazione (quando la attuale tirerà le cuoia, non prima), magari passando a condizionatore di classe energetica superiore (idem come per la caldaia, quando tirerà le cuoia l''attuale) e magari passando ad ibrido quando Milano e provincia renderanno impossibile la circolazione del mio vecchio EURO5 FAP... ma niente di più...
    1 point
  22. Pix

    Materiali sostenibili

    Il perché del mio allontanamento dal Model 3... Molti altre case automobilistiche puntano infatti sull'affitto annuale.
    1 point
  23. Arrow

    Materiali sostenibili

    Per tesla il cambio batterie costa 26000e. VentiseiMILA. Il mercato dell usato di queste macchine sarà disastroso...
    1 point
  24. Pix

    Novità 2020

    Fra, sarà che non sono un fan...ma a me fa... Cosa amo queste Renne ...
    1 point
  25. Frank4bricks

    Novità 2020

    Speriamo!
    1 point
  26. Frank4bricks

    Materiali sostenibili

    Vallo a spiegare a quei paesi che ospitano e stoccano le scorie prodotte dalle centrali nucleari... Sia chiaro: non sono un fan dei carburanti fossili, anzi. Dico solo che qui stiamo mettendo il carro davanti ai buoi. PRIMA "pulisci" la produzione e la distribuzione della corrente (e, nello specifico caso dell'Italia, togli dalle bollette tutto ciò che non è consumo), e POI migri a elettrico. I costi per la manutenzione delle elettriche sono "pesi" tanto quanto l'acquisto della macchina: prova a chiedere un preventivo di una full electric e poi chiedi un preventivo anche e solo per il cambio del pacco batterie e dopo quanti km devi farlo. Dopo ne riparliamo. Green è bello, ma NON essere powero e poterselo permettere è ancora più bello.
    1 point
  27. Frank4bricks

    Materiali sostenibili

    Trifase sicuro, ma avevo letto che ci sono contratti specifici (condizioni particolarmente vantaggiose) per la ricarica delle auto elettriche.
    1 point
  28. Frank4bricks

    Materiali sostenibili

    Tutte osservazioni che, essendo molto più precise e dettagliate di quelle da me riportate, mi fan dire: appunto. Ammesso e non concesso che il nostro paese fosse in grado (scegliendo la più green, la più economica o il miglior compromesso tra green e basso costo) di produrre il 100% di energia elettrica per "gestire" una quota importante di parco auto che passi da termico ad elettrico, non sarebbe il caso di prima attrezzarsi in tal senso e poi migrare all'elettrico? Prendo il mio caso: abito in condominio, ho un garage, il garage è collegato alla rete elettrica del condominio e non al mio "contatore", non ho/non lavoro in un ufficio accanto/sotto/vicino al quale poter trovare palina di ricarica (unica eccezione: il parcheggio dell'Esselunga dove vado a fare la spesa una volta la settimana). Ergo, per passare ad elettrico dovrei: - far portare linea di corrente "autonoma" ("contatore" etc) al mio garage - installare palina di ricarica a muro - sottoscrivere contratto ad hoc (mi dicono esistano) per ricarica auto elettrica mentre NON potrei (regolamento condominiale): - adottare fotovoltaico/solare - installare accumulatori Mi conviene? Mi vien da dire di no.
    1 point
  29. sdrnet

