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Ha ragione a dire che la parte davvero geniale è l'estrarre i pezzi uno alla volta (la soluzione con le placche vibranti sarà un brevetto industriale) perché una volta isolato può comodamente essere posto su uno sfondo neutro e fare riconoscimento e decidere in quale cassetto deviarla.

È piuttosto intelligente anche il costruire i dati di input a partire dalla descrizione geometrica dei mattoncini (basterebbero le librerie LDraw, no?), ma anche lì - come spiegato nel secondo video - occorre un po' di "scienza" in più per ammorbidire le differenze tra immagine reale e immagine simulata.

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