    Novità 2020

    E' già disponibile la review del set: https://brickset.com/article/53838/review-10275-elf-club-house
    1 point
  30. Prendo spunto per ricordare a tutti che l'analisi, e quindi il possibile confronto, tra fonti energetiche diverse è un discorso complesso ed è estremamente difficile farlo in modo puramente scientifico senza trasmettere le proprie convinzioni personali ai dati. A dimostrazione, probabilmente qualcuno che ha letto la mia bio, troverà il mio ragionamento di parte . Non si possono paragonare fonti rinnovabili (solare, idrico, eolico), a fonti fossili (carbone, gas, olio) o fonti nucleari (limitiamoci a fissione, visto lo stato di sviluppo della fusione), senza fare opportune considerazioni che tengano conto, per dirne alcune, dell'impatto sull'ambiente dell'intero ciclo vita di impianto e combustibile (se presente), della capacità installata e della reale disponibilità e produzione, di rischi connessi a tutte le possibili fasi, del costo risultante al singolo kWh a parità di potenza installata... Per esempio: è "green" una fonte come il solare quando teniamo conto del processo di smaltimento dei pannelli solari a ciclo vita? è "efficiente" una fonte come l'eolico se per 10 giorni non tira un filo di vento? è "sicura" una fonte come l'idroelettrico, quando esistono tanti (tristi) episodi di città e paesi spazzati via in un lampo? è "economica" una fonte come il nucleare, se si tiene in conto i costi di gestione di scorie e, eventualmente, incidenti? L'argomento è -almeno per me- estremamente interessante e purtroppo, almeno in Italia, troppo a lungo è stato politicizzato all'inverosimile con posizioni "scientifiche" spacciate come mantra dai vari attori (da tutte e di tutte le parti). La cultura dell'analisi costi-rischi-benefici è purtroppo assente e quello che dovrebbe essere un dibattito puramente tecnico è una giostra di sentiti dire. Decisamente più fossile (a maggioranza nostrano) che nucleare (ovviamente di importazione, in parte anche di proprietà), per i curiosi basta dare un'occhiata ai dati Terna. La fonte energetica che l'Italia ha dovuto scegliere, visti anche i vari referendum in merito, è costosa e le varie rinnovabili non possono garantire una continuità di erogazione che è fondamentale per industrie e vari servizi essenziali (trasporti, ospedali, ...). I francesi, che hanno "abusato" del nucleare per la loro produzione energetica, hanno un costo al kWh in bolletta diverso. Questo gli permette (per i più curiosi, anche per le caratteristiche tecniche della gestione della produzione di energia in impianti nucleari) di fare alcune cose apparentemente no-sense, come usare l'energia prodotta in eccesso (di notte) per pompare verso l'alto l'acqua nei bacini, in modo da poterla sfruttare come idroelettrico nelle ore della giornata caratterizzate da richiesta energetica maggiore (di giorno). Una sorta di mega batteria ad acqua (questa come va considerata? rinnovabile?). Ed è proprio dietro il basso costo del kWh nucleare che va ricercato il perché, noi italiani, a volte importiamo corrente dalla Francia pur avendo capacità installata sufficiente sul nostro territorio: ci costa meno comprarla che produrla. A volte succedono cose magiche: in un bel giorno di sole potrebbe succedere che noi importiamo energia da nucleare dalla Francia e dalla Slovenia e vendiamo energia solare in eccesso alla Germania, che con il suo dubbio sul nucleare manca di produzione interna. Mercato. Premesso quanto sopra, a questa domanda posso rispondere con vari spunti di riflessione: centralizzare la produzione di energia ci permette di ridurre una forte emissione di CO2 distribuita (proprio dai veicoli che se ne vanno in giro) in favore di una emissione localizzata in impianti che, pur essendo a energia fossile, hanno filtri e controlli ben diversi? centralizzare la produzione di energia ci permette efficienza di conversione maggiore nel globale, pur pensando all'intero ciclo di conversione carbone-->termico-->vapore-->elettrico-->batteria-->motori? quanto cambia in termini di sicurezza il fatto di non aver più in giro distributori di combustibile, mezzi di rifornimento e mezzi vari, soggetti a n-tipi di incidenti, in confronto al diffondersi di batterie di vari tipi, soggetti alle m-problematiche? in termini di capacità installata, quanto il nostro stato è capace di aumentare la produzione per rispondere all'esigenza energetica del parco macchine senza dover ricorrere nuovamente all'acquisto dall'estero? [...]
    1 point
  31. I costi di una elettrica sono ancora troppo alti. Gli oneri per attrezzarti per la ricarica sono ancora troppo alti (che tu abbia un garage da attrezzare o peggio ancora, se il garage non ce lo hai). La corrente da noi costa ancora troppo ed è al 75% di provenienza fossile o nucleare. Il motore sarà anche "eterno", ma tutto il resto della macchina no. Troppa elettronica, troppe pause per la ricarica sulle lunghe percorrenze.
    1 point
  32. Canio

    Studio

    Segnalo che aggiornando Studio alla versione 2.1.8, apparirà una nuova scheda "Mosaic"; da un'occhiata veloce sembra interessante, ci sono tanti parametri da configurare, come luminosità, contrasto; la cosa interessante è che fa anche un preventivo di spesa, suppongo basandosi sul prezzo medio. sarebbe interessante il parere di @f_random che se non ricordo male realizza mosaici molto belli. vi lascio uno screen
    1 point
  33. AirMauro

    Materiali sostenibili

    Le bustine Fabuland del 3695, sono ancora perfette dopo 38 anni.
    1 point
  34. Frank4bricks

    Materiali sostenibili

    @AirMauro, considera la proporzione: sai quante "stilo" ci sono nel "pacco batterie" di una Tesla? I problemi della auto elettriche sono di molto maggiori di quelli delle auto "termiche": - i componenti per costruire le auto vengono prodotti all'interno di distretti geograficamente circoscritti (distretto Porsche, distretto VW, distretto Mercedes etc), mentre quelli per assemblare le auto elettriche provengono da varie parti del mondo e trasportati via nave (vai a vedere consumi e produzioni CO2 di una portacontainer) - le batterie delle auto elettriche "cubano" quanto a smaltimento, in quantità decisamente maggiore rispetto a cellulari e tablet, vanno prima disassemblate (sono composte da migliaia di "stilo") e poi smaltite... idem dicasi, tra l'altro, per pannelli solari e fotovoltaici - i primi 35-40 mila km di percorrenza, l'auto elettrica li "investe" per andare a pari con il CO2 prodotto per costruirla, quindi... Oltre a tutto questo, occorre pensare alla corrente necessaria per ricaricare le auto elettriche. La nostra corrente è green per il 25%. Negli altri Paesi non va molto meglio. Il grosso della corrente arriva da combustione di materie prime fossili (gas, carbone, petrolio) o nucleare (che qualche problemino di smaltimento lo da). Ha senso spostare il parco macchine da termico a elettrico in queste condizioni?
    1 point
  35. AirMauro

    Rumors 2021

    Credo che Francesco si riferisse al fatto che non avevano messo le immagini e solo la descrizione. In questo senso era un pò triste...
    1 point
  36. Dal 24/9 di nuovo disponibili le cassettiere Lidl
    1 point
  37. Aggiornamento! NISSAFORS a euro 25 https://www.ikea.com/it/it/p/nissafors-carrello-bianco-40465733/
    1 point
  38. Pix

    Materiali sostenibili

    Quello indubbiamente e hai ragione. Il problema delle foreste è nei paesi dove il controllo non è così semplice, vedi est Europa, Sud America, Cina.
    1 point
  39. No, per quanto riguarda la Costellation, 10021, io l'ho comprata in un comunissimo negozio di giocattoli di Biella, a prezzo di listino indicato sullo shop, e ne aveva decine. Non una. Non era un'azione di reselling. Idem per l'ISD UCS per cui mi hanno fatto sconto. LEGO evidentemente ha delle sue policy per cui di tanto in tanto ha dei bonus che concede in maniera asimmetrica a diversi grossisti/negozi. A Biella, avevo anche chiesto maggiori info e mi avevano spiegato che era per loro un prodotto a catalogo del loro grossista. In passato (pre-2008) ho visto spesso situazioni simili, e spesso i negozi stranieri avevano set esclusivi a prezzo inferiore al listino LEGO. Set teoricamente esclusivi LEGO. Non so dirti il perchè. Però la Giocheria di Saronno, mi spiegava che spesso in passato vi erano iniziative speciali per i negozianti con accesso a scoutistiche speciali, bundle, o prodotti extra. Magari nel caso di Pix si è trattato di una cosa del genere. Io conosco un'altra persona che ha 5 di quei set del blacksmith e li comprò in un negozio del nordeuropa mentre era in vendita solo sullo shop, teoricamente. Ma Jody, è come i cavalli venduti negli shop LEGO, in teoria impossibile... eppure è successo di comprare cup piene di cavalli. Secondo me sono azioni asimmetriche compiute da LEGO in casi di accumuli a magazzino o situazioni simili.
    1 point
  40. Pix

    Novità 2020: Star Wars

    Informo che chi dovesse comprare la cantina...avrà questo in omaggio: La spada Laser di Yoda!
    1 point
  41. No vabbè ma anche tu, come hai fatto a trovarle?!?!?
    1 point
  42. Se posso dare un mio consiglio a livello di design, personalmente vi consiglio questo modello: NISSAFORS https://www.ikea.com/it/it/p/nissafors-carrello-nero-20399777/ Occhio che saliamo di prezzo, euro 30 Larghezza: 50,5 cm Altezza: 30 cm Lunghezza: 83 cm
    1 point
  43. Esattamente così, solo in un senso. Allora ti consiglio questo, pressapoco delle stesse dimensioni ma con le ruote che girano a 360°: HORNAVAN https://www.ikea.com/it/it/p/hornavan-carrello-bianco-70243873/ A solo euro 15 Larghezza: 48 cm Altezza: 26 cm Lunghezza: 73 cm
    1 point
  44. Occhio alle ruote, sembrerebbero in plastica rigida. Nel caso ti consiglio di prendere un feltro a strisce semi-rigido o una striscia di gomma (entrambi spessore basso, quel che basta per far girare la ruota) da applicare sulla ruota per non rovinare il pavimento. Poi se hai gres porcellanato o cotto, zero problemi.
    1 point
  45. Ultimamente i nuovi prodotti sul sito IKEA languono, sarà per la situazione COVID (e annessi) o magari perché le più grandi menti del brand svedese sono impegnate a ingegnerizzare le scatolette per stoccare i pezzi. Oggi vi propongo VESKEN. Diciamolo, non è nulla di speciale, ma per soli euro 10 potreste aver un bellissimo carrello dove mettere i sacchetti, scatole, cup, per quando costruite.
    1 point
  46. Volevo avvisarvi che IKEA ha realizzato l'anta in vetro per la serie EKET. Nella quarta immagine si vede bene come l'anta non sia a prova di polvere. Stendo un velo pietoso su dove IKEA abbia copiato il progetto EKET... Detto questo, all'interno del mobile a giorno (può essere sia pensile che a terra) è possibile stipare anche un modulare (occhio all'altezza però!), ecco le misure:
    1 point
  47. Settimana scorsa ho fatto un salto all'IKEA per provare la domotica (OT MODE - Ho fatto un regalo a mio nipote comprandogli lampadine, casse ecc...devo dire che per il prezzo che hanno, si possono fare cose davvero carine, ma non vi aspettate una domotica "pesante", se sapete usare poi IFTTT, allora vi divertirete). Passando per il percorso "obbligatorio" mi sono imbattuto nel prodotto: SKÅDIS. Che cos'è SKÅDIS? SKÅDIS è un sistema di pannellatura a muro che ti permette di realizzare un contenimento a parete. Perché può fare al caso nostro? qui serve un po' di immaginazione. Pensate di aver il tavolo di lavoro e sul muro fronte a voi una pannellatura forellata, e a quest'ultima potete attaccare degli accessori (vedi immagine). Ecco, questo è SKÅDIS. Gli accessori sono tantissimi, dal porta rotolo, porta posta, contenitori, ecc...nel dettaglio, qui l'elenco di tutti: https://www.ikea.com/it/it/search/products/?q=SKÅDIS Quello però che può fare al caso nostro è questo: SKÅDIS - Contenitore con coperchio, bianco https://www.ikea.com/it/it/p/skadis-contenitore-con-coperchio-bianco-80335909/ L'immagine spiega già il tutto. La cosa che posso aggiungere è che la chiusura (seppur l'apertura sia a "slitta") è abbastanza ermetica, quindi posso consigliarla per chi come me odia la polvere. I contenitori in vendita sono 3, prendendone una buona quantità si può riempire la pannellatura. Nelle varie immagini che trovate sul sito sono tutti montati distanziati, nelle foto che ho fatto si può vedere che c'è la possibilità di metterli vicini, quindi ottimizzando lo spazio si può fare una bella parete piena. La pennellatura è semplicissima da montare, è modulare e avendo fantasia si possono fare davvero delle belle cose.
    1 point
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×
×
  • Crea nuovo...